Evangelo Di S. Giovanni 11
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1OR v'era un certo Lazaro, di Betania, del castello di Maria, e di Marta, sua sorella, il quale era infermo.
1Nerute le gimgim, Lazaro Bethania le, Maria pako Maretha abi narbete ra uteb.
2(Or Maria era quella che unse d'olio odorifero il Signore, ed asciugò i suoi piedi co' suoi capelli; della quale il fratello Lazaro era infermo.)
2Abele Maria Kole basao muro de, a tabara neisi teter itkir mus de, abara berbet gimgim, pe Lazaro.
3Le sorelle adunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è infermo.
3Neisi abara berbet abim namarida, a detager, kega, Kole, ma dasmer E mama abi nasge, E gimgim.
4E Gesù, udito ciò , disse: Questa infermità non è a morte, ma per la gloria di Dio, acciocchè il Figliuol di Dio sia glorificato per essa.
4Iesu asoli, a detager, kega, Nole niai eud abele gim, epe ko Ade despereda, iaueakai Ade ra Uerem despereda.
5Or Gesù amava Marta, e la sua sorella, e Lazaro.
5Iesu Maretha omare, a tabara keimer, a Lazaro.
6Come dunque egli ebbe inteso ch'egli era infermo, dimorò ancora nel luogo ove egli era due giorni.
6E asoli E gimgim, E iako emri abele uteb neisi gerger.
7Poi appresso disse a' suoi discepoli: Andiam di nuovo in Giudea.
7Abele iobaru, E abara kaimeg giz detager, kega, Meriba iako bakeauare Iudaiaem.
8I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei pur ora cercavan di lapidarti, e tu vai di nuovo là?
8Ege kaimeg giz abi detager, kega, Rabi, emeret ge Iudaia giz mari deraimer ko bakeru mari natimdare; nako ma iako bakeam abele?
9Gesù rispose: Non vi son eglino dodici ore del giorno? se alcuno cammina di giorno, non s'intoppa, perciocchè vede la luce di questo mondo.
9Iesu detaut, kega, Nako, nole tuelf gaire haua gerger ge? Ese nerute le gerger ge ekas, E nole teter itur, abelelam E geseb datki dasmer.
10Ma, se alcuno cammina di notte, s'intoppa, perciocchè egli non ha luce.
10Ese nerute le kige ekas, E ko teter itur, abelelam datki nole abi dog.
11Egli disse queste cose; e poi appresso disse loro: Lazaro, nostro amico, dorme; ma io vo per isvegliarlo.
11Abele gaire lu E detaut: keubu abele, E uiabim detager, kega, Lazaro uteid, meriba boai; kaka bakeam iaueakai kaka abi itiri uteidelam.
12Laonde i suoi discepoli dissero: Signore, se egli dorme, sarà salvo.
12Abara kaimeg giz abi detaut, kega, Opole, ese E uteid, E iako eded.
13Or Gesù avea detto della morte di esso; ma essi pensavano ch'egli avesse detto del dormir del sonno.
13Iesu abara eud detaut; uiaba dikiapor, kega, E detaut uteid, a nerezi.
14Allora adunque Gesù disse loro apertamente: Lazaro è morto.
14Abelelam Iesu paret kak detaut uiabim, kega, Lazaro eumida.
15E per voi, io mi rallegro che io non v'era, acciocchè crediate; ma andiamo a lui.
15Uabielam kaka sererge, abelelam kaka nole nali, iaueakai uaba oituli; epe mi nabakeauare abim.
16Laonde Toma, detto Didimo, disse a' discepoli, suoi compagni: Andiamo ancor noi, acciocchè muoiamo con lui.
16Toma, nei atker, Didumo, tabara keme kaimeg giz detaut, kega, Mi ko nabakeauare, abi kemem eumilu.
17Gesù adunque, venuto, trovò che Lazaro era già da quattro giorni nel monumento.
17Iesu tabarki, E dasmer foa gerger, E ao ge.
18Or Betania era vicin di Gerusalemme intorno a quindici stadi.
18Bethania maike Ierusalema, mokakalam fiftin gaire setadia:
19E molti dei Giudei eran venuti a Marta, e Maria, per consolarle del lor fratello.
19Dordor Iudaia le tabakeuare Marethaem a Mariaem, ui ko baimilei ui berbetlam.
20Marta adunque, come udì che Gesù veniva, gli andò incontro, ma Maria sedeva in casa.
20Maretha asoli, kega, Iesu tabarki, E bakeam abim obapit: Maria penoka muige meta.
21E Marta disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, il mio fratello non sarebbe morto.
