Luka 6
Meriam Mir GospelsTranslation
Meriam Mir Gospels
Diodati Bibbia 1885
1Abele sabath ge nener kekiam gerger, E iako ekas kon gedub ge; epe abara kaimeg giz kon itarakerare, ege uiaba tag itmerare, a uiaba eroare.
1OR avvenne, nel primo sabato dal dì appresso la pasqua , ch'egli camminava per le biade; e i suoi discepoli svellevano delle spighe, e le mangiavano, sfregandole con le mani.
2Ege uader Faresaio giz uiabim daratagerare, kega, Nalu uaba lu akerare nole abkoreb sabath ge?
2Ed alcuni de' Farisei disser loro: Perchè fate ciò che non è lecito di fare nei giorni di sabato?
3Iesu uiabim detaut, kega, Nako uaba nole etage Dauida de ikeli, leuer aro kak, uerer eudili, a gaire abara kaimeg giz;
3E Gesù, rispondendo, disse loro: Non avete voi pur letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame, egli, e coloro ch'eran con lui?
4E Ade ra zogo meta ge balu, E erdali areto derser, E eroli, a uiabi nakuarare uader abi kemem; abele leuer nolea abkoreb nogle eroli, no zogozogo le giz tepteb?
4Come egli entrò nella casa di Dio, e prese i pani di presentazione, e ne mangiò, e ne diede ancora a coloro ch' eran con lui; i quali però non è lecito di mangiare, se non a' sacerdoti soli?
5Ege E uiabim detager, kega, Abele Le la Uerem sabath opole.
5Poi disse loro: Il Figliuol dell'uomo è Signore eziandio del sabato.
6Nerute sabath ge, E iako sanago ge balu, E uiabi ereuerem: nerute le abara tuter tag euselu.
6OR avvenne, in un altro sabato, ch'egli entrò nella sinagoga, ed insegnava; e quivi era un uomo, la cui man destra era secca.
7Ege aotale giz pako Faresaio giz uiaba abi deraimerare, nako, E idigri sabath ge; ueakai nagri mer ais abim.
7E i Farisei e gli Scribi l'osservavano, se lo guarirebbe nel sabato; per trovar di che accusarlo.
8E umele uiaba dikiapore; epe E abi detager, nerute le tag euselu, Ma ekue, E ekue muige. E sobkak ekue.
8Ma egli conosceva i lor pensieri, e disse all'uomo che avea la man secca: Levati, e sta' in piè ivi in mezzo. Ed egli, levatosi, stette in piè.
9Epe Iesu uiabim detager, Kaka uabi nautumerare nerute lu, Nako, abkoreb omare abele sabath ge, nako nolea? nako eded, nako ipit?
9Gesù adunque disse loro: Io vi domando: Che? è egli lecito di far bene o male, ne' sabati? di salvar una persona, o d'ucciderla?
10Ege E abi darasmerare uiaba uridili, epe abi detager, nerute le tag euselu, Mara tag itrimud. Epe E ikeli abkoreb: epe abara tag debele, mokakalam nerute.
10E guardatili tutti d'intorno, disse a quell'uomo: Distendi la tua mano. Ed egli fece così. E la sua mano fu resa sana come l'altra.
11Epe uiaba au urker; ege uiaba mer atager nalu lu uiaba ikeli abkoreb Iesuim.
11Ed essi furono ripieni di furore, e ragionavano fra loro, che cosa farebbero a Gesù.
12Abele gaire gerger, Iesu bakeamulu nerute paser ge E esorerapare; E Adim damosi ki ge ueeseamur.
12OR avvenne, in que' giorni, ch'egli uscì al monte, per orare, e passò la notte in orazione a Dio.
13Ege gerger ge, epe dabgiri abara kaimeg giz; E depeger tuelf le, ege uiabi nei atker Aposotolo;
13E quando fu giorno, chiamò a sè i suoi discepoli, e ne elesse dodici, i quali ancora nominò Apostoli;
14Simona, nei atker Peteru, pako Anederia tabara keimer, a Iakobo pako Ioane, a Filipo a Batolomaio,
14cioè: Simone, il quale ancora nominò Pietro, ed Andrea, suo fratello; Giacomo, e Giovanni; Filippo, e Bartolomeo;
15A Mataio a Toma, a Iakobo Alefaio ra uerem, pako Simona, nei atker Zelote,
15Matteo, e Toma; Giacomo di Alfeo, e Simone, chiamato Zelote;
16A Iuda Iakobo ra uerem, pako Iuda Isakariota, abi keserkeser;
16Giuda, fratel di Giacomo, e Giuda Iscariot, il quale ancora fu traditore.
17Ege E bakeam okakis uiabim, E ekue debe uteb, pako abara kaimeg giz, pako gaire le lakub Iudaialam, pako Ierusalemalam, pako nerute apek Turo a Sidona, ege uiaba tabakeauare lagelage abim asoli, a uiaba dikiapore uiaba gaire gim, E uiabi nadgirare;
17POI, sceso con loro, si fermò in una pianura, con la moltitudine dei suoi discepoli, e con gran numero di popolo di tutta la Giudea, e di Gerusalemme, e della marina di Tiro, e di Sidon, i quali eran venuti per udirlo, e per esser guariti delle loro infermità;
18Uader au asiasi uit lamar, ege E uiabi idigiri.
