Evangelo Di S. Matteo 7
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1NON giudicate, acciocchè non siate giudicati.
1Ua nole abi meratager kak nerute le, iaueakai E uabi ko nole meratager.
2Perciocchè, di qual giudizio voi giudicherete, sarete giudicati; e della misura che voi misurerete, sarà altresì misurato a voi.
2Abelelam abele meratager ua abi meratager, E ko uabi meratager; abele tonar lu uaba abi detali, a E ko uabi detali.
3E che guardi tu il fuscello ch' è nell'occhio del tuo fratello? e non iscorgi la trave ch' è nell'occhio tuo?
3Nalu ma abi dasmeri lu puipi mara le la pone ge, a ma nole umer kak abele au lu mara pone ge?
4Ovvero, come dici al tuo fratello: Lascia che io ti tragga dell'occhio il fuscello, ed ecco, la trave è nell'occhio tuo?
4Nalugem ma detager mara le, Abkoreb kaka atperedelu lu puipi mara pone; dasmer, abele au lu nagri mara pone ge?
5Ipocrita, trai prima dell'occhio tuo la trave, e poi ci vedrai bene per trarre dell'occhio del tuo fratello il fuscello.
5Mama bes le, kekiam batauereda abele au lu mara pone ge; iaueakai ma erdali paret kak abi atperedelu abele lu puipi mara le la pone ge.
6Non date ciò che è santo a' cani, e non gettate le vostre perle dinanzi a' porci; che talora non le calpestino co' piedi, e rivoltisi, non vi lacerino.
6Nole abkoreb uaba ikuar abele zogo lu omai giz, a ua nole dikri uaba penina gaire borom giz ra opem, mena esapirda uiaba teter, a ko batauered uabi eregili mogamog.
7Chiedete, e vi sarà dato; cercate, e troverete; picchiate, e vi sarà aperto.
7Ua abi damsare, iaueakai uabi nakuarare; a uaba deraimerare, epe uaba erdali; a uaba abi dida mudumud iaueakai uabim diski.
8Perciocchè, chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia.
8Abelelam ese le abi damsare E nagri; abele le deraimer E abi erdali; a diski abele le abi dida mudumud.
9Evvi egli alcun uomo fra voi, il quale, se il suo figliuolo gli chiede del pane, gli dia una pietra?
9Nete le uabim, ese mara uerem mari namosi aretoem, nako ma abi ikuar baker?
10Ovvero anche, se gli chiede un pesce, gli porga un serpente?
10A ko mari namosi larem, nako ma abi ikuar tabo?
11Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dar buoni doni a' vostri figliuoli, quanto maggiormente il Padre vostro, che è ne' cieli, darà egli cose buone a coloro che lo richiederanno?
11Dasmerare, uaba adud le, ese uaba umele nakuarare debe lu uaba omasker giz, nako uaba Aba penoka dali kotor ge, nole uabi nakuarare au debe lu giz uiaba le abi damsare?
12Tutte le cose adunque, che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele altresì voi a loro; perciocchè questa è la legge ed i profeti.
12Gaire lu uridili uaba lag le giz uabi ikerare, mokakalam uabi ikerare uiabim; abelelam abele gelar gako gaire perofeta giz.
13Entrate per la porta stretta, perciocchè larga è la porta, e spaziosa la via, che mena alla perdizione; e molti son coloro che entran per essa.
13Uaba barot abele kebi gab te ge; abelelam au te abele au gab te ge, a aule abele gab a gaire le ekaseredi bakeaud.
14Quanto è stretta la porta, ed angusta la via che mena alla vita! e pochi son coloro che la trovano.
14Abelelam kebi te abele gab te ge, a kebi kale abele gab a bakedida eded, a neis neis le erdali.
15Ora, guardatevi da' falsi profeti, i quali vengono a voi in abito di pecore; ma dentro son lupi rapaci.
15Ege uaba mamor dasmerare gaire perofeta bes, uiaba tabarki uabim mamoe am uali, epe muige arega luko uiabim.
16Voi li riconoscerete da' frutti loro; colgonsi uve dalle spine, o fichi da' triboli?
16Ua erdali uiaba turum. Nako le edobemeda uina moda abele lu daradar, pako suke abele lu zegerzeger?
17Così, ogni buon albero fa buoni frutti; ma l'albero malvagio fa frutti cattivi.
17Ege mokakalam debe lu giz uridili kepu debe turum, epe abele adud lu a ko adud turum nagri.
18L'albero buono non può far frutti cattivi, nè l'albero malvagio far frutti buoni.
18Umer kak debe lu nagri adud turum, umer kak adud lu a ko nagri debe turum.
19Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato, e gettato nel fuoco.
19Gaire lu uridili nole debe turum, a ismi batauerda abele ur ge.
20Voi adunque li riconoscerete da' loro frutti.
20Dasmerare, uaba erdali uiaba turum.
21Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli.
21Umer kak barota kotor baselaia uiaba uridili kari mer mokakalam, Opole ae, Opole ae; epe abele le ikerare kara Aba ra lag penoka dali kotor ge.
22Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciati demoni, e fatte, in nome tuo, molte potenti operazioni?
22Gaire le kari detagarare niai gerger, Opole ae, Opole ae, nako keriba nole perofeta mara nei ge? a mara nei ge ko keriba dituaki gaire demoni giz? a mara nei ge ko keriba ikerare gaire adigir?
23Ma io allora protesterò loro: Io non vi conobbi giammai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d'iniquità.
23Kaka paret kak detagerare uiabim, Kaka nole umer kak uabim; ua bakeuare adem karielam, uaba adud tonar.
24Perciò, io assomiglio chiunque ode queste mie parole, e le mette ad effetto, ad un uomo avveduto, il quale ha edificata la sua casa sopra la roccia.
24Dasmerare, ese le asoli kara mer giz peike E ko ikeli, kaka abi babisdarie E pardale, E ikeli abara meta abele neid ge;
25E quando è caduta la pioggia, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato, e si sono avventati a quella casa, ella non è però caduta; perciocchè era fondata sopra la roccia.
25Epe irmir apu a dodo tabarki a uak uami abi abele meta ge; umer kak edibida, abelelam giz tumem abele neid ge.
26Ma chiunque ode queste parole, e non le mette ad effetto, sarà assomigliato ad un uomo pazzo, il quale ha edificata la sua casa sopra la rena.
26Ese le asoli kara mer giz ike a nole ikeli, E babisdarie abele paim le, E ikeli abara meta tumem abele ue ge;
27E quando la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato, e si sono avventati a quella casa, ella è caduta, e la sua ruina è stata grande.
27Epe irmir apu a dodo tabarki a uag uami abi abele meta ge; epe edibida barabeda mogmog.
28Ora, quando Gesù ebbe finiti questi ragionamenti, le turbe stupivano della sua dottrina;
28Iesu ra gaire mer eseamulu, epe gaire le lakub abi damared abara giz mer.
29perciocchè egli le ammaestrava, come avendo autorità, e non come gli Scribi.
29Abelelam E ereuerem uiabim mokakalam le nagri sirdam, a nole mokakalam aotale giz.
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