Evangelo Di S. Giovanni
Chapter 5

Evangelo Di S. Giovanni

Diodati Bibbia 1885

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Evangelo Di S. Giovanni 5

Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1DOPO queste cose v'era una festa de' Giudei; e Gesù salì in Gerusalemme.
1Abele gaire lu iobaru Iudaia le giz ra uetpur; Iesu Ierusalemaem bakeam.
2Or in Gerusalemme, presso della porta delle pecore, v'è una pescina, detta in Ebreo Betesda, che ha cinque portici.
2Abele Ierusalema ge nerute keper, maike mamoe ra te, nei Heberu, Betheseda, faif bereg nagri.
3In essi giaceva gran moltitudine d'infermi, di ciechi, di zoppi, di secchi, aspettando il movimento dell'acqua.
3Gaire le abele ge emri, le gimgim, a pone asamasam, a ibibi, a euselu, uiaba naokaili ni dakeili.
4Perciocchè di tempo in tempo un angelo scendeva nella pescina, ed intorbidava l'acqua; e il primo che vi entrava, dopo l'intorbidamento dell'acqua, era sanato, di qualunque malattia egli fosse tenuto.
4Kerker ge angela uatabu ni ge, ko ni dakeili; abele le kekiam bakmeida, ese emetu ni dakeili, abara gim dekaeda abele gimlam nagri.
5Or quivi era un certo uomo, ch'era stato infermo trentotto anni.
5Abele nerute le, therti eit urut E gimgim.
6Gesù, veduto costui giacere, e sapendo che già lungo tempo era stato infermo , gli disse: Vuoi tu esser sanato?
6Iesu abi dasmer uteidilu, umele E emeretelam, E abi detager, kega, Nako ma lagelag eded?
7L'infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che mi metta nella pescina, quando l'acqua è intorbidata; e quando io vi vengo, un altro vi scende prima di me.
7Gim le abi detaut, kega, Kole, nole le kari nagaret keperem, ese ni dakeili: kaka beber nagemeli, penoka nerute kekiam abi.
8Gesù gli disse: Levati, togli il tuo letticello, e cammina.
8Iesu abi detager, kega, Ekue, mabara sik ekau, a bakeam.
9E in quello stante quell'uomo fu sanato, e tolse il suo letticello, e camminava. Or in quel giorno era sabato.
9Sobkak abele le akaida, a abara sik ekau, a bakeam.
10Laonde i Giudei dissero a colui ch'era stato sanato: Egli è sabato; non ti è lecito di togliere il tuo letticello.
10Abele gerger sabath ge. Abelelam Iudaia le giz nadgirda le detager, kega, Sabath peik, nole abkoreb marim ko ekau mabara sik.
11Egli rispose loro: Colui che mi ha sanato mi ha detto: Togli il tuo letticello, e cammina.
11E uiabim detaut, kega, Abele le kari nadgiri, E kari natauti, kega, Mabara sik ekau, a bakeam.
12Ed essi gli domandarono: Chi è quell'uomo che ti ha detto: Togli il tuo letticello, e cammina?
12Uiaba abi itimer, kega, Nete le mari natauti, kega, Mabara sik ekau, a bakeam?
13Or colui ch'era stato sanato non sapeva chi egli fosse; perciocchè Gesù s'era sottratto dalla moltitudine ch'era in quel luogo.
13Le nadgiri umer kak nete; abelelam Iesu gumik bakeamulu, gaire le lakub lam.
14Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei stato sanato; non peccar più, che peggio non ti avvenga.
14Abele iobaru, Iesu abi dasmer muige zogo meta, a abi detager, kega Dasmer, emetu mari nadgiri; nole uit iako ikeli, iauaeakai nole nerute au uit marim tabarki.
15Quell'uomo se ne andò, e rapportò ai Giudei che Gesù era quel che l'avea sanato.
15Abele le bakeam, a gaire Iudaia le giz detager, kega, Iesu de abi idigiri.
16E PERCIÒ i Giudei perseguivano Gesù, e cercavano d'ucciderlo, perciocchè avea fatte quelle cose in sabato.
