Esdræ
Chapter 7
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Esdræ 7

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Post hæc autem verba in regno Artaxerxis regis Persarum, Esdras filius Saraiæ, filii Azariæ, filii Helciæ,
1ORA, dopo queste cose, sotto il regno di Artaserse, re di Persia, Esdra, figliuolo di Seraia, figliuolo di Azaria, figliuolo di Hilchia,
2filii Sellum, filii Sadoc, filii Achitob,
2figliuolo di Sallum, figliuolo di Sadoc, figliuolo di Ahitub,
3filii Amariæ, filii Azariæ, filii Maraioth,
3figliuolo di Amaria, figliuolo di Azaria, figliuolo di Meraiot,
4filii Zarahiæ, filii Ozi, filii Bocci,
4figliuolo di Zerahia, figliuolo di Uzzi,
5filii Abisue, filii Phinees, filii Eleazar, filii Aaron sacerdotis ab initio.
5figliuolo di Bucchi, figliuolo di Abisua, figliuolo di Finees, figliuolo di Eleazaro, figliuolo d'Aaronne, sommo sacerdote;
6Ipse Esdras ascendit de Babylone, et ipse scriba velox in lege Moysi, quam Dominus Deus dedit Israël: et dedit ei rex secundum manum Domini Dei ejus super eum, omnem petitionem ejus.
6esso Esdra ritornò in Babilonia (or egli era scriba, esercitato nella Legge di Mosè, la quale il Signore Iddio d'Israele avea data), e il re gli diede tutto ciò ch'egli domandò, secondo che la mano del Signore Iddio suo era sopra lui.
7Et ascenderunt de filiis Israël, et de filiis sacerdotum, et de filiis Levitarum, et de cantoribus, et de janitoribus, et de Nathinæis, in Jerusalem, anno septimo Artaxerxis regis.
7E con lui ritornarono in Gerusalemme de' figliuoli d'Israele, e de' sacerdoti, e dei Leviti, e de' cantori, e de' portinai, e dei Netinei; l'anno settimo del re Artaserse.
8Et venerunt in Jerusalem mense quinto, ipse est annus septimus regis.
8Ed egli arrivò in Gerusalemme al quinto mese dell'anno settimo del re.
9Quia in primo die mensis primi cœpit ascendere de Babylone, et in primo die mensis quinti venit in Jerusalem, juxta manum Dei sui bonam super se.
9Perciocchè al primo giorno del primo mese fu fermata la dipartita di Babilonia; e al primo giorno del quinto mese egli arrivò in Gerusalemme, secondo che la mano del Signore era buona sopra lui.
10Esdras enim paravit cor suum, ut investigaret legem Domini, et faceret et doceret in Israël præceptum et judicium.
10Conciossiachè Esdra avesse disposto il cuor suo, per ricercar la Legge del Signore, e per eseguirla, e per insegnare gli statuti, e le leggi in Israele.
11Hoc est autem exemplar epistolæ edicti, quod dedit rex Artaxerxes Esdræ sacerdoti, scribæ erudito in sermonibus et præceptis Domini, et cæremoniis ejus in Israël.
11Or questo è il tenore delle lettere che il re Artaserse diede ad Esdra sacerdote, e scriba, scriba delle parole de' comandamenti del Signore, e de' suoi statuti dati a Israele:
12Artaxerxes rex regum Esdræ sacerdoti scribæ legis Dei cæli doctissimo, salutem.
12Artaserse, re dei re, ad Esdra sacerdote, scriba della Legge dell'Iddio del cielo: compiuta salute, ecc.
13A me decretum est, ut cuicumque placuerit in regno meo de populo Israël, et de sacerdotibus ejus, et de Levitis, ire in Jerusalem, tecum vadat.
13Da me è stato fatto un decreto, che tutti quelli d'infra il popolo d'Israele, e de' sacerdoti loro, e de' Leviti, che nel mio regno si disporranno volontariamente ad andare in Gerusalemme, vadano teco.
14A facie enim regis, et septem consiliatorum ejus, missus es, ut visites Judæam et Jerusalem in lege Dei tui, quæ est in manu tua:
14Perciocchè tu sei mandato dal re, e da' suoi sette consiglieri, per informarti in Giudea ed in Gerusalemme, intorno alla Legge dell'Iddio tuo, che tu hai in mano;
15et ut feras argentum et aurum quod rex, et consiliatores ejus, sponte obtulerunt Deo Israël, cujus in Jerusalem tabernaculum est.
15e per portar l'argento e l'oro che il re e i suoi consiglieri hanno volontariamente offerto all'Iddio d'Israele, la cui abitazione è in Gerusalemme;
16Et omne argentum et aurum quodcumque inveneris in universa provincia Babylonis, et populus offerre voluerit, et de sacerdotibus quæ sponte obtulerint domui Dei sui, quæ est in Jerusalem,
16e tutto l'argento e l'oro che tu troverai in tutta la provincia di Babilonia, insieme con le offerte volontarie del popolo, e de' sacerdoti, le quali faranno per la Casa dell'Iddio loro, che è in Gerusalemme.
