Fatti Degli Apostoli 11
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
1OR gli apostoli, ed i fratelli ch'erano per la Giudea, intesero che i Gentili aveano anch'essi ricevuta la parola di Dio.
1WANPORON o jaulan kan, me mi Iudaa, ronadar, me men liki kan pil aleer majan en Kot.
2E quando Pietro fu salito in Gerusalemme, que' della circoncisione quistionavano con lui, dicendo:
2Petruj lao pwara don Ierujalem, me kijan jirkomjaij oko ap akamai on i indada:
3Tu sei entrato in casa d'uomini incirconcisi, ed hai mangiato con loro.
3Kom pwarala ren ol akai me jo jirkomjaij oko o mana re ’rail.
4Ma Pietro, cominciato da capo , dichiarò loro per ordine tutto il fatto , dicendo:
4A Petruj pikikidi majani on irail karoj me wiauier irerokedo majani:
5Io era nella città di Ioppe, orando; ed in ratto di mente vidi una visione, cioè una certa vela, simile ad un gran lenzuolo, il quale scendeva, essendo per li quattro capi calato giù dal cielo; ed esso venne fino a me.
5Nai mi nan kanim lope wia kapakap. O ni ai wukilar, i kilaner kajanjal eu: Ed eu kodido jan nanlan likamata tein pwainok kalaimun eu, me imwi kan pukopuk pena o a kodido imp ai.
6Ed io, riguardando fiso in esso, scorsi, e vidi degli animali terrestri a quattro piedi, delle fiere, dei rettili, e degli uccelli del cielo.
6Ni ai kankakil, i ap diar o kilaner man aluki pa en jappa kai, o man laoalo, o man korop, o manpir en pan lan.
7E udii una voce che mi diceva: Pietro, levati, ammazza e mangia.
7Nai ari ronadar nil eu, me majani on ia: Petruj, paurida, kamela o mana!
8Ma io dissi: Non già, Signore; poichè nulla d'immondo, o di contaminato, mi è giammai entrato in bocca.
8A nai potoan on: Kaidin Main, pwe jota me mal kot, de me jaut kin ko on nan au ai.
9E la voce mi rispose la seconda volta dal cielo: Le cose che Iddio ha purificate, tu non farle immonde.
9A nil kariapak japen jan nanlan: Meakot me Kot kamakelekeledar, koe der mamaleki!
10E ciò avvenne per tre volte; poi ogni cosa fu di nuovo ritratta in cielo.
10Mepukat wiauier pan jilepak, ap apdar nanlan.
11Ed ecco, in quello stante tre uomini furono alla casa ove io era, mandati a me da Cesarea.
11A kilan, madan ol jilimen kajinenda mon im, me i mi lole, me pakadara don ia jan Jajarea.
12E lo Spirito mi disse che io andassi con loro, senza farne alcuna difficoltà. Or vennero ancora meco questi sei fratelli, e noi entrammo nella casa di quell'uomo.
12A Nen kotin majani on ia, i en ian irail wei jo peikajal; a jaulan wonemen pukat pil ian ia. Kit ari pedelon on nan im en ol o.
13Ed egli ci raccontò come egli avea veduto in casa sua un angelo, che si era presentato a lui , e gli avea detto: Manda uomini in Ioppe, e fa' chiamare Simone, che è soprannominato Pietro;
13I ari kaire kin kit, duen a kilaner tounlan o kotikot nan im a, majani on i: Kadara won lope ol akai, me pan ukedo Jimon me pil ad a Petruj,
14il quale ti ragionerà delle cose, per le quali sarai salvato tu, e tutta la casa tua.
14Me pan padaki on uk, me koe o noumui kan karoj pan maur kila.
15Ora, come io avea cominciato a parlare, lo Spirito Santo cadde sopra loro, come era caduto ancora sopra noi dal principio.
15Ni ai pikikidi padak, Nen jaraui ap moredi on po ’rail, dueta a kotin moredi on po ’tail ni tapi o.
16Ed io mi ricordai della parola del Signore, come egli diceva: Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo.
16Nai ari tamanda majan en Kaun o, me a kotin majani: Melel, pil me Ioanej paptaij kier, a komail pan paptaij kila Nen jaraui.
