Mataio 21
Meriam Mir GospelsTranslation
Meriam Mir Gospels
Diodati Bibbia 1885
1Uiaba maike Ierusalema, a bosi Bethefage, abele Oliua paser, ege Iesu namariklu neis tabara kaimeg giz,
1E QUANDO furon vicino a Gerusalemme, e furon venuti in Betfage, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli,
2A kega, Ua bakeamlam abele uteb uaba opem, ege uaba sobkak erdali abele asina didbarda, abara uerem okakis: a uaba uiaba detue, a karim tegared.
2dicendo loro: Andate nel castello che è dirimpetto a voi; e subito troverete un'asina legata, ed un puledro con essa; scioglieteli, e menatemeli.
3Ese nerute le uabi nerute mer detager, a uaba abi detager, Opole lagelag; E sobkak uabi ikuar.
3E se alcuno vi dice nulla, dite che il Signore ne ha bisogno; e subito li manderà.
4Epe gaire lu uridili ikerare, iaueakai bakedilu abele perofeta ra mer, kega,
4Or tutto ciò fu fatto, acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta, dicendo:
5Uaba abi detagerare Siona ra neur uerem, Dasmer, mara Opole marim tabarki, E gebegeb tonar, E egimulu abele asina, a abara uerem ko.
5Dite alla figliuola di Sion: Ecco, il tuo Re viene a te, mansueto, e montato sopra un asino, ed un puledro, figlio di un'asina che porta il giogo.
6Ege neis abara kaimeg giz bekeamulei, a ko ikeli mokakalam Iesu uiabim mer tigri;
6E i discepoli andarono, e fecero come Gesù avea loro imposto.
7Ui ge dagaretlei abele asina pako abara uerem, a uiaba am uali dikmerikare abi sor ge, a Iesu ko egimulu.
7E menaron l'asina, ed il puledro; e misero sopra quelli le lor veste, e Gesù montò sopra il puledro.
8Abele gaire le lakub uiaba am uali esegarare abele gab ge, a uader le isemar lu tam, a esegarare abele gab ge.
8Ed una grandissima moltitudine distese le sue veste nella via; ed altri tagliavano de' rami dagli alberi, e li distendevano nella via.
9Abele gaire le lakub uader le kekiam pako uader le irmili, a uiaba ereretikri, kega, Hosana abele Dauida ra Uerem: Mapodan le tabarki Opole ra nei, Hosana gaire lu tumge.
9E le turbe che andavano davanti, e che venivano dietro gridavano, dicendo: Osanna al Figliuolo di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna ne' luoghi altissimi!
10E bosi Ierusalema, abele uteb uridili boro, a mer kega, Nete le dali?
10Ed essendo egli entrato in Gerusalemme, tutta la città fu commossa, dicendo:
11Ege le lakub uiaba kega, Abele Iesu ike, Nazareta perofeta, Galilaialam.
11Chi è costui? E le turbe dicevano: Costui è Gesù, il Profeta che è da Nazaret di Galilea.
12Iesu bao Ade ra zogo meta ge, E namuare uridili adige gaire le lu terarpeirare abele zogo meta ge, a erasigilu laulau uader le mani bodomalam, pako sik uader le dibadib bodomalam;
12E GESÙ entrò nel tempio di Dio, e cacciò fuori tutti coloro che vendevano, e comperavano nel tempio; e riversò le tavole de' cambiatori, e le sedie di coloro che vendevano i colombi.
13E uiabim detager, Emetu detali, Kara meta nei atker esorerapare meta; a uaba ikerare mokakalam baker kur ge eruam le giz.
13E disse loro: Egli è scritto: La mia Casa sarà chiamata Casa d'orazione, ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.
14Ege abim tabakeuare abele zogo meta ge, uader le pone asamasam, pako uader le ibibi; E uiabi nadgirare.
14Allora vennero a lui de' ciechi, e degli zoppi, nel tempio, ed egli li sanò.
15Gaire au zogozogo le giz pako aotale giz a uiaba erdali abara adigir E ikeli, a kebile giz ereretikri abele zogo meta, kega, Hosana abele Dauida ra Uerem; ege uiaba au uekueku,
15Ma i principali sacerdoti, e gli Scribi, vedute le maraviglie ch'egli avea fatte, ed i fanciulli che gridavano nel tempio: Osanna al Figliuolo di Davide! furono indegnati.
16Ege uiaba abim kega, Nako ma asoli uiaba mer? Ege Iesu uiabi etkalu, Uao; nako uaba nole atager kak, Ma derser uedakiriare gaire sursur uerem giz uiaba telam, pako nano uerem giz?
