Mataio 12
Meriam Mir GospelsTranslation
Meriam Mir Gospels
Diodati Bibbia 1885
1Abele kerker, Iesu nakas kon gedub ge abele sabath; abara kaimeg giz uererege, uiaba tagpote ismi kon ra pote a uiaba eroli.
1IN quel tempo, Gesù camminava, in giorno di sabato, per li seminati; or i suoi discepoli ebber fame, e presero a svellere delle spighe, ed a mangiarle.
2Ege Faresaio giz uiabi erdali, a uiaba kega abim, Dasmer, mara kaimeg giz ikerare abele lu nole abkoreb sabath ge.
2E i Farisei, veduto ciò , gli dissero: Ecco, i tuoi discepoli fan quello che non è lecito di fare in giorno di sabato.
3E uiabim detagerare, Nako uaba nole etagare kak abele lu Dauida ikeli E uererege, pako gaire le abi kemem;
3Ma egli disse loro: Non avete voi letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame, egli e coloro ch'erano con lui?
4E balu Ade ra meta a eroli areto didmerik opem, E nole abkoreb teroli, pako gaire le abi kemem, a tepteb gaire zogozogo le giz?
4Come egli entrò nella casa di Dio, e mangiò i pani di presentazione i quali non gli era lecito di mangiare, nè a coloro ch'eran con lui, anzi a' sacerdoti soli?
5Nako uaba nole etagare abele gelar ge, gaire sabath uridili zogozogo le datupid abele sabath muige abele zogo meta, a uiaba nole adud kak?
5Ovvero non avete voi letto nella legge, che nel tempio, i sacerdoti, ne' giorni del sabato, violano il sabato, eppur non ne sono colpevoli?
6Kaka uabi detagerare, Ike abele le aule tumem abele zogo meta ge.
6Or io vi dico, che qui vi è alcuno maggior del tempio.
7Ese uaba umele tonar abele mer, Kaka au lagelag abele nase, a nole abele zegur lu, uaba nole bodomalam le nole adud kak.
7Ora, se voi sapeste che cosa è: Io voglio misericordia e non sacrificio, voi non avreste condannati gl'innocenti.
8Abelelam Le la Uerem sabath Opole.
8Perciocchè, il Figliuol dell'uomo è Signore eziandio del sabato.
9E bakeamulu abele utebelam, ege E balu uiaba sunago ge:
9POI, partitosi di là, venne nella lor sinagoga;
10Dasmer, abele le abara tag euselu, epe uiaba abi itimer kega, Nako abkoreb le idigir sabath ge? iaueakai uiaba ko nagri mer ais abielam.
10ed ecco, quivi era una uomo che avea la mano secca. Ed essi fecero una domanda a Gesù, dicendo: È egli lecito di guarire alcuno in giorno di sabato? per poterlo accusare.
11Ege E uiabi detagerare, Nete le uabim, nagri netat mamoe, ese ekesmeri abele au uak sabath ge, nako E nole ko etaruk abele au uaklam?
11Ed egli disse loro: Chi è l'uomo fra voi, il quale avendo una pecora, se quella cade in giorno di sabato in una fossa, non la prenda, e non la rilevi?
12Nako le nole aule abele mamoe? Peike abkoreb debe tonar abele sabath ge.
12Ora, da quanto più è un uomo, che una pecora? Egli è dunque lecito di far del bene in giorno di sabato.
13E abi detager abele le, Mara tag idrimurik. Epe abara tag idrimurik, a ko debele mokakalam nerute.
13Allora egli disse a quell'uomo: Distendi la tua mano. Ed egli la distese, e fu resa sana come l'altra.
14Faresaio giz baosi adige, uiaba mer atager abim ko abi ipit eumid.
14Ma i Farisei, usciti fuori, presero consiglio contro a lui, come lo farebbero morire.
15Ege Iesu erdali, epe bakeamulu adem abele uteblam; a gaire le lakub abi irmilare, E uiabi uridili idigir,
15Ma Gesù, conoscendo ciò , si ritrasse di là; e molte turbe lo seguitarono, ed egli li guarì tutti.
16E uiaba aukase detagerare nole abi atomeret kak:
16E divietò loro severamente, che nol palesassero;
17Iaueakai bakedida abele perofeta Isaia ra mer, kega,
17acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta Isaia, dicendo:
18Dasmer, kara memeg le kaka dabgiri, kaka abi nase ge, a abim sererege kara nerkep; kaka abi ikuar kara Lamar abi tumge, E etomeret abele meratager uiabim gaire nogle giz.
18Ecco, il mio Servitore, il quale io ho eletto; l'amato mio in cui l'anima mia ha preso il suo compiacimento; io metterò lo Spirito mio sopra lui, ed egli annunzierà giudizio alle genti.