17Dunque, poichè Iddio ha loro dato il dono pari come a noi ancora, che abbiam creduto nel Signore Gesù Cristo, chi era io da potere impedire Iddio?
17Ari, ma Kot kotin kijakija irail dueta a kotin kijakija kitail er, kitail me pojonlar Kaun Iejuj Krijtuj, ij nai, pwe i en kak palian Kot?
18Allora essi, udite queste cose, si acquetarono, e glorificarono Iddio, dicendo: Iddio adunque ha dato il ravvedimento eziandio a' Gentili, per ottener vita?
18Irail lao ronadar mepukat ap nenenla o kapina Kot indada: Nan Kot pil kotiki on men liki kan en kalula, pwen maurela.
19OR coloro ch'erano stati dispersi per la tribolazione avvenuta per Stefano, passarono fino in Fenicia, in Cipri, e in Antiochia, non annunziando ad alcuno la parola, se non a' Giudei soli.
19A me muei pajan ni anjau en kamekam en Jtepanuj, kakan jili lel Ponijien, o Jipern, o Antiokien o jota padaki on meamen pwe Juj akan eta.
20Or di loro ve n'erano alcuni Ciprioti, e Cirenei, i quali, entrati in Antiochia, parlavano a' Greci, evangelizzando il Signore Gesù.
20A nan pun arail ol akai mia, men Jipern o Kirene, me pwara don Antiokien, ap pil padaki on men Krik ronamau en Kaun Ieiuij.
21E la mano del Signore era con loro; e gran numero di gente , avendo creduto, si convertì al Signore.
21A lim en Kaun o ieian irail o me toto pojonlar wuki on Kaun o.
22E la fama di loro venne agli orecchi della chiesa ch' era in Gerusalemme; laonde mandarono Barnaba, acciocchè passasse fino in Antiochia.
22Ron en mepukat ap peidon momodijou en Ierujalem. Ir ari poronelar Parnapaj, pwen kokola lel Antiokien.
23Ed esso, essendovi giunto, e veduta la grazia del Signore, si rallegrò; e confortava tutti di attenersi al Signore, con fermo proponimento di cuore.
23I lao pwarador o kilaner mak en Kot, ap peren kidar o panaui irail karoj, ren kelail ni monion arail o podidi on Kaun o.
24Perciocchè egli era uomo da bene, e pieno di Spirito Santo, e di fede. E gran moltitudine fu aggiunta al Signore.
24Pwe i me ol kelail o mau amen, me dir en Nen jaraui o pojon. A aramaj toto me wuki on Kaun o.
25Poi Barnaba si partì, per andare in Tarso, a ricercar Saulo; ed avendolo trovato, lo menò in Antiochia.
25A ap kola Tarjuj rapaki Pauluj.
26Ed avvenne che per lo spazio di un anno intiero, essi si raunarono nella chiesa, ed ammaestrarono un gran popolo; e i discepoli primieramente in Antiochia furono nominati Cristiani.
26A lao diaradar i, ap ukedo i Antiokien. Ira ap mimi ren momodijou par eu o padapadaki on me toto. A nan Antiokien tounpadak kan tapidar adaneki japwilim en Krijtuj akan.
27Or in que' giorni certi profeti scesero di Gerusalemme in Antiochia.
27A ni ran pukat jaukop akai ko don Antiokien jan Ierujalem.
28E un di loro, chiamato per nome Agabo, levatosi, significò per lo Spirito che una gran fame sarebbe in tutto il mondo; la quale ancora avvenne sotto Claudio Cesare.
28A amen irail, me ad a Akapuj me u kokopki Nen, me muei lek lapalap pan kipadi jappa; ari a pwaidar ni muein Klaudiuj.
29Laonde i discepoli, ciascuno secondo le sue facoltà, determinarono di mandar a fare una sovvenzione a' fratelli che abitavano nella Giudea;
29A irail inauki pena, me re pan kijakia jaulan kan, me mi Ierujalem duen ar kapwapwa amen amen.
30il che ancora fecero, mandando quella agli anziani per le mani di Barnaba e di Saulo.
30Mepukat re wiadar; re kadar won jaunkoa kan Parnapaj o Pauluj me wala.
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