Evangelo Di S. Luca 19
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1E GESÙ , essendo entrato in Gerico, passava per la città.
1E Ieriko ge osemelu, a bakeamulu.
2Ed ecco un uomo, detto per nome Zaccheo, il quale era il capo de' pubblicani, ed era ricco;
2Dasmer nerute le, abara nei Sakaio; E au telona le, a lu giz.
3e cercava di veder Gesù, per saper chi egli era; ma non poteva per la moltitudine, perciocchè egli era piccolo di statura.
3E laglag dasmer, Iesu nako; a umer kak abelelam gaire le lakub, a nerute, E teupei.
4E corse innanzi, e salì sopra un sicomoro, per vederlo; perciocchè egli avea da passare per quella via .
4Ege E au koreder gaire le la opem, E ogi nerute lu ge, nei sukamoru, E laglag abi dasmer: abelelam E abi gab dirier.
5E come Gesù fu giunto a quel luogo, alzò gli occhi, e lo vide, e gli disse: Zaccheo, scendi giù prestamente, perciocchè oggi ho ad albergare in casa tua.
5Ege Iesu tabakeamulu abele uteb ge, a egreemalu, a abi erdar, E abi detager, kega, Sakaio, ma tarabu; abkoreb kaka emeri mara meta abele gerger.
6Ed egli scese prestamente, e lo ricevette con allegrezza.
6Ege E tabu, abi detager, E au sererege.
7E tutti, veduto ciò , mormoravano, dicendo: Egli è andato ad albergare in casa d'un uomo peccatore.
7Ege gaire le giz abi erdarare, a uiaba mudmer, kega, E bakeamu uit le la meta.
8E Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Signore, io dono la metà di tutti i miei beni a' poveri; e se ho frodato alcuno, io gliene fo la restituzione a quattro doppi.
8A Sakaio ekuei, a abi detager, kega, Opole, dasmer, kaka arage karbara lu uader nole lu kak; ese nerute le au ueku karim kaka uapum, a kaka bodomalam neis a neis gaber.
9E Gesù gli disse: Oggi è avvenuta salute a questa casa; poichè anche costui è figliuol d'Abrahamo.
9Ege Iesu de abi detager, kega, Azimoaret tabarki abele boai abele gerger ge, abelelam E dali Aberahama ra uerem.
10Perciocchè il Figliuol dell'uomo è venuto per cercare, e per salvare ciò ch'era perito.
10Abelelam Ade ra Uerem tabarki deraimerare le badimirida, ueakai uerkabu.
11OR ascoltando essi queste cose, Gesù soggiunse, e disse una parabola; perciocchè egli era vicino a Gerusalemme, ed essi stimavano che il regno di Dio apparirebbe subito in quello stante. Disse adunque:
11Ui ge dimiruartare abele lu, ege E uiabim ko detager nerute mer babisdarie, iaueakai maike Ierusalema, abelelam ui dikiaporare Ade ra baselaia pe detomereta.
12Un uomo nobile andò in paese lontano, per prender la possession d 'un regno, e poi tornare.
12Abelelam E uiabi detager, kega, Nerute kele bakeamu nerute muriz gedim, ueakai nagri lu, a E lagelag opole, a iako takomeda.
13E chiamati a sè dieci suoi servitori, diede loro dieci mine, e disse loro: Trafficate, finchè io venga.
13Ege E darabgerare ten abara memeg le, E uiabi naisuerare ten paun, E uiabi daratagerare, Ua erapare a iako uatabakomeret.
14Or i suoi cittadini l'odiavano, e gli mandarono dietro un'ambasciata, dicendo: Noi non vogliamo che costui regni sopra di noi.
14Ege abara ged au ueku abim, abelelam uiaba emarkare, a detagerare, kega, Keriba nole lagelag abele le keriba opole.
15Ed avvenne che quando egli fu ritornato, dopo aver presa la possessione del regno, comandò che gli fosser chiamati que' servitori, a' quali avea dati i denari, acciocchè sapesse quanto ciascuno avea guadagnato trafficando.
15E ge ko akomelu abelelam E nagri lu, ueakai E opole, ege E uiabi darabgerare, tabara memeg le, nagri abara mani uiabi dog, iaueakai E umele nako abara mani dordor lu terapei.