16Abelelam Iudaia le giz Iesu deskemrare, a deraimerare ko abi ipitare eumilu, abelelam E ikeli abele gaire lu sabath ge.
17Ma Gesù rispose loro: Il Padre mio opera infino ad ora, ed io ancora opero.
17Ege Iesu uiabim detaut, kega, Kara Aba dorge ikeli, a peirdi, kaka ko dorge ikeli.
18Perciò adunque i Giudei cercavano vie più d'ucciderlo, perciocchè non solo violava il sabato, ma ancora diceva Iddio esser suo Padre, facendosi uguale a Dio.
18Abelelam Iudaia le giz au saserim ko abi ipitare eumilu, abelelam E nole sabath datupida tepteb, epe E iako detauti, kega, Ade abara Ab kar, pako E dali a Ade abkoreb.
19Laonde Gesù rispose, e disse loro: In verità, in verità, io vi dico, che il Figliuolo non può far nulla da sè stesso, ma fa ciò che vede fare al Padre, perciocchè le cose ch'esso fa, il Figliuolo le fa anch'egli simigliantemente.
19Iesu detaut, a uiabim daratagerare, kega, Ageakar, ageakar, kaka uabi detagereda, Uerem umer kak tababu dorge ikeli, epe mamoro E Ab dasmer ikeli: gaire lu E ikerare, Uerem ko abele keli.
20Poichè il Padre ama il Figliuolo, e gli mostra tutte le cose ch'egli fa; ed anche gli mostrerà opere maggiori di queste, acciocchè voi vi maravigliate.
20Abelelam Aba Uerem nas, a abi etomelu gaire lu E eker: E ko abi etomelu gaire au lu tumen abele, uaba ko damreda.
21Perciocchè, siccome il Padre suscita i morti, e li vivifica, così ancora il Figliuolo vivifica coloro ch'egli vuole.
21Mokakalam Aba gaire eud obakiam, a uiabi nadgirare; mokakalam Uerem nadgirare gaire le E laglag.
22Poichè il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo;
22Ege Aba nole nerute le itmer, E emetu gaire itmer uridili ikuar Ueremem;
23acciocchè tutti onorino il Figliuolo, come onorano il Padre; chi non onora il Figliuolo, non onora il Padre che l'ha mandato.
23Eko gaire le uridili Uerem naospereda, mokakalam uiaba Aba naospereda. Abele le nole Uerem naospereda, E ko nole Aba naospereda, abi emariklu.
24In verità, in verità, io vi dico, che chi ode la mia parola, e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudicio; anzi è passato dalla morte alla vita.
24Ageakar, ageakar, kaka uabi detagereda, kega, Abele le kara mer asoli, a abi oituli kari namarida, E nagri eded aseamur kak, a nole itmer bau, E emetu bakeam eudelam ededem.
25In verità, in verità, io vi dico, che l'ora viene, e già al presente è, che i morti udiranno la voce del Figliuol di Dio, e coloro che l'avranno udita viveranno.
25Ageakar, ageakar, kaka uabi detagereda, kega, Kerker ge maike uatabu, a peirdi, gaire eud Ade Ueremer ra kodo mer asoli; uiaba asoli ko ededem.
26Perciocchè, siccome il Padre ha vita in sè stesso,
26Mokakalam Aba eded nagri abi dog; mokakalam E Uerem ikuar ko nagri eded abi dog:
27così ha dato ancora al Figliuolo d'aver vita in sè stesso; e gli ha data podestà eziandio di far giudicio, in quanto egli è Figliuol d'uomo.
27Emetu abi ikuar adigir ko itmer, abelelam E Le la Uerem.
28Non vi maravigliate di questo; perciocchè l'ora viene, che tutti coloro che son ne' monumenti udiranno la sua voce;
28Nole abele ezigmada; abelelam kerker uatabu, gaire le aolam ko asoli abara kodo mer,
29ed usciranno, coloro che avranno fatto bene, in risurrezion di vita; e coloro che avranno fatto male, in risurrezion di condannazione.
29A ko obakiam; gaire debe lu ikeli, ededem obakiam; a gaire uit ikeli, eudem obakiam.
30Io non posso da me stesso far cosa alcuna; io giudico secondo che io odo; e il mio giudicio è giusto, perciocchè io non cerco la mia volontà, me la volontà del Padre che mi ha mandato.
