Evangelo Di S. Luca
Chapter 9
Diodati Bibbia 1885

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Evangelo Di S. Luca 9

Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1ORA, chiamati tutti insieme i suoi dodici discepoli, diede loro potere, ed autorità sopra tutti i demoni, e di guarir le malattie.
1Ege E darabgerare abara kaimeg giz, tuelf le, ege E uiabim nakuarare abele adigiri, pako abele sirdam demoni giz uridili dituaki, pako gaire gim le giz uiabi idigiri.
2E li mandò a predicare il regno di Dio, ed a guarire gl'infermi.
2Ege E uiabi namarida ko natomertare Ade ra baselaia ge, a uiabi idigiri gaire gim le.
3E disse loro: Non togliete nulla per lo cammino: nè bastoni, nè tasca, nè pane, nè danari; parimente, non abbiate ciascuno due vesti.
3Ege E uiabim detager, kega, Uaba nole lu aisare kak abele bakeamu, nole koket kak, nole epei kak, nole leuer kak, a nole mani kak; a nole neisi am uali ameare.
4E in qualunque casa sarete entrati, in quella dimorate, e di quella partite.
4Uaba nerute meta ge badari, emeri abele, a iako bakeamu.
5E se alcuni non vi ricevono, uscite di quella città, e scotete eziandio la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro.
5Uiaba le giz uabim agared kak, a nolea uabi asor kak, uaba bakeamu abele gedlam, sep ditkeda uaba teter gablam, uiabi atamelam.
6Ed essi, partitisi, andavano attorno per le castella, evangelizzando, e facendo guarigioni per tutto.
6Ege uiaba bakeauare, deraueli gaire ged, a natomertare Ade ra debe mer, a uiabi idigiri gaire gim le uridili.
7OR Erode il tetrarca udì tutte le cose fatte da Gesù, e n'era perplesso; perciocchè si diceva da alcuni, che Giovanni era risuscitato da' morti;
7Ege Heroda opole asoli gaire lu uridili emetu ikeli: epe abara nerkep au okasosok, abelelam uader detager, kega, Ioane Bapataiso ko eded akaida eudelam;
8e da altri, che Elia era apparito; e da altri, che uno de' profeti antichi era risuscitato.
8A uader detager, kega, Elia pedali paret kak; epe uader detager, kega, Nerute perofeta emeretlam, E ko eded akaida.
9Ed Erode disse: Io ho decapitato Giovanni; chi è dunque costui, del quale io odo cotali cose? E cercava di vederlo.
9Heroda detager, kega, Kaka derapeida Ioane ra kerem: nete le kaka asoli gaire mer mokakalam? E lagelag abi dasmer.
10E GLI apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte. Ed egli, avendoli presi seco, si ritrasse in disparte, in un luogo deserto della città detta Betsaida.
10Ege kaimeg giz ko takomeda, uiaba abim etomertare gaire lu uiaba emetu ikeli. Epe E uiabi ais nerute uteb, nolea le kak, abele ged nei atker Bethesaida.
11Ma le turbe, avendo lo saputo, lo seguitarono; ed egli, accoltele, ragionava loro del regno di Dio, e guariva coloro che avean bisogno di guarigione.
11Ege gaire le lakub uiaba emetu umele, a uiaba abi irmilare: ege E uiabi agiz, E uiabi detager tonar Ade ra baselaia ge, pako idigiri uader le lagelag eded.
12Or il giorno cominciava a dichinare; e i dodici, accostatisi, gli dissero: Licenzia la moltitudine, acciocchè se ne vadano per le castella, e il contado d'intorno; ed alberghino, e trovino da mangiare; perciocchè noi siam qui in luogo deserto.
12Ege maike lem baraigida; epe gaire tuelf le tabarki, a abi detager, kega, Debele ma namarida gaire le lakub, iaueakai uiaba bakeauare gaire uteb, abele kebi uteb maike, uiaba emeri, a leuer deraimer: abelelam abele uteb nolea le kak.
