Canticum Canticorum 7
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[ Sponsa Quid videbis in Sulamite, nisi choros castrorum? Chorus Quam pulchri sunt gressus tui in calceamentis, filia principis ! Juncturæ femorum tuorum sicut monilia quæ fabricata sunt manu artificis.
1O figliuola di principe, quanto son belli i tuoi piedi nel lor calzamento! Le giunture delle tue membra son come monili Di lavoro di mani d'artefice.
2Umbilicus tuus crater tornatilis, numquam indigens poculis. Venter tuus sicut acervus tritici vallatus liliis.
2Il tuo seno è come una tazza rotonda, Nella quale non manchi mai il vino profumato; Il tuo corpo è un mucchio di grano, Intorniato di gigli.
3Duo ubera tua sicut duo hinnuli, gemelli capreæ.
3I tuoi due seni Paiono due cavrioletti gemelli.
4Collum tuum sicut turris eburnea; oculi tui sicut piscinæ in Hesebon quæ sunt in porta filiæ multitudinis. Nasus tuus sicut turris Libani, quæ respicit contra Damascum.
4Il tuo collo pare una torre d'avorio; E gli occhi tuoi le pescine che sono in Hesbon, Presso alla porta di Bat-rabbim; Il tuo naso pare la Torre del Libano Che riguarda verso Damasco.
5Caput tuum ut Carmelus; et comæ capitis tui sicut purpura regis vincta canalibus.
5Il tuo capo sopra te pare un Carmel, E la chioma del tuo capo sembra di porpora, Il re è tenuto prigione dalle tue treccie.
6Sponsus Quam pulchra es, et quam decora, carissima, in deliciis !
6Quanto sei bella, e quanto sei piacevole, O amor mio , fra tutte le delizie!
7Statura tua assimilata est palmæ, et ubera tua botris.
7Questa tua statura è simile ad una palma, Ed i tuoi seni a grappoli d'uva .
8Dixi: Ascendam in palmam, et apprehendam fructus ejus; et erunt ubera tua sicut botri vineæ, et odor oris tui sicut malorum.
8Io ho detto: Io salirò sopra la palma, E mi appiglierò a' suoi rami; Ed i tuoi seni saranno ora come grappoli di vite, E l'odor del tuo alito come quello de' pomi;
9Guttur tuum sicut vinum optimum, dignum dilecto meo ad potandum, labiisque et dentibus illius ad ruminandum.
9E la tua bocca sarà come il buon vino, Che cola dolcemente per il mio amico, E scivola fra le labbra de' dormenti.
10Sponsa Ego dilecto meo, et ad me conversio ejus.
10Io son del mio amico, E il suo desiderio è verso me.
11Veni, dilecte mi, egrediamur in agrum, commoremur in villis.
11Vieni, amico mio, usciamo a' campi, Passiam la notte nelle ville.
12Mane surgamus ad vineas: videamus si floruit vinea, si flores fructus parturiunt, si floruerunt mala punica; ibi dabo tibi ubera mea.
12Leviamoci la mattina, per andare alle vigne; Veggiamo se la vite è fiorita, se l'agresto si scopre, Se i melagrani hanno messe le lor bocce; Quivi ti darò i miei amori.
13Mandragoræ dederunt odorem in portis nostris omnia poma: nova et vetera, dilecte mi, servavi tibi.]
13Le mandragole rendono odore, E in su gli usci nostri vi son delizie d'ogni sorta, E nuove, e vecchie, Le quali io ti ho riposte, amico mio.
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