Ii Re 19
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1E QUANDO il re Ezechia ebbe intese queste cose , stracciò i suoi vestimenti, e si coprì di un sacco, ed entrò nella Casa del Signore.
1Quæ cum audisset Ezechias rex, scidit vestimenta sua, et opertus est sacco, ingressusque est domum Domini.
2E mandò Eliachim, mastro del palazzo, e Sebna, segretario, e i più vecchi de' sacerdoti, coperti di sacchi, al profeta Isaia, figliuolo di Amos.
2Et misit Eliacim præpositum domus, et Sobnam scribam, et senes de sacerdotibus, opertos saccis, ad Isaiam prophetam filium Amos.
3Ed essi gli dissero: Così ha detto Ezechia: Questo è un giorno d'angoscia, e di rimprovero, e di bestemmia; perciocchè i figliuoli son venuti fino all'apritura della matrice, ma non vi è forza da partorire.
3Qui dixerunt: Hæc dicit Ezechias: Dies tribulationis, et increpationis, et blasphemiæ dies iste: venerunt filii usque ad partum, et vires non habet parturiens.
4Forse che il Signore Iddio tuo avrà intese tutte le parole di Rab-sache, il quale il re degli Assiri, suo signore, ha mandato, per oltraggiar l'Iddio vivente, e per fargli rimprovero, con le parole che il Signore Iddio tuo ha udite; perciò mettiti a fare orazione per lo rimanente che si ritrova.
4Si forte audiat Dominus Deus tuus universa verba Rabsacis, quem misit rex Assyriorum dominus suus ut exprobraret Deum viventem et argueret verbis, quæ audivit Dominus Deus tuus: et fac orationem pro reliquiis quæ repertæ sunt.
5I servitori adunque del re Ezechia vennero ad Isaia.
5Venerunt ergo servi regis Ezechiæ ad Isaiam.
6Ed Isaia disse loro: Dite così al vostro signore: Così ha detto il Signore: Non temere per le parole che tu hai udite, con le quali i servitori del re degli Assiri mi hanno oltraggiato.
6Dixitque eis Isaias: Hæc dicetis domino vestro: Hæc dicit Dominus: Noli timere a facie sermonum quos audisti, quibus blasphemaverunt pueri regis Assyriorum me.
7Ecco, io di presente metterò un tale spirito in lui, che, intendendo un certo grido, egli ritornerà al suo paese, ed io lo farò cadere per la spada nel suo paese.
7Ecce ego immittam ei spiritum, et audiet nuntium, et revertetur in terram suam, et dejiciam eum gladio in terra sua.
8Or Rab-sache, essendosene ritornato, e andato a trovare il re degli Assiri, che combatteva Libna (perciocchè egli avea inteso ch'egli si era partito di Lachis),
8Reversus est ergo Rabsaces, et invenit regem Assyriorum expugnantem Lobnam: audierat enim quod recessisset de Lachis.
9esso ebbe novelle di Tirhaca, re di Etiopia, che dicevano: Ecco, egli è uscito per darti battaglia. Ed avendo ciò udito, mandò di nuovo messi ad Ezechia, dicendo:
9Cumque audisset de Tharaca rege Æthiopiæ, dicentes: Ecce egressus est ut pugnet adversum te: et iret contra eum, misit nuntios ad Ezechiam, dicens:
10Dite così ad Ezechia, re di Giuda: Il tuo Dio nel qual tu ti confidi, non t'inganni, dicendo: Gerusalemme non sarà data in mano del re degli Assiri.
10Hæc dicite Ezechiæ regi Juda: Non te seducat Deus tuus in quo habes fiduciam, neque dicas: Non tradetur Jerusalem in manus regis Assyriorum.
11Ecco, tu hai inteso quello che i re degli Assiri hanno fatto a tutti i paesi, distruggendoli; e tu scamperesti?
11Tu enim ipse audisti quæ fecerunt reges Assyriorum universis terris, quomodo vastaverunt eas: num ergo solus poteris liberari?
12Gl'iddii delle genti, che i miei padri distrussero, di Gozan, e di Haran, e di Resef, e de' figliuoli di Eden, che sono in Telasar, le hanno essi liberate?
12Numquid liberaverunt dii gentium singulos quos vastaverunt patres mei, Gozan videlicet, et Haran, et Reseph, et filios Eden qui erant in Thelassar?
