Ezechiele
Chapter 12
Diodati Bibbia 1885
vs Clementine Vulgate…
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Ezechiele 12

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo:
1Et factus est sermo Domini ad me, dicens:
2Figliuol d'uomo, tu abiti in mezzo di una casa ribelle, che ha occhi da vedere, e non vede; orecchi da udire, e non ode; perciocchè è una casa ribelle.
2Fili hominis, in medio domus exasperantis tu habitas: qui oculos habent ad videndum, et non vident, et aures ad audiendum, et non audiunt: quia domus exasperans est.
3Dunque tu, figliuol d'uomo, fatti degli arnesi d'un uomo che vada in paese strano; mettiti in viaggio di giorno nel lor cospetto; e dipartiti dal tuo luogo, per andare in un altro, nel lor cospetto; forse vi porranno mente; perciocchè sono una casa ribelle.
3Tu ergo, fili hominis, fac tibi vasa transmigrationis, et transmigrabis per diem coram eis. Transmigrabis autem de loco tuo ad locum alterum in conspectu eorum, si forte aspiciant, quia domus exasperans est:
4Metti dunque fuori di giorni, nel lor cospetto, i tuoi arnesi, simili a quelli d'un uomo che vada in paese strano; e poi la sera esci fuori in lor presenza, come altri esce, andando in paese strano.
4et efferes foras vasa tua quasi vasa transmigrantis per diem in conspectu eorum: tu autem egredieris vespere coram eis, sicut egreditur migrans.
5Fatti un foro nella parete, nel lor cospetto, e per quello porta fuori que' tuoi arnesi .
5Ante oculos eorum perfode tibi parietem, et egredieris per eum.
6Portali in su le spalle, nel lor cospetto; porta li fuori in su l'imbrunir della notte; copriti la faccia, che tu non vegga la terra; perciocchè io ti ho posto per segno alla casa d'Israele.
6In conspectu eorum in humeris portaberis; in caligine effereris: faciem tuam velabis, et non videbis terram, quia portentum dedi te domui Israël.
7Ed io feci così, come mi era stato comandato; di giorno trassi fuori i miei arnesi, simili a quelli d'un uomo che vada in paese strano; e in su la sera mi feci un foro nella parete con la mano; e in su l'imbrunir della notte trassi fuori quegli arnesi , e li portai in su le spalle, nel lor cospetto.
7Feci ergo sicut præceperat mihi Dominus: vasa mea protuli quasi vasa transmigrantis per diem, et vespere perfodi mihi parietem manu: et in caligine egressus sum, in humeris portatus in conspectu eorum.
8E la mattina la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo:
8Et factus est sermo Domini mane ad me, dicens:
9Figliuol d'uomo, la casa d'Israele, quella casa ribelle, non ti ha ella detto: Che cosa fai?
9Fili hominis, numquid non dixerunt ad te domus Israël, domus exasperans: Quid tu facis?
10Di' loro: Così ha detto il Signore Iddio: Questo carico riguarda al principe che è in Gerusalemme, ed a tutta la casa d'Israele, che è in mezzo di essi.
10Dic ad eos: [Hæc dicit Dominus Deus: Super ducem onus istud, qui est in Jerusalem, et super omnem domum Israël, quæ est in medio eorum.]
11Di': Io vi sono per segno; siccome io ho fatto, così sarà lor fatto; andranno in paese strano in cattività.
11Dic: [Ego portentum vestrum: quomodo feci, sic fiet illis: in transmigrationem et in captivitatem ibunt.
12E il principe, che è in mezzo di loro, porterà i suoi arnesi sopra le spalle, in su l'imbrunir della notte, e se ne uscirà; faranno un foro nel muro per portar fuori per esso i loro arnesi ; egli si coprirà la faccia, acciocchè non vegga la terra con gli occhi.
12Et dux qui est in medio eorum, in humeris portabitur; in caligine egredietur: parietem perfodient, ut educant eum; facies ejus operietur, ut non videat oculo terram.
13Ma io stenderò la mia rete sopra lui, ed egli sarà preso ne' miei lacci; e lo farò venire in Babilonia, nel paese de' Caldei; ed egli non la vedrà, e pur vi morrà.
13Et extendam rete meum super eum, et capietur in sagena mea: et adducam eum in Babylonem, in terram Chaldæorum, et ipsam non videbit: ibique morietur.
14Ed io dispergerò a tutti i venti tutti quelli che gli saranno d'intorno, il suo soccorso, e tutte le sue schiere; e sguainerò la spada dietro a loro.
