Giudici
Chapter 5
Diodati Bibbia 1885
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Giudici 5

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1ORA in quel giorno, Debora, con Barac, figliuolo di Abinoam, cantò questo Cantico, dicendo:
1Cecineruntque Debbora et Barac filius Abinoëm in illo die, dicentes:
2Benedite il Signore: Perciocchè egli ha fatte le vendette in Israele; Perciocchè il popolo vi s'è portato volenterosamente.
2[Qui sponte obtulistis de Israël animas vestras ad periculum, benedicite Domino.
3Ascoltate, o re; e voi principi, porgete le orecchie; Io, io canterò al Signore; Io salmeggerò al Signore Iddio d'Israele.
3Audite, reges; auribus percipite, principes: ego sum, ego sum, quæ Domino canam, psallam Domino Deo Israël.
4O Signore, quando tu uscisti di Seir, Quando tu camminasti fuor del territorio di Edom, La terra tremò, i cieli eziandio gocciolarono, E le nuvole eziandio stillarono acqua.
4Domine, cum exires de Seir, et transires per regiones Edom, terra mota est, cælique ac nubes distillaverunt aquis.
5I monti colarono, per la presenza del Signore; Questo Sinai anch'esso , per la presenza del Signore Iddio d'Israele.
5Montes fluxerunt a facie Domini, et Sinai a facie Domini Dei Israël.
6Al tempo di Samgar, figliuolo di Anat; Al tempo di Iael, le strade maestre erano cessate, E i viandanti andavano per sentieri torti.
6In diebus Samgar filii Anath, in diebus Jahel quieverunt semitæ: et qui ingrediebantur per eas, ambulaverunt per calles devios.
7Le villate in Israele erano venute meno; Erano venute meno, finch'io Debora sursi; Finch'io sursi, per esser madre in Israele.
7Cessaverunt fortes in Israël, et quieverunt: donec surgeret Debbora, surgeret mater in Israël.
8Quando Israele ha scelti nuovi dii, Allora la guerra è stata alle porte; Si vedeva egli alcuno scudo, o lancia, Fra quarantamila uomini in Israele?
8Nova bella elegit Dominus, et portas hostium ipse subvertit: clypeus et hasta si apparuerint in quadraginta millibus Israël.]
9Il cuor mio è inverso i rettori d'Israele, Che si son portati francamente fra il popolo. Benedite il Signore.
9[Cor meum diligit principes Israël: qui propria voluntate obtulistis vos discrimini, benedicite Domino.
10Voi, che cavalcate asine bianche, Che sedete in sul luogo del giudicio; E voi, viandanti, ragionate di questo .
10Qui ascenditis super nitentes asinos, et sedetis in judicio, et ambulatis in via, loquimini.
11Essendo lo strepito degli arcieri venuto meno, Per mezzo i luoghi ove si attigne l'acqua , Narrinsi quivi le giustizie del Signore; Le sue giustizie eseguite per le sue villate in Israele. A tal'ora il popolo del Signore è sceso alle porte.
11Ubi collisi sunt currus, et hostium suffocatus est exercitus, ibi narrentur justitiæ Domini, et clementia in fortes Israël: tunc descendit populus Domini ad portas, et obtinuit principatum.
12Destati, destati, Debora; Destati, destati, di' un Cantico. Levati, Barac; e tu, figliuolo di Abinoam, Mena in cattività i tuoi prigioni.
12Surge, surge Debbora; surge, surge, et loquere canticum: surge Barac, et apprehende captivos tuos, fili Abinoëm.
13A tal'ora il Signore ha fatto signoreggiare colui ch'era scampato; Egli ha fatto signoreggiare il popolo sopra i magnifici; Egli mi ha fatta signoreggiare sopra i possenti.
13Salvatæ sunt reliquiæ populi: Dominus in fortibus dimicavit.
14Da Efraim, da coloro la cui radice è in Amalec, I quali sono dietro a te, o Beniamino, co' tuoi popoli; E da Machir, e da Zabulon, son discesi i rettori, Conducendo le loro schiere con bacchette da scriba.
14Ex Ephraim delevit eos in Amalec, et post eum ex Benjamin in populos tuos, o Amalec: de Machir principes descenderunt, et de Zabulon qui exercitum ducerent ad bellandum.
15I principali d'Issacar sono stati anch'essi con Debora, Insieme col popolo d' Issacar. Così Barac è stato mandato nella valle, Con la gente ch'egli conduceva. Fra le fiumane di Ruben Vi sono stati grandi uomini in risoluzione di cuore.
15Duces Issachar fuere cum Debbora, et Barac vestigia sunt secuti, qui quasi in præceps ac barathrum se discrimini dedit: diviso contra se Ruben, magnanimorum reperta est contentio.
