Markuj 12
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
Diodati Bibbia 1885
1A AP kotin tapiada padaki irail ni karajeraj akan: Aramaj amen me padukedi mat en krep eu o kele pena, ap weirada deun wunit krep eu, o kauada im en jilajil eu, ap mueidalan jaumat akai, ap momaitelan nan wai.
1POI egli prese a dir loro in parabole: Un uomo piantò una vigna, e le fece attorno una siepe, e cavò in essa un luogo da calcar la vendemmia, e vi edificò una torre, e l'allogò a certi lavoratori; e poi se ne andò in viaggio.
2Kadekadeo anjaun rak, a ap kadaralan jaumat oko ladu amen, pwen ale ren jaumat oko kijan wan matuel o.
2E nella stagion de' frutti , mandò a que' lavoratori un servitore, per ricever da loro del frutto della vigna.
3Re ap jaikidi, kame o ari, kadarala kaip.
3Ma essi, presolo, lo batterono, e lo rimandarono vuoto.
4A ap pil kadaralan irail amen ladu, re ap kate, pwalan on mona, ap kadarala i kajaroela.
4Ed egli di nuovo vi mandò un altro servitore; ma essi , tratte anche a lui delle pietre, lo ferirono nel capo, e lo rimandarono vituperato.
5A ap pil kadarala amen; re ap kamela; pil me toto re woki akai, a re kamela akai.
5Ed egli da capo ne mandò un altro, e quello uccisero; poi molti altri, de' quali alcuni batterono, alcuni uccisero.
6Ari, na ieroj eu, me a pokepoke, i me a kadarala ikmuri, a majani: Re pan wauneki nai ol.
6Perciò, avendo ancora un suo diletto figliuolo, mandò loro anche quello in ultimo, dicendo: Avranno riverenza al mio figliuolo.
7A jaumat pukat inda pena nan pun arail: Jeri en jojo met; na, kitail en kamela! Ari, kitail ap pan id aneki jojo o;
7Ma que' lavoratori disser tra loro: Costui è l'erede, venite, uccidiamolo, e l'eredità sarà nostra.
8Re ap ale, kamela, kajewei jan nan mat en krep.
8E, presolo, l'uccisero, e lo gettaron fuor della vigna.
9Ari, da me jaumaj en mat o pan wia? A pan kodo, kamela jaumat oko; a ap pan mueid on akai matuel o.
9Che farà dunque il padron della vigna? Egli verrà, e distruggerà que' lavoratori, e darà la vigna ad altri.
10Komail jota wadoker kijin Iikau et: Takai, me jauje kan kajapokelar ap id wialar takai en pukakaim?
10Non avete ancor letta questa scrittura: La pietra, che gli edificatori hanno riprovata, è divenuta il capo del cantone;
11Mepukat wiauier ren Kaun o, men kapuriamui patail.
11ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?
12Irail ari jojon pwen jaikidi i, a re majak aramaj akan, pwe re aja, me a karajeraje kin irail. Irail ari kokola jan re a.
12Ed essi cercavano di pigliarlo; perciocchè si avvidero ch'egli avea detta quella parabola contro a loro; ma temettero la moltitudine; e, lasciatolo, se ne andarono.
13Irail ap kadaralan re a Parijar o ian en Erodej akai, pwen kajapune i jan ni a majan.
13POI gli mandarono alcuni de' Farisei, e degli Erodiani, acciocchè lo cogliessero in parole.
14Ari, ni ar kodo, re potoan on i: Jaunpadak, je aja, me komui me melel o jota injenoki meamen. Pwe komui jota lipilipil maj en aramaj, a kom kaukawewe al en Kot ni me pun. Me pun, en nopweiki moni on nanmarki de jo? Je en kida, de je ender kida?
14Ed essi, venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che tu non ti curi di alcuno; perciocchè tu non hai riguardo alla qualità delle persone degli uomini, ma insegni la via di Dio in verità. È egli lecito di dare il censo a Cesare o no? glielo dobbiamo noi dare, o no?
15A a kotin mani ar malaun majani on irail: Menda komail jonejon ia? Wa don ia eu denar en, pwe I en kilan.
15Ma egli, conosciuta la loro ipocrisia, disse loro: Perchè mi tentate? portatemi un denaro, che io lo vegga.
