Corinthios I 3
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Et ego, fratres, non potui vobis loqui quasi spiritualibus, sed quasi carnalibus. Tamquam parvulis in Christo,
1OR io, fratelli, non ho potuto parlare a voi, come a spirituali, anzi vi ho parlato come a carnali, come a fanciulli in Cristo.
2lac vobis potum dedi, non escam: nondum enim poteratis: sed nec nunc quidem potestis: adhuc enim carnales estis.
2Io vi ho dato a bere del latte, e non vi ho dato del cibo, perciocchè voi non potevate ancora portarlo ; anzi neppure ora potete, perchè siete carnali.
3Cum enim sit inter vos zelus, et contentio: nonne carnales estis, et secundum hominem ambulatis?
3Imperocchè, poichè fra voi vi è invidia, e contenzione, e divisioni, non siete voi carnali, e non camminate voi secondo l'uomo?
4Cum enim quis dicat: Ego quidem sum Pauli; alius autem: Ego Apollo: nonne homines estis? Quid igitur est Apollo? quid vero Paulus?
4Perciocchè, quando l'uno dice: Quant'è a me, io son di Paolo; e l'altro: Ed io d'Apollo; non siete voi carnali?
5ministri ejus, cui credidistis, ut unicuique sicut Dominus dedit.
5Chi è adunque Paolo? e chi è Apollo? se non ministri, per i quali voi avete creduto, e ciò secondo che il Signore ha dato a ciascuno?
6Ego plantavi, Apollo rigavit: sed Deus incrementum dedit.
6Io ho piantato, Apollo ha adacquato, ma Iddio ha fatto crescere.
7Itaque neque qui plantat est aliquid, neque qui rigat: sed qui incrementum dat, Deus.
7Talchè, nè colui che pianta, nè colui che adacqua, non è nulla; ma non vi è altri che Iddio, il quale fa crescere.
8Qui autem plantat, et qui rigat, unum sunt. Unusquisque autem propriam mercedem accipiet, secundum suum laborem.
8Ora, e colui che pianta, e colui che adacqua, sono una medesima cosa; e ciascuno riceverà il suo proprio premio, secondo la sua fatica.
9Dei enim sumus adjutores: Dei agricultura estis, Dei ædificatio estis.
9POICHÈ noi siamo operai nell'opera di Dio; voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio.
10Secundum gratiam Dei, quæ data est mihi, ut sapiens architectus fundamentum posui: alius autem superædificat. Unusquisque autem videat quomodo superædificet.
10Io, secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come savio architetto, ho posto il fondamento, ed altri edifica sopra; ora ciascun riguardi come egli edifica sopra.
11Fundamentum enim aliud nemo potest ponere præter id quod positum est, quod est Christus Jesus.
11Perciocchè niuno può porre altro fondamento che quello ch'è stato posto, il quale è Gesù Cristo.
12Si quis autem superædificat super fundamentum hoc, aurum, argentum, lapides pretiosos, ligna, fœnum, stipulam,
12Ora, se alcuno edifica sopra questo fondamento oro, argento, pietre preziose, ovvero legno, fieno, stoppia,
13uniuscujusque opus manifestum erit: dies enim Domini declarabit, quia in igne revelabitur: et uniuscujusque opus quale sit, ignis probabit.
13l'opera di ciascuno sarà manifestata; perciocchè il giorno la paleserà; poichè ha da esser manifestata per fuoco; e il fuoco farà la prova qual sia l'opera di ciascuno.
14Si cujus opus manserit quod superædificavit, mercedem accipiet.
14Se l'opera d'alcuno, la quale egli abbia edificata sopra il fondamento , dimora, egli ne riceverà premio.
15Si cujus opus arserit, detrimentum patietur: ipse autem salvus erit, sic tamen quasi per ignem.
15Se l'opera d'alcuno è arsa, egli farà perdita; ma egli sarà salvato, per modo però, che sarà come per fuoco.
16Nescitis quia templum Dei estis, et Spiritus Dei habitat in vobis?
16Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?
17Si quis autem templum Dei violaverit, disperdet illum Deus. Templum enim Dei sanctum est, quod estis vos.
17Se alcuno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; perciocchè il tempio del Signore è santo, il quale siete voi.
18Nemo se seducat: si quis videtur inter vos sapiens esse in hoc sæculo, stultus fiat ut sit sapiens.
18Niuno inganni sè stesso; se alcuno fra voi si pensa esser savio in questo secolo, divenga pazzo, acciocchè diventi savio.
19Sapientia enim hujus mundi, stultitia est apud Deum. Scriptum est enim: Comprehendam sapientes in astutia eorum.
19Perciocchè la sapienza di questo mondo è pazzia presso Iddio; poichè è scritto: Egli è quel che prende i savi nella loro astuzia.
20Et iterum: Dominus novit cogitationes sapientium quoniam vanæ sunt.
20Ed altrove: Il Signore conosce i pensieri de' savi, e sa che son vani.
21Nemo itaque glorietur in hominibus.
21Perciò, niuno si glorii negli uomini, perciocchè ogni cosa è vostra.
22Omnia enim vestra sunt, sive Paulus, sive Apollo, sive Cephas, sive mundus, sive vita, sive mors, sive præsentia, sive futura: omnia enim vestra sunt:
22E Paolo, ed Apollo, e Cefa, e il mondo, e la vita, e la morte, e le cose presenti, e le cose future; ogni cosa è vostra.
23vos autem Christi: Christus autem Dei.
23E voi siete di Cristo, e Cristo è di Dio.
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