Luka 5
Meriam Mir GospelsTranslation
Meriam Mir Gospels
Diodati Bibbia 1885
1Ege E ekue nerute pek, abele ni Genesareta ge, ege gaire le lakub uiaba esaimelu, uiaba lagelage asolare Ade ra mer.
1OR avvenne che, essendogli la moltitudine addosso, per udir la parola di Dio, e stando egli in piè presso del lago di Gennesaret;
2Epe E erdali neisi nar gur tauer nerute apek abele ni ge; nolea le kak, uiaba bakeauare net ogarup.
2vide due navicelle ch'erano presso della riva del lago, delle quali erano smontati i pescatori, e lavavano le lor reti.
3Epe E bakeamulu nerute nar ge, Simona ra nar, E abi damosi, Ma elele ami abele nar nerute apek abele ni ge. Epe E emeri lokod ge, E uiabi ereuerem, gaire le lakub, abele narlam.
3Ed essendo montato in una di quelle, la quale era di Simone, lo pregò che si allargasse un poco lungi da terra. E postosi a sedere, ammaestrava le turbe d'in su la navicella.
4Ege abara marau eseamulu, E abi detager Simona, Ma elele abele keper ge, ueakai uaba net esapili, a lar nagri.
4E come fu restato di parlare, disse a Simone: Allargati in acqua, e calate le vostre reti per pescare.
5Simona abi detager, kega, Opole, abele ki ge keriba au sagim, nolea lar nagri: epe mara mer nagri, abelelam kaka net ko bataueret.
5E Simone, rispondendo, gli disse: Maestro, noi ci siamo affaticati tutta la notte, e non abbiam preso nulla; ma pure, alla tua parola, io calerò la rete.
6Abele lu uiaba emetu ikeli, epe uiaba net esapili gaire lar mitkar; epe uiaba net batoatare:
6E fatto questo, rinchiusero gran moltitudine di pesci; e la lor rete si rompeva.
7Ege uiaba opu darakiriare uader emeri nerute nar ge, tabakeauare uiabi upidaratidalare. Epe uiaba tabakeauare, ege neisi nar mitkar, maike bataili.
7Ed accennarono a' lor compagni, ch' erano nell'altra navicella, che venissero per aiutarli. Ed essi vennero, ed empierono amendue le navicelle, talchè affondavano.
8Ege Simona Peteru umele, epe abi ekesmeri Iesu ra teter ge, kega, Opole, ma bakeamulu karielam, abelelam kaka uit le.
8E Simon Pietro, veduto questo , si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: Signore, dipartiti da me; perciocchè io son uomo peccatore.
9Abelelam E abi damered, pako uader kemem abim, abelelam gaire lar uiaba nagri;
9Poichè spavento aveva occupato lui, e tutti coloro che eran con lui, per la presa de' pesci che aveano fatta.
10Ege mokakalam Iakobo pako Ioane, Zebedaio ra omasker, uiaba larem okakis Simona. Epe Iesu abi detager, Simona, Ma nolea geum kak; ditimed peirdi gaire le nagri marielam.
10Simigliantemente ancora Giacomo, e Giovanni, figliuol di Zebedeo, ch'eran compagni di Simone. E Gesù disse a Simone: Non temere; da ora innanzi tu sarai prenditore d'uomini vivi.
11Ege uiaba nar akaridalie, epe uiaba gaire lu uridili dikaer, a uiaba abi irmili.
11Ed essi, condotte le navicelle a terra, lasciarono ogni cosa, e lo seguitarono.
12E bakeamulu nerute uteb ge, nerute le nagri gim, abara gem lepera mitkar: ege E Iesu erdali, epe abim ekesmeri tabara opem, E abi damosi, kega, Opole, ese ma lagelage, ma umele kara gem ogdirup.
12OR avvenne che mentre egli era in una di quelle città, ecco un uomo pien di lebbra, il quale, veduto Gesù, e gettatosi sopra la faccia in terra, lo pregò, dicendo: Signore, se tu vuoi, tu puoi mondarmi.
13Epe abara tag itrimud, E abi itut, kega, Kaka lagelage; mari ogdirup. Epe abara gim lepera akaid.
