Waiwa 19
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
Diodati Bibbia 1885
1Ani anjau Apoluj mi Korint, Pauluj kotin kakan jili jap en pali poa kan, ap lele don Epijuj waja a diarada tounpadak kai.
1OR avvenne, mentre Apollo era in Corinto, che Paolo, avendo traversate le provincie alte, venne in Efeso; e trovati quivi alcuni discepoli, disse loro:
2A kotin majani on irail: Komail aleer Nen jaraui ni omail pojonlar? Irail potoan on i: Je jota man ron, me Nen jaraui mia.
2Avete voi ricevuto lo Spirito Santo, dopo che avete creduto? Ed essi gli dissero: Anzi non pure abbiamo udito se vi è uno Spirito Santo.
3A ap kotin majani: A ij, me komail paptaij on? Irail inda: on paptaij en Ioanej.
3E Paolo disse loro: In che dunque siete stati battezzati? Ed essi dissero: Nel battesimo di Giovanni.
4Pauluj majani: Ioanej paptaij ki paptaij en kalula, ni a majani on aramaj akan, me ren pojon i me pan pwarado mur i, i Iejuj.
4E Paolo disse: Certo, Giovanni battezzò del battesimo del ravvedimento, dicendo al popolo che credessero in colui che veniva dopo lui, cioè in Cristo Gesù.
5Irail lao ronadar met, re ap paptaij on mar en Kaun Iejuj.
5E, udito questo , furono battezzati nel nome del Signore Gesù.
6Pauluj lao kotin pwil po ’rail lim a kan, Nen jaraui ap kotidi po ’rail, irail ari lokaia nil toror pajan o deideikop.
6E, dopo che Paolo ebbe loro imposte le mani, lo Spirito Santo venne sopra loro, e parlavano lingue strane , e profetizzavano.
7A ir ol oko me ekriamen.
7Or tutti questi uomini erano intorno di dodici.
8I ari kotin purepure nan jinakoke o aima padapadak jauni pon jilu, kapakaparok o kawewedar meakan duen wein Kot.
8Poi egli entrò nella sinagoga, e parlava francamente, ragionando per lo spazio di tre mesi, e persuadendo le cose appartenenti al regno di Dio.
9A akai lao kapitakailar, o jo pojon, o lokelokaia jued on aramaj akan duen lamalam, a ap jaupei jan irail o katorela tounpadak kan, o padapadaki on irail nan im en padak en Tiranuj.
9Ma, come alcuni s'induravano, ed erano increduli, dicendo male di quella professione, in presenza della moltitudine, egli , dipartitosi da loro, separò i discepoli, facendo ogni dì sermone nella scuola d'un certo Tiranno.
10Mepukat wiauier jaunpar riau; toun Ajien karoj ari ronada majan en Kaun o, men Juj o men Krik karoj.
10E questo continuò lo spazio di due anni; talchè tutti coloro che abitavano nell'Asia, Giudei e Greci, udirono la parola del Signor Gesù.
11O Kot me kotin wia kida Iim en Pauluj manaman kapuriamui akan.
11E Iddio faceva delle non volgari potenti operazioni per le mani di Paolo.
12Re pil aleer lim en pudo o likau an moa jan pali war a, pwilikidi on me jomau kan, jomau o ap jare jan, o nen jued akan keredi jan.
12Talchè eziandio d'in sul suo corpo si portavano sopra gl'infermi degli sciugatoi, e de' grembiuli; e le infermità si partivano da loro, e gli spiriti maligni uscivan di loro.
13Men Juj widinok kai, me kin koko jili kati ani, ap jon jakaraki don irail, me tanwar en nen jued kai, mar en Kaun Iejuj, indada: Kit kaukilan komail Iejuj, me Pauluj kin padapadak due.
13Or alcuni degli esorcisti Giudei, che andavano attorno, tentarono d'invocare il nome del Signor Gesù sopra coloro che aveano gli spiriti maligni, dicendo: Noi vi scongiuriamo per Gesù, il quale Paolo predica.
14A ol ijimen mia nain jamaro lapalap Jkepaj, ol en Juj amen, me wiadar mepukat.
