Epistola Di S. Paolo A' Romani 7
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
1IGNORATE voi, fratelli (perciocchè io parlo a persone che hanno conoscenza della legge), che la legge signoreggia l'uomo per tutto il tempo ch'egli è in vita?
1DE ri ai kan, komail jota aja i kin peidok ren me aja kapun o me kapun o kin poedi aramaj arain a memaur?
2Poichè la donna maritata è, per la legge, obbligata al marito, mentre egli vive; ma, se il marito muore, ella è sciolta dalla legge del marito.
2Pwe li amen, me a warok mia, kin kaupinki kapun en a warok arain a memaur. A ma a warok melar, a muei janer kapun en a warok.
3Perciò, mentre vive il marito, ella sarà chiamata adultera, se divien moglie di un altro marito; ma, quando il marito è morto, ella è liberata da quella legge; talchè non è adultera, se divien moglie di un altro marito.
3A ma a pan paudeki amen ol ni a warok memaur, a pan adaneki kamal amen; a ma a warok melar, a muei janer kapun, ap jota pan kamal amen, ma a pan pur on amen ol.
4Così adunque, fratelli miei, ancora voi siete divenuti morti alla legge, per lo corpo di Cristo, per essere ad un altro, che è risuscitato da' morti, acciocchè noi fruttifichiamo a Dio.
4Ari ri ai kan, iduen pil komail mekilar kapun o pweki war en Krijtuj, pwen wiala nain amen, iet, me iajadar jan ren me melar akan, pwen kaparapar on Kot.
5Perciocchè, mentre eravam nella carne, le passioni de' peccati, le quali erano mosse per la legge, operavano nelle nostre membra, per fruttificare alla morte.
5Pwe ni at kekeideki tiak en pali uduk, inon en dip me kelail nan kokon atail pweki kapun o, pwen kaparapar on mela.
6Ma ora siamo sciolti della legge, essendo morti a quello, nel quale eravam ritenuti; talchè serviamo in novità di spirito, e non in vecchiezza di lettera.
6A met kitail muei janer kapun o, pwe jal pat on mela olar, pwe kitail en papa on tiak kap en nen, a kaidin on tiak marin en intin.
7Che diremo adunque? che la legge sia peccato? Così non sia; anzi, io non avrei conosciuto il peccato, se non per la legge; perciocchè io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non dicesse: Non concupire.
7Ari, da me kitail en inda? Me dip kapun o? O jo! A i pan jaja dip, ma jo kapun. Pwe I pan jaja duen inon jued, ma kapun jo kalok kidar: Koe der norok!
8Ma il peccato, presa occasione per questo comandamento, ha operata in me ogni concupiscenza.
8A dip kadiarok kidar kujoned, ap kainon on ia jon en inon jued karoj, pwe ma jota kapun dip mela.
9Perciocchè, senza la legge, il peccato è morto. E tempo fu, che io, senza la legge, era vivente; ma, essendo venuto il comandamento, il peccato rivisse, ed io morii.
9Pwe maj o i jota mi pan kapun, ap mamaureta, a kujoned lao mia, dip ai ap diarokadar.
10Ed io trovai che il comandamento, che è a vita, esso mi tornava a morte.
10A nai melar; kujoned, me loki don ia, pwe i en maure kida, kare on ia mela.
11Perciocchè il peccato, presa occasione per lo comandamento, m'ingannò, e per quello mi uccise.
11Pwe dip kadiarok kidar kujoned liapai ia dar, ap kame ia lar.
12Talchè, ben è la legge santa, e il comandamento santo, e giusto, e buono.
12Ari, kapun o me jaraui o kujoned me jaraui, a pun o mau.
13Mi è dunque ciò che è buono divenuto morte? Così non sia; anzi il peccato mi è divenuto morte , acciocchè apparisse esser peccato, operandomi la morte per quello che è buono; affinchè, per lo comandamento, il peccato sia reso estremamente peccante.
13A iaduen me mau kot kare on ia mela? O jo! A dip en janjale kida me kamau o ni a kare on ia mela, pwe dip en janjale kida kujoned.
14Perciocchè noi sappiamo che la legge è spirituale; ma io son carnale, venduto ad esser sotto posto al peccato.
14Pwe kitail aja, me kapun o me nenin, a nai me uduken o netilan dip.
15Poichè io non riconosco ciò che io opero; perciocchè, non ciò che io voglio quello fo, ma, ciò che io odio quello fo.
15Pwe i jota aja, da me i en wia. Pwe kaidin me i mauki, me i kin wiada, a me i kin juedeki, iei me i kin wia.
16Ora, se ciò che io non voglio, quello pur fo, io acconsento alla legge ch' ella è buona.
16Ari, ma i kin wiada, me i kan wia, nan i kin kajanjaleda, me kapun me mau.
17Ed ora non più io opero quello, anzi l'opera il peccato che abita in me.
17A ma i wiadar, me i jota men wia, kaidin nai me wiadar, a dip me mimi lol i.
18Perciocchè io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poichè ben è in me il volere, ma di compiere il bene, io non ne trovo il modo .
18Pwe i aja, me jota mau kot mi lol i nan uduk ai, pwe i kin men wiada me mau, a en anada me pun i jota kak on.
19Perciocchè, il bene che io voglio, io nol fo; ma il male che io non voglio, quello fo.
19Pwe me mau o, me i men wiada, i jota kin kapwaida, a me jued, me i kan, i me i kin wiada.
20Ora, se ciò che io non voglio quello fo, non più io opero quello, anzi l'opera il peccato che abita in me.
20A ma i wiada, me i jo men wiada, kaidin nai me wiada, a dip me mi lol i.
21Io mi trovo adunque sotto questa legge: che volendo fare il bene, il male è presso a me.
21let me kapun kadiarok on ia: Ni ai men wiada me mau, me jued mimi re i.
22Perciocchè io mi diletto nella legge di Dio, secondo l'uomo di dentro.
22Pwe i kin mauki kapun en Kot pali lol en aramaj.
23Ma io veggo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro alla legge della mia mente, e mi trae in cattività sotto alla legge del peccato, che è nelle mie membra.
23I ap diaradar eu kapun ni ai kokon akan, me kin palian kapun en loli, ap kalua ia di pan kapun en dip, me mi nan ai kokon akan.
24Misero me uomo! chi mi trarrà di questo corpo di morte?
24O nai aramaj luet amen! Ij me pan kamaio wei ia jan ni war mela wet!
25Io rendo grazie a Dio, per Gesù Cristo, nostro Signore. Io stesso adunque, con la mente, servo alla legge di Dio; ma, con la carne, alla legge del peccato.
25I danke Kot pweki Iejuj Krijtuj atail Kaun. Nan lol i i kin papan kapun en Kot, a ni pali uduk kapun en dip.
Tip: use the ← and → keys to turn chapters.