Evangelo Di S. Marco 4
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1POI prese di nuovo ad insegnare, presso al mare; ed una gran moltitudine si raunò presso a lui, talchè egli, montato nella navicella, sedeva in essa sul mare; e tutta la moltitudine era in terra, presso del mare.
1E iako degerati ko ereuerem keper tauer ge, gaire le netate gedim abim, abelelam E nar atiem, a emri, uiaba uridili tauer ge bamer.
2Ed egli insegnava loro molte cose in parabole, e diceva loro nella sua dottrina:
2Gaire mer E uiabim ereuerem mer babisdarie, E uiabidaratagerare abara okadeskeda, kega,
3Udite: Ecco, un seminatore uscì a seminare.
3Uaba aserauem; Dasmer, nerute amorda le bakeam ko emor:
4Ed avvenne che mentre egli seminava, una parte cadde lungo la via, e gli uccelli del cielo vennero, e la mangiarono.
4E dikri, a uader kep gab dege abi, epe ebur giz kotorlam tabakeuda abele eroare.
5Ed un'altra cadde in luoghi pietrosi, ove non avea molta terra; e subito nacque, perciocchè non avea terreno profondo;
5Uader kep tumem neidge abi, kebi seb ge; sobkak omeili, abelelam lerkar seb ge:
6ma quando il sole fu levato, fu riarsa; e, perciocchè non avea radice, si seccò.
6Gerger eupamada, a eueri, a eumili, abelelam nole sip kak.
7Ed un'altra cadde fra le spine, e le spine crebbero, e l'affogarono, e non fece frutto.
7Uader kep lu eipu daradara ge omeili, a detarapi, abelelam nole turum kak.
8Ed un'altra cadde in buona terra, e portò frutto, il quale montò, e crebbe; e portò l'uno trenta, l'altro sessanta e l'altro cento.
8Uader kep debe seb ge abi, a omeili, a esali, a turum turum; a turum therti nagri, a sikesti; a uan handed.
9Poi egli disse: Chi ha orecchie da udire, oda.
9E uiabim detagereda, kega, Le grip nagri ko asoli, debele E asoli.
10Ora, quando egli fu in disparte coloro che lo seguitavano, co' dodici, lo domandarono della parabola.
10E tepteb emri, gaire le abi dog emri, pako tuelf le, abi itmer tonar abele mer babisdarie.
11Ed egli disse loro: A voi è dato di conoscere il misterio del regno di Dio; ma a coloro che son di fuori tutte queste cose si propongono per parabole.
11E uiabim detagereda, kega, Gaire mu tonar Ade ra baselaia uabi dekuarare ko opaserertem; emetu ikeli abele gaire lu abkoreb uiabim nogle giz:
12Acciocchè riguardino bene, ma non veggano; e odano bene, ma non intendano; che talora non si convertano, ed i peccati non sien loro rimessi.
12Abelelam ui ko dasmerare, epe nole asmer kak; a asoli, epe nole asor kak; uiaba depegelam, a uiaba uit ko detue.
13Poi disse loro: Non intendete voi questa parabola? e come intenderete tutte le altre parabole?
13E uiabim detagereda, kega, Nako, uaba nole asmer kak abele mer babisdarie? epe nako uaba ko umele gaire mer babisdarie uridili?
14Il seminatore è colui che semina la parola.
14Abele amorda le, emor Ade ra mer.
15Or questi son coloro che ricevono la semenza lungo la strada, cioè , coloro ne' quali la parola è seminata, e dopo che l'hanno udita, subito viene Satana, e toglie via la parola seminata ne' loro cuori.
15Abele uader le gab ge, abele mer uiabi dog emor; uiaba asereda, epe Satana tabarki, abele mer uiabi nerkep ge emor ekadari.
16E simigliantemente questi son coloro che ricevono la semenza in luoghi pietrosi, cioè , coloro i quali, quando hanno udita la parola, prestamente la ricevono con allegrezza.
16Abele uader tumem neid ge emor; uiaba abele mer asereda, a sobkak sererge erperida;
17Ma non hanno in sè radice, anzi son di corta durata; e poi, avvenendo tribolazione, o persecuzione per la parola, subito sono scandalezzati.
17Epe nole sip kak muige uiaba nerkep ge, abelelam nole niaiem ekue; menaba asiasi a dedkoli abele merlam tabarki, sobkak uiaba bakesmiri.
18E questi son coloro che ricevono la semenza fra le spine, cioè , coloro che odono la parola.
18Abele uader le eipu daradara ge emor; uiaba abele mer asoli,
19Ma le sollecitudini di questo secolo, e l'inganno delle ricchezze, e le cupidità delle altre cose, entrate, affogano la parola, onde diviene infruttuosa.
19Epe gaire dikiapor lu lag geseb ge uiabi nerkep ge badari, pako geseb lu okardarem, pako uader lu lag, abele mer etarapi, epe nole turum kak.
20Ma questi son coloro che hanno ricevuta la semenza in buona terra, cioè , coloro i quali odono la parola, e la ricevono, e portano frutto, l'un trenta, e l'altro sessanta, e l'altro cento.
