Ecclesiastes
Chapter 7

Ecclesiastes

Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Ecclesiastes 7

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Quid necesse est homini majora se quærere, cum ignoret quid conducat sibi in vita sua, numero dierum peregrinationis suæ, et tempore quod velut umbra præterit? aut quis ei poterit indicare quod post eum futurum sub sole sit?
1LA buona fama val meglio che il buon olio odorifero , e il giorno della morte meglio che il giorno della natività.
2Melius est nomen bonum quam unguenta pretiosa, et dies mortis die nativitatis.
2Meglio vale andare in una casa di duolo, che andare in una casa di convito; perciocchè quello è il fine d'ogni uomo; e chi vive vi pon mente.
3Melius est ire ad domum luctus quam ad domum convivii; in illa enim finis cunctorum admonetur hominum, et vivens cogitat quid futurum sit.
3Meglio vale la tristezza che il riso; perciocchè il cuore migliora per la mestizia del volto.
4Melior est ira risu, quia per tristitiam vultus corrigitur animus delinquentis.
4Il cuore de' savi è nella casa del duolo; e il cuor degli stolti è nella casa dell'allegrezza.
5Cor sapientium ubi tristitia est, et cor stultorum ubi lætitia.
5Meglio vale udir lo sgridar del savio, che se alcuno ode il cantar de' pazzi.
6Melius est a sapiente corripi, quam stultorum adulatione decipi;
6Perciocchè, quale è il romore delle spine sotto la caldaia, tale è il ridere dello stolto. Anche questo è vanità.
7quia sicut sonitus spinarum ardentium sub olla, sic risus stulti. Sed et hoc vanitas.
7Certo l'oppressione fa impazzare il savio, e il presente fa perdere il senno.
8Calumnia conturbat sapientem, et perdet robur cordis illius.
8Meglio vale il fin della cosa, che il principio di essa; meglio vale chi è di spirito paziente, che chi è di spirito altiero.
9Melior est finis orationis quam principium. Melior est patiens arrogante.
9Non esser subito nell'animo tuo ad adirarti; perciocchè l'ira riposa nel seno degli stolti.
10Ne sis velox ad irascendum, quia ira in sinu stulti requiescit.
10Non dire: Che vuol dire che i giorni di prima sono stati migliori di questi? perciocchè tu non domanderesti di ciò per sapienza.
11Ne dicas: Quid putas causæ est quod priora tempora meliora fuere quam nunc sunt? stulta enim est hujuscemodi interrogatio.
11La sapienza è buona come una eredità; e quelli che veggono il sole han del vantaggio.
12Utilior est sapientia cum divitiis, et magis prodest videntibus solem.
12Perciocchè la sapienza è all'ombra, e i danari sono all'ombra; ma la scienza della sapienza ha questo vantaggio, ch 'ella fa vivere quelli che ne son dotati.
13Sicut enim protegit sapientia, sic protegit pecunia; hoc autem plus habet eruditio et sapientia, quod vitam tribuunt possessori suo.
13Riguarda le opere di Dio; perciocchè chi potrà ridirizzare ciò ch'egli avrà travolto?
14Considera opera Dei, quod nemo possit corrigere quem ille despexerit.
14Nel giorno del bene sta' in allegrezza; e nel giorno dell'avversità, ponvi mente; ancora ha fatto Iddio l'uno contrapposto all'altro, per questa cagione, che l'uomo non troverà nulla dopo sè.
15In die bona fruere bonis, et malam diem præcave; sicut enim hanc, sic et illam fecit Deus, ut non inveniat homo contra eum justas querimonias.
15Io ho veduto tutto questo a' giorni della mia vanità. Vi è tal giusto, che perisce per la sua giustizia; e vi è tal empio, che prolunga la sua vita con la sua malvagità.
16Hæc quoque vidi in diebus vanitatis meæ: justus perit in justitia sua, et impius multo vivit tempore in malitia sua.
16Non esser troppo giusto, e non farti savio oltre misura; perchè ti diserteresti?
17Noli esse justus multum, neque plus sapias quam necesse est, ne obstupescas.
17Non esser troppo empio, nè stolto; perchè morresti fuor del tuo tempo?
18Ne impie agas multum, et noli esse stultus, ne moriaris in tempore non tuo.
18Egli è bene che tu ti attenga ad una cosa, sì però che tu non allenti la mano dall'altra; perciocchè, chi teme Iddio esce d'ogni cosa.
19Bonum est te sustentare justum: sed et ab illo ne subtrahas manum tuam; quia qui timet Deum nihil negligit.
19La sapienza rinforza il savio, più che dieci rettori non fanno la città nella quale sono.
20Sapientia confortavit sapientem super decem principes civitatis;
20Certo non vi è niun uomo giusto in terra, il quale faccia bene, e non pecchi.
21non est enim homo justus in terra qui faciat bonum et non peccet.
21Tu altresì non por mente a tutte le parole che altri dirà; anzi non pure ascoltare il tuo servo che ti maledice.
22Sed et cunctis sermonibus qui dicuntur ne accomodes cor tuum, ne forte audias servum tuum maledicentem tibi;
22Perciocchè il tuo cuore sa che tu ancora ne hai maledetti altri, eziandio più volte.
23scit enim conscientia tua quia et tu crebro maledixisti aliis.
23Io ho provate tutte queste cose per sapienza; onde ho detto: Io son savio; ma la sapienza è longi da me.
24Cuncta tentavi in sapientia. Dixi: Sapiens efficiar: et ipsa longius recessit a me,
24Chi troverà una cosa che è cotanto lontana, ed è profondissima?
25multo magis quam erat. Et alta profunditas, quis inveniet eam?]
25Io mi sono aggirato con l'anima mia, per conoscere, per investigare, e per ricercar sapienza, e come si deve ben giudicar delle cose; e per conoscere l'empietà della stoltizia, e la follia delle pazzie;
26[Lustravi universa animo meo, ut scirem et considerarem, et quærerem sapientiam, et rationem, et ut cognoscerem impietatem stulti, et errorem imprudentium:
26ed ho trovata una cosa più amara che la morte, cioè: quella donna che non è altro che reti, e il cui cuore non è altro che giacchi, e le cui mani son tanti lacci; l'uomo gradevole a Dio scamperà da essa; ma il peccatore sarà preso da lei.
27et inveni amariorem morte mulierem, quæ laqueus venatorum est, et sagena cor ejus; vincula sunt manus illius. Qui placet Deo effugiet illam; qui autem peccator est capietur ab illa.
27Vedi, io ho trovato questo, dice il Predicatore, cercando ogni cosa ad una ad una, per trovare come si deve ben giudicar delle cose;
28Ecce hoc inveni, dixit Ecclesiastes, unum et alterum ut invenirem rationem,
28il che ancora cerca l'anima mia, e non l'ho trovato ( ben ho trovato un uomo fra mille; ma fra altrettante donne, non ne ho trovata neppur una).
29quam adhuc quærit anima mea, et non inveni. Virum de mille unum reperi; mulierem ex omnibus non inveni.
29Sol ecco ciò che io ho trovato: che Iddio ha fatto l'uomo diritto; ma gli uomini hanno ricercati molti discorsi.
30Solummodo hoc inveni, quod fecerit Deus hominem rectum, et ipse se infinitis miscuerit quæstionibus. Quis talis ut sapiens est? et quis cognovit solutionem verbi?]
no verse 30 in this text

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