13Ma egli disse loro: Date lor voi da mangiare. Ed essi dissero: Noi non abbiam altro che cinque pani e due pesci; se già non andassimo a comperar della vittuaglia per tutto questo popolo.
13Ege E uiabi detager, kega, Uaba uiabi leuer ikuar. Ege uiaba abi detager, kega, Meriba nolea leuer kak, no faif areto a lar neisi; debele keriba ko bakeamu leuer terapei uiabim peike gaire le lakub.
14Perciocchè erano intorno a cinquemila uomini. Ma egli disse a' suoi discepoli: Fateli coricare in terra per cerchi, a cinquanta per cerchio .
14Abelelam mokakalam faif tausan le uridili. Ege E uiabim detager, kega, abara kaimeg giz, Uaba uiabim detager debele uiaba manoro emeri, fifte le gaire nosik.
15Ed essi fecero così, e li fecero coricar tutti.
15Ege uiaba ikerare abkoreb mokakalam abara mer, a uiabim uridili detagereda, kega, Gaire nosik uaba mamoro emeri.
16Ed egli prese i cinque pani, e i due pesci; e levati gli occhi al cielo, li benedisse, e li ruppe, e li diede a' suoi discepoli, per metter li davanti alla moltitudine.
16Epe E tais faif areto a lar neisi, E kotor dimirualu, a esoao, a itur; a uiabi nakuarare, abara kaimeg giz, a uiaba naisuerare abele gaire le lakub.
17E tutti mangiarono, e furono saziati; e si levò de' pezzi, ch'eran loro avanzati, dodici corbelli.
17Ege uiaba eroare, ege uiaba uridili gem osmeda; epe uiaba kaier leuer arot epei ge, ege tuelf epei osmeda, leuer mogmog.
18OR avvenne che, essendo egli in orazione in disparte, i discepoli erano con lui. Ed egli li domandò, dicendo: Chi dicono le turbe che io sono?
18E tepteb esorerapare, abara kaimeg giz uiaba okakis: epe E uiabi nautumerare, kega, Nako gaire le la mer karim nete?
19Ed essi, rispondendo, dissero: Alcuni , Giovanni Battista, ed altri, Elia, ed altri, che uno de' profeti antichi è risuscitato.
19Ege uiaba abi detautare, kega, Ioane Bapataiso; epe uader detager, kega, Elia; a uader detager, kega, Nerute perofeta emeretlam, E ko eded akaida.
20Ed egli disse loro: E voi, chi dite ch'io sono? E Pietro, rispondendo, disse: Il Cristo di Dio.
20Ege E uiabim detager, kega, Nako uaba mer karim nete? Epe Peteru abi detaut, kega, Mama Keriso Adelam.
21Ed egli divietò loro strettamente che nol dicessero ad alcuno;
21Epe E uiabim daraisumdarare, kega, Nolea nerute le etomeret abele lu;
22dicendo: Ei conviene che il Figliuol dell'uomo patisca molte cose, e sia riprovato dagli anziani, e da' principali sacerdoti, e dagli Scribi; e sia ucciso, e risusciti al terzo giorno.
22Kega, Abkoreb gaire lu asias Ade ra Uerem, pako aule giz abi dikaer, pako zogozogo le giz, pako aotale giz, uiaba abi ipitare, a thri gerger ko eded.
23DICEVA, oltre a ciò, a tutti: Se alcuno vuol venir dietro a me, rinunzii a sè stesso, e tolga ogni dì la sua croce in ispalla, e mi seguiti.
23Ege E uiabim gaire le uridili detager, kega, Ese nerute le lagelag kari narmili, mamoro E tababu obogai, abara satauro bakuar gaire gerger, a kari narmili.
24Perciocchè, chi avrà voluto salvar la vita sua la perderà; ma chi avrà perduta la vita sua, per me, la salverà.
