Evangelo Di S. Luca 18
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
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1OR propose loro ancora una parabola, per mostrare che convien del continuo orare, e non istancarsi,
1Ege E uiabi detaut nerute mer babisidarie, iaueakai ner kak esorerapare, a nolea obogai;
2dicendo: Vi era un giudice in una città, il quale non temeva Iddio, e non avea rispetto ad alcun uomo.
2E uiabi daratagerare, kega, Nerute autumer le emeri nerute uteb, E nole geum Adim, pako leem:
3Or in quella stessa città vi era una vedova, la qual venne a lui, dicendo: Fammi ragione del mio avversario.
3Abele uteb nagri kosker, emetu eumida abara kimiar; E ko bakeamulu abim gaire gerger, a abi detager, kega, Ma itimer, le nagri kara lu abi dog.
4Ed egli, per un tempo, non volle farlo; ma pur poi appresso disse fra sè medesimo: Quantunque io non tema Iddio, e non abbia rispetto ad alcun uomo,
4Uader gerger umer kak asoli: a keubu ga dikiapore muige taba nerkep ge, kega, Kaka nole geum Adim, pako leem;
5nondimeno, perciocchè questa vedova mi dà molestia, io le farò ragione; che talora non venga tante volte che alla fine mi stanchi.
5A nerute, abele kosker, emetu eumida abara kimiar, E ner kak kari namosili, kaka ko nautumerare abi lu gem, iaueakai nole kari aogat kak.
6E il Signore disse: Ascoltate ciò che dice il giudice iniquo.
6Ege Opole lut uiabi daratagerare, Ua aserare autumer le la mer.
7E Iddio non vendicherà egli i suoi eletti, i quali giorno e notte gridano a lui; benchè sia lento ad adirarsi per loro?
7Ege Ade uapum abelelam gaire abara le, uiaba ner kak ereretikri gerger ge a ki ge, nako uiaba itimer uiaba lu?
8Certo, io vi dico, che tosto li vendicherà. Ma, quando il Figliuol dell'uomo verrà, troverà egli pur la fede in terra?
8Kaka uabi detagereda, E dudum nautumerare uiaba lu. Ese Le la Uerem uatabaruk, nako E nagri le abim oituli geseb ge?
9DISSE ancora questa parabola a certi, che si confidavano in loro stessi d'esser giusti, e sprezzavano gli altri.
9E ge daratagerare abele mer babisidarie uiabim uader le, uiaba dikiapor oituli, a uader dituaki:
10Due uomini salirono al tempio, per orare; l'uno era Fariseo, e l'altro pubblicano.
10Neisi le bakeamulei zogo meta ge esorerapare; nerute Faresaio, a nerute telona.
11Il Fariseo, stando in piè, orava in disparte, in questa maniera: O Dio, io ti ringrazio che io non son come gli altri uomini: rapaci, ingiusti, adulteri; nè anche come quel pubblicano.
11Faresaio no tepteb ekue, E gebgeb esorerapare abele mer, Ade, kaka marim esoao, kaka nole mokakalam uader lu gatkamer le, adud tonar, a eruam, a nole mokakalam abele telona.
12Io digiuno due volte la settimana, io pago la decima di tutto ciò che posseggo.
12Gaire sabath ge, neis gaber kaka leuer baili; kaka mari naisuere ten lu kaka erdali.
13Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure d'alzar gli occhi al cielo; anzi si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato inverso me peccatore.
13Abele telona ekuei muriz ge, umer kak kotorem egreemalu, epe marmot ge bamu, a detager, kega, Kara Ade, ma omare kaka uit le.
14Io vi dico, che costui ritornò in casa sua giustificato, più tosto che quell'altro; perciocchè chiunque s'innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato.
14Kaka uabi detager, kega, Abele le bakeamu taba metaem, E debele, nole mokakalam nerute: abelelam E lagelag aule, le kebile; abele le E lagelag kebile, E aule.
15OR gli furono presentati ancora dei piccoli fanciulli, acciocchè li toccasse; e i discepoli, veduto ciò , sgridavano coloro che li presentavano .
15Ege uiaba tais sursur sursur uerem, iaueakai E uiabi uaituti: ege kaimeg giz erdarare, ege uiaba daisumdarare.
16Ma Gesù, chiamati a sè i fanciulli, disse: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, e non li divietate; perciocchè di tali è il regno di Dio.
16Iesu de nardarare, a uiabi darabgerare, kega, Karim sursur sursur uerem taraisare, ua nolea daraisumdarare: abelelam mokakalam uader emeri Ade ra baselaia.
17Io vi dico in verità, che chi non avrà ricevuto il regno di Dio come piccol fanciullo, non entrerà in esso.
17Ageakar, kaka uabi detagereda, Ese nerute le nolea erpei Ade ra baselaia, E mokakalam kebile, umer kak ko bardare.
18ED un certo de' principali lo domandò, dicendo: Maestro buono, facendo che, erederò la vita eterna?
18Ege nerute kole lut abi itimer, kega, Ereuer debele, nalu lu kaka ikeli, iaueakai kaka nagri eded aseamur kak?
19E Gesù gli disse: Perchè mi chiami buono? niuno è buono, se non un solo, cioè Iddio.
19A Iesu de abi detager, kega, Nalu ma detager kaka debele? nolea le debele, netate Ade tepteb.
20Tu sai i comandamenti: Non commettere adulterio. Non uccidere. Non furare. Non dir falsa testimonianza. Onora tuo padre e tua madre.
20Ege ma umele Ade ra gelar, Ma nolea adud tonar, Ma nolea ipit eumilu nerute le, Ma nolea eruam, Ma nolea bes mer, Mamoro asoli mabi abera a apuera.