20Ege uader emor debe seb ge; uiaba abele mer asoli, a mamor erpeili, a turum turum, uader therti, a uader sikesti, a uader uan handed.
21DISSE loro ancora: È la lampana recata, acciocchè si ponga sotto il moggio, o sotto il letto? non è ella recata , acciocchè sia posta sopra il candelliere?
21E uiabim detagereda, kega, Nako, lamepa ikedi kumete lokod ge, a laulau lokod ge? epe nole tum ge ikedi lamepa uteb?
22Poichè nulla è occulto, che non debba esser manifestato; ed anche nulla è restato occulto per lo passato: ma è convenuto che fosse palesato.
22Epe nole lu ispili, a nole opasereret kak; pako nole mud ge lu, a nole akmer kak.
23Se alcuno ha orecchie da udire, oda.
23Ese nerute le grip nagri ko asoli, debele E asoli.
24Disse loro ancora: Ponete mente a ciò che voi udite. Della misura che misurate, vi sarà misurato; ed a voi che udite sarà sopraggiunto.
24E uiabim detagereda, kega, Uaba mamoro aserauem; abele tonar uaba detare, ko uabim detare; a ko uabi daisuerare le asereda.
25Perciocchè a chiunque ha, sarà dato; ma chi non ha, eziandio quel ch'egli ha gli sarà tolto.
25Le nagri, ko abi ikuar; le nole nagri kak, ko ekada abele lu abi dog.
26OLTRE a ciò disse: Il regno di Dio è come se un uomo avesse gettata la semenza in terra;
26E detagereda, kega, Ade ra baselaia mokakalam le kep dikri seb ge;
27e dormisse, e si levasse di giorno, e di notte; ed intanto la semenza germogliasse, e crescesse nella maniera ch'egli non sa.
27E ko uteid, a ekeamlu ki ge a gerger, abele kep uai omeida, a bataile, E nole umer kak nagelam.
28Poichè la terra da sè stessa produce prima erba, poi spiga, poi grano compiuto nella spiga.
28Tababu seb ge omeili; uai kekiam, sik keubu, epe turum agiag.
29E quando il frutto è maturo, subito vi si mette la falce, perciocchè la mietitura è venuta.
29Turum agiag, epe namarida ko tigri, kerker ge nurabi.
30DICEVA ancora: A che assomiglieremo il regno di Dio? o con qual similitudine lo rappresenteremo?
30E detagereda, kega, Na lu meriba ko abkoreb Ade ra baselaia? na lu abkoreb abele babisdarie?
31Egli è simile ad un granel di senape, il quale, quando è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che son sopra la terra;
31Abele mokakalam sinapi kep, emetu emor, kebikebi kep tumem gaire kep uridili geseb ge emor,
32ma, dopo che è stato seminato, cresce, e si fa la maggiore di tutte l'erbe, e fa rami grandi, talchè gli uccelli del cielo possono ripararsi sotto l'ombra sua.
32Emetu emor, E omeida, a aule tumem gaire lu ekekri, epe gaire au tam disiri; a gaire ebur epereda mudi ge igiredi.
33E per molte tali parabole proponeva loro la parola, secondo che potevano udire.
33E Ade ra mer uiabim detagereda, mokakalam gaire mer babisdarie, abkoreb uiaba umele asoli.
34E non parlava loro senza similitudine; ma, in disparte, egli dichiarava ogni cosa a' suoi discepoli.
34E nole uiabim atager kak, ese nole mer babisdarie; uiaba mud uteb ge, E uiabim, abara kaimeg giz, gaire tonar mer detaut.
35OR in quello stesso giorno, fattosi sera, disse loro: Passiamo all'altra riva.
35Abele gerger kikem, E uiabim daratagereda, kega, Minaba atiem nerut apekem.
36E i discepoli , licenziata la moltitudine, lo raccolsero, così come egli era, nella navicella. Or vi erano delle altre navicelle con lui.
36Uiaba emetu le lakub emarida, uiaba abi egared nar ge atiem. Uader kebi nar abi doakri.
37Ed un gran turbo di vento si levò, e cacciava le onde dentro alla navicella, talchè quella già si empieva.
37Au ui tabarki, a gaire zauber nar etatkoi, a mitkar.
38Or egli era a poppa, dormendo sopra un guanciale. Ed essi lo destarono, e gli dissero: Maestro, non ti curi tu che noi periamo?
38E amaz ge kor ge uteidi: uiaba abi itir, a abi detager, kega, Kole, mama laglag ki nabaume?
39Ed egli, destatosi, sgridò il vento, e disse al mare: Taci, e sta' cheto. E il vento si acquetò, e si fece gran bonaccia.
39E tekue, uag daisumda, a gur detager, kega, Bamer, debe meda. Iako uag ekeamulu, ege metalu.
40Poi disse loro: Perchè siete voi così timidi? come non avete voi fede?
40E uiabim daratagereda, kega, Nalugelam uaba geum mokakalam? nako uaba nole oatur kak?
41Ed essi temettero di gran timore, e dicevano gli uni agli altri: Chi è pur costui, cui il vento ed il mare ubbidiscono?
41Uiaba au geumu, a mer atagere, kega, Nete dali, uag a gur abi asoli?
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