Evangelo Di S. Marco 9
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1Oltre a ciò disse loro: Io vi dico in verità, che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, che non abbian veduto il regno di Dio, venuto con potenza.
1E uiabi daratagereda, kega, Ageakar, kaka uabi detagereda, kega, Uader gaire le ge tekue, nole eud kak, kekiam uiaba Ade ra baselaia dasmerauem tabarki kemem adgiri.
2E SEI giorni appresso, Gesù prese seco Pietro, e Giacomo, e Giovanni, e li condusse soli, in disparte, sopra un alto monte; e fu trasfigurato in lor presenza.
2Eseamuda abele gaire gerger sikes, Iesu Peteru tegadare, a Iakobo, a Ioane, a uiabi taraisare tumem perepere paser, uiaba tepteb: abara gem uiabi opem depegemelu.
3E i suoi vestimenti divennero risplendenti, e grandemente candidi, come neve; quali niun purgator di panni potrebbe imbiancar sopra la terra.
3Abara am uali zoromzorom, kakekake mokakalam kiona ise; le ogarup umer kak ko kakekake mokakalam.
4Ed Elia apparve loro, con Mosè; ed essi ragionavano con Gesù.
4Elia a Mose uiabim paret kak; a uiaba mer atager Iesuim.
5E Pietro fece motto a Gesù, e gli disse: Maestro, egli è bene che noi stiamo qui; facciamo adunque tre tabernacoli, uno a te, uno a Mosè, ed uno ad Elia.
5Peteru Iesui detager, kega, Opole ae, debele meriba emri ike, keriba thri nole niai meta akerare; mara nerute, Mose ra nerute, a Elia ra nerute ko.
6Perciocchè non sapeva ciò ch'egli si dicesse, perchè erano spaventati.
6E nole akiapor kak abele mer E detager; abelelam uiaba au geum.
7E venne una nuvola, che li adombrò; e dalla nuvola venne una voce, che disse: Quest'è il mio diletto Figliuolo; ascoltatelo.
7Uiaba natkamda baz de; abele kodo mer teosmeda bazelam, kega, Kara Uerem nasge idali: uaba mamor abim asoli.
8E in quello stante, guardando essi attorno, non videro più alcuno, se non Gesù tutto solo con loro.
8Sobkak uiaba bager, a nole le asmer kak, epe Iesu tepteb uiabi dog.
9Ora, come scendevano dal monte, Gesù divietò loro che non raccontassero ad alcuno le cose che avean vedute, se non quando il Figliuol dell'uomo sarebbe risuscitato da' morti.
9Uiaba paserlam tabatueli, Iesu uiabi mer tigri, uiaba nole atomeret kak abele lu uiaba emetu dasmerare, pe kekiam Le la Uerem eded akaida eudelam.
10Ed essi ritennero quella parola in loro stessi, domandando fra loro che cosa fosse quel risuscitar da' morti.
10Uiaba abele mer mamor asesered, a uiaba mer atager tonar abele eded akaida eudelam.
11Poi lo domandarono, dicendo: Perchè dicono gli Scribi, che convien che prima venga Elia?
11Uiaba abi eutumer, kega, Nako, aotale giz detagereda, kega, Elia ko kekiam tabarki?
12Ed egli, rispondendo, disse loro: Elia veramente deve venir prima, e ristabilire ogni cosa; e siccome egli è scritto del Figliuol dell'uomo, conviene che patisca molte cose, e sia annichilato.
12E uiabi detagereda, kega, Ageakar, Elia ko kekiam tabakeam, gaire lu ko barditug; mokakalam emetu detali Le la Ueremlam, E ko au asiasi, a abi desauersili.
13Ma io vi dico che Elia è venuto, e gli hanno fatto tutto ciò che hanno voluto; siccome era scritto di lui.
13Kaka uabi detagereda, kega, Elia emetu tabarki, uiaba emetu abim ikeli uiaba lag, mokakalam emetu detali abielam.
14POI, venuto a' discepoli, vide una gran moltitudine d'intorno a loro, e degli Scribi, che quistionavan con loro.
14Uiaba abara kaimeg giz tabarki, uiaba dasmer gaire le lakub uiabi dog deraueili, a aotale giz uiabim mer atager.
15E subito tutta la moltitudine, vedutolo, sbigottì; ed accorrendo, lo salutò.
15Uiaba uridili abi dasmerare, sobkak uiaba damreda, a abim koreder kega, Maiem.
16Ed egli domandò gli Scribi: Che quistionate fra voi?
16E aotale giz itmer, kega, Nako uaba uiabi mer atager?
17Ed uno della moltitudine, rispondendo, disse: Maestro, io ti avea menato il mio figliuolo, che ha uno spirito mutolo.
