Waiwa
Chapter 24
Kadede Kap (Pohnpeian Ne…

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vs Diodati Bibbia 1885
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Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
Diodati Bibbia 1885
1A MURIN ran limau jamero lapalap Ananiaj kotido ianaki jaumaj akai, o jaunlokaia men, me ad a Tertuluj; irail weiwei loke Pauluj ren kopina.
1ORA, cinque giorni appresso, il sommo sacerdote Anania discese, insieme con gli anziani, e con un certo Tertullo, oratore; e comparvero davanti al governatore contro a Paolo.
2A lao wijikedo, Tertuluj ap pikikidi weiweiloke i indada:
2Ed esso essendo stato chiamato, Tertullo cominciò ad accusarlo, dicendo:
3Kit ajaer duen muein popol re omui o duen kamau toto kan on toun wei wet, pweki omui kalanan main Pelikj. O i me j e kapikapina kin komui anjau o waja karoj.
3Godendo per te di molta pace, ed essendo molti buoni ordini stati fatti da te a questa nazione, per lo tuo provvedimento, noi in tutto e per tutto lo riconosciamo con ogni ringraziamento, eccellentissimo Felice.
4A i jota men kapanai komui, iet eta me i poeki re omui: Komui en kotin mani kit duen omui kalanan.
4Or acciocchè io non ti dia più lungamente impaccio, io ti prego che secondo la tua equità, tu ascolti quello che abbiamo a dirti in breve.
5Pwe je diaradar, me ol men et me morjued o me kin kapeida Juj akan karoj, me mi jappa, o i me jaumaj en pwin likam en Najaret,
5Che è , che noi abbiam trovato quest'uomo essere una peste, e commuover sedizione fra tutti i Giudei che son per lo mondo, ed essere il capo della setta de' Nazarei.
6Me pil jon kajaminela im en kaudok o, i me je koledi i, pwen kadeikada, duen at kapun o.
6Il quale ha eziandio tentato di profanare il tempio; onde noi, presolo, lo volevam giudicare secondo la nostra legge.
7A monjap Lijiaj kotin pwarado, kotiki jan i nan pa at ki a manaman lapalap,
7Ma il capitano Lisia sopraggiunto, con grande sforzo, ce l 'ha tratto delle mani, e l 'ha mandato a te;
8Majani on me weiweiloke i, en poto don re omui, a komui lao kalekalelapok re irail, kom pan pein mani duen meakan, me je pan kila i.
8comandando eziandio che gli accusatori d'esso venissero a te; da lui potrai tu stesso, per l'esaminazione che tu ne farai, saper la verità di tutte le cose delle quali non l'accusiamo.
9A Juj oko pil weiweiloke Pauluj indada: Mepukat melel!
9E i Giudei acconsentirono anch'essi a queste cose, dicendo che stavan così.
10A kopina lao olol on Pauluj, en kaparok, a ap kotin japen majani: Ni ai ajaer, me komui jaunkapun pan toun wei wet jaunpar toto, i peren kida, ai pan indinda duen pein nai.
10E Paolo, dopo che il governatore gli ebbe fatto cenno che parlasse, rispose: Sapendo che tu già da molti anni sei stato giudice di questa nazione, più animosamente parlo a mia difesa.
11Pwe komui pan mani, me pon naul ria pon eta, me i kodalan Ierujalem pwen kaudok.
11Poichè tu puoi venire in notizia che non vi son più di dodici giorni, che io salii in Gerusalemme per adorare.
12A irail jota diar ia da lokaia on amen nan im en kaudok, de kapeida aramaj oko nan jinakoke kan de nan kanim o.
12Ed essi non mi hanno trovato nel tempio disputando con alcuno, nè facendo raunata di popolo nelle sinagoghe, nè per la città.
13O re pil jota kak kadede, me re pan kin ia la met.
13Nè anche possono provare le cose, delle quali ora mi accusano.
14A iet eta, me i men kadede on komui, ni ai kin kamelele karoj, me intinidier nan jaukop akan o kapun o, i kin kaudoki on Kot en jam ai kan duen tiak en ir, me re kaadaneki pwin likam.
