Lucam 19
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Et ingressus perambulabat Jericho.
1E GESÙ , essendo entrato in Gerico, passava per la città.
2Et ecce vir nomine Zachæus: et hic princeps erat publicanorum, et ipse dives:
2Ed ecco un uomo, detto per nome Zaccheo, il quale era il capo de' pubblicani, ed era ricco;
3et quærebat videre Jesum, quis esset: et non poterat præ turba, quia statura pusillus erat.
3e cercava di veder Gesù, per saper chi egli era; ma non poteva per la moltitudine, perciocchè egli era piccolo di statura.
4Et præcurrens ascendit in arborem sycomorum ut videret eum: quia inde erat transiturus.
4E corse innanzi, e salì sopra un sicomoro, per vederlo; perciocchè egli avea da passare per quella via .
5Et cum venisset ad locum, suspiciens Jesus vidit illum, et dixit ad eum: Zachæe, festinans descende: quia hodie in domo tua oportet me manere.
5E come Gesù fu giunto a quel luogo, alzò gli occhi, e lo vide, e gli disse: Zaccheo, scendi giù prestamente, perciocchè oggi ho ad albergare in casa tua.
6Et festinans descendit, et excepit illum gaudens.
6Ed egli scese prestamente, e lo ricevette con allegrezza.
7Et cum viderent omnes, murmurabant, dicentes quod ad hominem peccatorem divertisset.
7E tutti, veduto ciò , mormoravano, dicendo: Egli è andato ad albergare in casa d'un uomo peccatore.
8Stans autem Zachæus, dixit ad Dominum: Ecce dimidium bonorum meorum, Domine, do pauperibus: et si quid aliquem defraudavi, reddo quadruplum.
8E Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Signore, io dono la metà di tutti i miei beni a' poveri; e se ho frodato alcuno, io gliene fo la restituzione a quattro doppi.
9Ait Jesus ad eum: Quia hodie salus domui huic facta est: eo quod et ipse filius sit Abrahæ.
9E Gesù gli disse: Oggi è avvenuta salute a questa casa; poichè anche costui è figliuol d'Abrahamo.
10Venit enim Filius hominis quærere, et salvum facere quod perierat.
10Perciocchè il Figliuol dell'uomo è venuto per cercare, e per salvare ciò ch'era perito.
11Hæc illis audientibus adjiciens, dixit parabolam, eo quod esset prope Jerusalem: et quia existimarent quod confestim regnum Dei manifestaretur.
11OR ascoltando essi queste cose, Gesù soggiunse, e disse una parabola; perciocchè egli era vicino a Gerusalemme, ed essi stimavano che il regno di Dio apparirebbe subito in quello stante. Disse adunque:
12Dixit ergo: Homo quidam nobilis abiit in regionem longinquam accipere sibi regnum, et reverti.
12Un uomo nobile andò in paese lontano, per prender la possession d 'un regno, e poi tornare.
13Vocatis autem decem servis suis, dedit eis decem mnas, et ait ad illos: Negotiamini dum venio.
13E chiamati a sè dieci suoi servitori, diede loro dieci mine, e disse loro: Trafficate, finchè io venga.
14Cives autem ejus oderant eum: et miserunt legationem post illum, dicentes: Nolumus hunc regnare super nos.
14Or i suoi cittadini l'odiavano, e gli mandarono dietro un'ambasciata, dicendo: Noi non vogliamo che costui regni sopra di noi.
15Et factum est ut rediret accepto regno: et jussit vocari servos, quibus dedit pecuniam, ut sciret quantum quisque negotiatus esset.
15Ed avvenne che quando egli fu ritornato, dopo aver presa la possessione del regno, comandò che gli fosser chiamati que' servitori, a' quali avea dati i denari, acciocchè sapesse quanto ciascuno avea guadagnato trafficando.
16Venit autem primus dicens: Domine, mna tua decem mnas acquisivit.
16E il primo si presentò, dicendo: Signore, la tua mina ne ha guadagnate altre dieci.
17Et ait illi: Euge bone serve, quia in modico fuisti fidelis, eris potestatem habens super decem civitates.
17Ed egli gli disse: Bene sta, buon servitore; perciocchè tu sei stato leale in cosa minima, abbi podestà sopra dieci città.
18Et alter venit, dicens: Domine, mna tua fecit quinque mnas.
18Poi venne il secondo, dicendo: Signore, la tua mina ne ha guadagnate cinque.
19Et huic ait: Et tu esto super quinque civitates.
19Ed egli disse ancora a costui: E tu sii sopra cinque città.
20Et alter venit, dicens: Domine, ecce mna tua, quam habui repositam in sudario:
20Poi ne venne un altro, che disse: Signore, ecco la tua mina, la quale io ho tenuta riposta in uno sciugatoio.
21timui enim te, quia homo austerus es: tollis quod non posuisti, et metis quod non seminasti.
21Perciocchè io ho avuto tema di te, perchè tu sei uomo aspro, e togli ciò che non hai messo, e mieti ciò che non hai seminato.
22Dicit ei: De ore tuo te judico, serve nequam. Sciebas quod ego homo austerus sum, tollens quod non posui, et metens quod non seminavi:
22E il suo signore gli disse: Io ti giudicherò per la tua propria bocca, malvagio servitore; tu sapevi che io sono uomo aspro, che tolgo ciò che non ho messo, e mieto ciò che non ho seminato;
23et quare non dedisti pecuniam meam ad mensam, ut ego veniens cum usuris utique exegissem illam?
23perchè dunque non desti i miei denari a' banchieri, ed io, al mio ritorno, li avrei riscossi con frutto?
24Et astantibus dixit: Auferte ab illo mnam, et date illi qui decem mnas habet.