16Perchè sei tu dimorato fra le sbarre delle stalle, Per udire il belar delle gregge? Fra le fiumane di Ruben, Vi sono stati grandi uomini in deliberazioni di cuore.
16Quare habitas inter duos terminos, ut audias sibilos gregum? diviso contra se Ruben, magnanimorum reperta est contentio.
17Galaad è dimorato di là dal Giordano; E perchè è Dan dimorato presso alle navi? Ed è Aser restato presso al lito del mare, E si è rattenuto ne' suoi porti?
17Galaad trans Jordanem quiescebat, et Dan vacabat navibus: Aser habitabat in littore maris, et in portubus morabatur.
18Zabulon è un popolo che ha esposta la sua vita alla morte; Così ancora ha fatto Neftali, In alta campagna.
18Zabulon vero et Nephthali obtulerunt animas suas morti in regione Merome.]
19I re son venuti, hanno combattuto; A tal'ora i re di Canaan hanno combattuto In Taanac, presso all'acque di Meghiddo; Non hanno fatto alcun guadagno d'argento.
19[Venerunt reges et pugnaverunt: pugnaverunt reges Chanaan in Thanach juxta aquas Mageddo, et tamen nihil tulere prædantes.
20Ei s'è combattuto dal cielo; Le stelle hanno combattuto contro a Sisera da' lor cerchi.
20De cælo dimicatum est contra eos: stellæ manentes in ordine et cursu suo, adversus Sisaram pugnaverunt.
21Il torrente di Chison li ha strascinati via; Il torrente di Chedumim, il torrente di Chison; Anima mia, tu hai calpestata la forza.
21Torrens Cison traxit cadavera eorum, torrens Cadumim, torrens Cison: conculca, anima mea, robustos.
22Allora i cavalli si tritarono l'unghie, Per lo gran calpestio, calpestio de' lor destrieri.
22Ungulæ equorum ceciderunt, fugientibus impetu, et per præceps ruentibus fortissimis hostium.
23Maledite Meroz, ha detto l'Angelo del Signore; Maledite pur gli abitanti di essa; Perciocchè non son venuti al soccorso del Signore, co' prodi.
23Maledicite terræ Meroz, dixit angelus Domini: maledicite habitatoribus ejus, quia non venerunt ad auxilium Domini, in adjutorium fortissimorum ejus.]
24Sia benedetta, sopra tutte le donne, Iael, Moglie di Heber Cheneo; Sia benedetta sopra tutte le donne che stanno in padiglioni.
24[Benedicta inter mulieres Jahel uxor Haber Cinæi, et benedicatur in tabernaculo suo.
25Egli chiese dell'acqua, ed ella gli diè del latte; Ella gli porse del fior di latte nella coppa de' magnifici.
25Aquam petenti lac dedit, et in phiala principum obtulit butyrum.
26Ella diè della man sinistra al piuolo, E della destra al martello de' lavoranti, E colpì sopra Sisera, e gli passò il capo; Ella gli trafisse, e gli conficcò la tempia.
26Sinistram manum misit ad clavum, et dexteram ad fabrorum malleos. Percussitque Sisaram quærens in capite vulneri locum, et tempus valide perforans:
27Egli si chinò fra i piedi di essa, Cadde, giacque in terra; Si chinò fra i piedi di essa, cadde; Dove si chinò, quivi cadde deserto.
27inter pedes ejus ruit; defecit, et mortuus est: volvebatur ante pedes ejus, et jacebat exanimis et miserabilis.
28La madre di Sisera riguardava per la finestra; E, mirando per li cancelli, si lagnava, dicendo: Perchè indugia a venire il suo carro? Perchè si muovono lentamente i suoi carri?
28Per fenestram respiciens, ululabat mater ejus: et de cœnaculo loquebatur: Cur moratur regredi currus ejus? quare tardaverunt pedes quadrigarum illius?
29Le più savie delle sue dame le rispondevano, Ed ella ancora rispondeva a sè stessa:
29Una sapientior ceteris uxoribus ejus, hæc socrui verba respondit:
30Non hanno essi trovata la preda? non la spartiscono essi? Una fanciulla, due fanciulle per uomo; Le spoglie delle robe di color variato son per Sisera; Le spoglie delle robe di color variato ricamate; Egli ha fatta preda di robe di color variato, ricamate da amendue i lati, Da passarvi il collo.
30Forsitan nunc dividit spolia, et pulcherrima feminarum eligitur ei: vestes diversorum Sisaræ traduntur in prædam, et supellex varia ad ornanda colla congeritur.
31Così periscano, o Signore, tutti i tuoi nemici; E quelli che amano il Signore Sieno come quando il sole esce fuori nella sua forza.
31Sic pereant omnes inimici tui, Domine: qui autem diligunt te, sicut sol in ortu suo splendet, ita rutilent.]
32Poi il paese ebbe riposo quarant'anni.
32Quievitque terra per quadraginta annos.

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