21Maretha Iesu detager, kega, Kole, ese ma ge emri, kara berbet nole eud kak.
22Ma pure, io so ancora al presente che tutto ciò che tu chiederai a Dio, egli te lo darà.
22Peirdi kaka umele, gaire lu uridili ma damos Adelam, E ko mari ikuar.
23Gesù le disse: Il tuo fratello risusciterà.
23Iesu abi detaut, kega, Mara berbet ko eded akaida.
24Marta gli disse: Io so ch'egli risusciterà nella risurrezione, nell'ultimo giorno.
24Maretha abi detager, kega, Kaka umele E ko eded akaida abele keubu gerger.
25Gesù le disse: Io son la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, benchè sia morto, viverà.
25Iesu abi detaut, kega, Kaka abele eded akaida, pako eded: abele le karim oituli, ese eud, E ko eded:
26E chiunque vive, e crede in me, non morrà giammai in eterno. Credi tu questo?
26Abele le eded karielam, pako karim oituli, E nole eud kak niaiem niai karem. Nako, ma egaret abele mer?
27Ella gli disse: Sì, Signore; io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio, che avea da venire al mondo.
27E abi detaut, kega, Eko, Opole: kaka dikiapor mama Keriso, Ade ra Uerem, gesepem tarabu.
28E, detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: Il Maestro è qui, e ti chiama.
28E emetu abele mer detaut, E bakeamulu, a Maria abara keimer gumik dabgeri, a detager, kega, Opole emetu tabarki, E mari dabgeri.
29Essa, come ebbe ciò udito, si levò prestamente, e venne a lui.
29E abele asoli, E sobkak tekue, a abim bakeam.
30(Or Gesù non era ancor giunto nel castello; ma era nel luogo ove Marta l'avea incontrato.)
30Iesu nole uteb ge tabarki, E no emri abele uteb Maretha abi obapit.
31Laonde i Giudei ch'eran con lei in casa, e la consolavano, veggendo che Maria s'era levata in fretta, ed era uscita fuori, la seguitarono, dicendo: Ella se ne va al monumento, per pianger quivi.
31Iudaia giz abi dog meta ge, abi baimida, uiaba dasmer Maria sobkak tekue, a adem bakeam, uiaba abi irmili, a detager, kega, E aoem bakeam ko ezoli abele.
32Maria adunque, quando fu venuta là ove era Gesù, vedutolo, gli si gittò ai piedi, dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, il mio fratello non sarebbe morto.
32Maria tabarki Iesu dog, a abi dasmer, E ekesmer abara teter ge, a abi detager, kega, Opole, ese ma ge emri, kara berbet nole eud kak.
33Gesù adunque, come vide che ella, e i Giudei ch'eran venuti con lei, piangevano, fremè nello spirito, e si conturbò.
33Iesu abi dasmer ezoli, a Iudaia giz abi kemem bakeam ko ezoli, E kemge nerezi, a okasosok,
34E disse: Ove l'avete voi posto? Essi gli dissero: Signore, vieni, e vedi.
34A detager, kega, Nade uaba abi ikederare? Uiaba detager, kega, Opole, tabakeam a dasmer.
35E Gesù lagrimò.
35Iesu ezoli.
36Laonde i Giudei dicevano: Ecco, come l'amava!
36Iudaia giz detaut, kega, Dasmer, E abim au omare!
37Ma alcuni di loro dissero: Non poteva costui, che aperse gli occhi al cieco, fare ancora che costui non morisse?
37Epe uader detaut, kega, Nako, abele le sadamer le la neisi pone diski, E umer kak daisumda a nole eud kak abele le?
38Laonde Gesù, fremendo di nuovo in sè stesso, venne al monumento; or quello era una grotta, e v'era una pietra posta disopra.
38Iesu iako taba nerkep ge nerezi, a aoem tabarki. Kur peik, baker te ge dimilu.
39E Gesù disse: Togliete via la pietra. Ma Marta, la sorella del morto, disse: Signore, egli pute già; perciocchè egli è morto già da quattro giorni.
39Iesu detager, kega, Baker adem. Maretha, abara berbet eumida, detaut, kega, Opole, E simelag: ege foa abara gerger.
40Gesù le disse: Non t'ho io detto che, se tu credi, tu vedrai la gloria di Dio?
40Iesu abi detaut, kega, Nako, kaka nole mari natager, ese mama oituli, ma ko dasmer Ade ra adigir?
41Essi adunque tolsero via la pietra dal luogo ove il morto giaceva. E Gesù, levati in alto gli occhi, disse: Padre, io ti ringrazio che tu mi hai esaudito.