16Irail ap wado. A ap kotin majani on irail: Mom o intin en ij met akan? Irail potoan on i: En nanmarki.
16Ed essi gliel portarono. Ed egli disse loro: Di chi è questa figura, e questa soprascritta? Ed essi gli dissero: Di Cesare.
17lejuj ap kotin japen, majani on irail: Ari, komail ki on nanmarki me nain nanmarki, o on Kot me japwilim en Kot. Re ap puriamui kila i.
17E Gesù, rispondendo, disse loro: Rendete a Cesare le cose di Cesare, e a Dio le cose di Dio. Ed essi si maravigliarono di lui.
18Jadujar akai ap ko don re a, me kin inda me dene jota me pan maureda jan mela. Re ap peidok re a indada:
18POI vennero a lui de' Sadducei, i quali dicono che non vi è risurrezione; e lo domandarono, dicendo:
19Jaunpadak, Mojej intine don kit er, ma ri en ol amen mela, kidi a paud, jota na jeri ko, a ri a ol ap pan id ale a paud, pwen wiada kadaudok a on ri a ol o.
19Maestro, Mosè ci ha scritto, che se il fratello di alcuno muore, e lascia moglie senza figliuoli, il suo fratello prenda la sua moglie, e susciti progenie al suo fratello.
20Ari pirien, ol ijimen mia. Men maj re ’rail paude kida li amen ap melar, jota kadaudok a.
20Vi erano sette fratelli; e il primo prese moglie; e, morendo, non lasciò progenie.
21Men muri ap id ale, ap melar, pil jota kadaudok a. A kajilimen pil dueta.
21E il secondo la prese, e morì; ed esso ancora non lasciò progenie; simigliantemente ancora il terzo.
22A irail ijimen oko paude kida i, jota kadaudok a. Ari, murin karoj li o ari pil melar.
22E tutti e sette la presero, e non lasciarono progenie; ultimamente, dopo tutti, morì anche la donna.
23Ran en iajada ni ar pan maureda, ij me pan paudeki i re ’rail, pwe irail ijimen oko paude kier i?
23Nella risurrezione adunque, quando saranno risuscitati, di chi di loro sarà ella moglie? poichè tutti e sette l'hanno avuta per moglie.
24lejuj ap kotin japen, majani on irail: Omail jota lelapokki kijin likau kan o rojon en Kot, kaidik iei me kareda omail jaj kida?
24Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Non errate voi per ciò che ignorate le scritture, e la potenza di Dio?
25Pwe irail pan lao maureda jan ren me melar akan, re jola pan papaud de kapapaud. A re pan duela tounlan kan me mimi nanlan.
25Perciocchè, quando gli uomini saranno risuscitati da' morti, non prenderanno, nè daranno mogli; ma saranno come gli angeli che son ne' cieli.
26Ari, duen me melar akan ar pan maureda, komail jota wadoker nan puk en Mojej, duen Kot a kotin majani on i nan wel en tuka o: Nai Kot en Apraain, o Kot en Ijaak, o Kot en Iakop!
26Ora, quant'è a' morti, che essi risuscitino, non avete voi letto nel libro di Mosè, come Iddio gli parlò nel pruno, dicendo: Io son l'Iddio d'Abrahamo, l'Iddio d'Isacco, e l'Iddio di Giacobbe?
27Kaidin i Kot en me melar akan, pwe Kot en memaureta! Iei, me komail jaj kida kaualap.
27Iddio non è Dio de' morti, ma Dio de' viventi. Voi adunque errate grandemente.
28Ari, amen ren jaunkawewe kan ap potodo, me roner duen ar kapakaparok pena, ap kajauiada, me a pajapen me inen, ap idok re a: Ia mo en kujoned karoj?
28ALLORA uno degli Scribi, avendoli uditi disputare, e riconoscendo ch'egli avea loro ben risposto, si accostò e lo domandò: Quale è il primo comandamento di tutti?
29lejuj ari majani on i: Iet mo en kujoned akan: Ron Ijrael! Kaun patail Kot me Kaun me ta men.
29E Gesù gli rispose: Il primo di tutti i comandamenti è: Ascolta Israele: Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore;
30Ari, koe en poke ki on Kaun, om Kot, monion om unjok, o nen om unjok, o om lamelam unjok, o om kel unjok! lei met me mo en kujoned akan.