13Ed egli, distesa la mano, lo toccò, dicendo: Sì, io lo voglio, sii netto. E subito la lebbra si partì da lui.
14Epe E abi detaut, Ma nolea etomeret nerute le: debele ma bakeam abi etomeret abele zogozogo le, ma abi ais tonar ogdirup, mokakalam Mose ra gelar giz, ueakai uiaba umele abele atamelam.
14Ed egli gli comandò di non dirlo ad alcuno; anzi va', diss'egli , mostrati al sacerdote, ed offerisci, per la tua purificazione, secondo che Mosè ha ordinato in testimonianza a loro.
15Abele mer E osmed, gaire le asolare abim: epe gaire le lakub giz tabakeauare uiaba lagelage abi asolare, pako idigiri uiaba gim.
15E la fama di lui si spandeva vie più; e molte turbe si raunavano per udirlo, e per esser da lui guarite delle loro infermità.
16E bakeamulu le kak uteb, ege esorerapoilu.
16Ma egli si sottraeva ne' deserti, ed orava.
17Nerute gerger, E uiabi ereuerem; ege Faresaio giz pako ereuer le abele gelar giz, uiaba tabakeauare nerute uteb Galilaialam, pako Iudaia, pako Ierusalema; ege nagri Opole ra adigiri, abelelam E nadgirare uiabim.
17ED avvenne un di que' giorni, ch'egli insegnava; e quivi sedevano de' Farisei, e de' dottori della legge, i quali eran venuti di tutte le castella della Galilea, e della Giudea, e di Gerusalemme; e la virtù del Signore era quivi presente , per sanarli.
18Dasmer, nerute le uiaba tegared taba siklam gim nagri E ibibi; uiaba lagelage abim tegared, a abi ais Iesu ra opem.
18Ed ecco certi uomini, che portavano sopra un letto un uomo paralitico, e cercavano di portarlo dentro, e di metterlo davanti a lui.
19A uiaba nolea umer kak, abelelam abele meta mitkar gaire le lakub, epe uiaba bakeauare meta tumge ezagerare Iesu muige, a lemlem ismi, uiaba sik dikri gim le tumge igimerare.
19E non trovando onde lo potessero metter dentro, per la moltitudine, salirono sopra il tetto della casa, e lo calaron pe' tegoli, insieme col letticello, ivi in mezzo, davanti a Gesù.
20Ege E erdali uiaba oituli, E abi detager, kega, Mara uit emetu idigiri.
20Ed egli, veduta la lor fede, disse a colui: Uomo, i tuoi peccati ti son rimessi.
21Epe aotale giz pako Faresaio giz uiaba dikiaporare, kega, Nete le dali E adud mer Adim? Nete umele uit idigiri, no Ade tepteb?
21E gli Scribi e i Farisei presero a ragionare, dicendo: Chi è costui che pronunzia bestemmie? chi può rimettere i peccati, se non Iddio solo?
22Epe Iesu erdali uiaba dikiaporare, E uiabi detaut, kega, Nako dikiaporare uaba nerkep?
22Ma Gesù, riconosciuti i lor ragionamenti, fece lor motto, e disse: Che ragionate voi ne' vostri cuori?
23Nako lu nolea beber, kega, Ege mara uit adem dikri: nako, Ma ekue bakeam?
23Quale è più agevole, dire: I tuoi peccati ti son rimessi, ovver dire: Levati, e cammina?
24Abelelam ueakai uaba umele Ade ra Uerem, E nagri sirdam geseb ge uit dikri, (ege E abi detager ibibi le,) Kaka mari detager, Ma ekue, bakeam ais mara sik, a bakeam mabara meta.
24Ora, acciocchè voi sappiate che il Figliuol dell'uomo ha autorità in terra di rimettere i peccati: Io ti dico (disse egli al paralitico): Levati, e togli il tuo letticello, e vattene a casa tua.
25Epe E ekueid uiaba opem, ege tabara sik ekau, a bakeam tabara meta, E Adim naospered.
25Ed egli, in quello stante, levatosi nel lor cospetto, e tolto in su le spalle ciò sopra di che giaceva, se ne andò a casa sua, glorificando Iddio.
