Evangelo Di S. Giovanni
Chapter 4

Evangelo Di S. Giovanni

Diodati Bibbia 1885

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Evangelo Di S. Giovanni 4

Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1QUANDO adunque il Signore ebbe saputo che i Farisei aveano udito, che Gesù faceva, e battezzava più discepoli che Giovanni
1Opole umele gaire Faresaio aserare, kega, Iesu ko taraisare a bapataiso kaimeg giz tumege Ioane,
2(quantunque non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli);
2(Epe Iesu nole bapataiso kak, mamoro abara kaimeg giz),
3lasciò la Giudea, e se ne andò di nuovo in Galilea.
3E Iudaia dekaelu, a iako Galilaiem bakeamulu.
4Or gli conveniva passare per il paese di Samaria.
4Abara dorge ko eipu Samaria bakeamulu.
5Venne adunque ad una città del paese di Samaria, detta Sichar, che è presso della possessione, la quale Giacobbe diede a Giuseppe, suo figliuolo.
5E nerute utebem Samaria tabarki, nei Sikara, maike abele kebi ged Iakobo de tabara uerem Iosefaim ikuar:
6Or quivi era la fontana di Giacobbe. Gesù adunque, affaticato dal cammino, sedeva così in su la fontana; or era intorno alle sei ore.
6Iabobo ra ni peike. Iesu ni padige emri memelam, gem barapare: eipu gerger.
7Ed una donna di Samaria venne, per attinger dell'acqua. E Gesù le disse: Dammi da bere.
7Nerute Samaria kosker tabaruk, ni atatkoem: Iesu abi detager, kega, Kari ni nakuar ko areem.
8(Perciocchè i suoi discepoli erano andati nella città, per comperar da mangiare.)
8Abara kaimeg giz utebem bakeuare ko leuer arapem.
9Laonde la donna Samaritana gli disse: Come, essendo Giudeo, domandi tu da bere a me, che son donna Samaritana? Poichè i Giudei non usano co' Samaritani.
9Samaria kosker abi detager, kega, Nako, ma Iudaia le, karim niem namosi, Samaria kosker? (Gaire Iudaia le a Samaria le nole meme kak.)
10Gesù rispose, e le disse: Se tu conoscessi il dono di Dio, e chi è colui che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva.
10Iesu detaut, a abi detager, kega, Ese mama umele abele lu Ade ikuar, pako le dali mari natager, Kari ni nakuar; ese mama emetu abi damos, E ko mari nakuar eded ni.
11La donna gli disse: Signore, tu non hai pure alcun vaso da attingere, ed il pozzo è profondo: onde adunque hai quell'acqua viva?
11Ege kosker abi detager, kega, Kole, ma nole nisor kak, ni kopkopni: nagelam mari dog eded ni?
12Sei tu maggiore di Giacobbe, nostro padre, il qual ci diede questo pozzo, ed egli stesso ne bevve, e i suoi figliuoli, e il suo bestiame?
12Nako, ma aule tumem keriba aba Iakobo, abele ni keribi ikuar, E ko eri abele ni, a abara uerem giz, a abara ebur giz?
13Gesù rispose, e le disse: Chiunque beve di quest'acqua, avrà ancor sete;
13Iesu detaut, a abi detager, kega, Gaire le uridili ereare abele ni ge, uiaba iako niap ge:
14ma, chi berrà dell'acqua ch'io gli darò, non avrà giammai in eterno sete; anzi, l'acqua ch'io gli darò diverrà in lui una fonte d'acqua saliente in vita eterna.
14Eko le aree abele ni kaka ikuar, E nole niap kak niai karem; abele ni kaka ko abi ikuar, mena abi kem ge ni tomeili eded aseamur kak.
15La donna gli disse: Signore, dammi cotest'acqua, acciocchè io non abbia più sete, e non venga più qua ad attingerne.
15Koskeret iako abi detager, kega, Opole, karim abele ni tekau, iako nole niap kak, iako kaka nole tabakeam ko ni tigur.
16Gesù le disse: Va', chiama il tuo marito, e vieni qua.
16Iesu abi detager, kega, Bakeamu, mabara kimiar tegared, iako tabakeam.
17La donna rispose, e gli disse: Io non ho marito. Gesù le disse: Bene hai detto: Non ho marito.
17Koskeret etkalu, kega, Kaka nole kimiar kak. Ege Iesu de abi detager, kega, Ageakar mama detaut, kega, Kaka nole kimiar kak:
18Perciocchè tu hai avuti cinque mariti, e quello che tu hai ora non è tuo marito; questo hai tu detto con verità.
