Giudici 14
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1OR Sansone discese in Timnat, e vide quivi una donna delle figliuole de' Filistei.
1Descendit ergo Samson in Thamnatha: vidensque ibi mulierem de filiabus Philisthiim,
2E, ritornato a casa , dichiarò il fatto a suo padre e a sua madre, dicendo: Io ho veduta in Timnat una donna delle figliuole de' Filistei; ora dunque, prendetemela per moglie.
2ascendit, et nuntiavit patri suo et matri suæ, dicens: Vidi mulierem in Thamnatha de filiabus Philisthinorum: quam quæso ut mihi accipiatis uxorem.
3E suo padre e sua madre gli dissero: Non v'è egli alcuna donna fra le figliuole de' tuoi fratelli, o fra tutto il nostro popolo, che tu vada a prendere una moglie d'infra i Filistei incirconcisi? Ma Sansone disse a suo padre: Prendimi costei; perciocchè ella piace a' miei occhi.
3Cui dixerunt pater et mater sua: Numquid non est mulier in filiabus fratrum tuorum, et in omni populo meo, quia vis accipere uxorem de Philisthiim, qui incircumcisi sunt? Dixitque Samson ad patrem suum: Hanc mihi accipe: quia placuit oculis meis.
4Or suo padre e sua madre non sapevano che questa cosa procedesse dal Signore; perciocchè egli cercava che i Filistei gli dessero cagione. Or in quel tempo i Filistei signoreggiavano sopra Israele.
4Parentes autem ejus nesciebant quod res a Domino fieret, et quæreret occasionem contra Philisthiim: eo enim tempore Philisthiim dominabantur Israëli.
5Sansone adunque, con suo padre e con sua madre, discese in Timnat; e, come furono giunti alle vigne di Timnat, ecco, un leoncello veniva ruggendo incontro a lui.
5Descendit itaque Samson cum patre suo et matre in Thamnatha. Cumque venissent ad vineas oppidi, apparuit catulus leonis sævus, et rugiens, et occurrit ei.
6E lo Spirito del Signore si avventò sopra Sansone, ed egli lacerò quel leoncello , come se avesse lacerato un capretto, senza aver cosa alcuna in mano; e non dichiarò a suo padre, nè a sua madre, ciò ch'egli avea fatto.
6Irruit autem spiritus Domini in Samson, et dilaceravit leonem, quasi hædum in frustra discerpens, nihil omnino habens in manu: et hoc patri et matri noluit indicare.
7Poi discese, e parlò alla donna, ed ella piacque agli occhi di Sansone.
7Descenditque, et locutus est mulieri quæ placuerat oculis ejus.
8E alquanti giorni appresso, tornando per menarla, si torse dalla via , per vedere la carogna del leone; ed ecco, dentro della carogna del leone v'era uno sciame d'api, e del miele.
8Et post aliquot dies revertens ut acciperet eam, declinavit ut videret cadaver leonis, et ecce examen apum in ore leonis erat ac favus mellis.
9Ed egli ne prese nelle palme delle mani, e ne andava mangiando; e andò a suo padre e a sua madre, e ne diede loro, ed essi ne mangiarono; ma non dichiarò loro che avesse tolto il miele dalla carogna del leone.
9Quem cum sumpsisset in manibus comedebat in via: veniensque ad patrem suum et matrem, dedit eis partem, qui et ipsi comederunt: nec tamen eis voluit indicare quod mel de corpore leonis assumpserat.
10Suo padre adunque discese alla donna; e Sansone fece quivi un convito; perciocchè così solevano fare i giovani.
10Descendit itaque pater ejus ad mulierem, et fecit filio suo Samson convivium: sic enim juvenes facere consueverant.
11E, come i Filistei l'ebbero veduto, presero trenta compagni per esser con lui.
11Cum ergo cives loci illius vidissent eum, dederunt ei sodales triginta ut essent cum eo.