24Allora egli disse a coloro ch'erano ivi presenti: Toglietegli la mina, e datela a colui che ha le dieci mine.
25Et dixerunt ei: Domine, habet decem mnas.
25(Ed essi gli dissero: Signore, egli ha dieci mine).
26Dico autem vobis, quia omni habenti dabitur, et abundabit: ab eo autem qui non habet, et quod habet auferetur ab eo.
26Perciocchè io vi dico, che a chiunque ha sarà dato; ma, a chi non ha, eziandio quel ch'egli ha gli sarà tolto.
27Verumtamen inimicos meos illos, qui noluerunt me regnare super se, adducite huc: et interficite ante me.
27Oltre a ciò, menate qua que' miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi sopra loro, e scannateli in mia presenza.
28Et his dictis, præcedebat ascendens Jerosolymam.
28ORA, avendo dette queste cose, egli andava innanzi, salendo in Gerusalemme.
29Et factum est, cum appropinquasset ad Bethphage et Bethaniam, ad montem qui vocatur Oliveti, misit duos discipulos suos,
29E come egli fu vicin di Betfage, e di Betania, presso al monte detto degli Ulivi, mandò due de' suoi discepoli, dicendo:
30dicens: Ite in castellum quod contra est: in quod introëuntes, invenietis pullum asinæ alligatum, cui nemo umquam hominum sedit: solvite illum, et adducite.
30Andate nel castello, che è qui di rincontro; nel quale essendo entrati, troverete un puledro d'asino legato, sopra il quale niun uomo giammai montò; scioglietelo, e menatemelo.
31Et si quis vos interrogaverit: Quare solvitis? sic dicetis ei: Quia Dominus operam ejus desiderat.
31E se alcun vi domanda perchè voi lo sciogliete, ditegli così: Perciocchè il Signore ne ha bisogno.
32Abierunt autem qui missi erant: et invenerunt, sicut dixit illis, stantem pullum.
32E coloro ch'erano mandati andarono, e trovarono come egli avea lor detto.
33Solventibus autem illis pullum, dixerunt domini ejus ad illos: Quid solvitis pullum?
33E come essi scioglievano il puledro, i padroni d'esso dissero loro: Perchè sciogliete voi quel puledro?
34At illi dixerunt: Quia Dominus eum necessarium habet.
34Ed essi dissero: Il Signore ne ha bisogno.
35Et duxerunt illum ad Jesum. Et jacentes vestimenta sua supra pullum, imposuerunt Jesum.
35E lo menarono a Gesù; e gettaron le lor vesti sopra il puledro, e vi fecero montar Gesù sopra.
36Eunte autem illo, substernebant vestimenta sua in via:
36E mentre egli camminava, stendevan le lor veste nella via.
37et cum appropinquaret jam ad descensum montis Oliveti, cœperunt omnes turbæ discipulorum gaudentes laudare Deum voce magna super omnibus, quas viderant, virtutibus,
37E come egli già era presso della scesa del monte degli Ulivi, tutta la moltitudine de' discepoli con allegrezza prese a lodare Iddio con gran voce, per tutte le potenti operazioni che avean vedute;
38dicentes: Benedictus, qui venit rex in nomine Domini: pax in cælo, et gloria in excelsis.
38dicendo: Benedetto sia il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo, e gloria ne' luoghi altissimi!
39Et quidam pharisæorum de turbis dixerunt ad illum: Magister, increpa discipulos tuos.
39Ed alcuni de' Farisei d'infra la moltitudine gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli!
40Quibus ipse ait: Dico vobis, quia si hi tacuerint, lapides clamabunt.
40Ed egli, rispondendo, disse loro: Io vi dico che se costoro si tacciono, le pietre grideranno.
41Et ut appropinquavit, videns civitatem flevit super illam, dicens:
41E come egli fu presso della città, veggendola, pianse sopra lei, dicendo:
42Quia si cognovisses et tu, et quidem in hac die tua, quæ ad pacem tibi: nunc autem abscondita sunt ab oculis tuis.
42Oh! se tu ancora, almeno in questo giorno, avessi riconosciute le cose appartenenti alla tua pace! ma ora, esse son nascoste agli occhi tuoi.
43Quia venient dies in te: et circumdabunt te inimici tui vallo, et circumdabunt te: et coangustabunt te undique:
43Perciocchè ti sopraggiungeranno giorni, ne' quali i tuoi nemici ti faranno degli argini attorno, e ti circonderanno, e ti assedieranno d'ogn'intorno.
44et ad terram prosternent te, et filios tuos, qui in te sunt, et non relinquent in te lapidem super lapidem: eo quod non cognoveris tempus visitationis tuæ.
44Ed atterreranno te, e i tuoi figliuoli dentro di te; e non lasceranno in te pietra sopra pietra; perciocchè tu non hai riconosciuto il tempo della tua visitazione.
45Et ingressus in templum, cœpit ejicere vendentes in illo, et ementes,
45POI, entrato nel tempio, prese a cacciare coloro che vendevano, e che comperavano in esso;
46dicens illis: Scriptum est: Quia domus mea domus orationis est: vos autem fecistis illam speluncam latronum.
46dicendo loro: Egli è scritto: La casa mia è casa di orazione; ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.
47Et erat docens quotidie in templo. Principes autem sacerdotum, et scribæ, et princeps plebis quærebant illum perdere:
47Ed ogni giorno egli insegnava nel tempio. Ed i principali sacerdoti, e gli Scribi, e i capi del popolo cercavano di farlo morire.
48et non inveniebant quid facerent illi. Omnis enim populus suspensus erat, audiens illum.
48E non trovavano che cosa potesser fare, perciocchè tutto il popolo pendeva dalla sua bocca , ascoltandolo.
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