19E nole asareda, E nole ereretikri, a nole nerute le asoli abara kodo mer abele gab ge.
19Egli non contenderà, e non griderà; e niuno udirà la sua voce per le piazze.
20E nole narbeid abele mebud pakesa, E nole asameida abele uik kebikebi datki, a mena E upinati abele meratager ko saserim.
20Egli non triterà la canna rotta, e non ispegnerà il lucignolo fumante; finchè abbia messo fuori il giudizio in vittoria.
21Abara nei ko abi oituli abele gaire nogle giz.
21E le genti spereranno nel suo nome.
22Ege tais abim abele le demona balu muige, abele le E sadamer, a E ko te dabimdabim: E abi idigir, a mamor mer etkalu, a ko dasmer, abele le sadamer pako te dabimdabim.
22ALLORA gli fu presentato un indemoniato, cieco, e mutolo; ed egli lo sanò; talchè colui che prima era cieco, e mutolo, parlava e vedeva.
23Ege gaire le lakub uridili abi damered, a uiaba mer, kega, Nako nole Dauida ra Uerem pedali?
23E tutte le turbe stupivano, e dicevano: Non è costui il Cristo, il Figliuol di Davide?
24Gaire Faresaio giz aserare, a uiaba mer abielam, Ese nole Belezebul demona giz opole, umer kak abele le demona imud.
24Ma i Farisei, udendo ciò , dicevano: Costui non caccia i demoni, se non per Beelzebub, principe de' demoni.
25Ege Iesu opasereret uiaba dikiaporare, E uiabi daratagerare, Gaire baselaia uridili ese kurabkurab a uekueku, nole niai tekuei, a sobkak eseamulu; a gaire uteb uridili, pako boai giz, ese kurabkurab a uekueku, nole niai tekuei.
25E Gesù, conoscendo i lor pensieri, disse loro: Ogni regno, diviso in sè stesso in parti contrarie, è deserto; parimente, ogni città, o casa, divisa in sè stessa in parti contrarie, non può durare.
26Ese Satana imuare Satana, ege abi kurabkurab, a uekueku abim; Nako niaiem tekuei abara baselaia?
26Ora, se Satana caccia Satana, egli è diviso in parti contrarie; come adunque può durare il suo regno?
27Ese kaka imuare demoni giz Belezebulelam, a nete imuare demoni uaba omasker giz? abele lu peike ikeli uiaba meratager uabim.
27E se io caccio i demoni per Beelzebub, per cui li cacciano i vostri figliuoli? Perciò, essi saranno i vostri giudici.
28Ese Ade ra Lamarlam kaka imuare demoni giz, emetu bakedid uabim Ade ra baselaia ge.
28Ma, se io caccio i demoni per lo Spirito di Dio, il regno di Dio è pur pervenuto a voi.
29Nako umele nerute le balu abele saserim le la meta, a ko itkamer abara lu? mena kekiam didbare abele saserim le, epe itkamer abara lu abara meta ge.
29Ovvero, come può alcuno entrar nella casa d'un possente uomo, e rapirgli le sue masserizie, se prima non ha legato quel possente uomo? allora veramente gli prederà la casa.
30Abele le nole kari lakak E nole kari kemem; Abele le nole etami kari dog, a ko debek.
30Chi non è meco è contro a me, e chi non raccoglie meco, sparge.
31Abele lu kaka uabi detagerare, Uit uridili pako adud mer, umele idigir lelam; ege abele le adud mer abele Lamar, umer kak le idigir.
31Perciò, io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà rimessa agli uomini; ma la bestemmia contro allo Spirito non sarà loro rimessa.
32Ese le abi adud mer abele Le la Uerem, umele idigir, ege abele le abi adud mer abele Lamar zogo, umer kak idigir abele eded, pako niai eded.
32Ed a chiunque avrà detta alcuna parola contro al Figliuol dell'uomo, sarà perdonato; ma a niuno che l 'abbia detta contro allo Spirito Santo, sarà perdonato, nè in questo secolo, nè nel futuro.
33Uaba nei atker abele debe lu, a ko debele abara turum; ese nole, uaba nei atker abele adud lu, a ko adud abara turum; abelelam turum atamelam gaire lu.
33FATE l'albero buono, e il suo frutto sarà buono; o fate l'albero malvagio, e il suo frutto sarà malvagio; poichè dal frutto si conosce l'albero.
34Tabo ra omasker ae, uaba le au adud, nako uaba umele debe mer egali? Abelelam gaire lu le la nerkep ge, a ko te detaut.
34Progenie di vipere, come potete parlar cose buone, essendo malvagi? poichè la bocca parla di ciò che soprabbonda nel cuore.
35Gaire debe lu tais abele le debe tonar abara lu muige abara nerkep; ege abele le adud tonar ko tais gaire adud lu, abara adud lu muige abara nerkep.
