Fatti Degli Apostoli 10
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
1OR v'era in Cesarea un certo uomo chiamato per nome Cornelio, centurione della schiera detta Italica.
1OL amen mi Jajarea ad a Korneliuj, me jaumaj en pwin en jaunpei eu, me ad a men Italien,
2Esso, essendo uomo pio e temente Iddio, con tutta la sua casa, e facendo molte limosine al popolo, e pregando Iddio del continuo,
2Me lelapok o majak Kot ianaki toun im a karoj, me poden kijakij on aramaj, o kapakap on Kot anjau karoj.
3vide chiaramente in visione, intorno l'ora nona del giorno, un angelo di Dio, che entrò a lui, e gli disse: Cornelio.
3A majani ni kajanjal eu tounlan en Kot amen, me pwara don i ni klok jilu, majani on i: Korneliuj!
4Ed egli, riguardatolo fiso, e tutto spaventato, disse: Che v'è, Signore? E l'angelo gli disse: Le tue orazioni, e le tue limosine, son salite davanti a Dio per una ricordanza.
4A kankakil i o majakadar, potoan on: Main, dakot? A kotin majani on i: Om kapakap akan o koleir leler wajailen Kot.
5Or dunque, manda uomini in Ioppe, e fa' chiamare Simone, il quale è soprannominato Pietro.
5Koe ari kadar won lope ol akai, ukedo Jimon, me pil ad a Petruj,
6Egli alberga appo un certo Simone coiaio, che ha la casa presso del mare; esso ti dirà ciò ch'ei ti convien fare.
6Me kin kairu ren Jimon jaun wia kil en man, me im a jal on jed;
7Ora, come l'angelo che parlava a Cornelio se ne fu partito, egli, chiamati due de' suoi famigli, ed un soldato di que' che si ritenevano del continuo appresso di lui, uomo pio,
7A tounlan o, me kotin mama jani on i, lao kotilar, ap ekeredo na ladu riamen o jaunpei lelapok amen, me kin mi re a anjau karoj.
8e raccontata loro ogni cosa, li mandò in Ioppe.
8A lao majani on irail mepukat karoj, ap kadar ir alan lope.
9E il giorno seguente, procedendo essi al lor cammino, ed avvicinandosi alla città, Pietro salì in sul tetto della casa, intorno l'ora sesta, per fare orazione.
9A mandan ran o ni ar japa japalwei o koren ion kanim o, Petruj ap kotila pon im o, pwen kapakap impan klok eijokriau.
10Or avvenne ch'egli ebbe gran fame, e desiderava prender cibo; e come que' di casa gliene apparecchiavano, gli venne un ratto di mente.
10Ap men jakadar o a pan jak. A ni ar kaonopadan i, ap majani kajanjal eu:
11E vide il cielo aperto, ed una vela simile ad un gran lenzuolo, che scendeva sopra lui, legato per li quattro capi, e calato in terra;
11A kilaner nanlan a ritidar o ed eu likamata tein pwainok kalaimun kokodi, me imwi kan pukopuk pena o pwilidi on nani pwel.
12nella quale vi erano degli animali terrestri a quattro piedi, e delle fiere, e de' rettili, e degli uccelli del cielo d'ogni maniera.
12Jon en man en jappa karoj mi lole, me kin aluki pa, o me laualo, o man korop kai, o manpir en pan lan.
13Ed una voce gli fu indirizzata, dicendo: Levati, Pietro, ammazza, e mangia.
13O nil eu peidi don i majanier: Petruj, paurida, kamela o mana!
14Ma Pietro disse: In niun modo, Signore, poichè io non ho giammai mangiato nulla d'immondo, nè di contaminato.
14A Petruj potoan on: Kaidin Main, pwe i kaikenta mana me mal kot, de me jamin.
15E la voce gli disse la seconda volta: Le cose che Iddio ha purificate, non farle tu immonde.
15A nil o majani on i kariapak: Meakot, me Kot kamakelekeladar koe der mamaleki!
16Or questo avvenne fino a tre volte; e poi la vela fu ritratta in cielo.
16Mepukat wiauier pan jilepak! Ed o ap kapuredalan nanlan.
17E come Pietro era in dubbio in sè stesso che cosa potesse esser quella visione ch'egli avea veduta, ecco, gli uomini mandati da Cornelio, avendo domandato della casa di Simone, furono alla porta.
