Evangelo Di S. Luca 7
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1ORA, dopo ch'egli ebbe finiti tutti questi suoi ragionamenti, udente il popolo, entrò in Capernaum.
1Ege abara mer uridili eseamulu, abele ged uiaba asorare, epe E iako bakeamulu Kaperenauma ge.
2E il servitore di un certo centurione, il quale gli era molto caro, era malato, e stava per morire.
2Ege abele le, asesered netat handed, abara memeg le E nagri gim maike eumid, E abim au omare.
3Or il centurione , avendo udito parlar di Gesù, gli mandò degli anziani de' Giudei, pregandolo che venisse, e salvasse il suo servitore.
3Ege E asoli Iesu pedali, E namarid aule giz Iudaia Iesuim damosi E bakeam abara meta ge, E lagelage idigiri gim le, abara memeg le.
4Ed essi, venuti a Gesù, lo pregarono instantemente, dicendo: Egli è degno che tu gli conceda questo;
4Ege uiaba tabakeauare Iesuim, epe uiaba au elele damosi, kega, Abkoreb, abele le, ma ko ikeli abara lag;
5perciocchè egli ama la nostra nazione, ed egli è quel che ci ha edificata la sinagoga.
5Abelelam E au omare meriba ged, ege E ikeli keriba sunago.
6E Gesù andava con loro. E come egli già era non molto lungi dalla casa, il centurione gli mandò degli amici, per dirgli: Signore, non faticarti, perciocchè io non son degno che tu entri sotto al mio tetto.
6Epe Iesu bakeamulu gaire le abi kemem. Ege E maike meta ge, epe le, asesered netat handed le, E namarid abara boai Iesuim, kega, Opole, nolea abkoreb ma barot muige kara meta ge.
7Perciò ancora, non mi son reputato degno di venire a te ma comanda solo con una parola, e il mio servitore sarà guarito.
7Abele lu kaka dikiapore nolea abkoreb kak bakeam marim; debele no mara mer, ueakai kara memeg le adem idigiri abara gim.
8Perciocchè io sono uomo sottoposto alla podestà altrui , ed ho sotto di me de' soldati; e pure, se dico all'uno: Va', egli va; se all'altro: Vieni, egli viene; e se dico al mio servitore: Fa' questo, egli lo fa.
8Abelelam kaka nerute le E sirdam karim, kaka sirdam uader ares le: ese kaka abi detager nerute le, Ma bakeam, E bakeam; pako nerute le, Tabakeam, E tabakeam; pako kara memeg le, Ma ikeli abele lu, E ikeli.
9E Gesù, udite queste cose, si maravigliò di lui, e rivoltosi, disse alla moltitudine che lo seguitava: Io vi dico, che non pure in Israele ho trovata una cotanta fede.
9Ege Iesu asoli abele lu, E abi damared; E egreemalu, E uiabim detager, gaire le lakub uiaba abi irmili, Kaka uabim detager, Kaka nole umer kak nerute Isaraela le nagri au oituli mokakalam.
10E quando coloro ch'erano stati mandati furon tornati a casa, trovarono il servitore ch'era stato infermo esser sano.
10Ege uader namarid, a uiaba akomed meta ge, uiaba erdali abele memeg le, E gimgim, abara gim emetu akaida.
11ED avvenne nel giorno seguente, che egli andava in una città, detta Nain; e i suoi discepoli, in gran numero, e una gran moltitudine andavano con lui.
11Kebi gerger, E bakeamulu nerute uteb ge, nei atker Naina; ege uader abara kaimeg giz E uiabi kemem, pako gaire le lakub.
12E come egli fu presso della porta della città, ecco, si portava a seppellire un morto, figliuolo unico di sua madre, la quale ancora era vedova, e gran moltitudine della città era con lei.
12Ege E maike te abele uteb ge, dasmer, uiaba bakuare nerute le emetu eumid, abara apu E netat abara uerem, abara kimiar emetu eumid: abele ged gaire le emeri abi dog.