13Dov' è il re di Hamat, e il re di Arpad, e il re della città di Sefarvaim, di Hena e d'Ivva?
13ubi est rex Emath, et rex Arphad, et rex civitatis Sepharvaim, Ana, et Ava?
14Quando Ezechia ebbe ricevute quelle lettere, per mano di que' messi, e le ebbe lette, egli salì alla Casa del Signore, e le spiegò nel cospetto del Signore;
14Itaque cum accepisset Ezechias litteras de manu nuntiorum, et legisset eas, ascendit in domum Domini, et expandit eas coram Domino,
15e fece orazione davanti al Signore, e disse: O Signore Iddio d'Israele, che siedi sopra i Cherubini, tu solo sei l'Iddio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra.
15et oravit in conspectu ejus, dicens: Domine Deus Israël, qui sedes super cherubim, tu es Deus solus regum omnium terræ: tu fecisti cælum et terram.
16O Signore, inchina il tuo orecchio, e odi; o Signore, apri gli occhi tuoi e vedi; ed ascolta le parole di Sennacherib, il quale ha mandato questo, per oltraggiare l'Iddio vivente.
16Inclina aurem tuam, et audi: aperi, Domine, oculos tuos, et vide: audi omnia verba Sennacherib, qui misit ut exprobraret nobis Deum viventem.
17Egli è vero, Signore, che i re degli Assiri hanno distrutte quelle genti ed i lor paesi;
17Vere, Domine, dissipaverunt reges Assyriorum gentes, et terras omnium.
18ed hanno gittati nel fuoco gl'iddii loro; perciocchè essi non erano dii, ma opera di mani d'uomini, pietra e legno; perciò li hanno distrutti.
18Et miserunt deos eorum in ignem: non enim erant dii, sed opera manuum hominum, ex ligno et lapide: et perdiderunt eos.
19Ma ora, o Signore Iddio nostro, liberaci, ti prego, dalla sua mano, acciocchè tutti i regni della terra conoscano che tu solo Signore, sei Dio.
19Nunc igitur Domine Deus noster, salvos nos fac de manu ejus, ut sciant omnia regna terræ quia tu es Dominus Deus solus.
20Allora Isaia, figliuolo di Amos, mandò a dire ad Ezechia: Così ha detto il Signore Iddio d'Israele: Io ho esaudita la tua orazione intorno a Sennacherib, re degli Assiri.
20Misit autem Isaias filius Amos ad Ezechiam, dicens: Hæc dicit Dominus Deus Israël: Quæ deprecatus es me super Sennacherib rege Assyriorum, audivi.
21Questa è la parola che il Signore ha pronunziata contro a lui: La vergine, figliuola di Sion, ti ha sprezzato, e ti ha beffato; e la figliuola di Gerusalemme ha scossa la testa dietro a te.
21Iste est sermo, quem locutus est Dominus de eo: [Sprevit te, et subsannavit te, virgo filia Sion: post tergum tuum caput movit, filia Jerusalem.
22Chi hai tu schernito ed oltraggiato? e contro a cui hai tu alzata la voce, e levati in alto gli occhi tuoi? contro al Santo d'Israele.
22Cui exprobrasti, et quem blasphemasti? contra quem exaltasti vocem tuam, et elevasti in excelsum oculos tuos? Contra Sanctum Israël.
23Tu hai, per li tuoi messi, schernito il Signore; e hai detto: Con la moltitudine de' miei carri, io son salito in cima de' monti, fino al sommo del Libano; io taglierò i suoi più alti cedri, ed i suoi scelti abeti, e perverrò fino alla stanza che è nella sommità di esso, al bosco del suo Carmelo.
23Per manum servorum tuorum exprobrasti Domino, et dixisti: In multitudine curruum meorum ascendi excelsa montium in summitate Libani, et succidi sublimes cedros ejus, et electas abietes illius. Et ingressus sum usque ad terminos ejus, et saltum Carmeli ejus
24Io ho cavati pozzi , ed ho bevute acque strane, ed ho asciutti con le piante de' miei piedi tutti i rivi de' luoghi assediati.
24ego succidi. Et bibi aquas alienas, et siccavi vestigiis pedum meorum omnes aquas clausas.
25Non hai tu inteso che già da lungo tempo io ho fatto questo, e l'ho formato ab antico? ed ora l'ho fatto venire, ed è stato per desolare, e per ridurre in mucchi di ruine le città forti.
