Waiwa 12
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
Diodati Bibbia 1885
1I ANJAU nanmarki Erodej pikikidi kame akai nan momodi jou.
1OR intorno a quel tempo il re Erode mise le mani a straziare alcuni di que' della chiesa.
2I ari kamata kila kodlaj Iakopuj ri en Ioanej.
2E fece morir con la spada Giacomo, fratel di Giovanni.
3A lao kilaner, me Juj oko peren kidar, ap pil jaikidi Petruj. Nan i unjaun prot jomut.
3E veggendo che ciò era grato a' Giudei, aggiunse di pigliare ancora Pietro (or erano i giorni degli azzimi).
4A jaikidi i o kilan i nan imaten, o kajilaki i pwin en jaunpei paieu. Pamen me wia eu pwin, pwe murin paja a men kajale on pokon i.
4E presolo, lo mise in prigione, dandolo a guardare a quattro mute di soldati di quattro l'una; volendone, dopo la Pasqua, dare uno spettacolo al popolo.
5Petruj ari jenjal nan imaten amomodijou poden kapakapki I ren Kot.
5Pietro adunque era guardato nella prigione; ma continue orazioni erano fatte della chiesa per lui a Dio.
6Ponpon mon Erodej pan kajanjaleda i, a jaimokela nan pun en jaunpei riamen, jalikidi jal mata riapot. A jilepa ko majamajan imaten mon wanim ko.
6Or la notte avanti che Erode ne facesse un pubblico spettacolo, Pietro dormiva in mezzo di due soldati, legato di due catene; e le guardie davanti alla porta guardavano la prigione.
7A kilan, amen tounlan en Kaun o pwarado o marain eu jarada nan imaten o. I ari pikir Petruj ni panepan o kapaurida i majani: Paurida pitipit! Jal mata ko ap pupedi jan ni lim a kan.
7Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse, ed una luce risplendè nella casa; e l'angelo , percosso il fianco a Pietro, lo svegliò, dicendo: Levati prestamente. E le catene gli caddero dalle mani.
8A tounlan majani on i: Pirapirada o juteda! I ari wiadar met. A ap majani on i: Upupedi o idauen ia do!
8E l'angelo gli disse: Cingiti, e legati le scarpe. Ed egli fece così. Poi gli disse: Mettiti la tua veste attorno, e seguitami.
9I ari pedoido jan o idauenla i, o a jota dedeki, me melel en tounlan a wiawia. Pwe a kiki on, me a auramandar.
9Pietro adunque, essendo uscito, lo seguitava, e non sapeva che fosse vero quel che si faceva dall'angelo; anzi pensava vedere una visione.
10Ira lao kotin daulier pwin en jilepa kaieu, o kariau, ira ap lel on wanim mata, me jalon kanim, i me pein ritida mo ’ra. Ira ari kotila pon al apot. A tounlan ap madan kotin rir jan mo a.
10Ora, com'ebbero passata la prima e la seconda guardia, vennero alla porta di ferro che conduce alla città, la qual da sè stessa si aperse loro; ed essendo usciti, passarono una strada, e in quello stante l'angelo si dipartì da lui.
11A Petruj lao dedeki me wiauier, ap majaniada: I ap aja melel, me Kaun o kotin poronedo japwilim a tounlan o kapit ia jan ni pa en Erodej o jan en Juj akan ar majamajan.
11E Pietro, ritornato in sè, disse: Ora per certo conosco, che il Signore ha mandato il suo angelo, e mi ha liberato di man d'Erode, e di tutta l'aspettazion del popolo de' Guidei.
12A ni a kotin madamadaua, ap lel on im en Maria in en Ioanej, me pil ad a Markuj, waja me toto pokon ia wia kapakap.
12E considerando la cosa , venne in casa di Maria, madre di Giovanni, soprannominato Marco, ove molti fratelli erano raunati, ed oravano.