35L'uomo buono, dal buon tesoro del cuore, reca fuori cose buone; ma l'uomo malvagio, dal malvagio tesoro del cuore , reca fuori cose malvage.
36Kaka uabi detagerare, Gaire kebi mer uridili le detaut, uiaba etomeret abele gerger meratager.
36Or io vi dico che gli uomini renderanno ragione, nel giorno del giudizio, eziandio d'ogni oziosa parola che avranno detta.
37Abelelam mara mer barkak mari desperet, a mara mer ko mari desauersili.
37Perciocchè, per le tue parole tu sarai giustificato, ed altresì per le tue parole sarai condannato.
38Ege uader aotale le pako Faresaio giz, kega, Ereuer le, keriba lagelag ma detomertare nerute atamelam mabielam.
38ALLORA alcuni degli Scribi e Farisei gli fecero motto, dicendo: Maestro, noi vorremmo veder da te qualche segno.
39E etkalu uiabim, kega, Abele nosik adud le pako eruam sus uiaba karim deraimer nerute atamelam; ege umer kaka uiabi dekuarare, a tepeteb Iona perofeta ra atamelam:
39Ma egli, rispondendo, disse loro: La malvagia, e adultera generazione richiede un segno; ma niun segno le sarà dato, se non il segno del profeta Giona.
40Abelelam mokakalam Iona muige abele au lar kem ge neis netat gerger ge, a neis netat ki ge; mokakalam Le la Uerem ko muige sep ge neis netat gerger ge, pako neis netat ki ge.
40Perciocchè, siccome Giona fu tre giorni, e tre notti, nel ventre della balena, così sarà il Figliuol dell'uomo tre giorni, e tre notti, nel cuor della terra.
41Nineua le ko tekuei abele gerger meratager kemem abele nosik adud le pako eruam sus abkoreb; abelelam uiaba obazged Iona ra marau; dasmer, ike abele le aule tumem Iona.
41I Niniviti risorgeranno nel giudizio con questa generazione, e la condanneranno; perciocchè essi si ravvidero alla predicazion di Giona; ed ecco qui è uno che è più che Giona.
42Kosker opole koki apek ko tekuei kemem abele nosik abele meratager; abelelam E tabarki abele bakedid geseb ge, a asoli Solomona ra pardale; dasmer, ike abele le aule tumem Solomona.
42La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con questa generazione, e la condannerà; perciocchè ella venne dagli estremi termini della terra, per udir la sapienza di Salomone; ed ecco, qui è uno che è più che Salomone.
43Ese osmeda adige abele adud lamar lelam, E degemeli abele ni kak ged, a deraimer nerezi uteb, a nole erdali.
43Ora, quando lo spirito immondo è uscito d'un uomo, egli va attorno per luoghi aridi, cercando riposo, e non lo trova.
44E detager, kega, Kaka ko akomeda karabara meta, emeret kaka emeri; E bakeam a erdali nole le kak, a emetu paret dirup.
44Allora dice: Io me ne tornerò a casa mia, onde sono uscito; e se, quando egli vi viene, la trova vuota, spazzata, ed adorna;
45Ege E bakeamulu, a taraisare uader sefen lamar au adud abi tumge, ege uiaba barot a bamer; ege au adud mop abele le, a kebi adud abara giz. Mokakalam ikeli abkoreb abele nosik le adud.
45allora va, e prende seco sette altri spiriti, peggiori di lui, i quali entrano, ed abitano quivi; e l'ultima condizione di quell'uomo diviene peggiore della prima. Così anche avverrà a questa malvagia generazione.
46E uiabi detaut abele le lakub, dasmer, ekuei adige abara apu, pako abara keimer giz, uiaba lagelag abi mer atager.
46ORA, mentre egli parlava ancora alle turbe, ecco, sua madre, ed i suoi fratelli, fermatisi di fuori, cercavano di parlargli.
47Ege nerute le abi detager, Dasmer, ekuei adige mara apu, pako mara keimer giz, uiaba lagelag mari mer uanatager.
47Ed alcuno gli disse: Ecco tua madre, ed i tuoi fratelli, sono là fuori cercando di parlarti.
48E abi etkalu, kega, abele le abim detager, Nete kara apu? a nete kara keimer?
48Ma egli, rispondendo, disse a colui che gli avea ciò detto: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?
49E tabara tag idrimur tabara kaimeg giz, kega, Dasmer, kara apu, pako kara keimer giz!
49E distesa la mano verso i suoi discepoli, disse: Ecco la madre mia, ed i miei fratelli.
50Abelelam abele le ikeli kara Baba ra lag penoka kotor ge, E dali kara keimer, pako kara berbet, a kara apu.
50Perciocchè, chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio, che è ne' cieli, esso è mio fratello, sorella, e madre.
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