17libere accipe, et studiose eme de hac pecunia vitulos, arietes, agnos, et sacrificia, et libamina eorum, et offer ea super altare templi Dei vestri, quod est in Jerusalem.
17Acciocchè con que' danari tu comperi prontamente giovenchi, montoni ed agnelli, insieme con le loro offerte di panatica e da spandere; e che tu li offerisca sopra l'Altare della Casa del vostro Dio, che è in Gerusalemme.
18Sed et si quid tibi et fratribus tuis placuerit de reliquo argento et auro ut faciatis, juxta voluntatem Dei vestri facite.
18E del rimanente dell'oro e dell'argento fatene ciò che parrà a te ed a' tuoi fratelli, secondo la volontà del vostro Dio.
19Vasa quoque, quæ dantur tibi in ministerium domus Dei tui, trade in conspectu Dei in Jerusalem.
19E quant'è agli arredi che ti son dati per lo servigio della Casa dell'Iddio tuo, rimettili nel cospetto dell'Iddio di Gerusalemme.
20Sed et cetera, quibus opus fuerit in domum Dei tui, quantumcumque necesse est ut expendas, dabitur de thesauro, et de fisco regis,
20E le altre cose necessarie per la Casa dell'Iddio tuo, le quali ti accaderà fornire, tu le fornirai della camera del re.
21et a me. Ego Artaxerxes rex, statui atque decrevi omnibus custodibus arcæ publicæ, qui sunt trans flumen, ut quodcumque petierit a vobis Esdras sacerdos, scriba legis Dei cæli, absque mora detis,
21Ed io Artaserse, il re, ordino a tutti voi tesorieri che siete di là dal fiume, che tutto quello che il sacerdote Esdra, scriba della Legge dell'Iddio del cielo, vi chiederà, sia incontanente fatto,
22usque ad argenti talenta centum, et usque ad frumenti coros centum, et usque ad vini batos centum, et usque ad batos olei centum, sal vero absque mensura.
22fino a cento talenti d'argento, e fino a cento cori di grano, fino a cento bati di vino, e fino a cento bati d'olio; e del sale senza alcuna prescritta quantità .
23Omne quod ad ritum Dei cæli pertinet, tribuatur diligenter in domo Dei cæli: ne forte irascatur contra regnum regis, et filiorum ejus.
23Tutto ciò che è del comandamento dell'Iddio del cielo, intorno alla sua Casa, sia prontamente fatto; perchè vi sarebbe egli indegnazione contro al regno, al re, ed a' suoi figliuoli?
24Vobis quoque notum facimus de universis sacerdotibus, et Levitis, et cantoribus, et janitoribus, Nathinæis, et ministris domus Dei hujus, ut vectigal, et tributum, et annonas non habeatis potestatem imponendi super eos.
24Vi facciamo, oltre a ciò assapere che niuno abbia podestà d'imporre tributo, taglia, o gabella, ad alcun sacerdote, o Levita, o cantore, o portinaio, o Netineo, od altro ministro di cotesta Casa di Dio.
25Tu autem Esdra, secundum sapientiam Dei tui, quæ est in manu tua, constitue judices et præsides, ut judicent omni populo qui est trans flumen, his videlicet qui noverunt legem Dei tui: sed et imperitos docete libere.
25E tu, Esdra, secondo la sapienza dell'Iddio tuo, che tu hai in mano, costituisci rettori, e giudici, i quali rendano ragione a tutto quel popolo che è di là dal fiume, cioè a tutti coloro che hanno conoscenza delle leggi dell'Iddio tuo; e insegnate le a quelli che non le sapranno.
26Et omnis qui non fecerit legem Dei tui, et legem regis, diligenter, judicium erit de eo sive in mortem, sive in exilium, sive in condemnationem substantiæ ejus, vel certe in carcerem.
26E se v'è alcuno che non metta in opera la Legge dell'Iddio tuo, e la legge del re, siane incontanente fatta giustizia, o per morte, o per bando, o per ammenda in danari, o per prigione.
27Benedictus Dominus Deus patrum nostrorum, qui dedit hoc in corde regis ut glorificaret domum Domini quæ est in Jerusalem,
27Benedetto sia il Signore Iddio de' nostri padri, il quale ha messa una tal cosa nel cuor del re, per onorar la Casa del Signore, che è in Gerusalemme;
28et in me inclinavit misericordiam suam coram rege et consiliatoribus ejus, et universis principibus regis potentibus: et ego confortatus manu Domini Dei mei, quæ erat in me, congregavi de Israël principes qui ascenderent mecum.
28ed ha fatto che io ho trovata benignità appo il re, ed appo i suoi consiglieri, ed appo tutti i suoi potenti principi. Io dunque, essendomi fortificato, secondo che la mano del Signore Iddio mio era sopra me, adunai i capi d'Israele, acciocchè ritornassero meco.

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