25Numquid non audisti quid ab initio fecerim? ex diebus antiquis plasmavi illud, et nunc adduxi: eruntque in ruinam collium pugnantium civitates munitæ.
26E gli abitanti di esse, scemi di forza, sono stati spaventati e confusi; sono stati come l'erba de' campi, e come la verzura dell'erbetta, e come l'erba de' tetti, e le biade riarse dal vento, avanti che sieno salite in ispiga.
26Et qui sedent in eis, humiles manu, contremuerunt et confusi sunt: facti sunt velut fœnum agri, et virens herba tectorum, quæ arefacta est antequam veniret ad maturitatem.
27Ma io conosco il tuo stare, e il tuo uscire, e il tuo entrare, e il tuo furore contro a me.
27Habitaculum tuum, et egressum tuum, et introitum tuum, et viam tuam ego præscivi, et furorem tuum contra me.
28Perciocchè tu sei infuriato contro a me, e il tuo strepito è salito a miei orecchi; perciò io ti metterò il mio raffio nelle nari, e il mio freno nelle mascelle, e ti farò ritornare indietro per la via stessa per la quale sei venuto.
28Insanisti in me, et superbia tua ascendit in aures meas: ponam itaque circulum in naribus tuis, et camum in labiis tuis, et reducam te in viam per quam venisti.
29E questo, o Ezechia , ti sarà per segno: Quest'anno si mangerà quello che sarà nato de' granelli caduti nella ricolta precedente ; e l'anno seguente altresì si mangerà quello che sarà nato da sè stesso; ma l'anno terzo voi seminerete, e ricoglierete; e pianterete vigne, e mangerete del frutto.
29Tibi autem, Ezechia, hoc erit signum: comede hoc anno quæ repereris: in secundo autem anno, quæ sponte nascuntur: porro in tertio anno seminate et metite: plantate vineas, et comedite fructum earum.
30E quello che sarà restato della casa di Giuda, e sarà scampato, continuerà a far radici disotto, ed a portar frutto disopra.
30Et quodcumque reliquum fuerit de domo Juda, mittet radicem deorsum, et faciet fructum sursum.
31Perciocchè di Gerusalemme uscirà un rimanente, e del monte di Sion un residuo. La gelosia del Signore degli eserciti farà questo.
31De Jerusalem quippe egredientur reliquiæ, et quod salvetur de monte Sion: zelus Domini exercituum faciet hoc.
32Perciò il Signore ha detto così intorno al re degli Assiri: Egli non entrerà in questa città, e non vi tirerà dentro alcuna saetta, e non verrà all'assalto contro ad essa con iscudi, e non farà alcun argine contro ad essa.
32Quam ob rem hæc dicit Dominus de rege Assyriorum: Non ingredietur urbem hanc, nec mittet in eam sagittam, nec occupabit eam clypeus, nec circumdabit eam munitio.
33Egli se ne ritornerà per la medesima via, per la quale è venuto, e non entrerà in questa città, dice il Signore.
33Per viam qua venit, revertetur: et civitatem hanc non ingredietur, dicit Dominus.
34Ed io sarò protettore di questa città, per salvarla; per amor di me stesso, e di Davide, mio servitore.
34Protegamque urbem hanc, et salvabo eam propter me, et propter David servum meum.]
35Or quella stessa notte avvenne che un Angelo del Signore uscì, e percosse centottantacinquemila uomini , nel campo degli Assiri; e quando si furono levati la mattina, ecco, non si vedeva altro che corpi morti.
35Factum est igitur in nocte illa, venit angelus Domini, et percussit in castris Assyriorum centum octoginta quinque millia. Cumque diluculo surrexisset, vidit omnia corpora mortuorum: et recedens abiit,
36E Sennacherib, re degli Assiri, si partì di là, e se ne andò, e ritornò in Ninive, e vi dimorò.
36et reversus est Sennacherib rex Assyriorum, et mansit in Ninive.
37Ed avvenne che, mentre egli adorava nella casa di Nisroc, suo dio, Adrammelec, e Sareser, suoi figliuoli, lo percossero con la spada; e poi scamparono nel paese di Ararat. Ed Esar-haddon, suo figliuolo, regnò in luogo suo.
37Cumque adoraret in templo Nesroch deum suum, Adramelech et Sarasar filii ejus percusserunt eum gladio, fugeruntque in terram Armeniorum: et regnavit Asarhaddon filius ejus pro eo.
Tip: use the ← and → keys to turn chapters.