Evangelo Di S. Luca 10
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
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1ORA, dopo queste cose, il Signore ne ordinò ancora altri settanta, e li mandò a due a due dinanzi a sè, in ogni città, e luogo, ove egli avea da venire.
1Keubu, Opole depegeli uader sefenti, E uiabi namarida neisi a neisi le kekiam abara opem, gaire uteb uridili, E keubu.
2Diceva loro adunque: Bene è la ricolta grande, ma gli operai son pochi; pregate adunque il Signor della ricolta che spinga degli operai nella sua ricolta.
2Ege E uiabi daratagerare, kega, Abele saito itraker au kase, neisi a neisi le uiaba dorge ikeli: debele uaba damosi Opole abara saito itraker, iaueakai gaire le namarida ikeli abara dorge.
3Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo de' lupi.
3Ua obakeauare: dasmer, kaka uiabi namarida mokakalam kebi mamoe giz eipu luko.
4Non portate borsa, nè tasca, nè scarpe; e non salutate alcuno per lo cammino.
4Uaba bakeauare, nolea ais mani epei, a pako epei, a teter gab: uaba nolea damareda omare le uabi obapit gab ge.
5Ed in qualunque casa sarete entrati, dite imprima: Pace sia a questa casa.
5Ese uaba barot nerute meta ge, uaba kekiam meta kemle abi detager, kega, Uerkab uabim.
6E se quivi è alcun figliuolo di pace, la vostra pace si poserà sopra esso; se no, ella ritornerà a voi.
6Ese le debele uabim, a uaba abim debele; ese nolea uabim debele, uaba ko takomeda.
7Ora, dimorate in quella stessa casa, mangiando, e bevendo di quello che vi sarà; perciocchè l'operaio è degno del suo premio; non passate di casa in casa.
7A uaba emeri abele meta, eroli a ereli abele gaire lu uiaba uabim uadaisuerare: abelelam abkoreb bodomalam le dorge ikeli. Uaba nolea bakeauare nerute meta a nerute meta.
8E in qualunque città sarete entrati, se vi ricevono, mangiate di ciò che vi sarà messo davanti.
8Ese uaba nerute uteb ge barot, a uiaba omare uabim, a ua eroare gaire leuer uiaba uabim derseri:
9E guarite gl'infermi, che saranno in essa, e dite loro: Il regno di Dio si è avvicinato a voi.
9Uaba nadgirare uader gim le, a ua daratagerare, kega, Ade ra baselaia maike uabi dog.
10Ma in qualunque città sarete entrati, se non vi ricevono, uscite nelle piazze di quella, e dite:
10Ese uaba nerute uteb ge barot, a uiaba nole uabi omare, debele ua bakeauare giz akos uteb, kega,
11Noi vi spazziamo eziandio la polvere che si è attaccata a noi dalla vostra città; ma pure sappiate questo, che il regno di Dio si è avvicinato a voi.
11Abele sep uaba uteb, ege sep batagerda keribi dog, a keriba ditkeda uabim: debele uaba umele abele lu, ege Ade ra baselaia maike uabi dog.
12Or io vi dico, che in quel giorno Sodoma sarà più tollerabilmente trattata che quella città.
12Kaka uabi detager, kega, Abele gerger kebi bodomalam Sodomaem abele uteb ge.
13Guai a te, Chorazin! guai a te, Betsaida! perciocchè, se in Tiro, ed in Sidon, fossero state fatte le potenti operazioni che sono state fatte in voi, già anticamente, giacendo in sacco, e cenere, si sarebbero pentite.
13Korasina ae; kaka au nasenase marim! Bethesaida ae; kaka au nasenas marim! abelelam ese ikeli Turo a Sidonaim atamelam emetu ikeli uabim, nako, emeretelam uiaba emetu obazgeda, emeri mokakalam zegerzeger uali pako tibitibi uali.
14Ma pure Tiro e Sidon, saranno più tollerabilmente trattate nel giudicio, che voi.
14Kebi bodomalam Turo a Sidona abele gerger ia uabi itimer.
15E tu, Capernaum, che sei stata innalzata infino al cielo, sarai abbassata fin nell'inferno.
15Marim Kaperenauma, uige mari uanageserare armem, a keubu ma ekesmeri muige abele Hedisge.
