Giobbe 4
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Septuagint (Brenton Greek text, with Apocrypha)
1ED Elifaz Temanita rispose, e disse:
1Ὑπολαβὼν δὲ Ἐλιφὰς ὁ Θαιμανίτης, λέγει,
2Se noi imprendiamo a parlarti, ti sarà egli molesto? Ma pur chi potrebbe rattener le parole?
2Μὴ πολλάκις σοι λελάληται ἐν κόπῳ; ἰσχὺν δὲ ῥημάτων σου τίς ὑποίσει;
3Ecco, tu correggevi molti, E rinforzavi le mani rimesse.
3Εἰ γὰρ σὺ ἐνουθέτησας πολλοὺς, καὶ χεῖρας ἀσθενοῦς παρεκάλεσας,
4I tuoi ragionamenti ridirizzavano quelli che vacillavano, E tu raffermavi le ginocchia che piegavano.
4ἀσθενοῦντάς τε ἐξανέστησας ῥήμασι, γόνασί τε ἀδυνατοῦσι θάρσος περιέθηκας.
5Ma ora che il male ti è avvenuto, tu te ne affanni; Ora ch'è giunto fino a te, tu ne sei smarrito.
5Νῦν δὲ ἥκει ἐπὶ σὲ πόνος καὶ ἥψατό σου, σὺ ἐσπούδασας.
6La tua pietà non è ella stata la tua speranza, E l'integrità delle tue vie la tua aspettazione?
6Πότερον οὐχ ὁ φόβος σου ἐστὶν ἐν ἀφροσύνῃ, καὶ ἡ ἐλπίς σου καὶ ἡ κακία τῆς ὁδοῦ σου;
7Deh! rammemorati, quale innocente perì mai, Ed ove furono gli uomini diritti mai distrutti?
7Μνήσθητι οὖν, τίς καθαρὸς ὢν ἀπώλετο, ἢ πότε ἀληθινοὶ ὁλόῤῥιζοι ἀπώλοντο;
8Siccome io ho veduto che quelli che arano l'iniquità, E seminano la perversità, la mietono.
8Καθʼ ὃν τρόπον εἶδον τοὺς ἀροτριῶντας τὰ ἄτοπα, οἱ δὲ σπείροντες αὐτὰ ὀδύνας θεριοῦσιν ἑαυτοῖς.
9Essi periscono per l'alito di Dio, E son consumati dal soffiar delle sue nari.
9Ἀπὸ προστάγματος Κυρίου ἀπολοῦνται, ἀπὸ δὲ πνεύματος ὀργῆς αὐτοῦ ἀφανισθήσονται.
10Il ruggito del leone, e il grido del fier leone son ribattuti ; E i denti de' leoncelli sono stritolati.
10Σθένος λέοντος, φωνὴ δὲ λεαίνης, γαυρίαμα δὲ δρακόντων ἐσβέσθη.
11Il vecchio leone perisce per mancamento di preda, E i figli della leonessa son dissipati.
11Μυρμηκολέων ὤλετο παρὰ τὸ μὴ ἔχειν βορὰν, σκύμνοι δὲ λεόντων ἔλιπον ἀλλήλους.
12Or mi è stata di nascosto significata una parola, E l'orecchio mio ne ha ritenuto un poco.
12Εἰ δέ τι ῥῆμα ἀληθινὸν ἐγεγόνει ἐν λόγοις σου, οὐθὲν ἄν σοι τούτων κακὸν ἀπήντησε· πότερον οὐ δέξεταί μου τὸ οὖς ἐξαίσια παρʼ αὐτοῦ;
13Fra le immaginazioni delle visioni notturne, Quando il più profondo sonno cade sopra gli uomini,
13Φόβῳ δὲ καὶ ἤχῳ νυκτερινῇ ἐπιπίπτων φόβος ἐπʼ ἀνθρώπους,
14Mi è venuto uno spavento ed un tremito, Che ha spaventate tutte quante le mie ossa.
14φρίκη μοι συνήντησεν καὶ τρόμος, καὶ μεγάλως μου τὰ ὀστᾶ διέσεισε,
15Ed uno spirito è passato davanti a me, Che mi ha fatto arricciare i peli della mia carne;
15καὶ πνεῦμα ἐπὶ πρόσωπόν μου ἐπῆλθεν, ἔφριξαν δέ μου τρίχες καὶ σάρκες.
16Egli si è fermato, ed io non ho riconosciuto il suo aspetto; Una sembianza è stata davanti agli occhi miei, Ed io ho udita una voce sommessa che diceva:
16Ἀνέστην καὶ οὐκ ἐπέγνων, εἶδον καὶ οὐκ ἦν μορφὴ πρὸ ὀφθαλμῶν μου, ἀλλʼ ἢ αὖραν καὶ φωνὴν ἤκουον.
17L'uomo sarebbe egli giustificato da Dio? L'uomo sarebbe egli giudicato puro dal suo fattore?
17Τί γάρ; μὴ καθαρὸς ἔσται βροτὸς ἐναντίον τοῦ Κυρίου; ἢ ἀπὸ τῶν ἔργων αὐτοῦ ἄμεμπτος ἀνήρ;
18Ecco, egli non si fida ne' suoi servitori, E scorge della temerità ne' suoi Angeli.
18Εἰ κατὰ παίδων αὐτοῦ οὐ πιστεύει, κατὰ δὲ ἀγγέλων αὐτοῦ σκολιόν τι ἐπενόησε.
19Quanto più in coloro che abitano in case di fango, Il cui fondamento è nella polvere, E che son ridotti in polvere, esposti a' vermi?
19Τοὺς δὲ κατοικοῦντας οἰκίας πηλίνας, ἐξ ὧν καὶ αὐτοὶ ἐκ τοῦ αὐτοῦ πηλοῦ ἐσμεν, ἔπαισεν αὐτοὺς σητὸς τρόπον,
20Dalla mattina alla sera sono stritolati, E periscono in perpetuo, senza che alcuno vi ponga mente.
20καὶ ἀπὸ πρωΐθεν μέχρι ἑσπέρας οὐκ ἔτι εἰσὶ, παρὰ τὸ μὴ δύνασθαι αὐτοὺς ἑαυτοῖς βοηθῆσαι, ἀπώλοντο.
21L'eccellenza ch'era in loro non si diparte ella? Muoiono, ma non con sapienza.
21Ἐνεφύσησε γὰρ αὐτοῖς καὶ ἐξηράνθησαν, ἀπώλοντο παρὰ τὸ μὴ ἔχειν αὐτοὺς σοφίαν.
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