Evangelo Di S. Marco 15
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1E SUBITO la mattina, i principali sacerdoti, con gli anziani, e gli Scribi, e tutto il concistoro, tenuto consiglio, legarono Gesù, e lo menarono, e lo misero in man di Pilato.
1Ege idim ge gaire kole zogozogo le giz, a au le giz, a aotale giz, pako gaire tarim le giz ko mer atagere; uiaba emetu Iesu didbare, uiaba abi egared, a Pilato nakuar.
2E Pilato gli domandò: Sei tu il Re de' Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Tu lo dici.
2Pilato abi eutumer, kega, Nako mama Iudaia le giz ra Opole? E abi detaut, kega, Eko mama detager.
3E i principali sacerdoti l'accusavano di molte cose; ma egli non rispondeva nulla.
3Zogozogo le giz gaire mer abi okadiridili.
4E Pilato da capo lo domandò, dicendo: Non rispondi tu nulla? vedi quante cose costoro testimoniano contro a te.
4Pilato iako abi eutumer, kega, Ma nole ataut kak? dasmer gaire mer uiaba mari naridili.
5Ma Gesù non rispose nulla di più, talchè Pilato se ne maravigliava.
5Epe Iesu nole ataut kak; abelelam Pilato au damred.
6Or ogni festa egli liberava loro un prigione, qualunque chiedessero.
6Uetpur kerker E uiabim emarida nerute le didbar, uiaba laglag.
7Or vi era colui, ch'era chiamato Barabba, ch'era prigione co' suoi compagni di sedizione, i quali avean fatto omicidio nella sedizione.
7Nerute le nei Barabasa, didbare gaire le opole basardare, uiaba le ipit eumilu abele kerker opole asaredelam.
8E la moltitudine, gridando, cominciò a domandare che facesse come sempre avea lor fatto.
8Gaire le uridili uiaba elele ereretikri, a ditimeda abim eutumer ko uiabim ikeli mokakalam ababur ge ikeli.
9E Pilato rispose loro, dicendo: Volete che io vi liberi il Re de' Giudei?
9Pilato uiabim detaut, kega, Nako, uaba laglag kaka uabi dakuarare Iudaia le giz ra Opole?
10(Perciocchè riconosceva bene che i principali sacerdoti glielo aveano messo nelle mani per invidia).
10Abelelam E umele uiaba, gaire kole zogozogo le giz, Iesu nakuar kurablam.
11Ma i principali sacerdoti incitarono la moltitudine a chieder che più tosto liberasse loro Barabba.
11Gaire kole zogozogo le giz gaire le namarida, ko detager, kega, Barabasa keribim emarik.
12E Pilato, rispondendo, da capo disse loro: Che volete adunque che io faccia di colui che voi chiamate Re de' Giudei?
12Pilato iako uiabim detaut, kega, Nalu lu uaba lagelag kaka ikeli abim, abele le uaba nei atker Iudaia le giz ra Opole?
13Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo.
13Uiaba iako ereretikri, kega, Abi satauroem.
14E Pilato disse loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ed essi vie più gridavano: Crocifiggilo.
14Pilato uiabim detagereda, kega, Nalu adud Eikeli? A uiaba elele ereretikri, kega, Abi satauroem.
15Pilato adunque, volendo soddisfare alla moltitudine, liberò loro Barabba. E dopo aver flagellato Gesù, lo diede loro in mano, per esser crocifisso.
15Pilato lagelag gaire le lakub ra nerkep ko sererge, E Barabasa uiabim namarida, a emetu Iesu damrik, E abi ikuar ko satauroem.
16Allora i soldati lo menarono dentro alla corte, che è il Pretorio, e raunarono tutta la schiera.
16Gaire ares le abi kebi metaem tegared, nei Praitorio, a ares le nosik taraisare.
17E lo vestirono di porpora; e contesta una corona di spine, gliela misero intorno al capo .
17Uiaba abi mamam am uali amer, zegerzeger lager euer aperem, a abi kerem dameare;
18Poi presero a salutarlo, e a dire: Ben ti sia, Re de' Giudei.
18A ditimeda ko abi detager, kega, Uaiai, Iudaia le giz ra Opole!
19E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso; e postisi inginocchioni, l'adoravano.
19Uiaba abara kerem pater de ipit, a abi mosu iduare, a kokomamu, a abi erkepsam.
20E dopo che l'ebbero schernito, lo spogliarono della porpora, e lo rivestirono de' suoi propri vestimenti, e lo menarono fuori, per crocifiggerlo.
20Uiaba emetu abi neg degarare, uiaba mamam am uali igi, a abara am uali ami, a abi adige tegared ko satauroem.
21ED angariarono a portar la croce di esso, un certo passante, detto Simon Cireneo, padre di Alessandro e di Rufo, il qual tornava da' campi.
21Uiaba nerute le Kurene namarida abara satauro kodrom, Simona nei, E uiabi dog maike bakeuda sumezlam, abele le Alesandero a Rufa ra aba.
22E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire: Il luogo del teschio.
22Uiaba abi tegared abele uteb Gologotha, tonar abele, Kerem lid ra uteb.
23E gli dieder da bere del vino condito con mirra; ma egli non lo prese.
23Uiaba abi ikuar uaina etaperet okakis muro: epe E nole erpei kak.
24E dopo averlo crocifisso, spartirono i suoi vestimenti, tirando la sorte sopra essi, per saper ciò che ne torrebbe ciascuno.
24Uiaba emetu abi satauroem, uiaba abara gaire am uali uaderapei, a luglug ikeli, nete de ekadare.
25Or era l'ora di terza, quando lo crocifissero.
25Opem abele haua thri, uiaba abi satauroem.