16Chi ascolta voi ascolta me, chi sprezza voi sprezza me, e chi sprezza me sprezza colui che mi ha mandato.
16Ese le asoli uabim, mokakalam kari asoli; ese nerute le uabi dituaki, mokakalam kari natuaki; ese nerute le kari natuaki, epe E natuaki abele le kari namarida.
17Or que' settanta tornarono con allegrezza, dicendo: Signore, anche i demoni ci son sottoposti nel nome tuo.
17Ui ge ko tabakomeret, abele sefenti gaire le, uiaba sererege, kega, Opole, ege demoni giz uiaba asoli keribi, mara nei ge.
18Ed egli disse loro: Io riguardava Satana cader del cielo, a guisa di folgore.
18Ege E uiabim daratagerare, kega, Kaka erdali Satana, E ekesmeri kotorlam, mokakalam perper ise.
19Ecco, io vi do la podestà di calcar serpenti, e scorpioni; vi do eziandio potere sopra ogni potenza del nemico; e nulla vi offenderà.
19Dasmer, kaka uabi ikuar abele sirdam ko tabo E sapiri pako bokani, pako saserim uridili le tekelar: nole nerute lu adud uabim.
20Ma pure non vi rallegrate di ciò che gli spiriti vi son sottoposti; anzi rallegratevi che i vostri nomi sono scritti ne' cieli.
20Uaba nole sererege abele lu, ege demoni giz uabi asoli; debele uaba sererege abele lu, iaueakai uaba nei emetu uadetar kotor ge.
21In quella stessa ora, Gesù giubilò in ispirito, e disse: Io ti rendo onore, e lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, che tu hai nascoste queste cose ai savi, ed intendenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli; sì certo, o Padre, perciocchè così ti è piaciuto.
21Peike abele haua ge, Iesu ra lag au sererege, Lamar Zogolam, kega, Kaka mari esoao, kara Aba, kotor Opole pako geseb ge, abelelam ma ispilu abele lu uader umele pako pardar, a natomertare abele lu kebi uerem ge: uao, kara Aba, abele mara lag peike.
22Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e niuno conosce chi è il Figliuolo, se non il Padre; nè chi è il Padre, se non il Figliuolo; e colui a cui il Figliuolo avrà voluto rivelar lo .
22Ege kara Aba gaire lu E kari naisuer: nole le ardar kak abele Uerem, epe abara Aba; nole le erdali abele Aba epe abara Uerem, pako nerute le abara Uerem E lagelage abi etomeret.
23E rivoltosi a' discepoli, disse loro in disparte: Beati gli occhi che veggono le cose che voi vedete;
23Ege E basker taba kaimegem, a kebi mer uiabim, Uerkab abele pone emetu erdali uader lu uaba erdada:
24perciocchè io vi dico, che molti profeti, e re, hanno desiderato di veder le cose che voi vedete, e non le hanno vedute, e di udir le cose che voi udite, e non le hanno udite.
24Abelelam kaka uabim detager, kega, Gaire perofeta pako opole giz, ui lagelage uaerdarare abele lu ua erdada, a uiaba nole ardar kak; a uiaba lagelage asoli abele lu uaba emetu asoli, a uiaba nole asor kak.
25ALLORA ecco, un certo dottor della legge si levò, tentandolo, e dicendo: Maestro, facendo che, erediterò la vita eterna?
25Dasmer, ege nerute le ekuei, ereuerem gelar giz, E abi mirem, kega, Ereuer le, nalu lu kaka ikeli ueakai kaka nagri eded niaiem niai karem?
26Ed egli gli disse: Nella legge che è egli scritto? come leggi?
26Ege E abi detager, kega, Nalu detali muige abele gelar? nalu mer ma etag?
27E colui, rispondendo, disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutta la forza tua, e con tutta la mente tua; e il tuo prossimo come te stesso.
27Ege E etkalu, kega, Ma omare Opole mara Ade, mara nerkep kemerkemer, mara mar kemerkemer, mara saserim kemerkemer, mara akiapor kemerkemer; ma omare le mai kes mari dog, mokakalam mari omare.
28Ed egli gli disse: Tu hai dirittamente risposto; fa' ciò, e viverai.
