Geremia 13
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1COSÌ mi ha detto il Signore: Va', e comperati una cintura lina, e mettitela in su i lombi, e non metterla nell'acqua.
1Hæc dicit Dominus ad me: Vade, et posside tibi lumbare lineum, et pones illud super lumbos tuos, et in aquam non inferes illud.
2Io dunque comperai quella cintura, secondo la parola del Signore, e me la misi in su i lombi.
2Et possedi lumbare juxta verbum Domini, et posui circa lumbos meos.
3E la parola del Signore mi fu indirizzata la seconda volta, dicendo:
3Et factus est sermo Domini ad me secundo, dicens:
4Prendi la cintura che tu hai comperata, la quale tu hai in su i lombi, e levati, e va' all'Eufrate, e nascondila quivi in una buca di un sasso.
4Tolle lumbare quod possedisti, quod est circa lumbos tuos: et surgens vade ad Euphraten, et absconde ibi illud in foramine petræ.
5Ed io andai, e la nascosi presso all'Eufrate, siccome il Signore mi avea comandato.
5Et abii, et abscondi illud in Euphrate, sicut præceperat mihi Dominus.
6E dopo molti giorni, avvenne che il Signore mi disse: Levati, va' all'Eufrate, e togli di là la cintura, che io ti avea comandato di nascondervi.
6Et factum est post dies plurimos, dixit Dominus ad me: Surge, vade ad Euphraten, et tolle inde lumbare quod præcepi tibi ut absconderes illud ibi.
7Ed io andai all'Eufrate, e cavai, e tolsi la cintura del luogo dove io l'avea nascosta; ed ecco, la cintura era guasta, e non era più buona a nulla.
7Et abii ad Euphraten, et fodi, et tuli lumbare de loco ubi absconderam illud: et ecce computruerat lumbare, ita ut nulli usui aptum esset.
8E la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo:
8Et factum est verbum Domini ad me, dicens:
9Così ha detto il Signore: Così guasterò la magnificenza di Giuda, la gran magnificenza di Gerusalemme;
9[Hæc dicit Dominus: Sic putrescere faciam superbiam Juda, et superbiam Jerusalem multam:
10di questo popolo malva gio, che ricusa di ascoltar le mie parole, che cammina nella durezza del cuor suo, e va dietro ad altri dii, per servirli, e per adorarli; e quella diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla.
10populum istum pessimum qui nolunt audire verba mea, et ambulant in pravitate cordis sui, abieruntque post deos alienos ut servirent eis et adorarent eos: et erunt sicut lumbare istud, quod nulli usui aptum est.
11Perciocchè, siccome la cintura è apposta in su i lombi dell'uomo, così io mi avea congiunta tutta la casa d'Israele, e tutta la casa di Giuda, dice il Signore; acciocchè fosse mio popolo, a fama, ed a lode, ed a gloria; ma essi non hanno ubbidito.
11Sicut enim adhæret lumbare ad lumbos viri, sic agglutinavi mihi omnem domum Israël, et omnem domum Juda, dicit Dominus, ut essent mihi in populum, et in nomen, et in laudem, et in gloriam: et non audierunt.]
12Di' loro adunque questa parola: Così ha detto il Signore, l'Iddio d'Israele: Ogni barile sarà ripieno di vino. Ed essi ti diranno: Non sappiam noi bene, che ogni barile sarà ripieno di vino?
12Dices ergo ad eos sermonem istum: [Hæc dicit Dominus Deus Israël: Omnis laguncula implebitur vino.] Et dicent ad te: [Numquid ignoramus quia omnis laguncula implebitur vino?]
13E tu dirai loro: Così ha detto il Signore: Ecco, io empierò d'ebbrezza tutti gli abitatori di questo paese, ed i re del legnaggio di Davide, che seggono sopra il suo trono; ed i sacerdoti, ed i profeti, e tutti gli abitanti di Gerusalemme.
13Et dices ad eos: [Hæc dicit Dominus: Ecce ego implebo omnes habitatores terræ hujus, et reges qui sedent de stirpe David super thronum ejus, et sacerdotes, et prophetas, et omnes habitatores Jerusalem, ebrietate.
14E li sbatterò l'uno contro all'altro, padri e figliuoli insieme, dice il Signore; io non risparmierò, e non perdonerò, e non avrò pietà, per non distruggerli.
