Evangelo Di S. Matteo 9
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1Ed egli, entrato nella navicella, passò all'altra riva, e venne nella sua città.
1Ege Iesu atiem abele nar ge, a bakeamulu nerute apek, epe baos tabara uteb ge.
2ED ecco, gli fu presentato un paralitico che giaceva in letto. E Gesù, veduta la fede loro, disse al paralitico: Figliuolo, sta' di buon cuore, i tuoi peccati ti son rimessi.
2Dasmerare, uiaba egardare abim abele le ibibi, E eidi abele sik; Iesu abi nardarare uiaba oituli, epe E abi detager abele le ibibi, Kara uerem ae, mara nerkep ua saserim, emetu adem dikri mara uit.
3Ed ecco, alcuni degli Scribi dicevano fra sè stessi: Costui bestemmia.
3Dasmerare, uader aotale le tababu dikiaporare uiaba nerkep ge, Abele le adud mer egali Adim.
4E Gesù, veduti i lor pensieri, disse: Perchè pensate voi cose malvage ne' vostri cuori?
4Ege Iesu de nardarare uiaba dikiaporare, epe E uiabim, kega, Nalugelam uaba adud dikiaporare uaba nerkep ge?
5Perciocchè, quale è più agevole, dire: I tuoi peccati ti son rimessi, ovver dire: Levati, e cammina?
5Abelelam nade lu perper? nako abele mer abi detager, Mara uit emetu idigir; a nako abele mer abi detager, Tekuei, ma ge bakeam?
6Ora, acciocchè voi sappiate che il Figliuol dell'uomo ha autorità in terra di rimettere i peccati: Tu, levati (disse egli allora al paralitico), togli il tuo letto, e vattene a casa tua.
6Ueakai uaba opasereret Le la Uerem nagri sirdam abele geseb ge E idigir uit giz, (E abim detager le ibibi), Ma ge tekuei, a ais mabara sik, a bakeam mabara meta.
7Ed egli, levatosi, se ne andò a casa sua.
7E ge tekueilu, a bakeamulu tabara metaem.
8E le turbe, veduto ciò , si maravigliarono, e glorificarono Iddio, che avea data cotal podestà agli uomini.
8Epe le lakub abi erdarare, uiaba sererege, a desperare Adim, E nakuarare abele sirdam le mokakalam.
9POI Gesù, passando oltre, vide un uomo che sedeva al banco della gabella, chiamato Matteo; ed egli gli disse: Seguitami. Ed egli, levatosi, lo seguitò.
9Ege Iesu bakeamulu adem abele utebelam, epe E erdali abele le emreder abele meta ge a asesereder zegu mani, abara nei Mataio; E abi detager, Ma kari narmili, ege E tekueilu, a abi irmili.
10Ed avvenne che, essendo Gesù a tavola in casa, ecco, molti pubblicani e peccatori vennero, e si misero a tavola con Gesù, e co' suoi discepoli.
10Ege E sep ge eidi abele meta a leuer eroli, dasmerare, gaire telona giz a pako uite le giz a tabakeuare uiaba eidi okakis Iesuim, pako abara kaimeg giz, a leuer erolare.
11E i Farisei, vedendo ciò , dissero a' discepoli di esso: Perchè mangia il vostro maestro co' pubblicani e co' peccatori?
11Faresaio giz abi erdali, uiabi abi detagerare abara kaimeg giz, Nalugelam uaba Ereuerem le kemem leuer eroli a gaire telona giz pako uite le giz?
12E Gesù, avendo li uditi, disse loro: Coloro che stanno bene non hanno bisogno di medico, ma i malati. Or andate, e imparate che cosa è:
12Ege Iesu asoli, E uiabi daratagerare, Nole abkoreb lukup le gaire gim kak le, epe mamoro abkoreb gaire le gimgim.
13Io voglio misericordia, e non sacrifizio; perciocchè io non son venuto per chiamare a ravvedimento i giusti, anzi i peccatori.