17A Petruj ni a kotin ponepon kidar wewe en kajanjal o, me a majanier, kilan, ol oko me paka darado jan ren Korneliuj, ap rapaki im en Jimon o uda pan wanim o,
18E chiamato alcuno , domandarono se Simone, soprannominato Pietro, albergava ivi entro.
18O likilikwir pepeidok, ma Jimon, me pil mar a Petruj kotikot waja o.
19E come Pietro era pensoso intorno alla visione, lo Spirito gli disse: Ecco, tre uomini ti cercano.
19A Petruj ni a kotin madamadaua duen kajanjal o, Nen ap kotin majani on i: Kilan ol jilimen raparapa kin uk.
20Levati adunque, e scendi, e va' con loro, senza farne difficoltà, perciocchè io li ho mandati.
20Uda o kodiwei ian irail o jo peikajal, pwe Nai me kadar irail do.
21E Pietro, sceso agli uomini che gli erano stati mandati da Cornelio, disse loro: Ecco, io son quello che voi cercate; quale è la cagione per la qual siete qui?
21Petruj ap kodilan ren ol oko, majani: Kilan, iet nai, me komail raparapaki. Da karepen omail kodo?
22Ed essi dissero: Cornelio, centurione, uomo giusto e temente Iddio, e del quale rende buona testimonianza tutta la nazion de' Giudei, è stato divinamente avvisato da un santo angelo di farti chiamare in casa sua, e d'udir ragionamenti da te.
22Irail inda: Korneliuj jaumaj en jaunpei amen, ol pun amen, me majak Kot, o kalok mau ren Juj akan karoj, me manier jan ren tounlan jaraui en Kot amen, en poron don komui, en kotido nan tanpaj a, pwen mani jan komui majan akan.
23Pietro adunque, avendoli convitati d'entrare in casa , li albergò; poi, il giorno seguente, andò con loro; ed alcuni de' fratelli di que' di Ioppe l'accompagnarono.
23I ari kajamo ir Ion o kinte kin irail er. A mandan ran o a kotin ian ir wei; o jaulan en lope kai pil ian i.
24E il giorno appresso entrarono in Cesarea. Or Cornelio li aspettava, avendo chiamati i suoi parenti ed i suoi intimi amici.
24A mandan ran o re leler Jajarea. A Korneliuj kapokon pena jau i o kompokepa kan ap auiaui irail.
25E come Pietro entrava, Cornelio, fattoglisi incontro, gli si gittò a' piedi, e l'adorò.
25A Petruj lao pedelon on, Korneliuj ap tu on i o pupedi on ni aluwilu a o kaudok on i.
26Ma Pietro lo sollevò, dicendo: Levati, io ancora sono uomo.
26A Petruj kauada i indada: Uda, pwe nai pil aramaj amen.
27E ragionando con lui, entrò, e trovò molti, che si erano quivi raunati.
27A ni ara majan pena, ap pedelon on, diaradar me toto momod pena.
28Ed egli disse loro: Voi sapete come non è lecito ad un uomo Giudeo aggiungersi con uno strano, od entrare in casa sua; ma Iddio mi ha mostrato di non chiamare alcun uomo immondo, o contaminato.
28I ari majani on irail: Komail aja, me a jota inen, ol en Juj amen en pat on men liki amen de kola re a. A Kot kotin kajale on ia, i ender mamaleki de jauteki amen aramaj.
29Perciò ancora, essendo stato mandato a chiamare, io son venuto senza contradire. Io vi domando adunque: Per qual cagione mi avete mandato a chiamare?
29I me i koki do o jo peikajal ni ar idok ia. Ari, i men kalelapok, da karep en omail eker ia do?
30E Cornelio disse: Quattro giorni sono, che io fino a quest'ora era digiuno, ed alle nove ore io faceva orazione in casa mia; ed ecco, un uomo si presentò davanti a me, in vestimento risplendente, e disse:
30Korneliuj ap majaniada: Mon pon pa pon nai kaijejol lel auer wet. A ni klok duau i kapakap nan im ai. A kilan, ol amen me kot mo i, mi nan likau linalin,
31Cornelio, la tua orazione è stata esaudita, e le tue limosine sono state ricordate nel cospetto di Dio.
31O majani: Korneliuj, om kapakap me pwaida, o om koleir leler kupur en Kot.
32Manda adunque in Ioppe, e chiama di là Simone, soprannominato Pietro; egli alberga in casa di Simone coiaio, presso del mare; quando egli sarà venuto, egli ti parlerà.
