Evangelo Di S. Marco 2
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1ED alquanti giorni appresso, egli entrò di nuovo in Capernaum; e s'intese ch'egli era in casa.
1Gerger giz barki, E iako Kaperenauma uatabu; ui asereda E muige meta.
2E subito si raunò gran numero di gente, talchè non pure i contorni della porta li potevan più contenere; ed egli annunziava loro la parola.
2Sobkak gaire le netate gedim, meta mui osmeda, pako adige; E uiabim Ade ra mer marau.
3Allora vennero a lui alcuni che menavano un paralitico, portato da quattro.
3Uiaba abim tabakeuare, nerute le ibibi egardare, neis a neis le abi bakeuarare.
4E, non potendosi accostare a lui, per la calca, scopersero il tetto della casa dove era Gesù ; e, foratolo, calarono il letticello, in sul quale giaceva il paralitico.
4Uiaba umer kak abi dog maiem bakeuare mitkarlam: uiaba meta tumge ezagarare E muige, a lemlem ismi, uiaba sik dikri gim le tumge igimrare.
5E Gesù, veduta la lor fede, disse al paralitico: Figliuolo, i tuoi peccati ti son rimessi.
5Iesu erdarda uiaba oituli, E le ibibi detager, kega, Kara uerem, emetu adem dikri mara uit giz.
6Or alcuni d'infra gli Scribi sedevano quivi, e ragionavan ne' lor cuori, dicendo:
6Uader aotale giz abele emeri, a tababu dikiapor muige uiaba nerkep ge, kega,
7Perchè pronunzia costui bestemmie in questa maniera? chi può rimettere i peccati, se non il solo Dio?
7Nalugelam le dali detager mokakalam? E Ade desauersili, nete le umele uit dikri, Ade tepteb?
8E Gesù, avendo subito conosciuto, per lo suo Spirito, che ragionavan così fra sè stessi, disse loro: Perchè ragionate voi coteste cose ne' vostri cuori?
8Sobkak Iesu opasereret muige abara nerkep abele uiaba dikiapor muige uiaba nerkep, E uiabim detager, kega, Nako uaba dikiapor mokakalam muige uaba nerkep?
9Quale è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti son rimessi; ovver dire: Levati, togli il tuo letticello, e cammina?
9Nako perper, le ibibi egali, kega, Emetu adem dikri mara uit giz; pako egali, kega, Tekue, mabara sik ekau, a bakeamu?
10Ora, acciocchè voi sappiate che il Figliuol dell'uomo ha podestà di rimettere i peccati in terra,
10Ko uabim paret kak, Le la Uerem adigiri gaire uit geseb ge adem dikri, (E le ibibi detager, kega,)
11io ti dico (disse egli al paralitico): Levati, togli il tuo letticello, e vattene a casa tua.
11Kaka mari natager, kega, Tekue, mabara sik ekau, a mabara meta bakeamulu.
12Ed egli prestamente si levò; e, caricatosi addosso il suo letticello, uscì in presenza di tutti; talchè tutti stupivano, e glorificavano Iddio, dicendo: Giammai non vedemmo cotal cosa.
12E ekueda, a sobkak tabara sik ekaida, a E osmeda uiaba op uridili; abelelam uiaba uridili damereda, a Ade despili, kega, Meriba nole dasmerauem tonar mokakalam.
13POI appresso Gesù uscì di nuovo lungo il mare; e tutta la moltitudine veniva a lui, ed egli li ammaestrava.
13E iako keper dege degemili; gaire le abim tabakeuare, E uiabim ereuerem.
14E passando, vide Levi, il figliuol di Alfeo, che sedeva al banco della gabella. Ed egli gli disse: Seguitami. Ed egli, levatosi, lo seguitò.
14E uteb esaimelu, E Leui, Alefaio ra uerem, dasmer meta dipumeda emeri, E abi detager, kega, Kari narmili, E ekueilu a abi irmili.
15Ed avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa d'esso, molti pubblicani e peccatori erano anch'essi a tavola con lui, e co' suoi discepoli; perciocchè eran molti, e l'aveano seguitato.
15Abele iobaru, E abara meta ge emeri leuer ero, telona giz a uit le giz kemem emeri Iesui dog, a abara kaimeg giz; abelelam gaire le uiaba abi irmilare.