12E Sansone disse loro: Io vi proporrò ora un enimma; e se pur voi me lo dichiarate infra i sette giorni del convito, e lo rinvenite, io vi darò trenta panni lini, e trenta mute di vesti;
12Quibus locutus est Samson: Proponam vobis problema: quod si solveritis mihi intra septem dies convivii, dabo vobis triginta sindones, et totidem tunicas:
13ma, se voi non potete dichiararmelo, mi darete trenta panni lini, e trenta mute di vesti. Ed essi gli dissero: Proponi pure il tuo enimma, che noi l'udiamo.
13sin autem non potueritis solvere, vos dabitis mihi triginta sindones, et ejusdem numeri tunicas. Qui responderunt ei: Propone problema, ut audiamus.
14Ed egli disse loro: Da colui che divorava è uscito del cibo, e dal forte è uscita della dolcezza. E per lo spazio di tre giorni essi non poterono dichiarar l'enimma.
14Dixitque eis: [De comedente exivit cibus, et de forti egressa est dulcedo.] Nec potuerunt per tres dies propositionem solvere.
15E, al settimo giorno, dopo ch'ebbero detto alla moglie di Sansone: Induci il tuo marito a dichiararci l'enimma, che talora noi non bruciamo col fuoco te, e la casa di tuo padre; che? ci avete voi chiamati per avere il nostro?
15Cumque adesset dies septimus, dixerunt ad uxorem Samson: Blandire viro tuo et suade ei ut indicet tibi quid significet problema: quod si facere nolueris, incendemus te, et domum patris tui: an idcirco vocastis nos ad nuptias ut spoliaretis?
16e che la moglie di Sansone gli ebbe pianto appresso, e dettogli: Tu mi hai pure in odio, e non mi ami; non hai tu proposto un enimma a' figliuoli del mio popolo? e tu non me l'hai dichiarato; e ch'egli le ebbe detto: Ecco, io non l'ho dichiarato nè a mio padre, nè a mia madre, e lo dichiarerei a te?
16Quæ fundebat apud Samson lacrimas, et quærebatur, dicens: Odisti me, et non diligis: idcirco problema, quod proposuisti filiis populi mei, non vis mihi exponere. At ille respondit: Patri meo et matri nolui dicere: et tibi indicare potero?
17e ch'ella gli ebbe pianto appresso per lo spazio de' sette giorni, che fu loro fatto il convito; al settimo giorno egli glielo dichiarò, perchè lo premeva; ed ella dichiarò l'enimma ai figliuoli del suo popolo.
17Septem igitur diebus convivii flebat ante eum: tandemque die septimo cum ei esset molesta, exposuit. Quæ statim indicavit civibus suis.
18Laonde gli uomini della città dissero a Sansone al settimo giorno, avanti che il sole tramontasse: Che cosa è più dolce che il miele? e chi è più forte che il leone? Ed egli disse loro: Se voi non aveste arato con la mia giovenca, non avreste rinvenuto il mio enimma.
18Et illi dixerunt ei die septimo ante solis occubitum: [Quid dulcius melle, et quid fortius leone?] Qui ait ad eos: [Si non arassetis in vitula mea, non invenissetis propositionem meam.]
19E lo Spirito del Signore si avventò sopra lui, ed egli discese in Ascalon, e uccise trenta nomini di quella gente, e prese le loro spoglie, e diede quelle mute di vesti a quelli che aveano dichiarato l'enimma. Ed egli si accese nell'ira, e se ne ritornò alla casa di suo padre.
19Irruit itaque in eum spiritus Domini, descenditque Ascalonem, et percussit ibi triginta viros: quorum ablatas vestes dedit iis qui problema solverant. Iratusque nimis ascendit in domum patris sui:
20E la moglie di Sansone fu data al compagno di esso, il quale era il suo intimo amico.
20uxor autem ejus accepit maritum unum de amicis ejus et pronubis.
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