16E gli dissero: Odi tu ciò che costoro dicono? E Gesù disse loro: Sì. Non avete voi mai letto: Dalla bocca de' fanciulli, e di que' che poppano, tu hai stabilita la tua lode?
17E uiabi dikaer, a bakeam abele uteblam Bethania tabarki, a emrilu.
17E lasciatili, uscì della città verso Betania, e quivi albergò.
18Abele kebi gerger E iako takomeda abele utebim, E uererege.
18E LA mattina ritornando nella città, ebbe fame.
19E dasmer nerute suke abele gab ge, E tabarki, a erdali a nole lu kak abi dog, no lam tepteb; E abim kega, Ma nole ko omeid mara turum niai karem. Epe abele suke sobkak uatuet.
19E, vedendo un fico in su la strada, andò ad esso, ma non vi trovò nulla, se non delle foglie. Ed egli gli disse: Giammai più in eterno non nasca frutto alcuno da te. E subito il fico si seccò.
20Abara kaimeg giz uiaba erdali a uiaba abi damerare, a mer kega, Nako abele suke ike keserkeser ekeamud?
20E i discepoli, veduto ciò , si maravigliarono, dicendo: Come si è di subito seccato il fico?
21A Iesu uiabi detager, kega, Ageakar kaka uabi detager, Ese uaba oituli, a nole asared kak, uaba ko ikerare nole abele lu suke tepteb, epe ese uaba detagerare abele paser, Ma agisi ma ko bataueret abele gur ge, E umele bakeam.
21E Gesù, rispondendo, disse loro: Io vi dico in verità, che, se avete fede e non dubitate, non sol farete la cosa del fico, ma ancora se dite a questo monte: Togliti di là , e gettati nel mare, sarà fatto.
22Gaire lu uridili uaba karim damosare abele esoreraparlam, a oaturlam nagri, uaba ko nagri.
22E tutte le cose, le quali con orazione richiederete, credendo, voi le riceverete.
23E balu abele zogo meta, a ereuerem, E abim tabakeuare au zogozogo le giz pako aule giz abele ged ge, a uiaba mer, kega, Nalu abele sirdam ma ikeli gaire lu? Nete le marim ikuar abele sirdam?
23POI, quando egli fu venuto nel tempio, i principali sacerdoti, e gli anziani del popolo, si accostarono a lui mentre egli insegnava, dicendo: Di quale autorità fai tu queste cose? e chi ti ha data cotesta autorità?
24Ege Iesu uiabim etkalu, kega, Kaka uabi itimer netat mer, ese uaba kari etomeret, a kaka ko uabi etomeret abele sirdam gaire lu kaka ikeli.
24E Gesù, rispondendo, disse loro: Ancora io vi domanderò una cosa, la qual se voi mi dite io altresì vi dirò di quale autorità fo queste cose.
25Nako Ioane ra bapataiso nagelam? nako kotorlam, nako lelam? Ege uiaba mer atager, kega, Ese meriba daratager, kega, Kotorlam; ege E meribim detager, Nalugelam uaba nole oatur kak abim?
25Il battesimo di Giovanni onde era egli? dal cielo o dagli uomini? Ed essi ragionavan tra loro, dicendo: Se diciamo che era dal cielo, egli ci dirà: Perchè dunque non gli credeste?
26Ese meriba abi detagerare, Lelam; meriba geum gaire le lakub; abelelam uiaba uridili dikiaporare Ioane E perofeta.
26Se altresì diciamo che era dagli uomini noi temiamo la moltitudine perciocchè tutti tengono Giovanni per profeta.
27Ege uiaba Iesuim etkalu, kega, Keriba umer kak. E uiabim detager, Kaka umer kak uabi etomeret abele sirdam kaka ikeli gaire lu uridili.
27E risposero a Gesù, e dissero: Noi non sappiamo. Egli altresì disse loro: Ed io ancora non vi dirò di quale autorità io fo queste cose.
28Nako uaba dikiapor? Nerute le neis abara uerem; E bakeam abele narbet uerem, a abim kega, Makanali ma bakeam peirdi abele gerger kara uina gedub dorge ikeli.
28ORA, che vi par egli? Un uomo avea due figliuoli; e, venuto al primo, disse: Figliuolo, va', lavora oggi nella mia vigna.
29Ege E abim etkalu, kega, Kaka nole lakak; keubu ko obazgeda, E bakeam.
29Ma egli, rispondendo, disse: Non voglio, pur nondimeno, poi appresso, ravvedutosi, vi andò.
30E ko bakeam nerute uerem, a abara netat mer mokakalam, Ege E abim etkalu, kega, Opole ae, Kaka umele bakeam; epe no mer, a nole bakeam.
30Poi, venuto al secondo, gli disse il simigliante. Ed egli, rispondendo, disse: Sì, lo farò, signore, e pur non vi andò.