14Ora, ben ti confesso io questo, che, secondo la professione, la quale essi chiamano setta, così servo all'Iddio de' padri, credendo a tutte le cose che sono scritte nella legge, e ne' profeti;
15O i kaporoporeki Kot me irail pil kamelele me melar akan pan maureda, me pun o me japun kan.
15avendo speranza in Dio, che la risurrezione de' morti, così giusti come ingiusti, la quale essi ancora aspettano, avverrà.
16A i me i kin jojonki pein nai, pwe lol i en pun mon Kot o aramaj akan.
16E intanto, io esercito me stesso in aver del continuo la coscienza senza offesa inverso Iddio, e inverso gli uomini.
17A murin par toto i kodon wa don toun jap wet kijakij eu o wiadar mairon.
17Ora, in capo di molti anni, io son venuto per far limosine, ed offerte alla mia nazione.
18I anjau, me re diar ia makelekeladar nan im en kaudok o jota weriwer de moromoron.
18Le quali facendo, alcuni Giudei dell'Asia mi hanno trovato purificato nel tempio, senza turba, e senza tumulto.
19A ir pukat Juj akai nan Ajien menda re jota mi met mo ’mui, kadede nai, ma re diar me jued kot re i?
19A loro conveniva di comparire davanti a te, e d'accusarmi, se aveano cosa alcuna contro a me.
20De mepukat en pein kajanjaleda japun da, me re diar re i ni ai mi mon kapun o.
20Ovvero, dicano questi stessi, se hanno trovato alcun misfatto in me, quando io mi son presentato davanti al concistoro.
21A iet eta lepen lokaia, me i kida ni ai udar nan pun ar indada: En me melar akan ar pan maureda, i pan pakadeikki ran wet re omail.
21Se non è di questa sola parola, che io gridai, essendo in piè fra loro: Io sono oggi giudicato da voi intorno alla risurrezione de' morti.
22A Pelikj lao ereki mepukat, pwe a mani mau duen al pot et, ap kajau ir wei majani: Kaun Lijiaj lao kotido, i ap pan kaimwijokela omail kapun.
22Or Felice, udite queste cose, li rimise ad un altro tempo, dicendo: Dopo che io sarò più appieno informato di questa professione, quando il capitano Lisia sarà venuto, io prenderò conoscenza dei fatti vostri.
23I ap majani on kaun en kolekol Pauluj o kajaladokela i, o ender inapwiedi ian a kan, en kodon papa i.
23E ordinò al centurione che Paolo fosse guardato, ma che fosse largheggiato, e ch'egli non divietasse ad alcun de' suoi di servirlo, o di venire a lui.
24A murin ran akai Pelikj pwarado, a paud Drujila ian i, iei li en Juj amen, ap molipedo Pauluj o karone i duen lamalam en Krijtuj.
24Or alcuni giorni appresso, Felice, venuto con Drusilla, sua moglie, la quale era Giudea, mandò a chiamar Paolo, e l'ascoltò intorno alla fede in Cristo Gesù.
25A ni a kapakaparok duen pun, o makelekel, o kadeik, me pan wiaui, Pelikj ap majapwe kadar o japen: U kowei anjau wet, i lao pijokalar, i pan eker uk do.
25E, ragionando egli della giustizia, e della temperanza, e del giudizio a venire, Felice, tutto spaventato, rispose: Al presente vattene; ma un'altra volta, quando io avrò opportunità, io ti manderò a chiamare.
26A pil kaporoporeki, me Pauluj pan kotiki on i moni, pwen lapwada i; i me a purepure ekeker kido i o kajokajoi on i.
26Sperando insieme ancora che gli sarebber dati danari da Paolo, acciocchè lo liberasse; per la qual cosa ancora, mandandolo spesso a chiamare, ragionava con lui.
27A murin par riau Porjiuj Pejtuj japwiladar wiliandi Pelikj. A Pelijk men konekon ren Juj oko, ap jota lapwada Pauluj.
27ORA, in capo di due anni, Felice ebbe per successore Porcio Festo; e Felice volendo far cosa grata ai Giudei, lasciò Paolo prigione.

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