13E il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei, e le disse: Non piangere.
13Ege Opole abim erdali, E au omare a au nasenase abim, ege abi detager, Ma nolea ezoli.
14Ed accostatosi, toccò la bara (or i portatori si fermarono), e disse: Giovanetto, io tel dico, levati.
14Ege E bakeam maike, E itut abele bao; epe, uiaba bakuare le eumid, uiaba ekue. E abi detager, Makeriam, kaka marim detager, Ma ekue.
15E il morto si levò a sedere, e cominciò a parlare. E Gesù lo diede a sua madre.
15Epe, abele le eumid, E emeri, E mer etkalu. Epe E ikuar abara apu.
16E spavento li occupò tutti, e glorificavano Iddio, dicendo: Un gran profeta è sorto fra noi; Iddio ha visitato il suo popolo.
16Ege uiaba uridili au geum: ege uiaba Adim naospered, kega, Ege E ekue meribim abele perofeta, E au kale; Ade E dasmer abara ged.
17E questo ragionamento intorno a lui si sparse per tutta la Giudea, e per tutto il paese circonvicino.
17Ege abele mer abielam deraueli Iudaia uridili, pako nerute apek.
18OR i discepoli di Giovanni gli rapportarono tutte queste cose.
18Ege Ioane ra kaimeg giz gaire lu uridili uiabi abi etomertare.
19Ed egli, chiamati a sè due de' suoi discepoli, li mandò a Gesù, a dir gli: Sei tu colui che ha da venire, o pur ne aspetteremo noi un altro?
19Epe Ioane dabgiri abara kaimeg giz neis le, ege uiabi namariklu Opoleim, kega, Nako mama le tabakeamu, nako keriba naokaili nerute le?
20Quegli uomini adunque, essendo venuti a Gesù, gli dissero: Giovanni Battista ci ha mandati a te, a dir ti: Sei tu colui che ha da venire, o pur ne aspetteremo noi un altro?
20Ege ui bakeamulei Iesuim, kega, Ioane Bapataiso keribim namarid marim, E detager, kega, Nako mama le tabakeam, nako keriba naokaili nerute le?
21(Or in quella stessa ora egli ne guarì molti d'infermità, e di flagelli, e di spiriti maligni; ed a molti ciechi donò il vedere)
21Abele gerger gaire gim le E idigiri, pako asiasi gim, pako demoni giz; pako ikuar ueakai gaire le pone sadmer uiaba bakaerti.
22E Gesù, rispondendo, disse loro: Andate, e rapportate a Giovanni le cose che avete vedute ed udite: che i ciechi ricoverano la vista, che gli zoppi camminano, che i lebbrosi son nettati, che i sordi odono, che i morti sono risuscitati, che l'evangelo è annunziato a' poveri.
22Epe Iesu uiabim detaut, kega, Ua bakeamulam, uaba etomeret Ioaneim gaire lu uaba emetu erdali, pako lu uaba emetu asoli; sadmer bakaerti, pako ibibi le emetu ekasereder, pako lepera emetu ogdirup, a grip eudgamad emetu diski asoli, uader eumid uiaba ko ekuei, a debe mer marau uiabim uader le nolea lu kak.
23E beato è chi non sarà stato scandalezzato in me.
23E uerkab le, nolea mudi mer karim.
24E quando i messi di Giovanni se ne furono andati, egli prese a dire alle turbe, intorno a Giovanni: Che andaste voi a veder nel deserto? una canna dimenata dal vento?
24Ege Ioane ra kaimeg giz ui bakeamulei, epe E marau gaire le lakub Ioaneim, Nalu lu uaba bakeauare sumez ge erdalare? nako abele mebud uag demali?
25Ma pure che andaste voi a vedere? un uomo vestito di vestimenti morbidi? ecco, coloro che usano vestimenti magnifici, e vivono in delizie, stanno ne' palazzi dei re.