41Uiaba baker adem uteblam eud le uteid. Iesu kotorem etilu, a detaut, kega, Baba, kaka marim esoao, abelelam ma kari asoli.
42Or ben sapeva io che tu sempre mi esaudisci; ma io ho detto ciò per la moltitudine qui presente, acciocchè credano che tu mi hai mandato.
42Kaka umele mama mena kari asoli: kaka emetu abele detager abelelam gaire le lakub derumeda, iaueakai uiaba ko egaret ma kari namarid.
43E detto questo, gridò con gran voce: Lazaro, vieni fuori.
43E emetu detaut abele, E elele ereretikri, kega, Lazaro, teosmeda.
44E il morto uscì, avendo le mani e i piedi fasciati, e la faccia involta in uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciate lo andare.
44Epe eud le osmeda, abara teter pako abara tag emetu sopem irpi ualiu, a abara op sopem irpi tauelu. Iesu uiabim detaut, kega, Abi detue, a abi emariklu ko bakeam.
45Laonde molti de' Giudei che eran venuti a Maria, vedute tutte le cose che Gesù avea fatte, credettero in lui.
45Iudaia giz Mariaem tabaruda dasmerare gaire lu Iesu de ikerer, uader abi oituli.
46MA alcuni di loro andarono a' Farisei, e disser loro le cose che Gesù avea fatte.
46Epe uader uiabielam Faresaioim barkare, a uiabi daratagerare gaire lu Iesu de ikeli.
47E perciò i principali sacerdoti, e i Farisei, raunarono il concistoro, e dicevano: Che facciamo? quest'uomo fa molti miracoli.
47Zogo kemle giz, pako Faresaio giz netate gedim ko mer atager, kega, Mi nako? abelelam gaire adigir abele le ikeli.
48Se noi lo lasciamo così, tutti crederanno in lui, e i Romani verranno, e distruggeranno e il nostro luogo, e la nostra nazione.
48Ese meriba abi dekaerti mokakalam, gaire le uridili abi oituli: epe gaire Roma tabarkare meriba ged, a meriba uteb uaditkamarare.
49Ed un di loro, cioè Caiafa, ch'era sommo sacerdote di quell'anno, disse loro: Voi non avete alcun conoscimento;
49Nerute uiabielam, nei Kaiafa, tarim zogo kemle abele urut ge, uiabim detager, kega, Uaba umer kak nerute lu,
50e non considerate ch'egli ci giova che un uomo muoia per lo popolo, e che tutta la nazione non perisca.
50A nole akiapor kak, ido lu meribim nerute le ko eumida ab ged ra kes, a ged uridili nole eud kak.
51Or egli non disse questo da sè stesso; ma, essendo sommo sacerdote di quell'anno, profetizzò che Gesù morrebbe per la nazione;
51E nole noge detaut ege: E tarim zogozogo le abele urut ge, E perofetaem, kega, Iesu ko eumida ab ged ra kes:
52e non solo per quella nazione, ma ancora per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi.
52A nole ab ged ra kes tepteb, epe ko netate gedim gaire Ade ra uerem bamarida, iako netate uteb.
53Da quel giorno adunque presero insieme consiglio d'ucciderlo.
53Uiaba okaikes, a ditimeda abele gerger ge deraimer ko abi ipit eumida.
54Laonde Gesù non andava più apertamente attorno tra i Giudei; ma se ne andò di là nella contrada vicina del deserto, in una città detta Efraim, e quivi se ne stava co' suoi discepoli.
54Abelelam Iesu nole paret kak bakeam Iudaia ge, epe E bakeam abele ged maike soge purge, nei Efaraima; a kemem emri abara kaimeg giz pedali.
55Or la pasqua de' Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono in Gerusalemme, innanzi la pasqua, per purificarsi.
55Iudaia giz ra paseka maike: gaire le bakeauare Ierusalemem ab gedelam ko kekiam tereiem, a keubu paseka.
56Cercavano adunque Gesù; ed essendo nel tempio, dicevano gli uni agli altri: Che vi par egli? non verrà egli alla festa?
56Uiaba Iesu deraimer, a etkemdare zogo meta muige, kega, Nalu uaua dikiapor? Nako, E uetpurem tabakeam?
57Or i principali sacerdoti, e i Farisei avean dato ordine che, se alcuno sapeva ove egli fosse, lo significasse, acciocchè lo pigliassero.
57Uiaba gaire tarim zogozogo le, pako gaire Faresaio gelar ekos, kega, Ese nerute le umele abele uteb E emri, abara dorge ko etomeret, ueakai uiaba abi terpei.
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