31Nete le neis uerem ikeli taba aba ra lag? Ege uiaba abim kega, Narbet uerem. Ege Iesu uiabim etkalu, Ageakar kaka uabi detager, Kekiam telona giz pako gab kosker giz abele Ade ra baselaia ge bardare, a uaba keubu.
31Qual de' due fece il voler del padre? Essi gli dissero: Il primo. Gesù disse loro: Io vi dico in verità, che i pubblicani, e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno de' cieli.
32Abelelam Ioane kekiam uabim tabarki barkak tonar ra gab, ege uaba nole abi oatur kak; ege gaire telona giz pako gab kosker giz abi egardare; a uaba umele erdali, a uaba nole keubu obazged, ueakai abim oituli.
32Perciocchè Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto; e pur voi, veduto ciò , non vi siete poi appresso ravveduti, per credergli.
33Uaba aserare nerute mer babisdarie: Nerute tarim le, E ikeli tabara uina gedub, E kar dirumed, a daiui abele uteb uina detager, a ko ikeli au kar, E uiabim nakuarare gaire uina gedub le, E bakeam muriz gedim.
33UDITE un'altra parabola: Vi era un padre di famiglia, il quale piantò una vigna e le fece una siepe attorno, e cavò in essa un luogo da calcar la vendemmia, e vi edificò una torre; poi allogò quella a certi lavoratori, e se ne andò in viaggio.
34Maike nur abi, E uiabim namarkare abara memeg le giz uiaba uina gedub le, ko taraisare gaire uina turum.
34Ora, quando venne il tempo de' frutti, egli mandò i suoi servitori a' lavoratori, per ricevere i frutti di quella.
35Ege uiaba gaire uina gedub le erpeirare abara memeg le giz, uiaba damarka nerute, a ipit eumilu nerute, a nerute le uiaba baker erborare.
35Ma i lavoratori, presi que' servitori, ne batterono l'uno, e ne uccisero l'altro, e ne lapidarono l'altro.
36E uader memeg le ko namarkare gaire le keubu, mokakalam a neis neis memeg le kekiam: a uiaba ko dedkolare uiabim.
36Da capo egli mandò degli altri servitori, in maggior numero che i primi; e quelli fecero loro il simigliante.
37Epe keubu E namarid tabara uerem uiabim, E dikiapor, kega, Uiaba geum kara uerem.
37Ultimamente, egli mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avran riverenza al mio figliuolo.
38A gaire uina gedub le uiaba erdali abara uerem, ege uiaba mer atager, Abara kesem peike; tabakeuare meriba abi ipit eumilu, iaueakai meriba ais abara ged.
38Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, disser fra loro: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, ed occupiamo la sua eredità.
39Ege uiaba abi erpeirare a ko batauerd adige uina gedublam, epe uiaba abi ipitare eumilu.
39E presolo, lo cacciarono fuor della vigna, e l'uccisero.
40Dasmer, ese opole tabarki, E ged kem le, nalu lu ikeli uiabim gaire uina gedub le?
40Quando adunque il padron della vigna sarà venuto, che farà egli a que' lavoratori?
41Ege uiaba abi detagerare, E aukase narsare gaire le adud tonar, E ko nakuarare abele uina gedub uader le ko dorge ikerare, a uiaba abi ikuarare turum gaire urut.
41Essi gli dissero: Egli li farà perir malamente, quegli scellerati, ed allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gli renderanno i frutti a' suoi tempi.
42Iesu uiabi detager, Nako uaba nole etag abele jauali zogo, Abele baker gaire meta tonar le desauersili, a dikri, a mena ko ikeli kop tumge; abele lu Opole ikeli, meriba dasmerare, a abi damreda?
42Gesù disse loro: Non avete voi mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è divenuta il capo del cantone; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri?
43Abelelam kaka uabi detager, Ade ra baselaia ais adem uabielam, a ko nakuar nerute ged, ueakai tais abara turum.
43Perciò, io vi dico, che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che farà i frutti di esso.
44Ese le abi tumgeabele baker abara lidi erpei: epe abele le baker abi tumge, E mogmog a diskimir.
44E chi caderà sopra questa pietra sarà tritato, ed ella fiaccherà colui sopra cui ella caderà.
45Au zogozogo le giz pako Faresaio giz aserare abara mer babisdarie, a uiaba opasereret uiabielam Iesu detager.
45E i principali sacerdoti, e i Farisei, udite le sue parabole, si avvidero ch'egli diceva di loro.
46Ege uiaba lagelag abi erpeirare, a uiaba geum lekublam, abelelam uiaba dikiaporare E perofeta dali.
46E cercavano di pigliarlo; ma temettero le turbe, perciocchè quelle lo tenevano per profeta.
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