17Nerute le kublam detaut, kega, Tarim le ae, kaka marim tegardelu kara uerem, nagri lamar te dabim dabim;
18E dovunque esso lo prende, lo atterra; ed allora egli schiuma, e stride de' denti, e divien secco; or io avea detto a' tuoi discepoli che lo cacciassero, ma non hanno potuto.
18E abi erpei, a E darbor: E serur ge, a tereg ikupmaretili, a gem kerar: kaka emetu mara kaimeg giz detager, ko abi imuda; epe uiaba umer kak.
19Ed egli, rispondendogli, disse: O generazione incredula, infino a quando omai sarò con voi? infino a quando omai vi comporterò? menatemelo.
19E uiabi detaut, kega, Uaba nosik oatur kak, nade mop kaka uabi dog emerili? nade mop kaka uabi mabus? E karim tegaret.
20Ed essi glielo menarono; e quando egli l'ebbe veduto, subito lo spirito lo scosse con violenza; e il figliuolo cadde in terra, e si rotolava schiumando.
20Ui abim tegaret Iesuim; E abi dasmer, sobkak uit lamar abi darbor; a E sebge ekesmeri, a epeteli, a serur ge.
21E Gesù domandò il padre di esso: Quanto tempo è che questo gli è avvenuto? Ed egli disse: Dalla sua fanciullezza.
21Iesu abara aba itmer, kega, Na kerker abele lu abim tabarki? E detaut, kega, Ditimeda kebi uerem.
22E spesse volte l'ha gettato nel fuoco, e nell'acqua, per farlo perire; ma, se tu ci puoi nulla, abbi pietà di noi, ed aiutaci.
22Gaire kerker E abi ur ge batauered, a ko ni batauered, ueakai abi ipit eumilu: ese mama umele, ma keribi upinati, a keribi omare.
23E Gesù gli disse: Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede.
23Iesu abi detager, kega, Ese mama umele! Gaire lu eseamuda umele abi abele le oituli
24E subito il padre del fanciullo, sclamando con lagrime, disse: Io credo, Signore; sovvieni alla mia incredulità.
24Sobkak abele uerem ra aba ereretikri, a ezoli detagereda, kega, Opole, kaka oituli, kara kebi oituli upinati.
25E Gesù, veggendo che la moltitudine concorreva a calca, sgridò lo spirito immondo, dicendogli: Spirito mutolo e sordo, esci fuori di lui (io tel comando), e giammai più non entrare in lui.
25Iesu gaire le lakub dasmer netat gedim koreder, E uit lamar daisumda, a abi detager, kega, Mama lamar te dabimdabim a grip batapili, kaka marim mer tigri, abielam toesmeda, a nole abi nerkep ge iako barot.
26E il demonio , gridando, e straziandolo forte, uscì fuori; e il fanciullo divenne come morto; talchè molti dicevano: Egli è morto.
26E ereretikri, a abi darbor, a tosemeda; abele uerem mokakalam le eud; iueakai gaire le batagereda, kega, E dali eumida.
27Ma Gesù, presolo per la mano, lo levò, ed egli si rizzò in piè.
27Iesu abara tag datkimoartare, a abi tekuelu; E tababu tekue.
28E quando Gesù fu entrato in casa, i suoi discepoli lo domandarono in disparte: Perchè non abbiam noi potuto cacciarlo?
28Iesu meta ge barot, abara kaimeg giz gumik abim eutumer, kega, Nalugem keriba umer kak abim imuare?
29Ed egli disse loro: Questa generazion di demoni non esce per alcun altro modo, che per orazione, e per digiuno.
29E uiabi daratagereda, kega, Abele lu mokakalam nole tabarki, mamoro esorerapare, a leuer baili tepteb.
30POI, essendosi partiti di là, passarono per la Galilea; ed egli non voleva che alcun lo sapesse.
30Uiaba ab gedelam teosmeda, a eipu Galilaia nakaseredi; E nole lakak nerute le abi dasmer.
31Perciocchè egli ammaestrava i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuol dell'uomo sarà tosto dato nelle mani degli uomini, ed essi l'uccideranno; ma, dopo che sarà stato ucciso, risusciterà nel terzo giorno.
31Iesu abara kaimeg giz ereuerem, a uiabi detagereda, kega, Le la Uerem ko emarida uiabim gaire le la tag, uiaba ko abi ipit eumilu; uiaba emetu abi ipit eumilu, E iako eded akaida keubu gerger thri.
32Ma essi non intendevano questo ragionamento, e temevano di domandarlo.
32Epe uiaba nole akmer kak abele mer, ui geum ko abim eutumer.