13Ua bakeuare a ereuerem nalu tonar abele mer, Kaka lagelag abele nasenas, a nole abele zegu lu; abelelam kaka nole tabarki darabgerare gaire le barkak tonar, epe uite le giz uiaba obazgeda.
14ALLORA si accostarono a lui i discepoli di Giovanni, dicendo: Perchè noi ed i Farisei digiuniamo noi spesso, e i tuoi discepoli non digiunano?
14Ege Ioane ra kaimeg giz tabakeuare abim, kega, Nalugem keriba gaire kerker leueru baili, a pako gaire Faresaio, epe mara kaimeg giz nole leueru baili?
15E Gesù disse loro: Que' della camera delle nozze posson eglino far cordoglio, mentre lo sposo è con loro? ma verranno i giorni, che lo sposo sarà loro tolto, ed allora digiuneranno.
15Ege Iesu de uiabi daratagerare, Umer kak okasosok gaire kaimeg le, abele le kerkar ispit abara kosker, abele uader gerger uiabi kemem, a niai kerker tabarki le ispit adem bakeamulu uiabielam, epe uiaba leueru baili.
16Or niuno mette un pezzo di panno rozzo in un vestimento vecchio; perciocchè quel ripieno porta via un pezzo del vestimento, e la rottura si fa peggiore.
16Nole nerute le umele ekpi emeret gem uali abele kerkar mog uali; abelelam atoat abele emeret gem uali abara ekpi, iaueakai au atoatatoat.
17Parimente, non si mette vin nuovo in otri vecchi; altrimenti gli otri si rompono, e il vino si spande, e gli otri si perdono; ma si mette il vin nuovo in otri nuovi, e amendue si conservano.
17Umer kak kerkar uaina etatakoi abele emeret gegur tarpor: ese mokakalam gegur tarpor erperidlu, a uaina epaiteredlu, a gaire gegur tarpor dedkoli: epe etatakoi abele kerkar uaina abele kerkar gegur tarpor, iaueakai mamoro debele.
18MENTRE egli ragionava loro queste cose, ecco, uno de' capi della sinagoga venne, e gli s'inchinò, dicendo: La mia figliuola è pur ora trapassata; ma vieni, e metti la mano sopra di lei, ed ella viverà.
18E uiabi daratagerare abele gaire mer, Dasmer, abele kole tabarki E abim etkobeilu, kega, Kara neur emetu eumida; a ma tabakeam a dikmerik mara tagu abara tumge, iaueakai eded.
19E Gesù, levatosi, lo seguitò, insieme co' suoi discepoli.
19Ege Iesu tekueilu, a abara kaimeg giz abi irmilare.
20Ed ecco, una donna, inferma di flusso di sangue già da dodici anni, si accostò di dietro, e toccò il lembo della sua vesta.
20Dasmer, abele kosker E nagri mam gim tuelf gaire urut, E bakeamulu Iesu ra sor ge, a abi itutilu abara am uali ub ge.
21Perciocchè ella diceva fra sè stessa: Se sol tocco la sua vesta, sarò liberata.
21Abelelam E tababu dikiapor muige abara nerkep, Ese kaka no itutilu abara am uali, a kara eded nagri.
22E Gesù, rivoltosi, e vedutala, le disse: Sta' di buon cuore, figliuola; la tua fede ti ha salvata. E da quell'ora la donna fu liberata.
22Ege Iesu baseker, a abi erdalu, E detager, kega, Kara neur, mara nerkep au saserim, a ma eded maba oitulam. Ege abele kosker eded abele haua ge.
23E quando Gesù fu venuto in casa del capo della sinagoga , ed ebbe veduti i sonatori, e la moltitudine che romoreggiava, disse loro;
23Ege Iesu balu abele kole ra meta ge, E darasmerare gaire lekub a burar diperi a uiaba ebazuer,
24Ritraetevi; perciocchè la fanciulla non è morta, ma dorme. Ed essi si ridevano di lui.