13A ni en Petruj a letelet ni wanim o, lidu men, ad a Rode, ap pwara don ron.
13Ed avendo Pietro picchiato all'uscio dell'antiporto, una fanticella, chiamata per nome Rode, si accostò chetamente per sottascoltare.
14A lao aja kapitie en Petruj, a jota ritinada wanim o pweki a peren. A a tanlon katitiki, me Petruj kot mon wanim o.
14E, riconosciuta la voce di Pietro, per l'allegrezza non aperse la porta; anzi, corse dentro, e rapportò che Pietro stava davanti all'antiporto.
15A irail indai on i: Koe iakala. A i kelail indada, me melel. Re ap inda: Kaidin i, a japwilim a tounlan o.
15Ma essi le dissero: Tu farnetichi. Ed ella pure affermava che così era. Ed essi dicevano: Egli è il suo angelo.
16A Petruj wiawia leteleteta. Irail lao ritinada o kilaner i, re ap puriamui kilar.
16Or Pietro continuava a picchiare. Ed essi, avendo gli aperto, lo videro, e sbigottirono.
17A i olole irail, en nenenla. A ap majani on irail duen Kaun o, me kotin kalua i jan nan imaten o, o pil majanier: Kaireki Iakopuj o jaulan kan mepukat! I ap kotiei jan kotilan ekij waja.
17Ma egli, fatto lor cenno con la mano che tacessero, raccontò loro come il Signore l'avea tratto fuor di prigione. Poi disse: Rapportate queste cose a Giacomo, ed ai fratelli. Ed essendo uscito, andò in un altro luogo.
18A lao ran pajaner, jaunpei kan ap puriamuiki kaualap en Petruj a pitilar.
18Ora, fattosi giorno, vi fu non piccol turbamento fra i soldati, che cosa Pietro fosse divenuto.
19A Erodej lao idok o jo diaradar, ap itetokenkone jilepa ko o majani, ren kamela. I ari kotilan Jajarea jan Ierujalem kaukaujon ia.
19Ed Erode, ricercatolo, e non avendolo trovato, dopo avere esaminate le guardie, comandò che fosser menate al supplicio. Poi discese di Giudea in Cesarea, e quivi dimorò alcun tempo .
20A Erodej onionidar pan men Tiruj o Jidon, re ap wiaki eu poto don i kadekadeke Plajtuj jaunkoa en nanmarki o poeki muei mau, pwe re kin memaureki jap en nanmarki.
20Or Erode era indegnato contro a' Tirii, e Sidonii, ed avea nell'animo di far lor guerra; ma essi di pari consentimento si presentarono a lui; e, persuaso Blasto, cameriere del re, chiedevano pace; perciocchè il lor paese era nudrito di quel del re.
21A kadekadeo eu ran Erodej ap purion likau en nanmarki, kaipokedi pon mol o kapakaparok on irail.
21E in un certo giorno assegnato, Erode, vestito d'una vesta reale, e sedendo sopra il tribunale, arringava loro.
22A aramaj akan nijinij indada: Nan i kapitie en kot amen, a kaidin en aramaj.
22E il popolo gli fece delle acclamazioni, dicendo: Voce di Dio, e non d'uomo.
23A madan amen tounlan en Kaun o poki i, pweki a jo wauneki Kot. A maaj akan me kanala i; i ari mela.
23E in quello stante un angelo del Signore lo percosse, perciocchè non avea data gloria a Dio; e morì, roso da' vermini.
24A majan en Kot pwaida o lok jili.
24Ora la parola di Dio cresceva, e moltiplicava.
25Parnapaj i Pauluj puredo jan Ierujalem, ira lao kanikielar ar dodok, o ira pil ukedo Ioanej, me ad a Markuj.
25E Barnaba, e Saulo, compiuto il servigio, ritornarono di Gerusalemme in Antiochia, avendo preso ancora seco Giovanni soprannominato Marco.
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