Markuj 3
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
Diodati Bibbia 1885
1KADEKADEO a pil kotin pur on nan jinakoke. Ari, aramaj amen mia, me pa a motor.
1POI egli entrò di nuovo nella sinagoga, e quivi era un uomo che avea la mano secca.
2Irail ari majamajaneki, ma a pan kakelada i ni ran en japat, pwe irail en karaun i.
2Ed essi l'osservavano se lo sanerebbe in giorno di sabato, per accusarlo.
3I ari kotin majani on aramaj o, me pa a motor: Uda kodo met!
3Ed egli disse all'uomo che avea la mano secca: Levati là nel mezzo.
4A ap kotin majani on irail: Me pun, wia mau ni ran en japat de wia jued? Kamaur de kamela? Ir ari nenenla.
4Poi disse loro: È egli lecito di far bene o male; di salvare una persona, o di ucciderla, in giorno di sabato? Ma essi tacevano.
5I ari anian aupwili jili po rail, kupurokila ar kapitakai, ap kotin majani on aramaj o: Kapawei pa om! I ari kapawei. Pa a ap kelailada.
5Allora, avendoli guardati attorno con indegnazione, contristato per l'induramento del cuor loro, disse a quell'uomo: Distendi la tua mano. Ed egli la distese. E la sua mano fu restituita sana come l'altra.
6Parijar oko ap madanalan ren ian en Erodej. Re ap kapakaparok duen ar pan kamatala i.
6E i Farisei, essendo usciti, tenner subito consiglio con gli Erodiani contro a lui, come lo farebber morire.
7A lejuj kotin kapitawei jan pein i o japwilim a tounpadak kan, koti won liman jed. Pokon kalaimun ap idauen i jan Kalilaa, o Iudaa.
7Ma Gesù, co' suoi discepoli, si ritrasse al mare, e gran moltitudine lo seguitò,
8O jan Ierujalem, o jan Idumaa, o jan palilan Iordan, o toun liman Tiruj o Jidon, pokon kalamun, re ronada duen a kotin wiada manaman kaualap, re ap pokon don re a.
8da Galilea, e da Giudea, e da Gerusalemme, e da Idumea, e da oltre il Giordano; parimente, una gran moltitudine da' contorni di Tiro, e di Sidon, avendo udite le gran cose ch'egli faceva, venne a lui.
9A kotin majani on japwilim a tounpadak kan, kijin jop kij en kaunop on I, pweki pokon o, pwe re de koi don re.
9Ed egli disse a' suoi discepoli, che vi fosse sempre una navicella appresso di lui, per la moltitudine; che talora non l'affollasse.
10Pwe a kotin kakelada me toto, irail ari pakoideda, pwe me jomau ko me jair i.
10Perciocchè egli ne avea guariti molti; talchè tutti coloro che aveano qualche flagello si avventavano a lui, per toccarlo.
11O ni en nen akan nar I, re pupedi mo I, weriwer, indada: Japwil en Kot komui!
11E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gettavano davanti a lui, e gridavano, dicendo: Tu sei il Figliuol di Dio.
12I ari kotin kalik irail edi, ren der kaireki i.
12Ma egli li sgridava forte acciocchè nol manifestassero.
13I ari kotidala nan nana o, ap molipei don i, me a kotin kupura, re ap poto don re a.
13POI egli montò in sul monte, e chiamò a sè coloro ch'egli volle; ed essi andarono a lui.
14I ari kotin kileledi ekriamen, pwe re en ieian i, pwen poroporone ir jili padapadak.
14Ed egli ne ordinò dodici, per esser con lui, e per mandarli a predicare;
15O manamanla kakelada me jomau kan o kakauj tewil akan;
15e per aver la podestà di sanare le infermità, e di cacciare i demoni.
16Jimon a kotiki on ad a Petruj.
16Il primo fu Simone, al quale ancora pose nome Pietro.
17O Iakopuj nain Iepedauj, o Ioanej ri en Iakopuj, a kotiki on ad ara Poanerkej. let wewe: Nain nanjapwe.