18insieme con coloro ch'erano tormentati da spiriti immondi; e furon guariti.
19Ege gaire le lakub uridili uiaba lagelag abi dog ekepili: abelelam E nagri adigiri, ege uiaba uridili idigiri.
19E tutta la moltitudine cercava di toccarlo, perciocchè virtù usciva di lui, e li sanava tutti.
20Ege E dasmer abara kaimeg giz, E uiabi detager, kega, Uerkab uaba nolea lu kak: abelelam uaba Ade ra baselaia ge.
20Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: Beati voi , poveri, perciocchè il regno di Dio è vostro.
21Uerkab uaba uererege peirdi: abelelam uaba kem osmeda. Uerkab uaba ezoli peirdi: abelelam uaba sererege.
21Beati voi , che ora avete fame, perciocchè sarete saziati. Beati voi , che ora piangete, perciocchè voi riderete.
22Uerkab uaba uader au urker uabim, pako uabim daratirieda, pako dedkoli uaba nei mokakalam adud lu, Le la Ueremlam.
22Voi sarete beati, quando gli uomini vi avranno odiati, e vi avranno scomunicati, e vituperati, ed avranno bandito il vostro nome, come malvagio, per cagion del Figliuol dell'uomo.
23Debele uaba sererege abele gerger ge, pako uaba eupemad a sererege: abelelam, dasmer, nagri kotor ge uaba bodomalam: abelelam abkoreb uiaba aba ikerare mokakalam gaire perofeta giz.
23Rallegratevi, e saltate di letizia in quel giorno; perciocchè, ecco, il vostro premio è grande nei cieli; poichè il simigliante fecero i padri loro a' profeti.
24Mokakalam, uaiai, uaba lu giz ra apu! abelelam uaba nagri debele.
24Ma, guai a voi, ricchi! perciocchè voi avete la vostra consolazione.
25Uaiai, uaba kem osmed! abelelam uaba uererge. Uaiai, uaba sererege peirdi! abelelam uaba okasosok, pako ezoli.
25Guai a voi, che siete ripieni! perciocchè voi avrete fame. Guai a voi, che ora ridete! perciocchè voi farete cordoglio, e piangerete.
26Uaiai, uader uridili dede mer uabim! abelelam uiaba aba ikeli abkoreb mokakalam perofeta bes.
26Guai a voi , quando tutti gli uomini diranno bene di voi! poichè il simigliante fecero i padri loro a' falsi profeti.
27Epe kaka uabim detager, uaba asoli kara mer, Uaba omare le uabim derarti, pako uaba debe mer uader nolea omare kak,
27Ma io dico a voi che udite: Amate i vostri nemici; fate bene a coloro che vi odiano;
28Uaba uerkab le kupeiatimed, uaba esorerapare uader bes mer uabim.
28benedite coloro che vi maledicono; e pregate per coloro che vi molestano.
29Ese nerute le mari ipit mara ikabu tetapim, ma ikuar nerute ikabu tetapim; ese nerute le ais mara au am uali, ma nolea daisumda mara gem uali.
29Se alcuno ti percuote su di una guancia, porgi gli eziandio l'altra; e non divietar colui che ti toglie il mantello di prendere ancora la tonica.
30Debele ma nakuarare uader uridili mari namosed; ese nerute le mara lu gatkam le, ma nolea ko tais.
30E da' a chiunque ti chiede; e se alcuno ti toglie il tuo, non ridomandarglielo.
31Mokakalam uaba nerkep dikiaporare uiaba ikeli abkoreb uabim, debele uaba ikeli mokakalam.
31E, come voi volete che gli uomini vi facciano, fate ancor loro simigliantemente.
32Ese uaba omare uader omare uabim, nalu esoao abkoreb abele lu? abelelam gaire uit tonar le giz omare uiabim, uiabi omare.
32E se amate coloro che vi amano, che grazia ne avrete? poichè i peccatori ancora amano coloro che li amano.
33Ese uaba debe dorge ikeli uiabim, gaire le uabim debe dorge, nalu uaba esoao abkoreb abele lu? abelelam gaire uit le uiaba ikeli abele lu.
33E se fate bene a coloro che fan bene a voi, che grazia ne avrete? poichè i peccatori fanno il simigliante.
34Ese uaba ikuar mani uader damosi uabim, a uaba ko dikiapore keubu nagri lu, nalu esoao abkoreb abele lu? abelelam uit le ikuar mani le damosi, ueakai nagri lu abkoreb.
34E se prestate a coloro da' quali sperate riaverlo, che grazie ne avrete? poichè i peccatori prestano a' peccatori, per riceverne altrettanto.
35Debele uaba omare uader uabim derarti, pako urker uabim, debele uaba debe dorge uiabim, pako ikuar mani uader uabi damosi, uaba nolea dikiapore lu abkoreb; ueakai bodomalam nagri, uaba Ade ra omasker: abelelam E omare uit le, pako gaire adud le.
