Epistola Agli Ebrei
Chapter 12

Epistola Agli Ebrei

Diodati Bibbia 1885
vs Clementine Vulgate…
Aa
Text size
Line width
Verse numbers

Epistola Agli Ebrei 12

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1PERCIÒ, ancor noi, avendo intorno a noi un cotanto nuvolo di testimoni, deposto ogni fascio, e il peccato che è atto a dar ci impaccio, corriamo con perseveranza il palio propostoci,
1Ideoque et nos tantam habentes impositam nubem testium, deponentes omne pondus, et circumstans nos peccatum, per patientiam curramus ad propositum nobis certamen:
2riguardando a Gesù, capo, e compitor della fede; il quale, per la letizia che gli era posta innanzi, sofferse la croce, avendo sprezzato il vituperio; e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.
2aspicientes in auctorem fidei, et consummatorem Jesum, qui proposito sibi gaudio sustinuit crucem, confusione contempta, atque in dextera sedis Dei sedet.
3Perciocchè, considerate attentamente chi è colui che sostenne una tal contradizione de' peccatori contro a sè; acciocchè, venendo meno nell'animo, non siate sopraffatti.
3Recogitate enim eum qui talem sustinuit a peccatoribus adversum semetipsum contradictionem: ut ne fatigemini, animis vestris deficientes.
4Voi non avete ancora contrastato fino al sangue, combattendo contro al peccato.
4Nondum enim usque ad sanguinem restitistis, adversus peccatum repugnantes:
5Ed avete dimenticata l'esortazione, che vi parla come a figliuoli: Figliuol mio, non far poca stima del castigamento del Signore, e non perdere animo, quando tu sei da lui ripreso.
5et obliti estis consolationis, quæ vobis tamquam filiis loquitur, dicens: Fili mi, noli negligere disciplinam Domini: neque fatigeris dum ab eo argueris.
6Perciocchè il Signore castiga chi egli ama, e flagella ogni figliuolo ch'egli gradisce.
6Quem enim diligit Dominus, castigat: flagellat autem omnem filium, quem recipit.
7Se voi sostenete il castigamento, Iddio si presenta a voi come a figliuoli; perciocchè, quale è il figliuolo, che il padre non castighi?
7In disciplina perseverate. Tamquam filiis vobis offert se Deus: quis enim filius, quem non corripit pater?
8Che se siete senza castigamento, del qual tutti hanno avuta la parte loro, voi siete dunque bastardi, e non figliuoli.
8quod si extra disciplinam estis, cujus participes facti sunt omnes: ergo adulteri, et non filii estis.
9Oltre a ciò, ben abbiamo avuti per castigatori i padri della nostra carne, e pur li abbiam riveriti; non ci sottoporremo noi molto più al Padre degli spiriti, e viveremo?
9Deinde patres quidem carnis nostræ, eruditores habuimus, et reverebamur eos, non multo magis obtemperabimus Patri spirituum, et vivemus?
10Poichè quelli, per pochi giorni, come parea loro, ci castigavano; ma questo ci castiga per util nostro , acciocchè siamo partecipi della sua santità.
10Et illi quidem in tempore paucorum dierum, secundum voluntatem suam erudiebant nos: hic autem ad id quod utile est in recipiendo sanctificationem ejus.
11Or ogni castigamento par bene per l'ora presente non esser d'allegrezza anzi di tristizia; ma poi rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati per esso esercitati.
11Omnis autem disciplina in præsenti quidem videtur non esse gaudii, sed mœroris: postea autem fructum pacatissimum exercitatis per eam, reddet justitiæ.
12PERCIÒ, ridirizzate le mani rimesse, e le ginocchia vacillanti.
12Propter quod remissas manus, et soluta genua erigite,
13E fate diritti sentieri a' piedi vostri; acciocchè ciò che è zoppo non si smarrisca dalla via, anzi più tosto sia risanato.
13et gressus rectos facite pedibus vestris: ut non claudicans quis erret, magis autem sanetur.
14Procacciate pace con tutti, e la santificazione, senza la quale niuno vedrà il Signore.
14Pacem sequimini cum omnibus, et sanctimoniam, sine qua nemo videbit Deum:
