Kaudial
Chapter 14
Kadede Kap (Pohnpeian Ne…
vs Diodati Bibbia 1885
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Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
Diodati Bibbia 1885
1O I kilaner Jippul o kotikot pon dol en Jion o me ian i lop panen pakid, o mar a o mar en Jam a intinidier ni tam ar.
1POI vidi, ed ecco l'Agnello, che stava in piè in sul monte di Sion; e con lui erano cenquarantaquattromila persone , che aveano il suo nome, e il nome di suo Padre, scritto in su le lor fronti.
2O i roner nil eu jan nanlan dueta punupun en pil toto o dueta nirnir lapalap en nanjapwe; nil o, me i ronadar, dueta nil en jaunkaul pikipikir ar arp akan.
2Ed io udii una voce dal cielo, a guisa d'un suono di molte acque, ed a guisa d'un rumore di gran tuono; e la voce che io udii era come di ceteratori, che sonavano in su le lor cetere.
3Irail kauleki kaul kap pot mon mol o, o mon man pamen o lapalap akan; o jota amen me kak koledi kaul o, irail lop panen pakid eta, irail me net japal jan nin jappa.
3E cantavano un cantico nuovo, davanti al trono, e davanti a' quattro animali, e davanti a' vecchi; e niuno poteva imparare il cantico, se non quei cenquarantaquattromila, i quali sono stati comperati dalla terra.
4lei irail, me jo jamin kila li, pwe irail me makelekel. lei irail me idedauen Jippul o, waja a kin kotila ia. Mepukat net japal jan ren aramaj akan, me mejeni on Kot o Jippul.
4Costoro son quelli che non si sono contaminati con donne; perciocchè son vergini; costoro son quelli che seguono l'Agnello, dovunque egli va; costoro sono stati da Gesù comperati d'infra gli uomini, per esser primizie a Dio, ed all'Agnello.
5O nan au ar jota likam me diarokadar, nan jota ar jamin.
5E nella bocca loro non è stata trovata menzogna; poichè sono irreprensibili davanti al trono di Dio.
6O i kilaner amen tounlan, pipir ni waron en lan, ronamau joutuk mi re a, pwen padaki on irail, me kaujon jappa, o on wei karoj, o kainok karoj, o lokaia o aramaj akan.
6POI vidi un altro angelo volante per lo mezzo del cielo, avendo l'evangelo eterno, per evangelizzare agli abitanti della terra, e ad ogni nazione, e tribù, e lingua, e popolo, dicendo con gran voce:
7A majani ki nil laud: Landa Kot, o waui i, pwe auer en a pan kotin kadeikada me pwarer; o poni i, me kotin wiadar lan, o jappa, o madau, o utun pil akan.
7Temete Iddio, e dategli gloria; perciocchè l'ora del suo giudicio è venuta; e adorate colui che ha fatto il cielo, e la terra, e il mare, e le fonti delle acque.
8O amen tounlan, kariamen, idauen i majani: A ronkilar, a ronkilar, Papilon lapalap, me kare on kainok karoj kamekam, aki ar nenek re a!
8Poi seguì un altro angelo, dicendo: Caduta, caduta, è Babilonia, la gran città; perciocchè ella ha dato a bere a tutte le nazioni del vino dell'ira della sua fornicazione.
9O amen tounlan, kajilimen, me idauen ir katitiki nil laud: Ma amen poni man o kilel en man, o ale kilel ni tam a o ni pa a,
9E dopo quelli, seguitò un terzo angelo, dicendo con gran voce: Se alcuno adora la bestia, e la sua immagine, e prende il suo carattere in su la sua fronte, o in su la sua mano;
10A pan tunole en Kot a onion, me wiauier jokadolepa dal en onion en Kot, o a pan kalokeki kijiniai o jwepel mon tounlan jaraui kan o mon Jippul o.
10anch'egli berrà del vino dell'ira di Dio, mesciuto tutto puro nel calice della sua ira; e sarà tormentato con fuoco, e zolfo, nel cospetto de' santi angeli, e dell'Agnello.
11O adiniai en ar lokolok peipeidala potopoteta, re jo moleilei ni ran de ni pon, irail me poni man o o a kilel, o irail me kilelekidar mar a.
11E il fumo del tormento loro salirà ne' secoli de' secoli; e non avranno requie, nè giorno, nè notte, coloro che adoran la bestia, e la sua immagine, e chiunque prende il marchio del suo nome.
12let en jaraui kan ar kanonama, me kin nekinekid kujoned en Kot akan o pojon on Iejuj.
12Qui è la pazienza de' santi; qui son coloro che osservano i comandamenti di Dio, e la fede di Gesù.
13O i ron nil eu jan lan majani: Intiniedi: Meid pai irail me mela ren Kaun o, met o kokotata! lei, Nen o me kotin majani, irail en moleilei jan ar wiawia kan, pwe ar wiawia kan ian irail.
13Poi io udii dal cielo una voce che mi diceva: Scrivi: Beati i morti, che per l'innanzi muoiono nel Signore; sì certo, dice lo Spirito; acciocchè si riposino delle lor fatiche; e le loro opere li seguitano.
14O i kilaner dapok puetepuet eu, o Amen kotikot pon dapok o, me rajon Nain aramaj, marakier mar kold, o ni lim a naip kon apot.
14ED io vidi, ed ecco una nuvola bianca, e in su la nuvola era a sedere uno, simile a un figliuol d'uomo, il quale avea in sul capo una corona d'oro, e nella mano una falce tagliente.
15O amen tounlan pedoi wei jan nan im en kaudok, ekekerki nil laud on i, me kotidi pon dapok o: Komui kadar om naip paledi, pwe a leler auer en paledi, pwe rak en jappa mater kaualap!
15Ed un altro angelo uscì fuor del tempio, gridando con gran voce a colui che sedeva in su la nuvola: Metti dentro la tua falce, e mieti; perciocchè l'ora del mietere è venuta; poichè la ricolta della terra è secca.
16Me kotidi pon dapok kajadi jappa a naip, rak kiri jan jappa.
16E colui che sedeva in su la nuvola mise la sua falce nella terra, e la terra fu mietuta.
17O amen tounlan pedoi wei jan nan im en kaudok, me mi nanlan, pil naip kon apot mi re a.
17Ed un altro angelo uscì del tempio, che è nel cielo, avendo anch'egli un pennato tagliente.
18O amen tounlan me pwarado jan impan pei jaraui, me kin kakaun kijiniai, likwir on i, me a naip kon mia, majani: Paledi! Toluna jan wan wain en jappa, pwe wa me matier.
18Ed un altro angelo uscì fuor dell'altare, il quale avea podestà sopra il fuoco; e gridò con gran grido a quello che avea il pennato tagliente, dicendo: Metti dentro il tuo pennato tagliente, e vendemmia i grappoli della vigna della terra; poichè le sue uve sono mature.
19Ari, tounlan o paleki jappa naip, o tolun jan wan wain en jappa, o kajedi on nan kopa laud en onion en Kot eu.
19E l'angelo mise il suo pennato nella terra, e vendemmiò la vigna della terra, e gettò le uve nel gran tino dell'ira di Dio.
20Irail tiakedi nan kopa en wain likin kanim, a nta kujewei ian nan kopa o lel on jal en oj, Iel lan jtadien kid wonepuki.
20E il tino fu calcato fuori della città; e del tino uscì sangue, che giungeva sino a' freni de' cavalli, per mille seicento stadi.

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