Kaudial 19
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
Diodati Bibbia 1885
1MURIN mepukat i roner likamada moron en pokon kalaimun nanlan, majani: Aleluia, kamaur, o linan, o manaman udan atail Kot!
1E DOPO queste cose, io udii nel cielo come una gran voce d'una grossa moltitudine, che diceva: Alleluia! la salute, e la potenza, e la gloria, e l'onore, appartengono al Signore Iddio nostro.
2Pwe melel o me pun ar kadeik kan; pwe a kotin kadeikadar li jued lapalap, me kajuedie kilar toun jappa a nenek kan o a ikier ntan na ladu kan.
2Percioccchè veraci e giusti sono i suoi giudicii; poichè egli ha fatto giudicio della gran meretrice, che ha corrotta la terra con la sua fornicazione, ed ha vendicato il sangue de' suoi servitori, ridomandandolo dalla mano di essa.
3Pil kariapak re inda: Aleluia! A adiniai adidala kokolata.
3E disse la seconda volta: Alleluia! e il fumo d'essa sale ne' secoli de' secoli.
4O lapalap riekpamen o man pamen rap poridi poni on Kot, me kaipokedi pon mol a, majani: Amen Aleluia!
4E i ventiquattro vecchi e i quattro animali, si gettarono giù, e adorarono Iddio, sedente in sul trono, dicendo: Amen, Alleluia!
5O nil, me peido jan mol o majani: Kapina atail Kot, komail japwilim a ladu kan, komail, me lan i, me tikitik o me lapalap akan!
5Ed una voce procedette dal trono, dicendo: Lodate l'Iddio nostro, voi tutti i suoi servitori, e voi che lo temete, piccoli e grandi.
6O i roner moron en pokon kalaimun, o due nil en pil toto, o due nirinir en nanjapwe kan indinda: Aleluia, pwe Kaun atail Kot, me Kaun en meakaroj a wialar Nanmarki.
6Poi io udii come la voce d'una gran moltitudine, e come il suono di molte acque, e come il romore di forti tuoni, che dicevano: Alleluia! perciocchè il Signore Iddio nostro, l'Onnipotente, ha preso a regnare.
7Kitail en injenemau, o pereperen, o wauneki i, pwe a leler en Jippul a kapapaud, o li kamod onopadar.
7Rallegriamoci, e giubiliamo, e diamo a lui la gloria; perciocchè son giunte le nozze dell'Agnello, e la sua moglie s'è apparecchiata.
8O a muei on i, en likauwia kida likau linen, me min o makelekel; pwe likau linen makelekel iei kadeik pun en me wiaui pweki jaraui kan.
8E le è stato dato d'esser vestita di bisso risplendente e puro; perciocchè il bisso son le opere giuste de' santi.
9A majani on ia: Intiniedi: Re meid pai, me luke don kamadip en kapapaud en Jippul o. O a majani on ia: Mepukat majan melel akan en Kot.
9E quella voce mi disse: Scrivi: Beati coloro che son chiamati alla cena delle nozze dell'Agnello. Mi disse ancora: Queste sono le veraci parole di Dio.
10I ap pupedi ni aluwilu a, en poni i. A majani on ia: Koe der, nai jau om, o ri om, me aneki kadede pan lejuj; poni Kot. A nen en kokop iei kadede pan lejuj.
10Ed io mi gettai davanti a lui a' suoi piedi, per adorarlo. Ma egli mi disse: Guardati che tu nol faccia ; io son conservo tuo, e de' tuoi fratelli, che hanno la testimonianza di Gesù; adora Iddio; perciocchè la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia.
11O i kilaner lan a ritidar o oj puetepuet amen, o me kaipokedi poa, me oroneki Pun o Melel; a kadeikada o mauinda ni me pun.
11POI vidi il cielo aperto; ed ecco un caval bianco; e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele, e il Verace; ed egli giudica, e guerreggia in giustizia.
12Por en jilani me rajon umpul en kijiniai, o mar a toto mia ni tapwi, a mar eu intinidier, me jota amen me aja, pein i ta.
12E i suoi occhi erano come fiamma di fuoco, e in su la sua testa v'eran molti diademi; ed egli avea un nome scritto, il qual niuno conosce, se non egli;
13A likau kida likau eu, me kadueki nta, o mar a oroneki: Majan en Kot.
13ed era vestito d'una vesta tinta in sangue; e il suo nome si chiama: La Parola di Dio.
14O karij en jaunpei en nanlan idauen i pon oj puetepuet akan, likau kida linen puetepuet o min.
14E gli eserciti che son nel cielo lo seguitavano in su cavalli bianchi, vestiti di bisso bianco e puro.
15O jan nan jilan i kodlaj kon luj da jan, men kamekameki wein jappa. A pan kotin kaun kida jokon mata pot; o a tiakedi kopa en wain, me onion en Kot, Kaun en meakaroj.
15E dalla bocca d'esso usciva una spada a due tagli, acuta, da percuoter con essa le genti; ed egli le reggerà con una verga di ferro, ed egli stesso calcherà il tino del vino dell'indegnazione, e dell'ira dell'Iddio onnipotente.
16Ni a likau o ni lanelane a mar a intinidier: Nanmarki en nanmarki o Kaun en kaun akan.
16Ed egli avea in su la sua vesta, e sopra la coscia, questo nome scritto: IL RE DEI RE, E IL SIGNOR DE' SIGNORI.
17O i kilaner tounlan amen uda nan katipin; a molipeiki nil laud majani on manpir akan, me pipir nan waron en lan: Kodo, pokon don kamadip lapalap en Kot.
17Poi vidi un angelo in piè nel sole, il qual gridò con gran voce, dicendo a tutti gli uccelli che volano in mezzo del cielo: Venite, raunatevi al gran convito di Dio;
18Pwe komail en kan uduk en nanmarki kan, o uduk en kaun akan, o uduk en manaman akan, o uduk en oj akan, o me mondi po arail, o uduk en me maio ko o ladu kan, me tikitik o me lapalap akan.
18per mangiar carni di re, e carni di capitani, e carni d' uomini prodi, e carni di cavalli, e di coloro che li cavalcano; e carni d'ogni sorte di genti, franchi e servi, piccoli e grandi.
19O i kilaner man o, o nanmarki en jappa kan, o nair karij akan pokon penan mauini on i, me kaipokedi pon oj o na karij akan.
19Ed io vidi la bestia, e i re della terra, e i loro eserciti, raunati per far guerra con colui che cavalcava quel cavallo, e col suo esercito.
20Man o lodi on ianaki jaukop likam, me wia kilel kai mo a, me a kotaue kida irail, me kilele kidi kilel en man o, o ir me poni a kilel. Ira karoj lokidokilan nan le en kijiniai, me roneronki jwepel ni ara memaur.
20Ma la bestia fu presa, e con lei il falso profeta, che avea fatti i segni davanti ad essa, co' quali egli avea sedotti quelli che aveano preso il marchio della bestia, e quelli che aveano adorata la sua immagine; questi due furon gettati vivi nello stagno del fuoco ardente di zolfo.
21Me lu akan kamekame kila kodlaj en i, me kaipokedi pon oj o, iei kodlaj, me luj a jan nan jilan i; ari manpir akan muei mat kilar uduk arail.
21E il rimanente fu ucciso con la spada di colui che cavalcava il cavallo, la quale usciva dalla sua bocca; e tutti gli uccelli furono satollati delle lor carni.
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