30e: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutta la mente tua, e con tutta la tua forza. Quest' è il primo comandamento. E il secondo, simile, è questo:
31A kariau me dueta. let et: Koe en pok on men imp om due pein koe! Jota eu kujoned me lapajan mepukat.
31Ama il tuo prossimo come te stesso. Non vi è altro comandamento maggior di questi.
32Jaunkawewe ap potoan on i: Me mau Jaunpadak! Melel me kom majani en! Pwe i me ta men, a jota pil amen, pwe i ota!
32E lo Scriba gli disse: Maestro, bene hai detto secondo verità, che vi è un solo Iddio, e che fuor di lui non ve ne è alcun altro;
33O poke ki on i monion unjok, o lamelam unjok, o nen unjok, o kel unjok, o pok, on men impa due pein i, mau jan mairon ijij o mairon tei kan.
33e che amarlo con tutto il cuore, e con tutta la mente, e con tutta l'anima, e con tutta la forza; ed amare il suo prossimo come sè stesso, è più che tutti gli olocausti, e sacrificii.
34Ni en Iejuj a kotin majani a pajapen a inen, a ap majani on i: Kom jota doo jan wein Kot. Ari, ap jolar, me men pil idok re a meakot.
34E Gesù, vedendo che egli avea avvedutamente risposto, gli disse: Tu non sei lontano dal regno di Dio. E niuno ardiva più fargli alcuna domanda.
35Iejuj ap pil kotin japen majani ni a kotin kaukawewe nan im en kaudok o: Da me jaunkawewe kan indaki, me Krijtuj nain Dawid?
35E GESÙ, insegnando nel tempio, prese a dire: Come dicono gli Scribi, che il Cristo è Figliuol di Davide?
36Pwe pein Dawid majaniki ren Nen jaraui: Kaun o kotin majani on ai Kaun: Kom kotidi on pali maun i, I lao wia kida wutipan aluwilu omui om imwintiti kan!
36Poichè Davide stesso, per lo Spirito Santo, ha detto: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finchè io abbia posti i tuoi nemici per iscannello de' tuoi piedi.
37Ari, Dawid pein kaadaneki I Kaun; a daduen a wia na? Aramaj akan ap mauki a padak.
37Davide stesso adunque lo chiama Signore; come adunque è egli il suo figliuolo? E la maggior parte della moltitudine l'udiva volentieri.
38A ap kotin majani on irail ni a padak: Kalaka jaunkawewe kan, me mauki mi nan likau reirei o men, re en ranmaui ir nan wajan net.
38ED egli diceva loro nella sua dottrina: Guardatevi dagli Scribi, i quali amano di passeggiare in robe lunghe, e le salutazioni nelle piazze,
39O men mod leppantam nan jinakoke kan o kamadip.
39ed i primi seggi nelle raunanze, ed i primi luoghi ne' conviti.
40O noper jan li odi im ar, ap liliajoj kapakap reirei. Irail pan lodi on kadeik lapalap.
40I quali divorano le case delle vedove, e ciò , sotto specie di lunghe orazioni; essi ne riceveranno maggior condannazione.
41Iejuj ap kotikot jal on deun moni en mairon, ap mamajani, en aramaj ar kajedi on moni nan deu o. A me toto, me kapwapwa, kajedi on me toto.
41E GESÙ, postosi a sedere di rincontro alla cassa delle offerte, riguardava come il popolo gettava denari nella cassa; e molti ricchi vi gettavano assai.
42Li odi jamama ap kodo o kajedi on kijin moni riakij, me wiada kwadranj eu.
42Ed una povera vedova venne, e vi gettò due piccioli, che sono un quattrino.
43A ap kotin molipedo japwilim a tounpadak kan, majani on ir: Melel I indai on komail, me liodi jamama men et kajedi on me laude jan irail karoj, me pil kajedi on nan deun moni o.
43E Gesù , chiamati a sè i suoi discepoli, disse loro: Io vi dico in verità, che questa povera vedova ha gettato più di tutti quanti hanno gettato nella cassa delle offerte.
44Pwe karoj kajedi on jan ni ar pai. A i me kajedi on jan ni a jamama, karoj me a, i eta a mana.
44Poichè tutti gli altri vi hanno gettato di ciò che soprabbonda loro; ma essa, della sua inopia, vi ha gettato tutto ciò ch'ella avea, tutta la sua sostanza.
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