16E il primo si presentò, dicendo: Signore, la tua mina ne ha guadagnate altre dieci.
16A nerute le tabakeamulu, a abi detager, kega, Kole, mara paun, kaka nagri ten paun ko.
17Ed egli gli disse: Bene sta, buon servitore; perciocchè tu sei stato leale in cosa minima, abbi podestà sopra dieci città.
17E abi detager, kega, Au debele, debe memeg le: abelelam ma ageakar kebi lu, ma sirdam ten uteb.
18Poi venne il secondo, dicendo: Signore, la tua mina ne ha guadagnate cinque.
18Nerute le tabakeamu, a abi detager, kega, Kole, mara paun, kaka nagri faif paun ko.
19Ed egli disse ancora a costui: E tu sii sopra cinque città.
19E abi detager, kega, Ma sirdam faif uteb.
20Poi ne venne un altro, che disse: Signore, ecco la tua mina, la quale io ho tenuta riposta in uno sciugatoio.
20Nerute le tabakeamu, a abi detager, kega, Kole, dasmer, mara paun, kaka ikedi ages:
21Perciocchè io ho avuto tema di te, perchè tu sei uomo aspro, e togli ciò che non hai messo, e mieti ciò che non hai seminato.
21Abelelam kaka mari geum, kaka umele mara tonar: ma ais abele lu ma nolea ikedi lokod ge, ma igiri abele saito ma nolea ariti kak.
22E il suo signore gli disse: Io ti giudicherò per la tua propria bocca, malvagio servitore; tu sapevi che io sono uomo aspro, che tolgo ciò che non ho messo, e mieto ciò che non ho seminato;
22Ege E abi detager, kega, abele memeg le adud tonar, Mara mer abelelam kaka mari bodomalam. Ma umele kara tonar, kaka ais abele lu kaka nolea ikedi lokod ge, a igiri abele saito nolea kara aritilam;
23perchè dunque non desti i miei denari a' banchieri, ed io, al mio ritorno, li avrei riscossi con frutto?
23Nalugelam ma nolea ais kara mani abele meta mani terapei, iaueakai kaka iako tarakomelu nagri lu abkoreb?
24Allora egli disse a coloro ch'erano ivi presenti: Toglietegli la mina, e datela a colui che ha le dieci mine.
24E uiabi daratagerare, uader obako, Uaba itkamer abele paun, ikuar nerute le ten paun.
25(Ed essi gli dissero: Signore, egli ha dieci mine).
25Ui ge abi detagerare, kega, Kole, nagri ten paun.
26Perciocchè io vi dico, che a chiunque ha sarà dato; ma, a chi non ha, eziandio quel ch'egli ha gli sarà tolto.
26Abelelam kaka uabi detagereda, Ese le nagri lu, E ais; ese nerute le nolea lu kak, E itkamer abara lu.
27Oltre a ciò, menate qua que' miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi sopra loro, e scannateli in mia presenza.
27Nerute, uader kari derar, uiaba nolea kari lakak ko uiaba opole, uaba kari eguatumur peike abele uteb ge, uaba ipit kara opem.
28ORA, avendo dette queste cose, egli andava innanzi, salendo in Gerusalemme.
28Ege mer eseemulu, E kekiam bakeamulu Ierusalema ge.
29E come egli fu vicin di Betfage, e di Betania, presso al monte detto degli Ulivi, mandò due de' suoi discepoli, dicendo:
29Ege maike Bethefage a Bethania, abele paser ge, nei Oliua, epe E namarid neis abara kaimeg giz,
30Andate nel castello, che è qui di rincontro; nel quale essendo entrati, troverete un puledro d'asino legato, sopra il quale niun uomo giammai montò; scioglietelo, e menatemelo.
30E uiabi daratager, kega, Ua bakeamulam abele uteb uabi opem, ese ua osemedariei abele uteb ge, uaba erdali kebi asina didbaredi, nolea le abi sor agimur kak: uaba abi detue, karim tegared.
31E se alcun vi domanda perchè voi lo sciogliete, ditegli così: Perciocchè il Signore ne ha bisogno.
31Ese nerute le uabi itimer, Nalugelam uaba abi detue? A ua abi detageram, kega, Opole abi lagelag.
32E coloro ch'erano mandati andarono, e trovarono come egli avea lor detto.