18Epe faif mara gaire kimiar; E dali mari dog emri, nole mara kimiar: peik ageakar mama detager.
19La donna gli disse: Signore, io veggo che tu sei profeta.
19Koskeret abi detager, kega, Kole, kaka erdali mama perofeta.
20I nostri padri hanno adorato in questo monte; e voi dite che in Gerusalemme è il luogo ove conviene adorare.
20Keriba kaied abele paser ge esorerapare, ege uaba detager, Ierusalema uteb kar esorerapare.
21Gesù le disse: Donna, credimi che l'ora viene, che voi non adorerete il Padre nè in questo monte, nè in Gerusalemme.
21Iesu abi detager, kega, Kosker, kari asoli, kerker tabarki, uaba nole esorerapare Abem abele paser ge, a nole Ierusalema ge.
22Voi adorate ciò che non conoscete; noi adoriamo ciò che noi conosciamo; poichè la salute è dalla parte de' Giudei.
22Uaba umer kak uaba esorerapare nitim; ki umele abele keriba esoreraparem: Iudaia gizelam edede.
23Ma l'ora viene, e già al presente è, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; perciocchè anche il Padre domanda tali che l'adorino;
23Kerker ia uatabu, a peirdi, gaire le esorerapare, ko Abem esorerapare lamarem, a ageakarem; abelelam Aba deraimer gaire le mokakalam ko abim esorerapare.
24Iddio è Spirito; perciò, conviene che coloro che l'adorano, l'adorino in ispirito e verità.
24Ade Lamar; uiaba abim esorerapare, mamoro lamarem esorerapare, a ageakarem.
25La donna gli disse: Io so che il Messia, il quale è chiamato Cristo, ha da venire; quando egli sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa.
25Kosker abi detager, kega, Kaka umele Mesaia ia uatabu (nei atker, Keriso:) E emetu tabi, E keribi detomereta gaire lu uridili.
26Gesù le disse: Io, che ti parlo, son desso.
26Iesu abi detager, kega, Eko, kakanali mari mer atagere.
27E in su quello, i suoi discepoli vennero, e si maravigliarono ch'egli parlasse con una donna; ma pur niuno disse: Che domandi? o: Che ragioni con lei?
27Abara kaimeg giz tabarki, a ezigmada, abelelam E koskerim mer detager; epe nole nerute le abi detager, kega, Nalu ma deraimer? a nalugem ma abi mer atagerem?
28La donna adunque, lasciata la sua secchia, se ne andò alla città, e disse alla gente:
28Kosker tabara nisor ikedilu, a utebem bakeamulu, a gaire le daratagerare, kega,
29Venite, vedete un uomo che mi ha detto tutto ciò ch'io ho fatto; non è costui il Cristo?
29Tabakeuare, dasmerare abele le kari natagere gaire lu kaka ikeli: nako, Keriso dali?
30Uscirono adunque della città, e vennero a lui.
30Uiaba uteblam tabaosi, a abi dog tabarki.
31OR in quel mezzo i suoi discepoli lo pregavano, dicendo: Maestro, mangia.
31Inoka dali, kaimeg giz abi ekailu, a detager, kega, Rabi, ero.
32Ma egli disse loro: Io ho da mangiare un cibo, il qual voi non sapete.
32E uiabi daratagerare, kega, Kara nagri leuer ko ero uaba nole umer kak.
33Laonde i discepoli dicevano l'uno all'altro: Gli ha punto alcuno portato da mangiare?
33Abelelam kaimeg giz mer atager, kega, Nako, nerute le abi leuer ikuar?
34Gesù disse loro: Il mio cibo è ch'io faccia la volontà di colui che mi ha mandato, e ch'io adempia l'opera sua.
34Iesu uiabi detager, kega, Kara leuer ko ikeli abara lag, kari namarida, a ko eseamuda abara dorge.
35Non dite voi che vi sono ancora quattro mesi infino alla mietitura? ecco, io vi dico: Levate gli occhi vostri, e riguardate le contrade, come già son bianche da mietere.
35Nako, uaba nole detager, kega, Foa gaire meb nur tabarki? Dasmer, kaka uabi detager, kega, Uaba eti, a gaire gedub dasmer, nunur kerker nur abi.
36Or il mietitore riceve premio, e ricoglie frutto in vita eterna; acciocchè il seminatore, e il mietitore si rallegrino insieme.
36Le ikid bodomalam nagri, a leuer ageg etag ededem aseamur kak; ko le emor, a le ikid okakis sererge.
37Poichè in questo quel dire è vero: L'uno semina, l'altro miete.
37Mokakalam, ageakar abele mer detaut, kega, Nerute le emor, a nerute ikid.