24Abelelam, ese nerute le lagelag abara eded asisiem, abele ko abi; ese nerute le abara eded abi karielam, abele ko ededem.
25Perciocchè, che giova egli all'uomo, se guadagna tutto il mondo, e perde sè stesso, ovvero è punito nella vita?
25Abelelam, ese nerute le geseb ge uridili terapei, a abara mar abi, pako adem, nalu bodomalam abim?
26Perciocchè, se alcuno ha vergogna di me, e delle mie parole, il Figliuol dell'uomo altresì avrà vergogna di lui, quando egli verrà nella gloria sua, e del Padre suo, e de' santi angeli.
26Ese nerute le kari sirip ge, pako kara mer, abkoreb Le la Uerem ko abi sirip ge, E tabarki kemem gaire angela zogo, abara Aba zorom ge.
27Or io vi dico in verità, che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, che prima non abbiano veduto il regno di Dio.
27Ageakar, kaka uabim detager, kega, Uader peike, uiaba nole eud kak, kekiam uiaba Ade ra baselaia dasmerauem.
28OR avvenne che, intorno ad otto giorni appresso questi ragionamenti, egli prese seco Pietro, Giovanni, e Giacomo, e salì in sul monte per orare.
28Ege gaire mer eseamulu, nako eit gerger, epe E abi ais Peteru, pako Ioane, pako Iakobo, ege uiaba ogi nerute tumem perepere paser ge, E esorerapare.
29E mentre egli orava, il sembiante della sua faccia fu mutato, e la sua veste divenne candida folgorante.
29E esorerapare, a abara op depegemelu, E kakekak abara ame uali, au zoromzorom.
30Ed ecco, due uomini parlavano con lui, i quali erano Mosè ed Elia.
30Dasmer, ege neisi le uiaba abi mer atagerem, Mose pako Elia;
31I quali, appariti in gloria, parlavano della fine di esso, la quale egli doveva compiere in Gerusalemme.
31Ui etomeret au zoromzorom, ege uiaba mer atager tonar abara eumid keubu, Ierusalema ge.
32Or Pietro, e coloro ch' eran con lui, erano aggravati di sonno; e quando si furono svegliati, videro la gloria di esso, e que' due uomini, ch'eran con lui.
32Ege Peteru au uteidi pako uader abi kemem: ege uiaba ekiam, a uiaba erdalare abara au zoromzorom, pako neisi le uiaba ekue okakis.
33E come essi si dipartivano da lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, egli è bene che noi stiamo qui; facciamo adunque tre tabernacoli: uno a te, uno a Mosè, ed uno ad Elia; non sapendo ciò ch'egli si dicesse.
33Epe ui bakeamulei, a Iesu dikaer, epe Peteru abi detager Iesuim, kega, Opole, debele meriba emeri peike: keriba thri meta akerare; mara nerute, Mose ra nerute, a Elia ra nerute: ege E nole akiapore kak abele mer detager.
34Ma, mentre egli diceva queste cose, venne una nuvola, che adombrò quelli; e i discepoli temettero, quando quelli entrarono nella nuvola.
34Abele gaire mer, uiaba natkamda baz de, a uiaba ispilu: ege uiaba au geum, abele baz maike.
35Ed una voce venne dalla nuvola, dicendo: Quest'è il mio diletto Figliuolo; ascoltatelo.
35Le la mer teosmeda abele bazelam, kega, Kara Uerem nasge idali: uaba abim asoli.
36E in quello stante che si facea quella voce, Gesù si trovò tutto solo. Or essi tacquero, e non rapportarono in quei giorni ad alcuno nella delle cose che aveano vedute.
36Ege abele mer sobkak eseamulu, epe uiaba erdali Iesu, E tepteb. A uiaba nolea mer kak, a uiaba nolea etomeret nerute le, abele kerker, gaire lu uiaba erdalare.