14E coloro che facevano questo eran certi figliuoli di Sceva, Giudeo, principal sacerdote, in numero di sette.
15A wen jued japen irail indada: I aja Iejuj, o i aja duen Pauluj, a komail, ij komail?
15Ma lo spirito maligno, rispondendo, disse: Io conosco Gesù, e so chi è Paolo; ma voi chi siete?
16A aramaj o, me nen jued mi poa, ap luje don irail o kaloe irail edi. Ir ari tana jan nan im o kilijo o kili olar.
16E l'uomo che avea lo spirito maligno si avventò a loro; e sopraffattili, fece loro forza; talchè se ne fuggiron di quella casa, nudi e feriti.
17A met lok jili ren men Juj o Krik akan, me kaujon Epijuj. O majak kipa irail edi, o mar en Kaun Iejuj me lomuinlar kaualap.
17E questo venne a notizia a tutti i Giudei e Greci che abitavano in Efeso; e timore cadde sopra tutti loro, e il nome del Signor Gesù era magnificato.
18O me ian pojonlar me toto kodo weokadar o kajaledar arail wiawia kan.
18E molti di coloro che aveano creduto venivano, confessando e dichiarando le cose che aveano fatte.
19O pil me toto, me kati ani, wa pena nairail puk o ijik ir ada mon karoj; ir ari wadok pwain ar o diar, me a dok on moni limenen.
19Molti ancora di coloro che aveano esercitate le arti curiose, portarono insieme i libri, e li arsero in presenza di tutti; e fatta ragion del prezzo di quelli, si trovò che ascendeva a cinquantamila denari d'argento.
20Majan en Kaun ari pwaidar kaualap.
20Così la parola di Dio cresceva potentemente, e si rinforzava.
21Murin mepukat Pauluj ap kotin inon ion ni nen e kakan jili wein Majetonien o Akaia, ap kotilan Ierujalem majanidar: I lao milar waja o, i pil pan kilan Rom.
21Ora, dopo che queste cose furono compiute, Paolo si mise nell'animo di andare in Gerusalemme, passando per la Macedonia, e per l'Acaia, dicendo: Dopo che io sarò stato quivi, mi conviene ancora veder Roma.
22I ari kadarala Majetonien riamen, kijan me papa i: Timoteuj o Erajtuj. A pein i kotikoteta maj nan Ajien.
22E mandati in Macedonia due di coloro che gli ministravano, cioè Timoteo ed Erasto, egli dimorò ancora alquanto tempo in Asia.
23I anjau me moromoron laud wiauier pweki lamalam.
23Or in quel tempo nacque non piccol turbamento a proposito della via del Signore .
24Pwe amen, me ad a Demetriuj, jaunmata amen, me kin wiada im en kaudok jilper kan on Diana, me kare on irail, me kin wiawiada, moni toto.
24Perciocchè un certo chiamato per nome Demetrio, intagliator d'argento, che faceva de' piccoli tempii di Diana d'argento, portava gran profitto agli artefici.
25I ap kapokon irail pena o toun dodok en jon ota indada: Main ko, komail aja, me dodok wet meid kadepa on kitail, pwe i me kitail kapwapwaki.
25Costui, raunati quelli, e tutti gli altri che lavoravano di cotali cose, disse: Uomini, voi sapete che dall'esercizio di quest'arte viene il nostro guadagno.
26A komail kilekilan o roneron, me Pauluj men et kin kaloedi o kawukila aramaj toto a kaidin nan Epijuj eta, pwe pil koren ion nan Ajien pon, ni a kin padaki on aramaj akan, me dene kaidin irail kot akan, me wiaui pan pa en aramaj akan.
26Or voi vedete ed udite, che questo Paolo, con le sue persuasioni, ha sviata gran moltitudine, non solo in Efeso, ma quasi in tutta l'Asia, dicendo che quelli non son dii, che son fatti di lavoro di mani.
27Mepukat meid apwal on kitail. Pwe kaidin atail dodok eta me pan kamala, pwe pil im kaudok en kot Diana lapalap o a linan, me toun Ajien o jappa karoj kin kaudoki on pan jorela.
