Luka 11
Meriam Mir GospelsTranslation
Meriam Mir Gospels
Diodati Bibbia 1885
1Iesu emri nerute uteb ge, ege E esorerapare, eseemuda, ege nerute abara kaimeg giz, E abi detager, kega, Opole, debele ma keribi dereuerare abele esorerapare, mokakalam Ioane de tabara kaimeg giz nereuerare.
1ED avvenne che, essendo egli in un certo luogo, orando, come fu restato, alcuno de' suoi discepoli gli disse: Signore, insegnaci ad orare, siccome, ancora Giovanni ha insegnato a' suoi discepoli.
2Ege E uiabi detager, kega, Ua esorerapauem mokakalam, kega, Keriba Aba kotor ge, zogoem mara nei. Mamoro mara baselaia sepem uatabu. Ikeroa mabara lag abele geseb ge, mokakalam kotor ge.
2Ed egli disse loro: Quando orerete, dite: PADRE NOSTRO, che sei ne' cieli, sia santificato il tuo nome, il tuo regno venga, la tua volontà sia fatta in terra, come in cielo.
3Keribi ikuar leuer, nerute gerger a nerute gerger, keribi abkoreb.
3Dacci di giorno in giorno il nostro pane cotidiano.
4Adem dikri keriba uit; abelelam keribibu dikri ui uridili keribi dedkoeda. Nole keriba tegeredare abele mirem, epe keribi ditkedarare uitelam.
4E rimettici i nostri peccati; perciocchè ancor noi rimettiamo i debiti ad ogni nostro debitore; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno.
5E ge uiabi nautumerare, kega, Nete uaba tebud, E bakeamulu eipu ki ge, E abi detager, kega, A ma tais neisi netat areto, keubu iako bodomalam;
5POI disse loro: Chi è colui d'infra voi che abbia un amico, il quale vada a lui alla mezzanotte, e gli dica:
6Abelelam, kara tebud emetu tabakeam, a kaka nole leuer kak abi ikuar;
6Amico, prestami tre pani; perciocchè mi è giunto di viaggio in casa un mio amico, ed io non ho che mettergli dinanzi?
7E ge abi detager, muige taba meta ge, Nalu ma kari naogatili: emetu peike meta dimiredare, emetu ki eididare omaskerkem; kaka umer kak nakiamlu mari nakuare?
7Se pur colui di dentro risponde, e dice: Non darmi molestia; già è serrata la porta, e i miei fanciulli son meco in letto; io non posso levarmi, e darteli;
8Kaka uabi detager, kega, Ese E nole ekue abi ikuar, abelelam abara tebud, epe E ikuar gaire lu uridili E laglag, abelelam E elele damosi.
8io vi dico che, avvegnachè non si levi, e non glieli dia, perchè è suo amico; pure per l'importunità di esso egli si leverà, e gliene darà quanti ne avrà di bisogno.
9Kaka uabi detager, kega, Debele uaba damos, ueakai uaba nagri; uaba deraimer, ueakai nagri; uaba mudmud, E uabi diski.
9Io altresì vi dico: Chiedete, e vi sarà dato; cercate, e troverete; picchiate, e vi sarà aperto.
10Abelelam, ese le abi damos, E nagri; le deraimer, a erdali; le mudmud, E abi diski.
10Perciocchè, chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, ed è aperto a chi picchia.
11Ese uerem areto damos tabara abalam, nako E abi baker ikuar? Ese abi damos nerute lar, nako E ikuar tabo, a nolea lar kar ikuar?
11E chi è quel padre tra voi, il quale, se il figliuolo gli chiede del pane, gli dia una pietra? ovvero anche un pesce, e in luogo di pesce, gli dia una serpe?
12Ese abi damos kalkal ra uer, nako E ikuar bokani, a nolea ikuar kalkal uer?
12Ovvero anche, se gli domanda un uovo, gli dia uno scorpione?
13Uaba adud tonar, ese uaba umele gaire debe lu naisuerare uaba omasker, mokakalam uaba Aba, emeri Kotor ge, E uabi uadekuarare Lamar Zogo uaba damos?