37OR avvenne il giorno seguente, che, essendo scesi dal monte, una gran moltitudine venne incontro a Gesù.
37Idim ge, uiaba paserlam batueli, epe uiaba obapit gaire le lakub.
38Ed ecco, un uomo d'infra la moltitudine sclamò, dicendo: Maestro, io ti prego, riguarda al mio figliuolo; perciocchè egli mi è unico.
38Dasmer, nerute le ereretikri le lakublam, kega, Ereuere le ae, kaka mari damosi, ma dasmer kara uerem; abelelam kara uerem netate:
39Ed ecco, uno spirito lo prende, ed egli di subito grida; e lo spirito lo dirompe, ed egli schiuma; e quello a fatica si parte da lui, fiaccandolo.
39Dasmer, ege E nagri abara gim lamar uit, epe E ereretikri, E udud, abara te ueker, E bapegiri, E nolea sobkak osmelu.
40Ed io ho pregati i tuoi discepoli che lo cacciassero, ma non hanno potuto.
40Kaka damosi mara kaimeg giz, uiaba dituaki osmeda adige; a uiaba nolea umer kak.
41E Gesù, rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa, infino a quando omai sarò con voi, e vi comporterò? Mena qua il tuo figliuolo.
41Ege Iesu detaut, kega, Abele nosik nolea oatur kak, pako erar, kaka uabim kemem naket gerger? pako omare uabim naket gerger? mara uerem karim tegaret.
42E come egli era ancora tra via, il demonio lo diruppe, e lo straziò. Ma Gesù sgridò lo spirito immondo, e guarì il fanciullo, e lo rendè a suo padre.
42Ege E tabakeamu, E ekesmeri, E udud, abele demoni giz, epe Iesu daisumda abele uit lamar, pako idigiri abele uerem, E ikuar abara aba.
43E tutti sbigottivano della grandezza di Dio. Ora, mentre tutti si maravigliavano di tutte le cose che Gesù faceva, egli disse a' suoi discepoli:
43Ege uiaba uridili au damreda Ade ra atamelam. Epe uiaba uridili au damreda gaire lu Iesu de ikeli, epe E uiabi detager, abara kaimeg giz,
44Voi, riponetevi queste parole nelle orecchie; perciocchè il Figliuol dell'uomo sarà dato nelle mani degli uomini.
44Uaba mamoro asoli abele mer: abelelam Ade ra Uerem maike uadikuarare le la tag.
45Ma essi ignoravano quel detto, ed era loro nascosto; per modo che non l'intendevano, e temevano di domandarlo intorno a quel detto.
45A uiaba nolea umer kak abele mer, ege uiaba nolea erdali, abelelam uiaba nolea asoli abele lu: ege uiaba au geum abi itimer tonar abele mer.
46POI si mosse fra loro una quistione: chi di loro fosse il maggiore.
46Ege uiaba asareda, nete le aule.
47E Gesù, veduto il pensier del cuor loro, prese un piccol fanciullo, e lo fece stare appresso di sè.
47Ege Iesu opasereret abele dikiapore uiaba nerkep, epe E erpei nerute kebi uerem, E ekue maike abi dog.
48E disse loro: Chi riceve questo piccol fanciullo, nel nome mio, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato; perciocchè chi è il minimo di tutti voi, esso è grande.
48Ege E uiabi daratagerare, kega, Ese nerute le tegared abele kebi uerem kari nei ge, ege E karim tegared: ese nerute le karim tegared, ege E tegared abele le kari namarida: abelelam E kebile ise uabim dali, E aule.
49OR Giovanni gli fece motto, e disse: Maestro, noi abbiam veduto uno che cacciava i demoni nel nome tuo, e glielo abbiam divietato, perciocchè egli non ti seguita con noi.
49Ege Ioane de abi detager, kega, Opole, keriba erdali nerute le E imud demoni giz mari nei ge; epe keriba abi daisumdardar, abelelam E nolea meribi irmili.