33Poi venne in Capernaum; e quando egli fu in casa, domandò loro: Di che disputavate fra voi per lo cammino?
33Uiaba Kaperanauma tabarki; E muige meta, E uiabim eutumer, kega, Nalu uaba gab ge basareda?
34Ed essi tacquero; perciocchè per lo cammino aveano fra loro disputato chi di loro dovesse essere il maggiore.
34Uiaba baziguar: abelelam uiaba gab ge basared, nete aule.
35Ed egli, postosi a sedere, chiamò i dodici, e disse loro: Se alcuno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti, e il servitor di tutti.
35Iesu emri, a tuelf le dabgeri, a uiabi detagereda, kega, Ese nerute le laglag ko kekiam, E uiaba uridili sorge ekasered, a E uiabim uridili memeg le.
36E preso un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo di loro; poi recatoselo in braccio, disse loro:
36E nerute kebi uerem egaret, a abim ekueilu uiaba opem: a tag ge erpei, E uiabi detagereda, kega,
37Chiunque riceve uno di tali piccoli fanciulli nel mio nome, riceve me; e chiunque mi riceve, non riceve me, ma colui che mi ha mandato.
37Abele le nerute uerem mokakalam egaret, muige kara nei, E kari nagaret: a abele le kari nagaret, E nole kari nagaret tepteb, mamoro E dali kari namarida.
38ALLORA Giovanni gli fece motto, dicendo: Maestro, noi abbiam veduto uno che cacciava i demoni nel nome tuo, il qual non ci seguita; e perciocchè egli non ci seguita, glielo abbiam divietato.
38Ioane abi detaut, kega, Kole ae, keriba nerute le erdali demoni giz imuda mara nei de: E nole meribi armili kak, ki emetu abi daisumda, abelelam E nole meribi irmili.
39Ma Gesù disse: Non gliel divietate; imperocchè niuno può far potente operazione nel nome mio, e tosto appresso dir male di me.
39Epe Iesu detager, kega, Nole abi asiumdar kak; nole nerute le adigir ikeli, muige kara nei, ko sobkak kari nasauersili.
40Perciocchè chi non è contro a noi è per noi.
40Abele le nole meribi dedkoli, E meribi kemem.
41Imperocchè, chiunque vi avrà dato a bere pure un bicchier d'acqua, nel nome mio, perciocchè siete di Cristo, io vi dico in verità, ch'egli non perderà punto il suo premio.
41Abele le ni sor uabi ikuar, abelelam uaba Keriso ra boai, ageakar, kaka uabi detagereda, nole ab kak bodomalam abim.
42E CHIUNQUE avrà scandalezzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse messa intorno al collo una pietra da macina, e ch'egli fosse gettato in mare.
42Ese nerute le dedkoli nerute kebile kari oituli, debele abim idid baker abara pereg didbare, a E gurim batimed.
43Ora, se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che, avendo due mani, andar nella geenna, nel fuoco inestinguibile,
43Ese mara tag mari nadkoli, ismi adem; debele ma ededem barot netate tag, a adud neis tag gena barot, abele ur asam kak:
44ove il verme loro non muore, e il fuoco non si spegne.
44Abele nole eud kak uiaba gegedar, a ur asam kak niaiem.
45E se il tuo piede ti fa intoppare, mozzalo; meglio è per te entrar zoppo nella vita, che, avendo due piedi, esser gettato nella geenna, nel fuoco inestinguibile,
45Ese mara teter mari nadkoli, ismi adem; debele ma ededem barot netate teter a adud neis teter genaim batauered, abele ur asam kak niaiem:
46ove il verme loro non muore, e il fuoco non si spegne.
46Abele nole eud kak uiaba gegedar, a ur asam kak niaiem.
47Parimente, se l'occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nella vita, che, avendone due, esser gettato nella geenna del fuoco,
47Ese mara pone mari nadkoli, dikiamur; debele ma Ade ra baselaia barot a netate pone, adud neis pone gena ra ur batauered:
48ove il verme loro non muore, e il fuoco non si spegne.
48Abele nole eud kak uiaba gegedar, a ur asam kak niaiem.
49Perciocchè ognuno deve esser salato con fuoco, ed ogni sacrificio deve esser salato con sale.
49Gaire le uridili ko sol ur de.
50Il sale è buono, ma, se il sale diviene insipido, con che lo condirete?
50Sol debe lu: ese nole kurabkurab, nako uaba iako kurabem? Uaba sol mamoro nagri muige uabi nerkep ge, uaba ko demeger nerute a nerute.
51Abbiate del sale in voi stessi, e state in pace gli uni con gli altri.
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