Fatti Degli Apostoli 21
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
1ORA, dopo che ci fummo con gran pena separati da loro, navigammo, e per diritto corso arrivammo a Coo, e il giorno seguente a Rodi, e di là a Patara.
1KADEKADEO kit lao majelwei jan murin at kamurimuri on irail je tanatan inen won Kuj, a manda lel on Roduj, a jan waja o je tanalan Patara.
2E trovata una nave che passava in Fenicia, vi montammo su, e facemmo vela.
2Kit lao diaradar jop pot, me pan kola Ponijien, je ap keredan poa majelwei.
3E, scoperto Cipri, e lasciatolo a man sinistra, navigammo in Siria, ed arrivammo a Tiro; perciocchè quivi si dovea scaricar la nave.
3Kit lao kilaner Jipern, je dauli ni pali maun, tanatan kolan Jirien ap jupi on Tiruj, pwe i waja audepan jop o pan pwilidi ia.
4E, trovati i discepoli, dimorammo quivi sette giorni; ed essi, per lo Spirito, dicevano a Paolo, che non salisse in Gerusalemme.
4Je lao diaradar tounpadak kan, kit ap mimieta waja o ran iju. Irail ap majanki Nen, Pauluj ender kodalan Ierujalem.
5Ora, dopo che avemmo passati quivi que' giorni, partimmo, e ci mettemmo in cammino, accompagnati da tutti loro , con le mogli, e figliuoli, fin fuor della città; e postici in ginocchioni in sul lito, facemmo orazione.
5Kadekadeo kit lao kaimwijokila ran oko, je ap majel kokola. Irail karoj me likid kit lel likin kanim, li o jeri kan pil ian; kit ap kelepuki ni oror, o kapakap.
6Poi, abbracciatici gli uni gli altri, montammo in su la nave; e quelli se ne tornarono alle case loro.
6Kit lao kamurimur pena, je ap kereda pon jop o, a irail purelan deu ’rail.
7E noi, compiendo la navigazione, da Tiro arrivammo a Ptolemaida; e, salutati i fratelli, dimorammo un giorno appresso di loro.
7Kit tanatan kodo jan Tiruj ap ko don Ptolomaij; kit ap ranamaui jaulan kan o kairu re ’rail ran eu.
8E il giorno seguente, essendo partiti, arrivammo a Cesarea; ed entrati in casa di Filippo l'evangelista, ch'era l'uno de' sette, dimorammo appresso di lui.
8A mandan ran o je majeler, ap lel on Jajarea, kit ap pedelon on nan im en jaunpadak Pilipuj, me kijan ijimen oko, o mimieta re a.
9Or egli avea quattro figliuole vergini, le quali profetizzavano.
9Amen et na jeripein makelekel pamen mia, me kin deideikop.
10E, dimorando noi quivi molti giorni, un certo profeta, chiamato per nome Agabo, discese di Giudea.
10A ni at kaukaujon waja o ran toto, jaukop amen ap kodido jan Iudaa, me ad a Akapuj.
11Ed egli, essendo venuto a noi, e presa la cintura di Paolo, se ne legò le mani ed i piedi, e disse: Questo dice lo Spirito Santo: Così legheranno i Giudei in Gerusalemme l'uomo di cui è questa cintura, e lo metteranno nelle mani de' Gentili.
11A lao pwara don kit, ap ale japwilim en Pauluj pirapir pira pena pein pa a o na a kan, ketitiki: let me Nen jaraui kotin majani: let duen men Juj oko, me mi Ierujalem, pan jaliedi ol o, me a pirapir wet, o panalan i nan pa en men liki kan,
12Ora, quando udimmo queste cose, e noi, e que' del luogo, lo pregavamo che non salisse in Gerusalemme.
12Kit lao ronada mepukat, kit o pil irail karoj toun waja o ap poekipoeki a ender kotidalan lerujalem.
13Ma Paolo rispose: Che fate voi, piangendo, e macerandomi il cuore? poichè io sia tutto pronto, non solo ad esser legato, ma eziandio a morire in Gerusalemme, per lo nome del Signor Gesù.
13A Pauluj kotin japen: Da me komail janejanki o kawekila nan monion i? Pwe kaidin jalidi eta, me i kak on, pwe pil mela nan Ierujalem pweki mar en Kaun Iejuj.
14E, non potendo egli esser persuaso, noi ci acquetammo, dicendo: La volontà del Signore sia fatta.