26E la soprascritta del maleficio che gli era apposto era scritta di sopra a lui, in questa maniera: IL RE DE' GIUDEI.
26Abele jauali detali abara tonarlam etomeret, kega, IUDAIA LE GIZ RA OPOLE.
27Crocifissero ancora con lui due ladroni, l'un dalla sua destra, e l'altro dalla sinistra.
27Neisi eruam le kemem abi dog satauroem; nerute le abi tuter tag, a nerute le abi ber tag.
28E si adempiè la scrittura che dice: Ed egli è stato annoverato fra i malfattori.
28Bakedida iski abele zogo mer emeret detali, kega, Netat abim babei kemem uite le giz.
29E coloro che passavano ivi presso l'ingiuriavano, scotendo il capo, e dicendo: Eia! tu che disfai il tempio, ed in tre giorni lo riedifichi,
29Gaire le satauro seb ge nakasir desauersili, a kerem dirilare, kega, Ma zogo meta ezageri, a thri gerger ko ikeli,
30salva te stesso, e scendi giù di croce.
30Ma mabu idigiri, a sataurolam uatabu.
31Simigliantemente ancora i principali sacerdoti, con gli Scribi, beffandosi, dicevano l'uno all'altro: Egli ha salvati gli altri, e non può salvar sè stesso.
31Mokakalam gaire kole zogozogo le giz abi desauersili, a aotale giz, kega, E uader le idigir, a nole umer kak tababu idigiri.
32Scenda ora giù di croce il Cristo, il Re d'Israele; acciocchè noi lo vediamo, e crediamo. Coloro ancora ch'erano stati crocifissi con lui l'ingiuriavano.
32Debele Keriso, Isaraela le giz la Opole, peidi uatabu sataurolam, keriba abi dasmer, a oituli. Abele neisi le kemem abi satauroem abi desauersili.
33Poi, venuta l'ora sesta, si fecero tenebre per tutta la terra, infino all'ora di nona.
33Opem haua sikes, kupkup ged ge uridili bakedilu abele nain haua.
34Ed all'ora di nona, Gesù gridò con gran voce, dicendo: Eloi, Eloi, lamma sabactani? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?
34Abele nain haua Iesu au ereretikri, kega, Eloi, Eloi, lama sabakethani? tonar abele, Kara Ade, kara Ade, nalugem ma kari nakaerti?
35Ed alcuni di coloro ch'eran quivi presenti, udito ciò , dicevano: Ecco, egli chiama Elia.
35Uader le bako, aserare, uiaba detagereda, kega, Dasmer, E Elia dabgeri.
36E un di loro corse; ed empiuta una spugna d'aceto, e postala intorno ad una canna, gli diè da bere, dicendo: Lasciate; vediamo se Elia verrà, per trarlo giù.
36Nerute le koreder, sap uinega akmei, a pater ge dasirilu, a abi ikuar ko eree, a detager, kega, Sina; mi dasmer, Elia ko uatabu abi tatkurda.
37E Gesù, gettato un gran grido, rendè lo spirito.
37Iesu emetu au ereretikri, Epe namarid tabara lamar.
38E la cortina del tempio si fendè in due, da cima a fondo.
38Abele uali demed zogo meta muige tababu batoat, kotorlam a giz ge,
39E il centurione, ch'era quivi presente di rincontro a Gesù, veduto che dopo aver così gridato, egli avea reso lo spirito, disse: Veramente quest'uomo era Figliuol di Dio.
39Abele kerem le, asesered netate handed ares le, abim opem tekue, erdalu tonar abara eumida, E detager, kega, Ageakar, Ade ra Uerem idali.
40Or quivi erano ancora delle donne, riguardando da lontano; fra le quali era Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo il piccolo, e di Iose, e Salome;
40Gaire kosker giz tekue muriz ge dasmer; uiabi dog Maria Magadalena, a Maria kebi Iakobo ra apu, a Iose, a Salome;
41le quali, eziandio mentre egli era nella Galilea, l'aveano seguitato, e gli aveano ministrato; e molte altre, le quali erano salite con lui in Gerusalemme.
41Uiaba, Iesu irmilare E Galilaia ge, a abim dorge ikeli; a gaire kosker abi kemem irmilare Ierusalemaem.
42POI, essendo già sera (perciocchè era la preparazione, cioè l'antisabato),
42Kikem, abele derser gerger, sabath iuaokaer,
43Giuseppe, da Arimatea, consigliere onorato, il quale eziandio aspettava il regno di Dio, venne, e, preso ardire, entrò da Pilato, e domandò il corpo di Gesù.
43Iosefa Arimathia le tabarki, le umele, a ekosili, E nerute le Ade ra baselaia naokaili; E saserim Pilatoim bakeam, a Iesu ra gem damos.
44E Pilato si maravigliò ch'egli fosse già morto. E chiamato a sè il centurione, gli domandò se era gran tempo ch'egli era morto;
44Pilato karom ese E eumida: E kerem le, asesered netate handed ares le, dabgeri, a abi eutumer, kega, Nako, emeret E eumida?
45e, saputo il fatto dal centurione, donò il corpo a Giuseppe.
45E asoli kerem lelam, E Iesu ra gem nakuar abim Iosefa.
46Ed egli, comperato un panno lino, e tratto Gesù giù di croce, l'involse nel panno, e lo pose in un monumento, che era tagliato dentro una roccia; e rotolò una pietra all'apertura del monumento.
46E uali lino mog terapei, a E tatkurda, a uali lino de abi sopem, a baker kur daiui abi azeriklu; a au baker erparik gab dimilu.
47E Maria Maddalena, e Maria madre di Iose, riguardavano ove egli sarebbe posto.
47Maria Magadalena, a Maria, Iose ra apu dasmer abele uteb abi ikedilu.
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