14Et dispergam eos virum a fratre suo, et patres et filios pariter, ait Dominus. Non parcam, et non concedam: neque miserebor, ut non disperdam eos.
15Ascoltate, e porgete l'orecchio: Non superbite; perciocchè il Signore ha parlato.
15Audite, et auribus percipite: nolite elevari, quia Dominus locutus est.
16Date gloria al Signore Iddio vostro, avanti ch'egli faccia venir le tenebre, e avanti che i vostri piedi s'intoppino sopra i monti di oscurità, e che voi aspettiate la luce, e ch'egli l'abbia cangiata in ombra di morte, e mutata in oscurità.
16Date Domino Deo vestro gloriam antequam contenebrescat, et antequam offendant pedes vestri ad montes caliginosos: exspectabitis lucem, et ponet eam in umbram mortis, et in caliginem.
17Che se voi non ascoltate questo, l'anima mia piangerà in segreto, per lo vostro orgoglio; e l'occhio mio non resterà di lagrimare, e si struggerà in lagrime; perciocchè la greggia del Signore è menata in cattività.
17Quod si hoc non audieritis, in abscondito plorabit anima mea a facie superbiæ: plorans plorabit, et deducet oculus meus lacrimam, quia captus est grex Domini.
18Di' al re, ed alla regina: Umiliatevi, e sedete in terra ; perciocchè il vostro principato, la corona della vostra gloria, è caduta a basso.
18Dic regi et dominatrici: Humiliamini, sedete, quoniam descendit de capite vestro corona gloriæ vestræ.
19Le città del Mezzodì sono serrate, e non vi è alcuno che le apra; tutto Giuda è menato in cattività, egli è menato in una intiera cattività.
19Civitates austri clausæ sunt, et non est qui aperiat: translata est omnis Juda transmigratione perfecta.
20Alzate gli occhi vostri, e vedete quelli che vengono di Settentrione; dove è la mandra che ti era stata data, la greggia della tua gloria?
20Levate oculos vestros et videte, qui venitis ab aquilone: ubi est grex qui datus est tibi, pecus inclytum tuum?
21Che dirai quando egli farà punizion di te? conciossiachè tu stessa abbi loro insegnato ad esser tuoi principi in capo; non ti stringeranno dolori, a guisa di donna che partorisce?
21Quid dices cum visitaverit te? tu enim docuisti eos adversum te, et erudisti in caput tuum. Numquid non dolores apprehendent te, quasi mulierem parturientem?
22Che se pur dici nel cuor tuo: Perchè mi son avvenute queste cose? Per la grandezza della tua iniquità i tuoi lembi sono stati rimboccati, le tue calcagna sono state calterite.
22Quod si dixeris in corde tuo: Quare venerunt mihi hæc? propter multitudinem iniquitatis tuæ revelata sunt verecundiora tua, pollutæ sunt plantæ tuæ.
23Potrebbe il moro mutar la sua pelle, o il pardo le sue macchie? potreste altresì voi, assuefatti a far male, far bene?
23Si mutare potest Æthiops pellem suam, aut pardus varietates suas, et vos poteritis benefacere, cum didiceritis malum.
24Io dunque li dispergerò come stoppia, che è trasportata via al soffiar del vento del deserto.
24Et disseminabo eos quasi stipulam quæ vento raptatur in deserto.
25Quest' è la tua sorte, la parte delle tue misure, da parte mia, dice il Signore; perciocchè tu mi hai dimenticato, e ti sei confidata in menzogna.
25Hæc sors tua, parsque mensuræ tuæ a me, dicit Dominus, quia oblita es mei, et confisa es in mendacio.
26Laonde io altresì ti rimboccherò i tuoi lembi in sul viso, e il tuo vituperio apparirà.
26Unde et ego nudavi femora tua contra faciem tuam, et apparuit ignominia tua:
27I tuoi adulterii, ed il tuo ringhiare, e l'infamia del tuo fornicare, è stata sopra i colli, per li campi; io ho vedute le tue abbominazioni. Guai a te, Gerusalemme! non ti netterai tu mai? dopo quando ancora?
27adulteria tua, et hinnitus tuus, scelus fornicationis tuæ: super colles in agro vidi abominationes tuas. Væ tibi, Jerusalem ! non mundaberis post me: usquequo adhuc?]
Tip: use the ← and → keys to turn chapters.