15Prendendo guardia che niuno scada dalla grazia di Dio; che radice alcuna d'amaritudine, germogliando in su, non vi turbi; e che per essa molti non sieno infetti.
15contemplantes nequis desit gratiæ Dei: ne qua radix amaritudinis sursum germinans impediat, et per illam inquinentur multi.
16Che niuno sia fornicatore, o profano, come Esaù, il quale, per una vivanda, vendette la sua ragione di primogenitura.
16Ne quis fornicator, aut profanus ut Esau: qui propter unam escam vendidit primitiva sua:
17Poichè voi sapete che anche poi appresso, volendo eredar la benedizione, fu riprovato; perciocchè non trovò luogo a pentimento, benchè richiedesse quella con lagrime.
17scitote enim quoniam et postea cupiens hæreditare benedictionem, reprobatus est: non enim invenit pœnitentiæ locum, quamquam cum lacrimis inquisisset eam.
18Imperocchè voi non siete venuti al monte che si toccava con la mano, ed al fuoco acceso, ed al turbo, ed alla caligine, ed alla tempesta;
18Non enim accessistis ad tractabilem montem, et accensibilem ignem, et turbinem, et caliginem, et procellam,
19ed al suon della tromba, ed alla voce delle parole, la quale coloro che l'udirono richiesero che non fosse loro più parlato.
19et tubæ sonum, et vocem verborum, quam qui audierunt, excusaverunt se, ne eis fieret verbum.
20Perciocchè non potevano portare ciò che era ordinato: che se pure una bestia toccasse il monte, fosse lapidata o saettata.
20Non enim portabant quod dicebatur: Et si bestia tetigerit montem, lapidabitur.
21E (tanto era spaventevole ciò che appariva) Mosè disse: Io son tutto spaventato e tremante.
21Et ita terribile erat quod videbatur. Moyses dixit: Exterritus sum, et tremebundus.
22Anzi voi siete venuti al monte di Sion, ed alla Gerusalemme celeste, che è la città dell'Iddio vivente; ed alle migliaia degli angeli;
22Sed accessistis ad Sion montem, et civitatem Dei viventis, Jerusalem cælestem, et multorum millium angelorum frequentiam,
23all'universal raunanza, ed alla chiesa de' primogeniti scritti ne'cieli; e a Dio, giudice di tutti; ed agli spiriti de' giusti compiuti.
23et ecclesiam primitivorum, qui conscripti sunt in cælis, et judicem omnium Deum, et spiritus justorum perfectorum,
24Ed a Gesù mediatore del nuovo patto; ed al sangue dello spargimento, che pronunzia cose migliori che quello di Abele.
24et testamenti novi mediatorem Jesum, et sanguinis aspersionem melius loquentem quam Abel.
25Guardate che non rifiutiate colui che parla; perciocchè, se quelli non iscamparono, avendo rifiutato colui che rendeva gli oracoli sopra la terra; quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo colui che parla dal cielo?
25Videte ne recusetis loquentem. Si enim illi non effugerunt, recusantes eum, qui super terram loquebatur: multo magis nos, qui de cælis loquentem nobis avertimus.
26La cui voce allora commosse la terra; ma ora egli ha dinunziato, dicendo: Ancora una volta io commoverò, non sol la terra, ma ancora il cielo.
26Cujus vox movit terram tunc: nunc autem repromittit, dicens: Adhuc semel, et ego movebo non solum terram, sed et cælum.
27Or quello: Ancora una volta, significa il sovvertimento delle cose commosse, come essendo state fatte; acciocchè quelle che non si commovono dimorino ferme.
27Quod autem, Adhuc semel, dicit: declarat mobilium translationem tamquam factorum, ut maneant ea quæ sunt immobilia.
28Perciocchè, ricevendo il regno che non può esser commosso riteniamo la grazia, per la quale serviamo gratamente a Dio, con riverenza, e timore.
28Itaque regnum immobile suscipientes, habemus gratiam: per quam serviamus placentes Deo, cum metu et reverentia.
29Perciocchè anche l'Iddio nostro è un fuoco consumante.
29Etenim Deus noster ignis consumens est.

Tip: use the ← and → keys to turn chapters.