25Nalu lu uaba bakeauare erdalare? nako le am uali gebgeb? Dasmer, uader am debe uali, pako debe leuer eroare, uiaba mamoro emeri opole ra meta ge.
26Ma pure, che andaste voi a vedere? un profeta? certo, io vi dico, uno eziandio più che profeta.
26Nalu lu uaba bakeauare erdalare? nako perofeta? Ageakar, kaka uabi detager, E aule perofeta giz.
27Egli è quello del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messo davanti alla tua faccia, il quale preparerà il tuo cammino dinanzi a te.
27Abelelam, E pedali, abele mer detali abim, Dasmer, kaka emarid kara merkem le mara opem, E paret mara gab mara opem.
28Perciocchè io vi dico che fra coloro che son nati di donna, non vi è profeta alcuno maggior di Giovanni Battista; ma il minimo nel regno di Dio è maggior di lui.
28Kaka uabim detager, Nolea perofeta osmelu koskerlam aule mokakalam Ioane Bapataiso: epe le kebile Ade ra baselaia ge, E aule abim.
29E tutto il popolo, e i pubblicani ch'erano stati battezzati del battesimo di Giovanni, udite queste cose , giustificarono Iddio.
29Abele ged uiaba Adim naospered abele mer uiaba emetu asoli, pako telona giz, abelelam Ioane E uiabim bapataiso, abara bapataiso.
30Ma i Farisei, e i dottori della legge, che non erano stati battezzati da lui, rigettarono a lor danno il consiglio di Dio.
30Epe Faresaio giz, pako ereuer gelar giz, uiaba adem Ade ra sirdam, abelelam uiaba nolea lagelag abara bapataiso.
31E il Signore disse: A chi dunque assomiglierò gli uomini di questa generazione? ed a chi sono essi simili?
31Ege Opole detager, Abele nosik, nako lu mokakalam kaka uiabim natomeret? nako lu uiaba koreb?
32Son simili a' fanciulli che seggono in su la piazza, e gridano gli uni agli altri, e dicono: Noi vi abbiamo sonato, e voi non avete ballato; vi abbiamo cantate canzoni lamentevoli, e voi non avete pianto.
32Mokakalam kebile giz uiaba emeri zegur uteb ge, uiaba dabgiri, kega, Ege keriba sirumer uabim, a uaba nolea sererege baberkeri; ege keriba au ezoli uabim, a uaba nolea ezoli keribim.
33Perciocchè Giovanni Battista è venuto, non mangiando pane, nè bevendo vino, e voi avete detto: Egli ha il demonio.
33Abelelam Ioane Bapataiso tabarki, nolea areto eroli, a nolea uaina ereli; a uaba detager, kega, E nagri demoni abi dog.
34Il Figliuol dell'uomo è venuto, mangiando, e bevendo, e voi dite: Ecco un uomo mangiatore, e bevitor di vino, amico di pubblicani, e di peccatori.
34Ege Ade ra Uerem tabarki, E eroli, a ereli; a uaba detager, kega, Dasmer, abele le E au lagelag leuer eroli, a pako uaina ereli, telona giz la le pako uit le!
35Ma la Sapienza è stata giustificata da tutti i suoi figliuoli.
35Abele le pardale, E gaire abara uerem, E debe mer abim.
36OR uno de' Farisei lo pregò a mangiare in casa sua; ed egli, entrato in casa del Fariseo, si mise a tavola.
36Ege nerute le, Faresaio giz, E abi detager, Meriba eroare okakis. Ege E bakeamulu Faresaio ra meta, epe E eidi, a eroli.
37Ed ecco, vi era in quella città una donna ch'era stata peccatrice, la quale, avendo saputo ch'egli era a tavola in casa del Fariseo, portò un alberello d'olio odorifero.