13Se voi dunque, essendo malvagi, sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domanderanno?
14E imud nerute demoni, ege E te dabimdabim. Ege demoni baos abielam, ege E mer etkalu, abele le te dabimdabim; ui ge gaire le giz abi damerare.
14Or egli cacciava un demonio, il quale era mutolo; ed avvenne che quando il demonio fu uscito, il mutolo parlò; e le turbe si maravigliarono.
15Uader le batagelare, kega, Belezebul, demoni giz opole, abelelam E umeli demoni imud.
15Ma alcuni di quelle dissero: Egli caccia i demoni per Beelzebub, principe de' demoni.
16Uader le giz abi mirem, ege uiaba abi deraimerare atamelam kotorlam.
16Ed altri, tentandolo, chiedevano da lui un segno dal cielo.
17Ege E opasereret uiaba dikiaporare, E uiabi daratagerare, kega, Gaire baselaia uridili epuli eseamuda; pako boai epuli nolea niaiem ekue.
17Ma egli, conoscendo i lor pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in parti contrarie è deserto; parimente, ogni casa divisa in parti contrarie, ruina.
18Ese Satana tababu barili a epuli, nako E umele niaiem ekue, pako abara baselaia? abelelam, pe ua detager, kega, Belezebul, abelelam ka demoni imuda.
18Così anche, se Satana è diviso in parti contrarie, come può durare il suo regno? poichè voi dite che io caccio i demoni per Beelzebub.
19Ese kaka namuare demoni Belezebuloelam, netide uanamuare demoni giz a uaba omasker giz? abelelam keubu gerger ge, uabi uaditimerare.
19E, se io caccio i demoni per Beelzebub, per cui li cacciano i vostri figliuoli? perciò, essi saranno vostri giudici.
20Ese Ade ra tag kaka imud demoni giz, ege Ade ra baselaia emetu tabaruka.
20Ma, se io, per lo dito di Dio, caccio i demoni, il regno di Dio è adunque giunto a voi.
21Ese saserim le nagri ares lu taba meta uanaseseredauem, ia atko kak lu uadaragiri:
21Quando un possente uomo bene armato guarda il suo palazzo, le cose sue sono in pace.
22Ese au saserim le uatabakeamu abi uaekesmer, abara ares lu uadais, E au oituli tabara ares lu.
22Ma se uno, più potente di lui, sopraggiunge, e lo vince, esso gli toglie le sue armi, nelle quali si confidava, e spartisce le sue spoglie.
23Ese nerute le nolea kari la kak, E nolea kari kemem; ese nerute le nole etami kari dog okakis, E tabara lu derapei.
23Chi non è meco, è contro a me; e chi non raccoglie meco, sparge.
24Ese lamar uit obaos lelam, E degemli uatuet uteb, ege E deraimer nerezi uteb; nolea uteb kak, ege E detager, kega, Kai ko tarakomelu karba meta, emeret kaka emeri.
24Quando lo spirito immondo è uscito d'alcun uomo, egli va attorno per luoghi aridi, cercando riposo; e, non trovando ne , dice: Io ritornerò a casa mia, onde io uscii.
25E bakeamulu taba utebem ge, erdar emetu dirup esemulu.
25E se , essendo vi venuto, la trova spazzata, ed adorna;
26Ege E bakeamulu, taraisare uader sefen lamar, ui au adud abi tumge; a bakeuare barot muige, a bamer: ege E au adud abele le la mop, abele gerger ge ditimedelu.
26allora va, e prende seco sette altri spiriti, peggiori di lui; e quelli entrano là, e vi abitano; e l'ultima condizion di quell'uomo è peggiore della primiera.
27E detager abele lu, ege nerute kosker ge, E ereretikri, eipu le lakub, a abi detager, kega, Uerkab ma E osmeda abele kemlam, pako abele nano ma ereli.
27Or avvenne che, mentre egli diceva queste cose, una donna della moltitudine alzò la voce, e gli disse: Beato il seno che ti portò, e le mammelle che tu poppasti.