32Ui ge bakeamulei, a ui erdali, mokakalam abara mer uiabi daratager,
33E come essi scioglievano il puledro, i padroni d'esso dissero loro: Perchè sciogliete voi quel puledro?
33Ui ge detuei abele kebi asina, a uader le giz uiabi nautumerare, kega, Nalugem uaba detuei abele kebi asina?
34Ed essi dissero: Il Signore ne ha bisogno.
34A uiaba detaut, kega, Opole abi lagelag.
35E lo menarono a Gesù; e gettaron le lor vesti sopra il puledro, e vi fecero montar Gesù sopra.
35Ege ui abi egaredelei Iesuim: ui ge uiaba ame uali abi sor ge dikmerikare abele kebi asina ge, ui ge Iesui agiserare abi sorge igimerare.
36E mentre egli camminava, stendevan le lor veste nella via.
36E bakeamulu, a uiaba ame uali gab ge esagerare.
37E come egli già era presso della scesa del monte degli Ulivi, tutta la moltitudine de' discepoli con allegrezza prese a lodare Iddio con gran voce, per tutte le potenti operazioni che avean vedute;
37Ege maike abele gorgor paser ge, nei Oliua, ui ge, abara kaimeg giz uridili, ditimedarare sererege, uiaba au ereretikri Ade despelare, abelelam atamelam uridili uiaba erdali;
38dicendo: Benedetto sia il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo, e gloria ne' luoghi altissimi!
38Ege uiaba detautare, kega, Uerkab pe abele Opole, tabarki Iehoua ra nei ge: uerkab kotor ge, a deseper abele lu tumege.
39Ed alcuni de' Farisei d'infra la moltitudine gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli!
39Ege uader Faresaio giz, pako lekub ge, uiaba abim detager, kega, Ereuer le, ma bardaratkare mabara kaimeg giz.
40Ed egli, rispondendo, disse loro: Io vi dico che se costoro si tacciono, le pietre grideranno.
40E uiabi daratagerare, kega, Kaka uabi detager, ese uiaba nole mer kak, a baker peike umele detaut.
41E come egli fu presso della città, veggendola, pianse sopra lei, dicendo:
41Maike, E erdali abele uteb, E ezoli,
42Oh! se tu ancora, almeno in questo giorno, avessi riconosciute le cose appartenenti alla tua pace! ma ora, esse son nascoste agli occhi tuoi.
42E abi detager, kega, Ese ma umele abele gerger, abele lu ueakai marim debele! a nerute, ma nole erdali.
43Perciocchè ti sopraggiungeranno giorni, ne' quali i tuoi nemici ti faranno degli argini attorno, e ti circonderanno, e ti assedieranno d'ogn'intorno.
43Abelelam keubu gerger uatabaruk, gaire uaba taip uanartare a uanatumdare, uader au ueku uabim, uiaba deraueli marim, gaire uteb uridili,
44Ed atterreranno te, e i tuoi figliuoli dentro di te; e non lasceranno in te pietra sopra pietra; perciocchè tu non hai riconosciuto il tempo della tua visitazione.
44A uiaba mari ikeli no sep ise, pako mara omasker muige mari dog; nole nerute baker ko igi tumem nerute baker muige mari dog; abelelam ma nole umer kak na uar ge uatabaruk mari uanardar.
45POI, entrato nel tempio, prese a cacciare coloro che vendevano, e che comperavano in esso;
45E balu muige zogo meta, ge, E namuare adem uader le uiaba lu terapeirare,
46dicendo loro: Egli è scritto: La casa mia è casa di orazione; ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.
46E uiabi daratagerare, kega, Emetu detali, Kara meta, esorerapare meta: a uaba ikeli mokakalam baker kur ge eruam le giz.
47Ed ogni giorno egli insegnava nel tempio. Ed i principali sacerdoti, e gli Scribi, e i capi del popolo cercavano di farlo morire.
47Ege E ereuerem muige zogo meta gaire gerger. A zogozogo le giz, pako aotale giz, pako tarim le, abele ged ge, ege uiaba lagelag abi ipit:
48E non trovavano che cosa potesser fare, perciocchè tutto il popolo pendeva dalla sua bocca , ascoltandolo.
48A nerute, uiaba umer kak ikeli; abelelam abele ged ge uridili au lagelag abi asoli.
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