38Io vi ho mandati a mieter ciò intorno a che non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete entrati nella lor fatica.
38Kaka uabi demarid ko ikid abele uaba sagim kak: uader le sagim, epe uaba barot uiaba sagim.
39Or di quella città molti de' Samaritani credettero in lui, per le parole della donna che testimoniava: Egli mi ha dette tutte le cose che io ho fatte.
39Gaire Samaria le abi oituli abele uteblam, abele kosker merlam, kega, E kari natager gaire lu uridili kaka ikeli.
40Quando adunque i Samaritani furon venuti a lui, lo pregarono di dimorare presso di loro; ed egli dimorò quivi due giorni.
40Epe gaire Samaria le abi dog tabarki, uiaba abi damos uiaba kemem emri: E abele ge emri neis gerger.
41E più assai credettero in lui per la sua parola.
41Gaire uader le oituli abi merlam;
42E dicevano alla donna: Noi non crediamo più per le tue parole; perciocchè noi stessi l 'abbiamo udito, e sappiamo che costui è veramente il Cristo, il Salvator del mondo.
42Uiaba koskerem detager, kega, Keriba nole oituli mara mer atautelam; abelelam keribibu asoli, a keriba umele, ageakar Keriso idali, geseb uridili ededem.
43ORA, passati que' due giorni, egli si partì di là, e se ne andò in Galilea.
43Abele neis gerger iobaru, E bakeamaulu Galilaiem.
44Poichè Gesù stesso avea testimoniato che un profeta non è onorato nella sua propria patria.
44Abelelam Iesu detager, kega, Perofeta nole ekosili abi ged ge.
45Quando adunque egli fu venuto in Galilea, i Galilei lo ricevettero, avendo vedute tutte le cose ch'egli avea fatte in Gerusalemme nella festa; perciocchè anche essi eran venuti alla festa.
45E Galilaia tabarki, gaire Galilaia le abi egared, abelelam uiaba dasmer gaire lu E ikeli Ierusalema ge, abele uetpur ge; abelelam uiaba kemem uetpurim bakeam.
46Gesù adunque venne di nuovo in Cana di Galilea, dove avea fatto dell'acqua vino. Or v'era un certo ufficial reale, il cui figliuolo era infermo in Capernaum.
46Iesu iako Kana Galilaia tabarki, abele uteb E ikeli ni iauaeakai uaina. Nerute kole ra uerem gimgim Kaperenauma.
47Costui, avendo udito che Gesù era venuto di Giudea in Galilea, andò a lui, e lo pregò che scendesse, e guarisse il suo figliuolo; perciocchè egli stava per morire.
47E asoli, kega, Iesu Galilaia tabarki Iudaialam, E abim tabakeam, a abim bali ko tabakeam abara uerem idigiri, abelelam E maike eumida.
48Laonde Gesù gli disse: Se voi non vedete segni e miracoli, voi non crederete.
48Iesu abi detager, kega, Ese uaba nole asmer kak gaire atamelam pako adigir, uaba nole uatur kak.
49L'ufficial reale gli disse: Signore, scendi prima che il mio fanciullo muoia.
49Kolelut abi detager, kega, Opole, ma tabakeam, kara uerem ue eumi.
50Gesù gli disse: Va', il tuo figliuolo vive. E quell'uomo credette alla parola che Gesù gli avea detta; e se ne andava.
50Iesu abi detager, kega, Bakeam, mara uerem eded akaida. Abele le oituli abele mer Iesu de abi detager, E bakeamulu.
51Ora, come egli già scendeva, i suoi servitori gli vennero incontro, e gli rapportarono, e dissero: Il tuo figliuolo vive.
51E penoka ekas, abara memeg giz abi obapit, a abi detaut, kega, Mara uerem eded akaida.
52Ed egli domandò loro dell'ora ch'egli era stato meglio. Ed essi gli dissero: Ieri a sette ora la febbre lo lasciò.
52E uiaba nautumer, abele haua E ko ditimeda ko eded. Uiaba abi detaut, kega, Ab gerger haua sefen, urueri abi dekaerti.
53Laonde il padre conobbe ch' era nella stessa ore, che Gesù gli avea detto: Il tuo figliuolo vive; e credette egli, e tutta la sua casa.
53Baba umele abele haua, Iesu abi detager, kega, Mara uerem eded akaida: E pako abara boai uridili oituli.
54Questo secondo segno fece di nuovo Gesù, quando fu venuto di Giudea in Galilea.
54Abele neisem adigiri Iesu ikeli, kerker ge tabarki Galilaia Iudaialam.

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