14A lao jota duki on, kit ap nenenla indada: Kupur en Kaun o en pwaida.
15E, dopo que' giorni, ci mettemmo in ordine, e salimmo in Gerusalemme.
15Murin ran pukat je ki pena at kapwa kan o daululan Ierujalem.
16E con noi vennero eziandio alcuni de' discepoli di Cesarea, menando con loro un certo Mnason Cipriota, antico discepolo, presso il quale dovevamo albergare.
16A tounpadak en Jajarea kai pil ian kit, o re ukado Mnajon men Jipern, tounpadak ma amen, me je pan kairu re a.
17Ora, come fummo giunti in Gerusalemme, i fratelli ci accolsero lietamente.
17Kit lao lel Ierujalem, jaulan kan kajamo kit popol.
18E il giorno seguente, Paolo entrò con noi da Giacomo; e tutti gli anziani vi si trovarono.
18A mandan ran o Pauluj ian kit kotila ren Iakopuj o jaunkoa karoj pokon pena waja o.
19E Paolo , salutatili, raccontò loro ad una ad una le cose che il Signore avea fatte fra i Gentili, per lo suo ministerio.
19A lao ranmaui irail, ap kotin kajokajoia meakan, me Kot kotin wiai on men liki kan ki a dodok.
20Ed essi, udite le , glorificavano Iddio; poi dissero a Paolo: Fratello, tu vedi quante migliaia vi sono de' Giudei che hanno creduto; e tutti son zelanti della legge.
20Irail lao ronadar mepukat, re ap kapinaki Kot indai on i: Ri at kilan men Juj me totoia me ian pojonlar, o irail karoj kin kesempwali kapun o.
21Or sono stati informati intorno a te, che tu insegni tutti i Giudei, che son fra i Gentili, di rivoltarsi da Mosè, dicendo che non circoncidano i figliuoli, e non camminino secondo i riti.
21Nan a loki on irail duen komui, me dene komui kin kaukawewe men Juj, me dondole men liki kan, ren kajela Mojej o padapadaki, re ender jirkomjaij jeri kan, o pil der dadaur tiak kan.
22Che devesi adunque fare? del tutto conviene che la moltitudine si raduni, perciocchè udiranno che tu sei venuto.
22A iaduen, pokon pan wiaui, o re pan ronada, me komui jamador.
23Fa' dunque questo che ti diciamo. Noi abbiamo quattro uomini, che hanno un voto sopra loro.
23Ari, komui pan wiada met, me je pan indai on komui: Ol pamen mi re at, me ar inau mia.
24Prendili teco, e purificati con loro, e fa' la spesa con loro; acciocchè si tondano il capo, e tutti conoscano che non è nulla di quelle cose delle quali sono stati informati intorno a te; ma che tu ancora procedi osservando la legge.
24Uk irail ada o kamakelekel komui da ianaki irail, o pwain irail pwe mon arail en jeijei, o karoj pan kilan, me likam pot, me re roner duen komui, o me komui pil kin kapwaiada kapun o.
25Ma, quant'è a' Gentili che hanno creduto, noi ne abbiamo scritto, avendo statuito che non osservino alcuna cosa tale; ma solo che si guardino dalle cose sacrificate agl'idoli, e dal sangue, e dalle cose soffocate, e dalla fornicazione.
25A duen me pojonlar jan ren men liki kan, je intiniedier o kujoned edar, me ren der kapwaiada mepukat. A iet eta: Ren liki jan uduk me mairon on kot likam, O nta, o man mopelar, o nenek.
26Allora Paolo, presi seco quegli uomini, il giorno seguente, dopo essersi con loro purificato, entrò con loro nel tempio, pubblicando i giorni della purificazione esser compiuti, infino a tanto che l'offerta fu presentata per ciascun di loro.
26Pauluj ap kotin ukada ol oko, a manda a kamakelekelada pein i ap ian irail kotilon on nan im en kaudok o kotin kajaledar ran en arail kamakelekel, lel mairon en amen amen wiauier.
27Ora, come i sette giorni erano presso che compiuti, i Giudei dell'Asia, vedutolo nel tempio, commossero tutta la moltitudine, e gli misero le mani addosso,
27A ran iju lao koren ion nikier, men Juj en Ajien ap kilaner i nan im en kaudok o, rap kamoromoroda aramaj karoj o jaikidi i,
28gridando: Uomini Israeliti, venite al soccorso; costui è quell'uomo, che insegna per tutto a tutti una dottrina che è contro al popolo, e contro alla legge, e contro a questo luogo; ed oltre a ciò, ha eziandio menati de' Greci dentro al tempio, ed ha contaminato questo santo luogo.