28E abi detager, kega, Ageakar, E uerkab abele le asoli Ade ra mer, E asesereda.
28Ma egli disse: Anzi, beati coloro che odono la parola di Dio, e l'osservano.
29Ege gaire le lakub abim tabakeuare, ege E uiabi daratagerare, kega, Abele nosik au adud; uiaba deraimerare atamelam; a nolea atamelam kak, no abele atamelam Iona perofeta tepteb.
29ORA, raunandosi le turbe, egli prese a dire: Questa generazione è malvagia; ella chiede un segno; ma segno alcuno non le sarà dato, se non il segno del profeta Giona.
30Abelelam, mokakalam Iona abele atamelam Nineua ge, abkoreb Ade ra Uerem abele nosik.
30Perciocchè, siccome Giona fu segno a' Niniviti, così ancora il Figliuol dell'uomo sarà segno a questa generazione.
31Abele kosker, opole ziai apek, E ekue okakis nosik le ge, abuar ge E uiabi nautumerare, a uiabi bodomalam: abelelam E tabakeam bazmirare ge, E lagelage ueasiri Solomona ra pardale; dasmer, ike abele nerute le, E au kale tumem Solomona.
31La regina del Mezzodì risusciterà nel giudicio con gli uomini di questa generazione, e li condannerà; perciocchè ella venne dagli estremi termini della terra, per udir la sapienza di Salomone; ed ecco, qui è alcuno da più di Salomone.
32Ui ge bako Nineua ge, abele gerger ge uanautumerare abele nosik, E uiabi bodomalam: abelelam uiaba obazgeda Iona ra marau; dasmer, ike abele nerute le au kale tumem Iona.
32I Niniviti risorgeranno nel giudicio con questa generazione, e la condanneranno; perciocchè essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui è alcuno da più di Giona.
33Nolea le emetu disirik lamepa, E ikedilu lokod ge, pako agud saito ge, E ikedi tumge, iaueakai uadatki gaire le emeri be ge.
33OR niuno, avendo accesa una lampana, la mette in luogo nascosto, nè sotto il moggio; anzi sopra il candelliere, acciocchè coloro che entrano veggan la luce.
34Pone lamepa ra gem: ese mara pone debele, mara gem uridili nagri datki; ese mara pone adud, a mara gem nolea datki kak.
34La lampana del corpo è l'occhio, se dunque l'occhio tuo è puro, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se l'occhio tuo è viziato, tutto il tuo corpo ancora sarà tenebroso.
35Marim, nole kupkupi datki muige mari dog.
35Riguarda adunque, se la luce che è in te non è tenebre.
36Ese mara gem uridili nagri datki, nole kupkupi kak, E datki uridili, mokakalam lamepa datki mari dog, au bebe.
36Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, non avendo parte alcuna tenebrosa, tutto sarà rischiarato, come quando la lampana ti illumina col suo splendore.
37Ege E detaut, nerute Faresaio de abi detager, kega, Kari okakis ereueda: Ege E balu, E emerilu ero.
37ORA, mentre egli parlava, un certo Fariseo lo pregò che desinasse in casa sua. Ed egli vi entrò, e si mise a tavola.
38Ege Faresaio de abi erdar, ege E damerar, abelelam E no eroli, nole tag ogarup kak.
38E il Fariseo, veduto che prima, avanti il desinare, egli non si era lavato, se ne maravigliò.
39Ege Opole abi detager, kega, Uaba Faresaio uaba dirup abele tanelu ge pako abele kumeti; epe muige pe mitkar poipi a adud tonar.
39E il Signore gli disse: Ora voi Farisei nettate il difuori della coppa e del piatto; ma il didentro di voi è pieno di rapina e di malvagità.
40Uaba paim paim! Le ikeli sor ge, pako muige?
40Stolti, non ha colui che ha fatto il difuori, fatto eziandio il didentro?
41Debele ua aisare uaba lu omare; dasmer, gaire lu uridili uaba ogdirup.
41Ma date per limosina quant'è in poter vostro; ed ecco, ogni cosa vi sarà netta.