14Et omnes qui circa eum sunt, præsidium ejus, et agmina ejus, dispergam in omnem ventum, et gladium evaginabo post eos.
15E conosceranno che io sono il Signore, quando io li avrò dispersi fra le nazioni, e dissipati fra i paesi.
15Et scient quia ego Dominus, quando dispersero illos in gentibus, et disseminavero eos in terris.
16Ma lascerò d'infra loro alcuni pochi uomini, restati della spada, della fame, e della pestilenza; acciocchè raccontino tutte le loro abbominazioni, fra le nazioni dove perverranno; e conosceranno che io sono il Signore.
16Et relinquam ex eis viros paucos a gladio, et fame, et pestilentia, ut enarrent omnia scelera eorum in gentibus ad quas ingredientur, et scient quia ego Dominus.]
17La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo:
17Et factus est sermo Domini ad me, dicens:
18Figliuolo d'uomo, mangia il tuo pane con tremore, e bevi la tua acqua con ispavento, e con ansietà.
18[Fili hominis, panem tuum in conturbatione comede, sed et aquam tuam in festinatione et mœrore bibe.
19E di' al popolo del paese: Il Signore Iddio ha detto così intorno a quelli che abitano in Gerusalemme, nella terra d'Israele: Mangeranno il lor pane con ansietà, e berranno la loro acqua con ismarrimento; perciocchè il paese d'essa sarà desolato, e spogliato di tutto ciò che vi è, per la violenza di tutti quelli che vi abitano.
19Et dices ad populum terræ: Hæc dicit Dominus Deus ad eos qui habitant in Jerusalem, in terra Israël: Panem suum in sollicitudine comedent, et aquam suam in desolatione bibent: ut desoletur terra a multitudine sua, propter iniquitatem omnium qui habitant in ea.
20E le città abitate saranno deserte, e il paese sarà desolato; e voi conoscerete che io sono il Signore.
20Et civitates quæ nunc habitantur, desolatæ erunt, terraque deserta, et scietis quia ego Dominus.]
21La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo:
21Et factus est sermo Domini ad me, dicens:
22Figliuol d'uomo, che proverbio è questo, che voi usate intorno al paese d'Israele, dicendo: I giorni saranno prolungati, ed ogni visione è perita?
22[Fili hominis, quod est proverbium istud vobis in terra Israël, dicentium: In longum differentur dies, et peribit omnis visio?
23Per tanto, di' loro: Così ha detto il Signore Iddio: Io farò cessare questo proverbio, e non si userà più in Israele. Anzi di' loro: I giorni, e la parola d'ogni visione, son vicini.
23Ideo dic ad eos: Hæc dicit Dominus Deus: Quiescere faciam proverbium istud, neque vulgo dicetur ultra in Israël: et loquere ad eos quod appropinquaverint dies, et sermo omnis visionis.
24Perciocchè per l'innanzi non vi sarà più visione alcuna di vanità, nè alcuno indovinamento di lusinghe, in mezzo della casa d'Israele.
24Non enim erit ultra omnis visio cassa, neque divinatio ambigua in medio filiorum Israël:
25Perciocchè, io, il Signore, avendo parlato, la cosa che avrò detta sarà messa ad effetto, non sarà più prolungata; anzi, se a' dì vostri io pronunzio alcuna parola, o casa ribelle, a' dì vostri altresì la metterò ad effetto, dice il Signore Iddio.
25quia ego Dominus loquar, et quodcumque locutus fuero verbum, fiet, et non prolongabitur amplius: sed in diebus vestris, domus exasperans, loquar verbum, et faciam illud, dicit Dominus Deus.]
26La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo:
26Et factus est sermo Domini ad me, dicens:
27Figliuol d'uomo, ecco, la casa d'Israele dice: La visione, che costui vede, è per lunghi giorni a venire; ed egli profetizza di cose di tempi lontani.
27[Fili hominis, ecce domus Israël dicentium: Visio quam hic videt, in dies multos et in tempora longa iste prophetat.
28Perciò, di' loro: Così ha detto il Sigore Iddio: Niuna mia parola sarà più prolungata; la parola che io avrò detta, sarà messa ad effetto, dice il Signore Iddio.
28Propterea dic ad eos: Hæc dicit Dominus Deus: Non prolongabitur ultra omnis sermo meus: verbum quod locutus fuero, complebitur, dicit Dominus Deus.]

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