32Ari, ilakilan lope, pwe Jimon me pil ad a Petruj, en kodo. A kaikairu nan im en Jimon jaun wia kil en man, me jal on jed. A lao pwarado, a pan padapadaki uk.
33Perciò, in quello stante io mandai a te, e tu hai fatto bene di venire; ed ora noi siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per udir tutte le cose che ti sono da Dio state ordinate.
33Nai ari pitipit ilakilan komui, a meid mau omui pwarador. Ari iet kit karoj janjal mon Kot, pwe jen ron meakan, me Kot majani on komui.
34Allora Pietro, aperta la bocca, disse: In verità io comprendo, che Iddio non ha riguardo alla qualità delle persone;
34Petruj ap kotiki pajan jilan I indada: Melel, i ajaer, me Kot jota kin kotin lipilipiliki aramaj,
35anzi che in qualunque nazione, chi lo teme, ed opera giustamente, gli è accettevole;
35A nan jap karoj meamen majak i o wiawia me pun, nan i me konekon re a.
36secondo la parola ch'egli ha mandata a' figliuoli d'Israele, evangelizzando pace per Gesù Cristo, ch'è il Signor di tutti.
36Majan o me a kotin kadara don men Ijrael, en kaire kin irail popol ren Iejuj Krijtuj. (Nan i me Kaun pan meakaroj).
37Voi sapete ciò che è avvenuto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò:
37Komail aja majan me kalok jili me tapidar nan Kalilaa lel ludaa pon murin paptaij, me loanej wiada padak due.
38come Iddio ha unto di Spirito Santo, e di potenza, Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo beneficii, e sanando tutti coloro che erano posseduti dal diavolo, perciocchè Iddio era con lui.
38Duen en Kot a kotin keiekier Iejuj en Najaret Nen jaraui o manaman, me kotin kakan jili wiawia mau o kakeladar me tanwar en tewil, pwe Kot kotin ieian i.
39E noi siamo testimoni, di tutte le cose ch'egli ha fatte nel paese de' Giudei, e in Gerusalemme; il quale ancora essi hanno ucciso, appiccandolo al legno.
39A kit karoj me jaunkadede en meakaroj, me a kotin wiadar nan jap en Juj akan o pil Ierujalem, me re pajuredi on nin tuka o kamatalar.
40Esso ha Iddio risuscitato nel terzo giorno, ed ha fatto che egli è stato manifestato.
40Nan i me Kot kotin kaiajadar ni ran kajilu o kajaleda i.
41Non già a tutto il popolo, ma a' testimoni prima da Dio ordinati, cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo ch'egli fu risuscitato da' morti.
41Kaidin on aramaj karoj, pwe on jaunkadede kai, me pilipildar ren Kot, kit me ian I jak o urak murin a iajadar jan ren me melar akan.
42Ed egli ci ha comandato di predicare al popolo, e di testimoniare ch'egli è quello che da Dio è stato costituito Giudice de' vivi e de'morti.
42I ari majani on kit, jen padapadak on aramaj o kadede melel, me i, me Kot kotin piladar, pwen Jaunkapun pan me maur o me melar akan.
43A lui rendono testimonianza tutti i profeti: che chiunque crede in lui, riceve remission de' peccati per lo nome suo.
43A jaukop karoj kin kadede duen i, me dip en ir karoj, me pojon i, pan lapwada pweki mar a.
44Mentre Pietro teneva ancora questi ragionamenti, lo Spirito Santo cadde sopra tutti coloro che udivano la parola.
44A ni Petruj kotikida majan pukat Nen jaraui ap moredi pon karoj, me roneron padak o.
45E tutti i fedeli della circoncisione, i quali eran venuti con Pietro, stupirono che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso eziandio sopra i Gentili.
45A me pojon akan, kijan jirkomjaij, karoj me ian Petruj pwarador, puriamuiki, me Nen jaraui pil moredi pon men liki kan.
46Poichè li udivano parlar diverse lingue, e magnificare Iddio.
46Pwe re ronadar ar lokaia kida nil toror kapina Kot. Petruj ap majanier:
47Allora Pietro prese a dire: Può alcuno vietar l'acqua, che non sieno battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo, come ancora noi?
47Ij me pan inapwriedi pil, me mepukat ender paptaijela, pwe re aleer Nen jaraui dueta kitail?
48Ed egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora essi lo pregarono che dimorasse quivi alquanti giorni.
48I ari majani, me ren paptaijela ni mar en Iejuj Krijtuj. Irail ap poeki, a en mimieta re ’rail ran akai.
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