Leviticus
Chapter 14
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Leviticus 14

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Locutusque est Dominus ad Moysen, dicens:
1IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo:
2Hic est ritus leprosi, quando mundandus est. Adducetur ad sacerdotem:
2Quest'è la legge intorno al lebbroso, nel giorno della sua purificazione: Sia menato al sacerdote.
3qui egressus de castris, cum invenerit lepram esse mundatam,
3Ed esca il sacerdote fuor del campo; e se, avendo riguardato colui , ecco, la piaga della lebbra è guarita nel lebbroso;
4præcipiet ei, qui purificatur, ut offerat duos passeres vivos pro se, quibus vesci licitum est, et lignum cedrinum, vermiculumque et hyssopum.
4comandi che si prendano, per colui che si purificherà, due uccelletti vivi, mondi, e del legno di cedro, e dello scarlatto, e dell'isopo.
5Et unum ex passeribus immolari jubebit in vase fictili super aquas viventes:
5Poi comandi il sacerdote, che si scanni l'uno degli uccelletti, versandone il sangue dentro un testo, sopra dell'acqua viva.
6alium autem vivum cum ligno cedrino, et cocco et hyssopo, tinget in sanguine passeris immolati,
6Ed egli stesso prenda l'uccelletto vivo, e il legno di cedro, e lo scarlatto, e l'isopo; e intinga quelle cose, insieme con l'uccelletto vivo, nel sangue dell'uccelletto scannato sopra l'acqua viva.
7quo asperget illum, qui mundandus est, septies, ut jure purgetur: et dimittet passerem vivum, ut in agrum avolet.
7E spruzzine sette volte colui che si purifica della lebbra; e, dopo averlo così purificato, lascine andar libero l'uccelletto vivo, su per li campi.
8Cumque laverit homo vestimenta sua, radet omnes pilos corporis, et lavabitur aqua: purificatusque ingredietur castra, ita dumtaxat ut maneat extra tabernaculum suum septem diebus,
8E colui che si purifica lavi i suoi vestimenti, e radasi tutti i peli, e lavisi con acqua; e sarà netto; poi potrà entrar nel campo; ma dimori sette giorni fuor del suo padiglione.
9et die septimo radet capillos capitis, barbamque et supercilia, ac totius corporis pilos. Et lotis rursum vestibus et corpore,
9E al settimo giorno radasi tutti i peli, il capo, e la barba, e le ciglia degli occhi; in somma, radasi tutti i peli, e lavi i suoi vestimenti; lavisi parimente con acqua le carni; e sarà netto.
10die octavo assumet duos agnos immaculatos, et ovem anniculam absque macula, et tres decimas similæ in sacrificium, quæ conspersa sit oleo, et seorsum olei sextarium.
10E l'ottavo giorno appresso , prenda due agnelli senza difetto, e un'agnella d'un anno, senza difetto, e tre decimi di fior di farina stemperata con olio, per offerta di panatica, e un log d'olio.
11Cumque sacerdos purificans hominem, statuerit eum, et hæc omnia coram Domino in ostio tabernaculi testimonii,
11E presenti il sacerdote, che farà la purificazione, colui che si purificherà, insieme con quelle cose, davanti al Signore, all'entrata del Tabernacolo della convenenza.
12tollet agnum et offeret eum pro delicto, oleique sextarium: et oblatis ante Dominum omnibus,
12Poi prenda il sacerdote l'uno degli agnelli, e offeriscalo per la colpa; insieme col log dell'olio; e dimeni quelle cose per offerta davanti al Signore.
13immolabit agnum, ubi solet immolari hostia pro peccato, et holocaustum, id est, in loco sancto. Sicut enim pro peccato, ita et pro delicto ad sacerdotem pertinet hostia: Sancta sanctorum est.
13Poi scanni l'agnello nel luogo dove si scannano i sacrificii per lo peccato, e gli olocausti, in luogo santo; perciocchè, come il sacrificio per lo peccato appartiene al sacerdote, così ancora gli appartiene il sacrificio per la colpa; è cosa santissima.