37Dasmer, nerute kosker abele uteb, abele kosker E uit le; ege emetu erdali E eidi eroli Faresaio ra meta, epe E tais nerute tarpor, debe laglag mitkar,
38E stando a' piedi di esso, di dietro, piangendo, prese a rigargli di lagrime i piedi, e li asciugava co' capelli del suo capo; e gli baciava i piedi, e li ungeva con l'olio.
38E ekue isorge Iesu ra teter, E ezoli, ege abara ebeb babused Iesu ra teter, E idigiri abara mus, E eskos abara teter, pako desao abara gem abele lukup, debe laglag.
39E il Fariseo che l'avea convitato, avendo veduto ciò , disse fra sè medesimo: Costui, se fosse profeta, conoscerebbe pur chi, e quale sia questa donna che lo tocca; perciocchè ella è una peccatrice.
39Ege Faresaio le umele Iesu E mer abim, epe E dikiapore muige abara nerkep, Ese abele le E perofeta, nako E umele abele kosker, pako abara tonar, ege E abi itut: abelelam abele kosker E uit le.
40E Gesù gli fece motto, e disse: Simone, io ho qualche cosa a dirti. Ed egli disse: Maestro, di' pure.
40Epe Iesu abi detager, kega, Simona, kara mer marim, ege E abi detager, Ereuer le, ma detager.
41E Gesù gli disse: Un creditore avea due debitori; l'uno gli dovea cinquecento denari, e l'altro cinquanta.
41Neisi le uiaba damosi nerute le ra mani: nerute le abi damosi denari faif handed, a nerute le fifte.
42E non avendo essi di che pagare, egli rimise il debito ad amendue. Di' adunque, qual di loro l'amerà più?
42Ege uiaba nolea mani nakuar abkoreb abara mani, epe E uiabi omare, E idigiri uiabim nolea ko dikiapore bodomalam abara mani. Debele ma kari detager, Nete aule abara omare abim?
43E Simone, rispondendo, disse: Io stimo colui a cui egli ha più rimesso. E Gesù gli disse: Tu hai dirittamente giudicato.
43Ege Simona mer etkalu, kega, Kaka dikiapore, abele le gaire abara mani E abi idigiri. Ege E abim detager, Mara mer barkak.
44E rivoltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna; io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell'acqua a' piedi; ma ella mi ha rigati di lagrime i piedi, e li ha asciugati coi capelli del suo capo.
44Epe Iesu egreemalu abele kosker, ege abi detager Simona, Nako, ma umele abele kosker? Kaka balu muige mara meta, ma nolea tais ni kara teter ge: epe abele kosker abara ebeb E babused kara teter ge, E idigiri abara mus.
45Tu non mi hai dato neppure un bacio; ma costei, da che è entrata, non è mai restata di baciarmi i piedi.
45Ma nolea karim eskos: epe E dali, nolea ner kak karim eskos, abele ge ditimedlu abele meta ge balu.
46Tu non mi hai unto il capo d'olio; ma ella mi ha unti i piedi d'olio odorifero.
46Ma nolea desao kara kerem abele lukup de: epe E dali, E desao kara teter abele lukup, debe laglag.
47Per tanto, io ti dico, che i suoi peccati, che sono in gran numero, le son rimessi, perchè ella ha molto amato; ma a chi poco è rimesso poco ama.
47Abelelam, kaka detager marim, Ege gaire abara uit uridili emetu idigiri; abelelam E au omare: epe le kebile abara lu emetu idigiri, abara omare kebile.
48Poi disse a colei: I tuoi peccati ti son rimessi.
48Ege E abi detager, abele kosker, Mara uit emetu idigiri.
49E coloro ch'eran con lui a tavola presero a dire fra loro stessi: Chi è costui, il quale eziandio rimette i peccati?
49Uader uiaba eidi eroare, a uiaba dikiapore muige uiaba nerkep, Nete le dali, E idigiri uit?
50Ma Gesù disse alla donna: La tua fede ti ha salvata; vattene in pace.
50Ege E abi detager, abele kosker, Ma eded abelelam ma oituli; Ma uerkab bakeamu.
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