30Kaka nole umer kak nerute lu ikeli karababu; kaka itmer mokakalam kaka asoli: kaka barkak itmer, abelelam kaka nole kara lag deraimer, mamoro Baba ra lag, kari namarida.
31Se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza non è verace.
31Ese karababu karim ageakarem, nole ageakar kaka karim ageakarem.
32V'è un altro che rende testimonianza di me, ed io so che la testimonianza ch'egli rende di me è verace.
32Debele nerute karim ageakarem; kaka umele ageakar, abele mer E karim ageakarem.
33Voi mandaste a Giovanni, ed egli rendette testimonianza alla verità.
33Uaba Ioaneim namarida, E ageakarem abele ageakar.
34Or io non prendo testimonianza da uomo alcuno, ma dico queste cose, acciocchè siate salvati.
34Kaka nole egaret ageakar lelam: epe kaka detagere abele gaire lu, iaueakai uaba ko eded.
35Esso era una lampana ardente, e lucente; e voi volentieri gioiste, per un breve tempo, alla sua luce.
35E lamepa be, pako batoamerdi; uaba laglag sererge abele be abi dog kerker ge.
36Ma io ho la testimonianza maggiore di quella di Giovanni, poichè le opere che il Padre mi ha date ad adempiere, quelle opere, dico , le quali io fo, testimoniano di me, che il Padre mio mi ha mandato.
36Aule kara ageakarem tumem Ioane; abelelam gaire dorge Baba kari nakuar ko eseamuda, abele gaire dorge kaka ikeli, ko karim ageakarem, kega, Baba de kari namarida.
37Ed anche il Padre stesso che mi ha mandato ha testimoniato di me; voi non udiste giammai la sua voce, nè vedeste la sua sembianza;
37Emetu kari ageakarem Baba de kari namarida. Uaba nole asoli abara kodo mer, epe abara nog uaba asmer kak.
38e non avete la sua parola dimorante in voi, perchè non credete a colui ch'egli ha mandato.
38Abara mer nole uabi nerkep ge; abelelam uaba nole uatur kak abim, E namarida.
39Investigate le scritture, perciocchè voi pensate per esse aver vita eterna; ed esse son quelle che testimoniano di me.
39Uaba deraimerare jauali zogo ge, abelelam uaba dikiapor uaba eded nagri aseamur kak abielam; abele karim ageakarem.
40Ma voi non volete venire a me, acciocchè abbiate vita.
40Uaba obogai karim tabakeuare, ko eded nagri.
41Io non prendo gloria dagli uomini.
41Kaka nole agaret kak naospili lelam.
42Ma io vi conosco, che non avete l'amor di Dio in voi.
42Kaka uaba umele, nole uaba nerkep ge Ade ra lag.
43Io son venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro viene nel suo proprio nome, quello riceverete.
43Kaka tabarki karba Aba ra nei ge, uaba nole kari agaret kak: ese nerute le tabarki taba nei ge, uaba ko abi egaret.
44Come potete voi credere, poichè prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da un solo Dio?
44Epe nako uaba ko oituli, uaba baospili egaret uabielam, a nole araimer kak naospereda Adelam tepteb?
45Non pensate che io vi accusi appo il Padre; v'è chi vi accusa, cioè Mosè, nel qual voi avete riposta la vostra speranza.
45Nole akiapor kak kaka uaba detauti Abem; nerute ko uaba detaut, ege Mose, uaba abim oituli.
46Perciocchè, se voi credeste a Mosè, credereste ancora a me; poichè egli ha scritto di me.
46Ese uaba Mose egaret, uaba kari ko nagaret, abelelam E kari naotali.
47Ma se non credete agli scritti d'esso, come crederete alle mie parole?
47Ese uaba nole egaret gaire jauali E detali, nako uaba egaret gaire kara mer?

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