16E gli Scribi e i Farisei, vedutolo mangiar co' pubblicani e co' peccatori, dissero a' suoi discepoli: Che vuol dir ch'egli mangia e beve co' pubblicani e co' peccatori?
16Aotale giz a Faresaio giz abi dasmer kemem leuer ero telona giz a uit le giz, uiaba tabara kaimeg giz daratagerare, kega, Nako E kemem leuer ero a ereli telona giz a uit le giz?
17E Gesù, udito ciò , disse loro: I sani non hanno bisogno di medico, ma i malati; io non son venuto per chiamare i giusti, anzi i peccatori, a penitenza.
17Iesu asoli abele mer, E uiabim daratagerare, kega, Saserim le giz lukup kemle lakak, gim le giz lagelag; kaka nole tabarki ko gaire barkak tonar dabgeri, debele gair uit le giz.
18OR i discepoli di Giovanni, e quei de' Farisei, digiunavano. E quelli vennero a Gesù, e gli dissero: Perchè digiunano i discepoli di Giovanni, e quei de' Farisei, e i tuoi discepoli non digiunano?
18Ioane ra kaimeg giz, a gaire Faresaio ra kaimeg giz leuer baili; uiaba tabakeuare a abi detager, kega, Nalugelam Ioane ra kaimeg giz a gaire Faresaio ra kaimeg giz leueru baili, a mara kaimeg giz nole leueru baili?
19E Gesù disse loro: Que' della camera delle nozze possono eglino digiunare, mentre lo sposo è con loro? quanto tempo hanno seco lo sposo non possono digiunare.
19Iesu uiabi detager, kega, Nako, umele gaire boai le ispida ko leueru baili, le ispida uiabi dog emeri? uiaba umer kak leueru baili, le ispida mena uiabi dog.
20Ma verranno i giorni, che lo sposo sarà loro tolto, ed allora in que' giorni digiuneranno.
20Kerker niai tabarki, le ispida uiabielam egared, abele gaire gerger uiaba leueru baili.
21Niuno eziandio cuce una giunta di panno nuovo sopra un vestimento vecchio; altrimenti, quel nuovo ripieno strappa del vecchio, e la rottura si fa peggiore.
21Nole le kerkar mog uali itkedi okakis buzibuzi am uali; akeulam buzibuzi mog uali de kerkar mog ualilam ekep itkedi, iako au atoatatoat.
22Parimente, niuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti, il vin nuovo rompe gli otri, e il vino si spande, e gli otri si perdono; anzi conviensi mettere il vino nuovo in otri nuovi.
22Nole le epaiteret kerkar uaina muige emeret tarpor giz; epe gegur tarpor giz arperiklam, uaina epaiteredlu, epe sor giz adud: mamor ko kerkar gegur tarpor epaiteret kerkar uaina.
23ED avvenne, in un giorno di sabato, ch'egli camminava per li seminati, e i suoi discepoli presero a svellere delle spighe, camminando.
23Abele iobaru, E ekas kon gedub ge abele sabath; abara kaimeg giz kon itakemarare, a eroarare, gab ge.
24E i Farisei gli dissero: Vedi, perchè fanno essi ciò che non è lecito in giorno di sabato?
24Faresaio giz abi detager, kega, Dasmer, nako uiaba lu akerare nole abkoreb sabath?
25Ed egli disse loro: Non avete voi mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe bisogno, ed ebbe fame, egli, e coloro ch'erano con lui?
25E uiabi detager, kega, Nako uaba nole etagerare Dauida de ikeli, leuer aro kak, uerer eudili, a gaire abara kaimeg giz?
26Come egli entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatar, e mangiò i pani di presentazione, i quali non è lecito di mangiare, se non a' sacerdoti, e ne diede ancora a coloro ch'eran con lui?
26E Ade zogo meta ge tabalu, Abiatara ra kerker, zogo tarim le, E derser areto eroli, abele nole abkoreb nogle tero, mamor zogozogo le tepteb, E abara kaimeg nakuarare?
27Poi disse loro: Il sabato è fatto per l'uomo, e non l'uomo per il sabato.
27E uiabi detager, kega, Sabath emetu ikeli le la uai kedeua, a nole le ikeli sabath uaikedeua;
28Dunque il Figliuol dell'uomo è Signore eziandio del sabato.
28Abelelam Le la Uerem sabath ra Opole.
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