Leviticus 18
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Locutus est Dominus ad Moysen, dicens:
1IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: Parla a' figliuoli d'Israele, e di' loro:
2Loquere filiis Israël, et dices ad eos: Ego Dominus Deus vester:
2Io sono il Signore Iddio vostro.
3juxta consuetudinem terræ Ægypti, in qua habitastis, non facietis: et juxta morem regionis Chanaan, ad quam ego introducturus sum vos, non agetis, nec in legitimis eorum ambulabitis.
3Non fate secondo l'opere del paese di Egitto, nel quale siete dimorati; non fate altresì secondo l'opere del paese di Canaan, dove io vi conduco; e non procedete secondo i lor costumi.
4Facietis judicia mea, et præcepta mea servabitis, et ambulabitis in eis. Ego Dominus Deus vester.
4Mettete in opera le mie leggi, e osservate i miei statuti, per camminare in essi.
5Custodite leges meas atque judicia, quæ faciens homo, vivet in eis. Ego Dominus.
5Io sono il Signore Iddio vostro. Osservate, dico, i miei statuti, e le mie leggi; le quali chiunque metterà in opera viverà per esse. Io sono il Signore.
6Omnis homo ad proximam sanguinis sui non accedet, ut revelet turpitudinem ejus. Ego Dominus.
6Niuno si accosti ad alcuna sua carnal parente, per iscoprire le sue vergogne. Io sono il Signore.
7Turpitudinem patris tui et turpitudinem matris tuæ non discooperies: mater tua est: non revelabis turpitudinem ejus.
7Non iscoprir le vergogne di tuo padre, nè le vergogne di tua madre: ell' è tua madre; non iscoprir le sue vergogne.
8Turpitudinem uxoris patris tui non discooperies: turpitudo enim patris tui est.
8Non iscoprir le vergogne della moglie di tuo padre; esse son le vergogne di tuo padre.
9Turpitudinem sororis tuæ ex patre sive ex matre, quæ domi vel foris genita est, non revelabis.
9Non iscoprir le vergogne di tua sorella, figliuola di tuo padre, o figliuola di tua madre, generata in casa, o generata fuori.
10Turpitudinem filiæ filii tui vel neptis ex filia non revelabis: quia turpitudo tua est.
10Non iscoprir le vergogne della figliuola del tuo figliuolo, o della figliuola della tua figliuola; conciossiachè esse sieno le tue vergogne proprie.
11Turpitudinem filiæ uxoris patris tui, quam peperit patri tuo, et est soror tua, non revelabis.
11Non iscoprir le vergogne della figliuola della moglie di tuo padre, generata da tuo padre. Ell' è tua sorella.
12Turpitudinem sororis patris tui non discooperies: quia caro est patris tui.
12Non iscoprir le vergogne della sorella di tuo padre. Ell' è la carne di tuo padre.
13Turpitudinem sororis matris tuæ non revelabis, eo quod caro sit matris tuæ.
13Non iscoprir le vergogne della sorella di tua madre; perciocchè ell' è la carne di tua madre.
14Turpitudinem patrui tui non revelabis, nec accedes ad uxorem ejus, quæ tibi affinitate conjungitur.
14Non iscoprir le vergogne del fratello di tuo padre; non accostarti alla sua moglie; ell' è tua zia.
15Turpitudinem nurus tuæ non revelabis, quia uxor filii tui est: nec discooperies ignominiam ejus.
15Non iscoprir le vergogne della tua nuora; ell' è moglie del tuo figliuolo; non iscoprir le sue vergogne.
16Turpitudinem uxoris fratris tui non revelabis: quia turpitudo fratris tui est.
16Non iscoprir le vergogne della moglie del tuo fratello; esse son le vergogne del tuo fratello.
17Turpitudinem uxoris tuæ et filiæ ejus non revelabis. Filiam filii ejus, et filiam filiæ illius non sumes, ut reveles ignominiam ejus: quia caro illius sunt, et talis coitus incestus est.
17Non iscoprir le vergogne di una donna, e della sua figliuola insieme ; non prender la figliuola del suo figliuolo, nè la figliuola della sua figliuola, per iscoprir le lor vergogne; esse sono una medesima carne; ciò è una scelleratezza.
18Sororem uxoris tuæ in pellicatum illius non accipies, nec revelabis turpitudinem ejus adhuc illa vivente.
18Non prendere eziandio una donna, insieme con la sua sorella; per esser la sua rivale, scoprendo le vergogne della sua sorella, insieme con lei, in vita sua.
19Ad mulierem quæ patitur menstrua non accedes, nec revelabis fœditatem ejus.
19E non accostarti a donna, mentre è appartata per la sua immondizia, per iscoprir le sue vergogne.
20Cum uxore proximi tui non coibis, nec seminis commistione maculaberis.
20E non giacer carnalmente con la moglie del tuo prossimo, contaminandoti con essa.
21De semine tuo non dabis ut consecretur idolo Moloch, nec pollues nomen Dei tui. Ego Dominus.
21E non dar della tua progenie, per farla passar per lo fuoco a Molec; e non profanare il nome dell'Iddio tuo. Io sono il Signore.
22Cum masculo non commiscearis coitu femineo, quia abominatio est.
22Non giacer carnalmente con maschio; ciò è cosa abbominevole.
23Cum omni pecore non coibis, nec maculaberis cum eo. Mulier non succumbet jumento, nec miscebitur ei, quia scelus est.
23Parimente, non congiungerti carnalmente con alcuna bestia, per contaminarti con essa; e non presentisi la donna ad alcuna bestia, per farsi coprire; ciò è confusione.
24Nec polluamini in omnibus his quibus contaminatæ sunt universæ gentes, quas ego ejiciam ante conspectum vestrum,
24Non vi contaminate in alcuna di queste cose; conciossiachè le genti, che io scaccio dal vostro cospetto, si sieno contaminate in tutte queste cose.
25et quibus polluta est terra: cujus ego scelera visitabo, ut evomat habitatores suos.
25E il paese è stato contaminato; onde io visito sopra esso la sua iniquità, e il paese vomita fuori i suoi abitatori.
26Custodite legitima mea atque judicia, et non faciatis ex omnibus abominationibus istis, tam indigena quam colonus qui peregrinantur apud vos.
26Ma voi, osservate i miei statuti, e le mie leggi; e non fate alcuna di queste cose abbominevoli, nè il natio del paese, nè il forestiere che dimora fra voi;
27Omnes enim execrationes istas fecerunt accolæ terræ qui fuerunt ante vos, et polluerunt eam.
27(conciossiachè gli uomini di quel paese, che sono stati innanzi a voi, abbiano fatte tutte queste cose abbominevoli; laonde il paese è stato contaminato;)
28Cavete ergo ne et vos similiter evomat, cum paria feceritis, sicut evomuit gentem, quæ fuit ante vos.
28acciocchè il paese non vi vomiti fuori, se voi lo contaminerete; come avrà vomitata fuori la gente ch' era innanzi a voi.
29Omnis anima, quæ fecerit de abominationibus his quippiam, peribit de medio populi sui.
29Perciocchè, se alcuno fa alcuna di queste cose abbominevoli, le persone che avranno ciò fatto saranno sterminate d'infra il lor popolo.
30Custodite mandata mea. Nolite facere quæ fecerunt hi qui fuerunt ante vos, et ne polluamini in eis. Ego Dominus Deus vester.
30Osservate adunque ciò che io comando che si osservi, per non operare secondo alcuno di que' costumi abbominevoli, che sono stati usati innanzi a voi; e non vi contaminate in essi. Io sono il Signore Iddio vostro.
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