27E non vi è solo pericolo per noi, che quest'arte particolare sia discreditata; ma ancora che il tempio della gran dea Diana sia reputato per nulla; e che la maestà d'essa, la qual tutta l'Asia, anzi tutto il mondo adora, non sia abbattuta.
28Irail lao roner mepukat, re ap makara kida kaualap o weriweradar indada: Meid lapalap Diana en men Epijuj!
28Ed essi, udite queste cose , ed essendo ripieni d'ira, gridarono, dicendo: Grande è la Diana degli Efesi.
29A karoj toun kanim o ap pinidar, wiaki eu, tanalan im en madon, tanaki Kaioj o Arijtar kuj men Majetonien, me waroki on Pauluj oko.
29E tutta la città fu ripiena di confusione; e tratti a forza Gaio, ed Aristarco, Macedoni, compagni del viaggio di Paolo, corsero di pari consentimento a furore nel teatro.
30A Pauluj lao pan kotilon nan pokon o, tounpadak kan ap jota mueid on i.
30Or Paolo voleva presentarsi al popolo; ma i discepoli non gliel permisero.
31O jaumaj en Ajien kai, me kompokepa kan, ilake don i, panaui i, ender kotilan im en madon o.
31Alcuni eziandio degli Asiarchi, che gli erano amici, mandarono a lui, pregandolo che non si presentasse nel teatro.
32Ari, akai wia eu jon en lokaia, a akai eu, pwe pokon o pinidar. A me toto re ’rail jaja karep en ar pokon pena.
32Gli uni adunque gridavano una cosa, gli altri un'altra; perciocchè la raunanza era confusa; ed i più non sapevano per qual cagione fosser raunati.
33Irail jikon jan nan pokon o Alekjander; Juj oko me jikonla i. A Alekjander olol on irail, ap men japen pokon o.
33Ora, d'infra la moltitudine fu prodotto Alessandro, spingendolo i Giudei innanzi. Ed Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva arringare al popolo a lor difesa.
34Irail lao aja, me i kijan Juj oko, re ap wiaki eu weriwerada auer riau: Meid lapalap Diana en men Epijuj!
34Ma, quando ebber riconosciuto ch'egli era Giudeo, si fece un grido da tutti, che gridarono lo spazio d'intorno a due ore: Grande è la Diana degli Efesi.
35A jaunintin en kanim o lao kadukiedi pokon o, ap indada: Komail ol oko en Epijuj, ij aramaj, me jaja, me kanim en men Epijuj kin kaukaudoki on Diana lapalap o dikedik, me pupedi jan nanlan?
35Ma il cancelliere, avendo acquetata la turba, disse: Uomini Efesi, chi è pur l'uomo, che non sappia che la città degli Efesi è la sagrestana della gran dea Diana, e dell' immagine caduta da Giove?
36A ma jota, me pan kak kalikame mepukat, komail en nenenla o der wiada me japun!
36Essendo adunque queste cose fuor di contradizione, conviene che voi vi acquetiate, e non facciate nulla di precipitato.
37Pwe komail ukedo ol pukat, me jota kin kuliada im en kaudok o, pil jota lalaue omail kot li.
37Poichè avete menati qua questi uomini, i quali non sono nè sacrileghi, nè bestemmiatori della vostra dea.
38A ma Demetriuj o ian a kan mauki meakot ren amen, kapun ap pan wiaui, pwe jaunkapun kai mia, ren kapukapun re ’rail.
38Se dunque Demetrio, e gli artefici che son con lui, hanno alcuna cosa contro ad alcuno, si tengono le corti, e vi sono i proconsoli; facciansi eglino citar gli uni gli altri.
39A ma komail mauki eu jon toror, i me pan kapunala nan kapun o.
39E se richiedete alcuna cosa intorno ad altri affari, ciò si risolverà nella raunanza legittima.
40Pwe kitail pan pukoki moron en ran wet, pwe jota karepen, me kitail en kapunki pokon wet ar tanatan pena.
40Perciocchè noi siamo in pericolo d'essere accusati di sedizione per lo giorno d'oggi; non essendovi ragione alcuna, per la quale noi possiamo render conto di questo concorso. E, dette queste cose, licenziò la raunanza.
41A lao majani on irail mepukat, ap kadar pajan pokon o.
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