28Weriwerada indada: Ol en Ijrael, komail jauaja, iet aramaj o me kin kaukawewe on karoj waja karoj, ren palian Juj akan, o kapun, o waja kij et, o a pil kalua don nan im en kaudok men Krik kai, o kajaminela waja jaraui wet.
29(Perciocchè dinanzi avean veduto Trofimo Efesio nella città con Paolo, e pensavano ch'egli l'avesse menato dentro al tempio.)
29Pwe maj o re kilanadar, me Tropimuj men Epijuj ian i nan kanim o, re ap kiki on, me Pauluj kalualon on i nan im en kaudok.
30E tutta la città fu commossa, e si fece un concorso di popolo; e, preso Paolo, lo trassero fuor del tempio; e subito le porte furon serrate.
30A kanim o moromoronada kaualap o aramaj akan tan pena. Re ap jaikidi Pauluj o waike jan i nan im en kaudok o, a wanim ko ap madan ritidi.
31Ora, com'essi cercavano d'ucciderlo, il grido salì al capitano della schiera, che tutta Gerusalemme era sottosopra.
31Irail pan kamela i, a ron ap lel on jaumaj en jaunpei kan, me Ierujalem moromoronda.
32Ed egli in quello stante prese de' soldati, e de' centurioni, e corse a' Giudei. Ed essi, veduto il capitano, e i soldati, restarono di batter Paolo.
32I ari madan ukada jaunpei o jaumaj akai ap tanadi won irail Ir lao kilan jaumaj o jaunpei ko, re ap jolar woki Pauluj.
33E il capitano, accostatosi, lo prese, e comandò che fosse legato di due catene; poi domandò chi egli era, e che cosa avea fatto.
33Jaumaj o ap kai on, koledi i majani, i en jalikidi jal mata riapot, o idok: Ij i, o da me a wiadar?
34E gli uni gridavano una cosa, e gli altri un'altra, nella moltitudine; laonde, non potendone egli saper la certezza, per lo tumulto, comandò ch'egli fosse menato nella rocca.
34A akai jan nan pokon o weriwer wiada eu jon en lokaia a akai eu. A ni a jota kak weweki, me re moromoronki, ap majani, a en wijikelan nan im en jaunpei.
35Ed avvenne, quando egli fu sopra i gradi, ch'egli fu portato da' soldati, per lo sforzo della moltitudine.
35A lao lel on kandake o, jaunpei ap wewa i, pweki pokon o koiden pena i.
36Poichè la moltitudine del popolo lo seguitava, gridando: Toglilo.
36Pwe pokon o, me idauen, weriwer indada: Jiken wei i!
37OR Paolo, come egli era per esser menato dentro alla rocca, disse al capitano: Emmi egli lecito di dirti qualche cosa? Ed egli disse: Sai tu Greco?
37A ni en Pauluj a pan wiji kelon on nan im en jaunpei, a ap majani on kaun lapalap o: A jota muei on ia, en indan komui meakot? A ap majani: Komui aja lokaia en Krik?
38Non sei tu quell'Egizio, il quale a' dì passati suscitò, e menò nel deserto que' quattromila ladroni?
38Ari, kaidin komui ol en Akipten, me kapeida aramaj oko mon ran akai, ap kalualan jap tan ol lolap pakid?
39E Paolo disse: Quant'è a me, io son uomo Giudeo, da Tarso, cittadino di quella non ignobile città di Cilicia; or io ti prego che tu mi permetta di parlare al popolo.
39A Pauluj majani: Nai ol en Juj amen, men Tarjuj, kanim indand en Jilijia eu, i men poeki re omui, en mueid on ia, en kapakaparok on aramaj pukat.
40Ed avendoglielo egli permesso, Paolo, stando in piè sopra i gradi, fece cenno con la mano al popolo. E, fattosi gran silenzio, parlò loro in lingua ebrea, dicendo:
40I ari mueid on i. Pauluj ap kotida pon kandake o olol on aramaj akan. A lao molelar kaualap, Pauluj ap kaparok on irail ni nor en Ipru majani:
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