42Uaiai uaba Faresaio giz! abelelam ua aiseda ten mili, pako pekano, pako gaire lu uridili nagri nur ge, a ua dekaerta Ade ra itimer, pako abara omare: abkoreb ikeli abele lu, a nole dikaer abele lu.
42Ma, guai a voi, Farisei! perciocchè voi decimate la menta, e la ruta, ed ogni erba, e lasciate addietro il giudicio, e la carità di Dio; ei si conveniva far queste cose, e non lasciar quell'altre.
43Uaiai uaba Faresaio giz! abelelam ua au lagelag bao aule sunago ge, pako omare gizakos uteb.
43Guai a voi, Farisei! perciocchè voi amate i primi seggi nelle raunanze, e le salutazioni nelle piazze.
44Uaiai uaba aotale pako Faresaio, ua bes le giz! abelelam uaba mokakalam ao giz espi, ese le tumem uadegemeli, umer kak.
44Guai a voi, Scribi, e Farisei ipocriti! perciocchè voi siete come i sepolcri che non si vedono; e gli uomini che ci camminan di sopra non ne sanno nulla.
45Epe nerute gelar giz, ereuer le, E abi detager, kega, Ereuer le, mama keribi dedkoeda, mara mer peike keribim.
45Allora uno de' dottori della legge, rispondendo, gli disse: Maestro, dicendo queste cose, tu ingiurii ancor noi.
46Ege E daratagerare, kega, Uaiai uaba gelar giz ko! abelelam uaba nole dekmerik uaba lu uaba no ikuar nerute le, uaba tag pem nole.
46Ed egli gli disse: Guai ancora a voi, dottori della legge! perciocchè voi caricate gli uomini di pesi importabili, e voi non toccate que' pesi pur con l'uno de' vostri diti.
47Uaiai uaba! abelelam uaba ao emorare perofeta, a uaba kaied giz a uiabi ipit.
47Guai a voi! perciocchè voi edificate i monumenti de' profeti; e i vostri padri li uccisero.
48Epe uaba etomeret tonar uaba kaied giz, pako sererege: abelelam uiaba ipit, a uaba emorare uiaba ao.
48Voi dunque testimoniate de' fatti de' vostri padri, e li approvate; perciocchè essi uccisero i profeti, e voi edificate i lor monumenti.
49Ege Ade ra pardali detaut, Kaka uiabi namarida perofeta pako aposetola giz; uiaba uader ipit a uader damrik;
49Perciò ancora la sapienza di Dio ha detto: Io manderò loro de' profeti e degli apostoli; ed essi ne uccideranno gli uni , e ne perseguiteranno gli altri .
50Iaueakai abele nosik deraimer gaire perofeta ra mam, babused abele kerker ge ditimedelu geseb ge;
50Acciocchè sia ridomandato a questa generazione il sangue di tutti i profeti, che è stato sparso fin dalla fondazione del mondo;
51A ditimed Abela ra mam bakedida Sakaria ra mam, uiaba ipit eipu neres ge, maike Zogo meta: ageakar, kaka uabi detagereda, kega, E deraimerare abele nosik.
51dal sangue di Abele, infino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il tempio; certo, io vi dico, che sarà ridomandato a questa generazione.
52Uaiai uaba gelar giz, ereuer le! abelelam ua aisare ki pardar: ua nole barot, a ua daisumda uader lagelag barot.
52Guai a voi, dottori della legge! perciocchè avete tolta la chiave della scienza; voi medesimi non siete entrati, ed avete impediti coloro che entravano.
53Ege abele mer E uiabi detager, uiaba aotale a Faresaio giz au ueku; uige abi mirem itimerare gaire lu gem;
53Ora, mentre egli diceva lor queste cose, gli Scribi e i Farisei cominciarono ad esser fieramente inanimati contro a lui, ed a trargli di bocca risposta intorno a molte cose;
54A ui ge deraimerare abara merem E ua detaut, a ui ge natomertare.
54spiandolo, e cercando di coglierlo in qualche cosa che gli uscirebbe di bocca, per accusarlo.
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