26Uiaba uridili au damrare, uiaba naospered Adim; ege uiaba au geum, kega, Abelelam kerkar abele lu meriba erdalare abele gerger.
26E stupore occupò tutti, e glorificavano Iddio, ed eran pieni di paura, dicendo: Oggi noi abbiam vedute cose strane.
27Ege abele lu eseamulu, epe E osmed, ege E erdali nerute telona giz, abara nei Leui, ege E emeri meta dipumed: E abi detager, kega, Kari narmili.
27E DOPO queste cose, egli uscì, e vide un pubblicano, detto per nome Levi, che sedeva al banco della gabella, e gli disse: Seguitami.
28Epe gaire lu uridili dikaer, E sobkak abi irmili.
28Ed egli, lasciato ogni cosa, si levò, e lo seguitò.
29Ege Leui E ikeli uetpur abara meta ge abim: gaire telona giz abi kemem, pako uader uteid baiter uiaba eroli okakis
29E Levi gli fece un gran convito in casa sua; e la moltitudine di pubblicani, e di altri, ch'eran con loro a tavola, era grande.
30Faresaio giz a aotale giz, uiaba mudi mer abara kaimeg giz, kega, Nalugelam uaba eroli a ereli okakis telona giz a uit le giz?
30E gli Scribi e i Farisei di quel luogo mormoravano contro a' discepoli di Gesù, dicendo: Perchè mangiate, e bevete co' pubblicani, e co' peccatori?
31Iesu uiabim detaut, kega, Saserim le giz lukup kemle lakak; gim le giz laglag.
31E Gesù, rispondendo, disse loro: I sani non han bisogno di medico, ma i malati.
32Kaka nolea tabarki ko gaire barkak tonar dabgeri, debele gaire uit le giz, ueakai uiaba obazgeda.
32Io non son venuto per chiamare i giusti, anzi i peccatori, a ravvedimento.
33Ege uiaba abi detaut kega, Nalugelam Ioane ra kaimeg giz leueru baili, pako esorerapare, pako Faresaio ra kaimeg giz; ege mara kaimeg giz uiaba eroli a ereli?
33ED essi gli dissero: Perchè i discepoli di Giovanni, e simigliantemente que' de' Farisei, digiunano eglino, e fanno spesso orazioni, ed i tuoi mangiano, e bevono?
34Ege Iesu uiabim detager, kega, Nako, umele gaire boai le ispida ko leueru baili, le ispida uiabi dog?
34Ed egli disse loro: Potete voi far digiunare quei della camera delle nozze, mentre lo sposo è con loro?
35Kerker niai tabarki; le ispida uiabielam egared, abele gaire gerger uiaba leueru baili.
35Ma i giorni verranno, che lo sposo sarà loro tolto, ed allora in que' giorni digiuneranno.
36Ege E uiabim detager, nerute mer babisdarie, kega, Nole le kerkar mog uali itkedi okakis buzibuzi am uali; kerkar mog ualilam ekep itkedi, iako kerkar mog ualilam nole abkoreb buzibuzi am uali.
36Disse loro, oltre a ciò, una similitudine: Niuno straccia un pezzo da un vestimento nuovo per metterlo sopra un vestimento vecchio; altrimenti, egli straccia quel nuovo, e la pezza tolta dal nuovo non si confà al vecchio.
37Nole le epaiteret kerkar uaina muige buzibuzi tarpor giz; epe tarpor giz arperiklam, uaina epaiteredoa, epe sor giz adud.
37Parimente, niuno mette vin nuovo in otri vecchi; altrimenti, il vin nuovo rompe gli otri, ed esso si spande, e gli otri si perdono.
38Ese ko kerkar tarpor giz sorem, debele epaiteret kerkar uaina, ueakai debele.
38Ma convien mettere il vin nuovo in otri nuovi, ed amendue si conserveranno.
39Nole le ereli emeret uaina, a iako ko sobkak lagelag kerkar uaina: abelelam E detager, kega, Emeret uaina debele.
39Niuno ancora, avendo bevuto del vin vecchio, vuol subito del nuovo; perciocchè egli dice: Il vecchio val meglio.
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