Giona
Chapter 4

Giona

Diodati Bibbia 1885
vs Clementine Vulgate…
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Giona 4

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1MA ciò dispiacque forte a Giona, ed egli se ne sdegnò; e fece orazione al Signore, e disse:
1Et afflictus est Jonas afflictione magna, et iratus est:
2Ahi! Signore, non è questo ciò che io diceva, mentre era ancora nel mio paese? perciò, anticipai di fuggirmene in Tarsis; conciossiachè io sapessi che tu sei un Dio misericordioso, e pietoso, lento all'ira, e di gran benignità; e che ti penti del male.
2et oravit ad Dominum, et dixit: Obsecro, Domine, numquid non hoc est verbum meum cum adhuc essem in terra mea? propter hoc præoccupavi ut fugerem in Tharsis: scio enim quia tu Deus clemens et misericors es, patiens et multæ miserationis, et ignoscens super malitia.
3Ora dunque, Signore, togli da me, ti prego, l'anima mia; perciocchè meglio è per me di morire che di vivere.
3Et nunc, Domine, tolle, quæso, animam meam a me, quia melior est mihi mors quam vita.
4Ma il Signore gli disse: È egli ben fatto di sdegnarti in questa maniera?
4Et dixit Dominus: Putasne bene irasceris tu?
5E Giona uscì della città, e si pose a sedere dal levante della città; e si fece quivi un frascato, e sedette sotto esso all'ombra, finchè vedesse ciò che avverrebbe nella città.
5Et egressus est Jonas de civitate, et sedit contra orientem civitatis: et fecit sibimet umbraculum ibi, et sedebat subter illud in umbra, donec videret quid accideret civitati.
6E il Signore Iddio preparò una pianta di ricino, e la fece salire di sopra a Giona, per fargli ombra sopra il capo, per trarlo della sua noia. E Giona si rallegrò di grande allegrezza per quel ricino.
6Et præparavit Dominus Deus hederam, et ascendit super caput Jonæ, ut esset umbra super caput ejus, et protegeret eum (laboraverat enim): et lætatus est Jonas super hedera lætitia magna.
7Ma il giorno seguente, all'apparir dell'alba, Iddio preparò un verme, il qual percosse il ricino, ed esso si seccò.
7Et paravit Deus vermen ascensu diluculi in crastinum: et percussit hederam, et exaruit.
8E quando il sole fu levato, Iddio preparò un vento orientale sottile; e il sole ferì sopra il capo di Giona, ed egli si veniva meno, e richiese fra sè stesso di morire, e disse: Meglio è per me di morire che di vivere.
8Et cum ortus fuisset sol, præcepit Dominus vento calido et urenti: et percussit sol super caput Jonæ, et æstuabat: et petivit animæ suæ ut moreretur, et dixit: Melius est mihi mori quam vivere.
9E Iddio disse a Giona: È egli ben fatto, di sdegnarti in questa maniera per lo ricino? Ed egli disse: Sì , egli è ben fatto, di essermi sdegnato fino alla morte.
9Et dixit Dominus ad Jonam: Putasne bene irasceris tu super hedera? Et dixit: Bene irascor ego usque ad mortem.
10E il Signore gli disse: Tu hai voluto risparmiare il ricino, intorno al quale tu non ti sei affaticato, e il quale tu non hai cresciuto; che è nato in una notte, e in una notte altresì è perito.
10Et dixit Dominus: Tu doles super hederam in qua non laborasti, neque fecisti ut cresceret; quæ sub una nocte nata est, et sub una nocte periit:
11E non risparmierei io Ninive, quella gran città, nella quale sono oltre a dodici decine di migliaia di creature umane, che non sanno discernere fra la lor man destra, e la sinistra; e molte bestie?
11et ego non parcam Ninive, civitati magnæ, in qua sunt plus quam centum viginti millia hominum qui nesciunt quid sit inter dexteram et sinistram suam, et jumenta multa?

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