14Assumensque sacerdos de sanguine hostiæ, quæ immolata est pro delicto, ponet super extremum auriculæ dextræ ejus qui mundatur, et super pollices manus dextræ et pedis:
14E prenda il sacerdote del sangue del sacrificio per la colpa, e metta lo in sul tenerume dell'orecchia destra di colui che si purificherà, e in sul dito grosso della sua man destra, e in sul dito grosso del suo piè destro.
15et de olei sextario mittet in manum suam sinistram,
15Poi prenda il sacerdote dell'olio di quel log, e versine sopra la palma della sua man sinistra.
16tingetque digitum dextrum in eo, et asperget coram Domino septies.
16E intinga il dito della sua man destra, in quell'olio che sarà sopra la palma della sua man sinistra; e col dito spruzzi di quell'olio sette volte nel cospetto del Signore.
17Quod autem reliquum est olei in læva manu, fundet super extremum auriculæ dextræ ejus qui mundatur, et super pollices manus ac pedis dextri, et super sanguinem qui effusus est pro delicto,
17E del rimanente dell'olio, ch'egli avrà in su la palma della mano, mettane in sul tenerume dell'orechhia destra di colui che si purificherà; e in sul dito grosso della sua man destra e in sul dito grosso del suo piè destro, sopra il sangue del sacrificio per la colpa.
18et super caput ejus.
18E metta il sacerdote il rimasto dell'olio, ch'egli avrà in mano, in sul capo di colui che si purificherà. E così faccia il sacerdote il purgamento per lui, davanti al Signore.
19Rogabitque pro eo coram Domino, et faciet sacrificium pro peccato: tunc immolabit holocaustum,
19Poi offerisca il sacerdote il sacrificio per lo peccato; e faccia il purgamento per colui che si purificherà della sua immondizia; e poi appresso scanni l'olocausto.
20et ponet illud in altari cum libamentis suis, et homo rite mundabitur.
20E offerisca l'olocausto, insieme con l'offerta di panatica, sopra l'Altare. Così faccia il sacerdote purgamento per colui, ed egli sarà netto.
21Quod si pauper est, et non potest manus ejus invenire quæ dicta sunt pro delicto, assumet agnum ad oblationem, ut roget pro eo sacerdos, decimamque partem similæ conspersæ oleo in sacrificium, et olei sextarium,
21Ma, se colui è povero, e non può fornire quelle cose , prenda un agnello per sacrificio per la colpa, per essere offerto in offerta dimenata, per far purgamento per lui; e un decimo di fior di farina intrisa con olio, per offerta di panatica, e un log d'olio;
22duosque turtures sive duos pullos columbæ, quorum unus sit pro peccato, et alter in holocaustum:
22e due tortole, o due pippioni, secondo ch'egli potrà fornire; de' quali l'uno sarà per sacrificio per lo peccato, e l'altro per olocausto.
23offeretque ea die octavo purificationis suæ sacerdoti, ad ostium tabernaculi testimonii coram Domino.
23E porti quelle cose al sacerdote, all'entrata del Tabernacolo della convenenza, davanti al Signore, l'ottavo giorno appresso la sua purificazione.
24Qui suscipiens agnum pro delicto et sextarium olei, levabit simul:
24E prenda il sacerdote l'agnello per sacrificio per la colpa, e il log d'olio; e dimenti quelle cose davanti al Signore, in offerta dimenata.
25immolatoque agno, de sanguine ejus ponet super extremum auriculæ dextræ illius qui mundatur, et super pollices manus ejus ac pedis dextri:
25Poi scanni l'agnello del sacrificio per la colpa, e prenda del sangue di esso, e metta lo in sul tenerume dell'orecchia destra di colui che si purificherà, e in sul dito grosso della sua man destra, e in sul dito grosso del suo piè destro.
26olei vero partem mittet in manum suam sinistram,
26Poi versi di quell'olio in su la palma della sua man sinistra.