28Ege E abi detager, kega, Mara mer barkak: ma ikeli abkoreb mokakalam, ueakai ma eded nagri.
29Ed egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è mio prossimo?
29Epe E lagelage tababu barkakem, E Iesui detager, kega, Kaka umele, na le mai kes kari dog?
30E Gesù, replicando, disse: Un uomo scendeva di Gerusalemme in Gerico, e si abbattè in ladroni; i quali, spogliatolo, ed anche dategli di molte ferite, se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.
30Ege Iesu de detaut, kega, Nerute le tabakeamu Ierusalemlam Ieriko ge; ege uader lu gatkamer le giz abi erpeirare, abara ame uali digirare, a ipitare, a ui ga bakeuare, ege imereder maike eud.
31Or a caso un sacerdote scendeva per quella stessa via; e, veduto colui, passò oltre di rincontro.
31Ege nerute zogo le, E bakeamulu abele gab ge: E abi erdar, a abielam degab etaruklu.
32Simigliantemente ancora, un Levita, essendo venuto presso di quel luogo, e, veduto lo , passò oltre di rincontro.
32A mokakalam, nerute Leui le, E osmelu abele uteb gab ge, E bakeamulu E erdali, abielam degab etaruklu.
33Ma un Samaritano, facendo viaggio, venne presso di lui; e, vedutolo, n'ebbe pietà.
33A nerute Samaria le, E bakeamulu abele uteb gab ge: E erdar abele le emeri, E au omare abi,
34Ed accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra dell'olio, e del vino; poi lo mise sopra la sua propria cavalcatura, e lo menò nell'albergo, e si prese cura di lui.
34Ege E bakeamu, erep abara ziz, a lukup epaitered pako uaina; ege E agisilu ebur sor ge igimulu, E ais nerute meta, E abi asesered.
35E il giorno appresso, partendo, trasse fuori due denari, e li diede all'oste, e gli disse: Prenditi cura di costui; e tutto ciò che spenderai di più, io tel renderò quando io ritornerò.
35Nerute idim ge, E meme demareredlu, ege E ikuar neisi denari meta kemleim, a abi detager, kega, Ma abi asesered; ese nerute lu E lagelage, ma terapei abi ikuar, ka iako tarakomelu, mari bodomalam.
36Quale adunque di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che si abbattè ne' ladroni?
36Uiabielam neis netate le, nete le mai kes darali abim nerute le lu gatkamer le giz erepeidarda?
37Ed egli disse: Colui che usò misericordia inverso lui. Gesù adunque gli disse: Va', e fa' tu il simigliante.
37Ege abim detaut, kega, Le abi omare. Ege Iesu de abi detager, kega, Ma ko bakeam mokakalam ikeroa.
38ORA, mentre essi erano in cammino, avvenne ch'egli entrò in un castello; ed una certa donna, chiamata per nome Marta, lo ricevette in casa sua.
38Ui ge bakeuare, ege bakeamulu nerute uteb: nerute kosker, abara nei Maretha, E tegaredlu Iesu tabara meta.
39Or ella avea una sorella, chiamata Maria, la quale ancora, postasi a sedere a' piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.
39Tabara berbet, nei atker Maria, ege emereder maike Iesui teter ge, E lagelage uaeasor Iesu ra mer.
40Ma Marta era occupata intorno a molti servigi. Ed ella venne, e disse: Signore, non ti cale egli che la mia sorella mi ha lasciata sola a servire? dille adunque che mi aiuti.
40Ege Maretha de sagim deger taba boaiem; ege E ekueilu, a abi detager, kega, Opole, nalu, ma nole kari dikiapore, epe kari le lut nakuar peike tepteb derser gaire lu? ma ge abi detager, kari upinati.
41Ma Gesù, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu sei sollecita, e ti travagli intorno a molte cose.
41Ege Iesu de abi detager, kega, Maretha, Maretha, ma lu lag gesebge, no pama geseb lu dikiapoare:
42Or d'una sola cosa fa bisogno. Ma Maria ha scelta la buona parte, la qual non le sarà tolta.
42Nerute lu pe debele; ege Maria de dikiapore debe lu, nole nerute le abielam ais.
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