35Ma voi, amate i vostri nemici, e fate bene, e prestate, non isperandone nulla; e il vostro premio sarà grande, e sarete i figliuoli dell'Altissimo; poichè egli è benigno inverso gl'ingrati, e malvagi.
36Debele au nasenase uaba omare, mokakalam uaba Aba, abara omare au nasenase.
36Siate adunque misericordiosi, siccome ancora il Padre vostro è misericordioso.
37Ua nole abi meratager kak, iaueakai uaba ko nole abi meratager: uaba nolea bodomalam uiabim, ueakai uaba nolea bodomalam: debele uaba adem dikri uiaba uit, ueakai uaba uit adem dikri:
37E non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; rimettete, e vi sarà rimesso.
38Debele uiabim ikuar, ueakai uabi ikuar; E uiabim ikuar debe uali E badigamo, E sapili pako dikri, E mitkar osmed adige, abelelam uaba turum nagri, a ko uaba turum nagri.
38Date, e vi sarà dato; buona misura, premuta, scossa, e traboccante, vi sarà data in seno; perciocchè, di qual misura misurate, sarà altresì misurato a voi.
39Ege E uiabim detager nerute abara mer babisdarie, kega, Nako, umele nerute sadamer tegaret nerute sadamer? epe nako uiaba neis okakis ekesmeri ao ge?
39Or egli disse loro una similitudine. Può un cieco guidar per la via un altro cieco? non caderanno essi amendue nella fossa?
40Kaimeg giz nole aule kak abara ereuer le: mokakalam abara ereuer le, debele.
40Niun discepolo è da più del suo maestro; ma ogni discepolo perfetto dev'essere come il suo maestro.
41Nalugelam ma dasmer lu puipi nerute le la pone ge, ma nolea umer kak au lu mara pone ge?
41Ora, che guardi tu il fuscello ch' è nell'occhio del tuo fratello, e non iscorgi la trave ch' è nell'occhio tuo proprio?
42Nalugelam ma abi detager, mara le, Karim mara pone, kaka adem abele lu puipi mara pone ge: ma nolea umer kak au lu mara pone ge? Ma bes le, ma kekiam adem abele au lu mara pone ge, ueakai ma umele adem puipi nerute le la pone ge.
42Ovvero, come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia che io ti tragga il fuscello ch' è nell'occhio tuo; non veggendo tu stesso la trave ch' è nell'occhio tuo proprio? Ipocrita, trai prima dell'occhio tuo la trave, ed allora ci vedrai bene per trarre il fuscello, ch' è nell'occhio del tuo fratello.
43Umer kak lu debele adud turum nagri; pako lu adud umer kak debe turum nagri.
43Perciocchè non vi è buon albero, che faccia frutto cattivo; nè albero cattivo, che faccia buon frutto.
44Abelelam gaire lu turum nagri, ueakai gaire le umele. Abelelam nolea le etobemed suke ra turum zegerzeger lu, pako nolea le etobemed turum uina ge dardar lu.
44Perciocchè ogni albero è riconosciuto dal proprio frutto; poichè non si colgono fichi dalle spine, e non si vendemmiano uve dal pruno.
45Ege gaire le debe E tais lu debele lu debele tonar, E ikedi muige abara nerkep; abele le adud E tais lu adud lu adud lam E ikedi abara nerkep; abelelam gaire lu muige E abi etomeret abara te.
45L'uomo buono, dal buon tesoro del suo cuore, reca fuori il bene; e l'uomo malvagio, dal malvagio tesoro del suo cuore, reca fuori il male; perciocchè la sua bocca parla di ciò che gli soprabbonda nel cuore.
46Nalugelam uaba etomeret karim, Opole, Opole, a uaba nolea ikeli mokakalam kara mer?
46Ora, perchè mi chiamate Signore, e non fate le cose che io dico?
47Ese nerute le karim tabakeam a asoli kara mer, pako E ikeli, kaka uiabi etomeret le mokakalam abim.
47Chiunque viene a me, e ode le mie parole, e le mette ad effetto, io vi mostrerò a cui egli è simile.
48Mokakalam nerute le ikeli abara meta, E daiui muimui, E ikedi giz ge neid ge: epe ni dodo au kase babuselu, ege umer kak dimali: abelelam abele giz E ikedi neid ge.
48Egli è simile ad un uomo che edifica una casa, il quale ha cavato, e profondato, ed ha posto il fondamento sopra la pietra; ed essendo venuta una piena, il torrente ha urtata quella casa, e non l' ha potuta scrollare, perciocchè era fondata in su la pietra.
49Ese nerute le asoli, a nolea ikeli, E mokakalam le ikeli abara meta tumem sep ge, nolea giz kak: ege abele ni dodo au kase babuselu, epe abele meta mogem erapei.
49Ma chi le ha udite, e non le ha messe ad effetto, è simile ad un uomo che ha edificata una casa sopra la terra, senza fondamento; la quale il torrente avendo urtata, ella è di subito caduta, e la sua ruina è stata grande.
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