27in quo tingens digitum dextræ manus asperget septies coram Domino:
27E col dito della sua man destra spruzzi il sacerdote di quell'olio, che egli avrà nella sua man sinistra, sette volte davanti al Signore.
28tangetque extremum dextræ auriculæ illius qui mundatur, et pollices manus ac pedis dextri, in loco sanguinis qui effusus est pro delicto:
28Poi metta di quell'olio, ch'egli avrà sopra la palma della sua mano, in sul tenerume dell'orecchia destra di colui che si purificherà, e in sul dito grosso della sua man destra, e in sul dito grosso del suo piè destro, sopra il luogo dove sarà stato posto il sangue del sacrificio per la colpa.
29reliquam autem partem olei, quæ est in sinistra manu, mittet super caput purificati, ut placet pro eo Dominum:
29Poi metta il sacerdote il rimanente di quell'olio, ch'egli avrà sopra la palma della sua mano, in sul capo di colui che si purificherà, per far purgamento per lui nel cospetto del Signore.
30et turturem sive pullum columbæ offeret,
30Poi sacrifichi l'una di quelle tortole, o l'uno di que' pippioni, secondo che colui avrà potuto fornire.
31unum pro delicto, et alterum in holocaustum cum libamentis suis.
31Di quello ch'egli avrà potuto fornire, o tortole o pippioni, siane uno per sacrificio per lo peccato, e l'altro per olocausto, insieme con l'offerta di panatica. E così il sacerdote faccia il purgamento davanti al Signore per colui che si purificherà.
32Hoc est sacrificium leprosi, qui habere non potest omnia in emundationem sui.
32Quest' è la legge intorno a colui, in cui sar à stata piaga di lebbra, il quale non potrà fornire le cose suddette per la sua purificazione.
33Locutusque est Dominus ad Moysen et Aaron, dicens:
33IL Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè e ad Aaronne, dicendo:
34Cum ingressi fueritis terram Chanaan, quam ego dabo vobis in possessionem, si fuerit plaga lepræ in ædibus,
34Quando voi sarete entrati nel paese di Canaan, il quale io vi do per possessione, se io mando piaga di lebbra in alcuna casa del paese della vostra possessione;
35ibit cujus est domus, nuntians sacerdoti, et dicet: Quasi plaga lepræ videtur mihi esse in domo mea.
35venga colui di cui sarà la casa, e significhilo al sacerdote, dicendo: Egli appare come una piaga di lebbra nella mia casa.
36At ille præcipiet ut efferant universa de domo, priusquam ingrediatur eam, et videat utrum leprosa sit, ne immunda fiant omnia quæ in domo sunt. Intrabitque postea ut consideret lepram domus:
36Allora comandi il sacerdote che si sgomberi la casa, avanti ch'egli vi entri per riguardar la piaga, acciocchè non sia immondo tutto ciò che sarà in quella casa; dopo questo, entrivi il sacerdote, per riguardar la casa.
37et cum viderit in parietibus illius quasi valliculas pallore sive rubore deformes, et humiliores superficie reliqua,
37E se, avendo riguardata la piaga, vedrà che vi sia piaga nelle pareti della casa, fossatelle verdeggianti, o rosseggianti, che appariscano più basse della parete;
38egredietur ostium domus, et statim claudet illam septem diebus.
38escasene il sacerdote fuor della casa, all'uscio di essa, e serri la casa per sette giorni.
39Reversusque die septimo, considerabit eam: si invenerit crevisse lepram,
39E il settimo giorno appresso, tornivi il sacerdote; e se, riguardandola, ecco, la piaga si è allargata per le pareti della casa;
40jubebit erui lapides in quibus lepra est, et projici eos extra civitatem in locum immundum:
40comandi che si cavino le pietre, nelle quali sarà la piaga, e che si gittino fuor della città in luogo immondo.
41domum autem ipsam radi intrinsecus per circuitum, et spargi pulverem rasuræ extra urbem in locum immundum,
41E faccia rader lo smalto della casa di dentro d'ogni intorno, e versisi la polvere dello smalto che si sarà raso, fuor della città, in luogo immondo.