21E colui disse: Tutte queste cose ho osservate fin dalla mia giovanezza.
21Ege E abi detager, kega, Kaka irmili gaire lu uridili kebi ueremlam.
22E Gesù, udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora: vendi tutto ciò che tu hai, e distribuisci lo a' poveri, ed avrai un tesoro nel cielo; poi vieni, e seguitami.
22Ege Iesu de asoli abara mer, ege abi detager, kega, Netate lu ma nolea erdali: ma terapei mara lu uridili, ma naisuerare uader le nole lu kak, iaueakai ma nagri debe lu kotor ge: a ma tabakeam, kari narmili.
23Ma egli, udite queste cose, ne fu grandemente attristato, perciocchè era molto ricco.
23Ege E asoli abele mer, abara nerkep au asiasi; abelelam E lu giz ra apu.
24E Gesù, veduto ch'egli si era attristato, disse: O quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio!
24Epe Iesu abi dasmer, E detager, kega, Au beber lu giz ra apu barota Ade ra baselaia!
25Perciocchè, egli è più agevole che un cammello entri per la cruna d'un ago, che non che un ricco entri nel regno di Dio.
25Kamela norgor ko badare atketlu muige, a le lu giz ra apu etkoprida Ade ra baselaia badare.
26E coloro che l'udirono dissero: Chi adunque può esser salvato?
26Uader le giz aserare abele mer, a uiaba detagerare, kega, Ese mokakalam, nete le umele eded?
27Ed egli disse: Le cose impossibili agli uomini son possibili a Dio.
27Ege E uiabi daratagerare, kega, Abele lu le umer kak ikeli, epe Ade umele ikeli.
28E Pietro disse: Ecco, noi abbiam lasciato ogni cosa, e ti abbiam seguitato.
28Epe Peteru abi detager, kega, Dasmer, keriba dikaer gaire lu uridili, a keriba mari irmili.
29Ed egli disse loro: Io vi dico in verità, che non vi è alcuno, che abbia lasciato casa, o padre e madre, o fratelli, o moglie, o figliuoli, per lo regno di Dio;
29Ege E uiabi daratagerare, kega, Ageakar, kaka uabi detager, kega, Ese nerute le dikaer tabara meta, pako aba a apu, pako tabara le, pako tabara kosker, a omasker, Ade ra baselaialam,
30il qual non ne riceva molti cotanti in questo tempo, e nel secolo a venire la vita eterna.
30Epe E nagri gaire dordor lu peirdi, pako kerker ge niaiem, eded aseamur kak.
31POI, presi seco i dodici, disse loro: Ecco, noi saliamo in Gerusalemme, e tutte le cose scritte da' profeti intorno al Figliuol dell'uomo saranno adempiute.
31E ge naisare tuelf le, E uiabi daratagerare, Dasmer, mi nabakeuare Ierusalemaem, iaueakai ageakarem gaire lu uridili perofeta giz detarare abele mer abim Le la Uerem.
32Perciocchè egli sarà dato in man de' Gentili, e sarà schernito, ed oltraggiato; e gli sarà sputato nel volto.
32Abelelam, E nakuarare uiabim gaire nogle, ui ge abi negdegarare, a abi dedkoli, a uiaba mosu ituare:
33Ed essi, dopo averlo flagellato, l'uccideranno; ma egli risusciterà al terzo giorno.
33A uiaba abi damarik, a abi ipit eumilu: a thri gerger E ko eded akaida.
34Ed essi non compresero nulla di queste cose; anzi questo ragionamento era loro occulto, e non intendevano le cose ch'eran loro dette.
34A uiaba umer kak asoli gaire lu; ege ispilu abele mer uiabim, uiaba umer kak abele mer, E uiabi daratagerare.
35ORA, come egli s'avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso della via, mendicando.
35Ege E maike Ieriko ge, a nerute sadamer le emeri gab ge E lu damosi:
36E udita la moltitudine che passava, domandò che cosa ciò fosse.
36Ege E asor gaire le lakub bakeuare, E uiabi nautumerare, kega, Nalu abele lu?
37E gli fu fatto assapere che Gesù il Nazareo passava.
37Ui ge abi detagerare, kega, Iesu, Nazareta le, E bakeamu.
38Ed egli gridò, dicendo: Gesù, Figliuol di Davide, abbi pietà di me.
38Ege E ereretikri, kega, Iesu, Dauida ra Uerem, ma kari omare.
39E coloro che andavano avanti lo sgridavano, acciocchè tacesse; ma egli vie più gridava: Figliuol di Davide, abbi pietà di me.
39Ui ge, uader kekiam, a abi daisumdarare, Ma baimi: epe E au kase ereretikri, Dauida ra Uerem, ma kari omare.
40E Gesù, fermatosi, comandò che gli fosse menato. E come fu presso di lui, lo domandò, dicendo:
40Ege Iesu ekuei, a uiabi daratagerare, kega, Karim tegardare; ege abi maiem, a abi itimer, kega,
41Che vuoi che io ti faccia? Ed egli disse: Signore, che io ricoveri la vista.
41Nalu lu ma laglag, kaka marim akere? E abim detaut, kega, Opole, kara pone bakaerti.
42E Gesù gli disse: Ricovera la vista; la tua fede ti ha salvato.
42Ege Iesu de abi detager, kega, Mara pone obakaelei: mabi oatulam ma nagri eded.
43Ed egli in quello stante ricoverò la vista, e lo seguitava, glorificando Iddio. E tutto il popolo, veduto ciò , diede lode a Dio.
43Ege abara pone bakaelei, E abi irmili, E Ade deseper: ege abele le uridili ui nardarare, epe uiaba Ade desepereda.
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