24E uiabi daratagerare, Ua bakeuare adem; abelelam abele neur nole eud kak, E no uteid. Ege uiaba abi neg degarare abim.
25Ma quando la moltitudine fu messa fuori, egli entrò, e prese la fanciulla per la mano, ed ella si destò.
25Ege lekub namuare, a E balu, a erpeilu neur ra tag; ege ekueilu abele neur.
26E la fama di ciò andò per tutto quel paese.
26Abele mer aserare abele ged uridili.
27E PARTENDOSI Gesù di là, due ciechi lo seguitarono, gridando e dicendo: Abbi pietà di noi, Figliuolo di Davide.
27Iesu adem bakeamulu abele utebelam, epe uiaba abi narmilei neis sadamer le, a ereretikri, kega, Dauida ra Uerem, ma keribi nasenas.
28E quando egli fu venuto in casa, que' ciechi si accostarono a lui. E Gesù disse loro: Credete voi che io possa far cotesto? Essi gli risposero: Sì certo, Signore.
28E balu abele meta ge, a neis sadamer le tabakeamulei abim; a Iesu uiabi daratager neis le, Nako uaba karim oituli kaka umele abele lu ikeli? Epe uiaba detaut, Uao, Opole.
29Allora egli toccò gli occhi loro, dicendo: Siavi fatto secondo la vostra fede.
29Ege E uiabi natutilu uiaba pone, a uiabi daratager, kega, Mokakalam uaba oituli, a ko ikeli abkoreb uabim.
30E gli occhi loro furono aperti; e Gesù fece loro un severo divieto, dicendo:
30Ege uiaba pone bakaerei; ege Iesu de au kase daratager neis le, kega, Uaba nole atomeret kak nerute le.
31Guardate che niuno lo sappia. Ma essi, usciti fuori, pubblicarono la fama di esso per tutto quel paese.
31A neis le bakeamulei, a merkem abele mer abielam abele ged ge uridili.
32Ora, come que' ciechi uscivano, ecco, gli fu presentato un uomo mutolo, indemoniato.
32Neis le bakeamulei; darasmerare, uiaba tegaret abele le te dabimdabim a demoni ko balu muige.
33E quando il demonio fu cacciato fuori, il mutolo parlò, e le turbe si maravigliavano, dicendo: Giammai non si vide cotal cosa in Israele.
33E abi imuare abele demoni; ege le mamoro mer etakalu, abele le te dabimdabim: ege lekub uiaba abi damarare, a mer detagerare, kega, Emeretalam meriba nole erdali nerute lu mokakalam Isaraela ge.
34Ma i Farisei dicevano: Egli caccia i demoni per lo principe de' demoni.
34A Faresaio giz abielam detagerare, kega, Abele au demoni abi dog, abelelam E umele namuare demoni giz.
35E GESÙ andava attorno per tutte le città, e per le castella, insegnando nelle lor sinagoghe, e predicando l'evangelo del regno, e sanando ogni malattia, ed ogni infermità, fra il popolo.
35Ege Iesu deraueli gaire utebe uridili pako kebi utebe, a ereuerem uiaba sunago ge, a marau abele baselaia ra debe mer, E nadgirare gim le uridili, pako au asiasi gim le abele ged ge.
36E, vedendo le turbe, n'ebbe compassione, perciocchè erano stanchi e dispersi, a guisa di pecore che non hanno pastore.
36E nardare gaire lekub, epe E au nasenase uiaba, abelelam uiaba au sagim a dekaertare, mokakalam mamoe giz nole le asesered kak.
37Allora egli disse a' suoi discepoli: Ben è la ricolta grande, ma pochi sono gli operai.
37Ege E uiabi detagerare, abara kaimeg giz, Epe gaire abele saido isimare, a no neis neis le dorge;
38Pregate adunque il Signore della ricolta, ch'egli spinga degli operai nella sua ricolta.
38Peike uaba damsare abele Opole, abara saido isimare, E ko namarkare uader le dorge abara saido isimare.
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