42lapidesque alios reponi pro his qui ablati fuerint, et luto alio liniri domum.
42Poi prendansi dell'altre pietre, e ficchinsi in luogo di quelle; prendasi ancora dell'altro smalto, e smaltisene la casa.
43Sin autem postquam eruti sunt lapides, et pulvis erasus, et alia terra lita,
43Ma, se la piaga torna a germogliar nella casa, dopo che ne saranno state cavate le pietre, e dopo che la casa sarà stata rasa, e di nuovo smaltata;
44ingressus sacerdos viderit reversam lepram, et parietes respersos maculis, lepra est perseverans, et immunda domus:
44e il sacerdote, entrandovi, e riguardando, ecco, la piaga si è allargata nella casa; è lebbra rodente nella casa; la casa è immonda.
45quam statim destruent, et lapides ejus ac ligna, atque universum pulverem projicient extra oppidum in locum immundum.
45Perciò disfacciasi quella casa, le sue pietre, e il suo legname, e tutto lo smalto di essa; e portinsi quelle cose fuor della città, in luogo immondo.
46Qui intraverit domum quando clausa est, immundus erit usque ad vesperum:
46E chi sarà entrato in quella casa, in tutti i giorni ch'ella sarà serrata, sia immondo infino alla sera.
47et qui dormierit in ea, et comederit quippiam, lavabit vestimenta sua.
47E chi sarà giaciuto in quelle casa, lavi i suoi vestimenti; parimente, chi avrà mangiato in essa, lavi i suoi vestimenti.
48Quod si introiens sacerdos viderit lepram non crevisse in domo, postquam denuo lita fuerit, purificabit eam reddita sanitate:
48Ma se pure, essendovi entrato il sacerdote, e avendo riguardato, ecco, la piaga non si è allargata nella casa, dopo che è stata smaltata; dichiari quella casa netta; conciossiachè la piaga sia guarita.
49et in purificationem ejus sumet duos passeres, lignumque cedrinum, et vermiculum atque hyssopum:
49Poi prenda, per purificar la casa, due uccelletti, e del legno di cedro, e dello scarlatto, e dell'isopo.
50et immolato uno passere in vase fictili super aquas vivas,
50E scanni l'uno degli uccelletti; versandone il sangue dentro un testo, sopra dell'acqua viva.
51tollet lignum cedrinum, et hyssopum, et coccum, et passerem vivum, et tinget omnia in sanguine passeris immolati, atque in aquis viventibus, et asperget domum septies,
51Poi prenda il legno di cedro e l'isopo, e lo scarlatto, e l'uccelletto vivo, e intinga quelle cose nel sangue dell'uccelletto scannato, e nell'acqua viva; e spruzzi la casa sette volte.
52purificabitque eam tam in sanguine passeris quam in aquis viventibus, et in passere vivo, lignoque cedrino et hyssopo atque vermiculo.
52E così purifichi la casa col sangue dell'uccelletto, e con l'acqua viva, e con l'uccelletto vivo, e col legno di cedro, e con l'isopo, e con lo scarlatto;
53Cumque dimiserit passerem avolare in agrum libere, orabit pro domo, et jure mundabitur.
53poi lascine andar libero l'uccelletto vivo, fuor della città, su per li campi; e così faccia il purgamento per la casa; ed ella sarà netta.
54Ista est lex omnis lepræ et percussuræ,
54Quest' è la legge intorno a qualunque piaga di lebbra, o tigna;
55lepræ vestium et domorum,
55e intorno alla lebbra di vestimento o di casa;
56cicatricis et erumpentium papularum, lucentis maculæ, et in varias species, coloribus immutatis,
56e intorno a tumore, o bolla, o tacca tralucente;
57ut possit sciri quo tempore mundum quid, vel immundum sit.
57per insegnare in qual giorno alcuna cosa è immonda, e in quale è netta. Quest'è la legge intorno alla lebbra.

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