50Ma Gesù gli disse: Non gliel divietate, perciocchè chi non è contro a noi è per noi.
50Ege Iesu abi detager, kega, Uaba nolea daisumda: ese nerute le nole meribi dedkoli, E meribi okakis.
51OR avvenne che, compiendosi il tempo ch'egli dovea essere accolto in cielo , egli si mise risolutamente in via per andare a Gerusalemme.
51Ege abara kerker maike tabarki, E iako takomeda kotor ge, ege E bakeamulu Ierusalema ge,
52E mandò davanti a sè de' messi, i quali essendo partiti, entrarono in un castello de' Samaritani, per apparecchiargli albergo .
52Ege uader ko namarkare abi kekiam: ui ge bakeauare bamer nerute uteb Samaria ge, ui abim derserare.
53Ma que' del castello non lo voller ricevere, perciocchè al suo aspetto pareva ch'egli andasse in Gerusalemme.
53A uiaba nolea abi la kak, abelelam E bakeamulu Ierusalema ge.
54E Giacomo, e Giovanni, suoi discepoli, avendo ciò veduto, dissero: Signore, vuoi che diciamo che scenda fuoco dal cielo, e li consumi, come anche fece Elia?
54Ege neis abara kaimeg giz, Iakobo a Ioane, ui erdalei, ui detagerei, kega, Opole, nako ma lagelag ki datagerei debele ur uatabu kotorlam, ueakai ui obaum, mokakalam Elia de ikeli?
55Ma egli, rivoltosi, li sgridò, e disse: Voi non sapete di quale spirito voi siete.
55A Iesu sorem egreemalu, E uiabi barditug, kega, Uaba nolea umer kak tonar muige uaba nerkep.
56Poichè il Figliuol dell'uomo non è venuto per perder le anime degli uomini, anzi per salvarle. E andarono in un altro castello.
56Abelelam Ade ra Uerem tabarki nolea dedkoli le la eded, epe E tabarki ueakai gaire le eded nagri. Ui ge bakeauare nerute utebem.
57OR avvenne che mentre camminavano per la via, alcuno gli disse; Signore, io ti seguiterò dovunque tu andrai.
57Ui ge bakeauare abele gab ge, ege nerute le abi detager, kega, Opole, kaka mari narmili gaire uteb ma bakeamu.
58E Gesù gli disse: Le volpi hanno delle tane, e gli uccelli del cielo de' nidi; ma il Figliuol dell'uomo non ha pure ove posi il capo.
58Ege Iesu de abi detager, kega, Arobe nagri abara kur, pako gaire epereda ebur nagri uteb uteidi; epe Le la Uerem nolea uteb kak uteidi.
59Ma egli disse ad un altro: Seguitami. Ed egli disse: Signore, permettimi che io prima vada, e seppellisca mio padre.
59Ege E detager nerute le, Ma kari narmili. Ege abim detaut, kega, Opole, ma kari nakuar kaka kekiam nabakeamulu atkobeilu kara aba.
60Ma Gesù gli disse: Lascia i morti seppellire i lor morti; ma tu, va', ed annunzia il regno di Dio.
60A Iesu abi detager, kega, Debele ikedi le eumida uiaba etkobei; marim abkoreb ma ekue etomeret Ade ra baselaia ge.
61Or ancora un altro gli disse: Signore, io ti seguiterò, ma permettimi prima d'accomiatarmi da que' di casa mia.
61Ege nerute le abi detager, kega, Opole, kaka mari narmili; epe ma kari nakuar kaka kekiam bakeamu natomertare karbara boai.
62Ma Gesù gli disse: Niuno, il quale, messa la mano all'aratro, riguarda indietro, è atto al regno di Dio.
62Ege Iesu de abi detager, kega, Ese nerute le erpei abele uet abara tag, a dikaer, a ko sorem egreemalu, E nolea abkoreb Ade ra baselaia ge.

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