17Poi Giacomo figliuol di Zebedeo; e Giovanni, fratello di Giacomo, a' quali pose nome Boanerges, che vuol dire: Figliuoli di tuono;
18O Andreaj, o Pilipuj, o Partolomauj, o Matauj, o Tomaj, o Iakopuj, nain Alpauj, o Tadauj, o Jimon men Kana,
18e Andrea, e Filippo, e Bartolomeo, e Matteo, e Toma, e Giacomo figliuol di Alfeo; e Taddeo, e Simone Cananeo;
19O ludaj Ijkariot, me panala i.
19e Giuda Iscariot, il quale anche lo tradì.
20Irail ari kodon nan im eu. Pil pokon eu pokon pena. Irail ari jola kak mana.
20POI vennero in casa. Ed una moltidune si raunò di nuovo; talchè non potevano pur prender cibo.
21Ni kompokepa ko ronada, re kodo, pwen wala jan i; pwe re inda, me a iakala.
21Or i suoi, udite queste cose , uscirono per pigliarlo, perciocchè dicevano: Egli è fuori di sè.
22A jaunkawewe ko, me kodido jan Ierujalem inda: A katia Peeljepup o jaumaj en tewil akan; iei me a kakaujeki tewil akan.
22Ma gli Scribi ch'eran discesi di Gerusalemme, dicevano: Egli ha Beelzebub; e per lo principe de' demoni, caccia i demoni.
23I ari molipe ir do, majani on irail ni karajeraj akan: la pan duen Jatan a kaujawei Jatan?
23Ma egli, chiamatili a sè, disse loro in similitudine: Come può Satana cacciar Satana?
24O ma toun wei eu u pena nan pun ar, wei o jota pan kak pwaida.
24E se un regno è diviso in parti contrarie, egli non può durare.
25O ma penainai eu u pena nan pun ar, penainai o jota pan kak pwaida.
25E, se una casa è divisa in parti contrarie, ella non può durare.
26O ma Jatan u on pein i, a jota pan kak pwaida, a pan imwijokela.
26Così, se Satana si leva contro a sè stesso, ed è diviso in parti contrarie, egli non può durare, anzi vien meno.
27Jota amen me pan kak ko on nan im en kelail amen kulia a kapwa, ma a jo jaliedi maj me kelail o. A ap pan kak kawela im a.
27Niuno può entrar nella casa d'un uomo possente, e rapirgli le sue masserizie, se prima non l'ha legato; allora veramente gli prederà la casa.
28Melel I indai on komail: Dip akan karoj pan lapwa jan nain aramaj akan, o laue, me re lalaueki.
28Io vi dico in verità, che a' figliuoli degli uomini sarà rimesso qualunque peccato, e qualunque bestemmia avranno detta.
29A meamen lalaue Nen jaraui jota pan lapwada, a a pan puk on kamekam joutuk.
29Ma chiunque avrà bestemmiato contro allo Spirito Santo, giammai in eterno non ne avrà remissione; anzi sarà sottoposto ad eterno giudicio.
30Pweki ar inda: A katia nen jaut.
30Or egli diceva questo , perciocchè dicevano: Egli ha lo spirito immondo.
31Ari in a, o ri a ol akan ap kodo, mi liki o iloke don.
31I SUOI fratelli adunque, e sua madre, vennero; e, fermatisi di fuori, mandarono a chiamarlo.
32A pokon me momod impa o ap potoan on i: Re mani, in ar o ri ar ol akan mimi liki kainoma komui.
32Or la moltitudine sedeva d'intorno a lui, e gli disse: Ecco, tua madre, e i tuoi fratelli son là di fuori, e ti cercano.
33A ap kotin japen irail majani: Ij in ai de ri ai kan?
33Ma egli rispose loro, dicendo: Chi è mia madre, o chi sono i miei fratelli?
34A ap kotin aupwil jili po rail, me mod impa ko, majani: Kilan, in ai o ri ai ol akan!
34E, guardati in giro coloro che gli sedevano d'intorno, disse: Ecco mia madre, e i miei fratelli. Perciocchè,
35Pwe meamen wiawia kupur en Kot, iei me ri ai ol o ri ai li o in ai.
35chiunque avrà fatta la volontà di Dio, esso è mio fratello e mia sorella, e mia madre.
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