Evangelo Di S. Matteo 16
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1ED accostatisi a lui i Farisei, e i Sadducei, tentando lo , lo richiesero di mostrar loro un segno dal cielo.
1Ege Faresaio giz pako Sadukaio giz abim tabakeuare, a uiaba abi mirem, kega, Ma keribi detomertare nerute atamelam kotorlam.
2Ma egli, rispondendo, disse loro: Quando si fa sera, voi dite: Farà tempo sereno, perciocchè il cielo rosseggia.
2E etkalu uiabim, kega, Mena kikem a uaba mer, kega, Debe lem barki: abelelam kotor ge au mam mam.
3E la mattina dite: Oggi sarà tempesta, perciocchè il cielo tutto mesto rosseggia. Ipocriti, ben sapete discernere l'aspetto del cielo, e non potete discernere i segni de' tempi!
3Abele kebi gereger a uaba mer ko, kega, Peirdi au irmir abele gereger: abelelam au mam mam dali, pako au kuba abele kotor ge. Uaba bes le giz, uaba umele etage kotor ra tonar, nako uaba nole umer kak urut atamelam?
4La gente malvagia ed adultera richiede un segno, ma segno alcuno non le sarà dato, se non il segno del profeta Giona. E, lasciatili, se ne andò.
4Abele nosik le adud, pako kogem le giz, uaba karim deraimerare nerute atamelam; umer kak nerute atamelam uabi nakuarare, a tepteb Iona perofeta ra atamelam. E dikaerlu uiabim, a adem bakeamulu.
5E quando i suoi discepoli furon giunti all'altra riva, ecco, aveano dimenticato di prender del pane.
5Ege abara kaimeg giz tabarki abele nerute apek, a uiaba okataprik ko areto ais.
6E Gesù disse loro: Vedete, guardatevi dal lievito de' Farisei, e de' Sadducei.
6Iesu uiabim detager, Uaba au derarati adem abele Faresaio giz ra leuen, pako Sadukaio giz ra leuen.
7Ed essi ragionavano fra loro, dicendo: Noi non abbiam preso del pane.
7Ege uiaba mer atager, kega, Abara merlam, abelelam meriba nole areto tais.
8E Gesù, conosciuto ciò , disse loro: Perchè questionate fra voi, o uomini di poca fede, di ciò che non avete preso del pane?
8Epe Iesu opasereret, E uiabim detager, Nalu uaba mer atager, uaba kebikebi oituli, abelelam uaba nole areto tais?
9Ancora siete voi senza intelletto, e non vi ricordate dei cinque pani de' cinquemila uomini , e quanti corbelli ne levaste?
9Nako uaba mena asor kak, a uaba nole dikiapor faife areto, pako faife thausan le, naket epei arota?
10Nè de' sette pani de' quattromila uomini , e quanti panieri ne levaste?
10A ko sefen areto, pako foa thausan le, naket epei arota?
11Come non intendete voi, che non del pane vi dissi che vi guardaste dal lievito de' Farisei, e de' Sadducei?
11Nako uaba mena nole asor kak, nole abele areto kaka uabi detager? Epe ua au derarati adem abele Faresiao giz ra leuen, pako Sadukaio giz.
12Allora intesero ch'egli non avea detto che si guardassero dal lievito del pane, ma della dottrina dei Farisei, e de' Sadducei.
12Ege uiaba umele, nole areto ra leuen E uiabi detager au derarti adem, epe Faresaio giz ra giz mer, pako Sadukaio giz.
13POI Gesù, essendo venuto nelle parti di Cesarea di Filippo, domandò i suoi discepoli: Chi dicono gli uomini che io, il Figliuol dell'uomo, sono?
13Iesu bakeamulu abele Kaisaria Filipo ra nener, E itimerare abara kaimeg giz, kega, Nalu gaire le la mer, karim nete?
14Ed essi dissero: Alcuni, Giovanni Battista; altri, Elia; altri, Geremia, od uno de' profeti.
14Uiaba abi detagerare, Uader le la mer, mama Ioane Bapataiso; a uader le, mama Elia; a uader le, Ieremia, pako nerute perofeta.
15Ed egli disse loro: E voi, chi dite che io sono?
15E uiabim detager, Nako uaba, nalu uaba mer, karim nete?
16E Simon Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente.
16Ege Simona Peteru abi detaut, kega, Mama Keriso, Ade ra Uerem eded.
17E Gesù, rispondendo, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, poichè la carne ed il sangue non t'hanno rivelato questo , ma il Padre mio che è ne' cieli.
17Ege Iesu etkalu abim, kega, Mama uerkab Simona Ba‐Jona: abelelam nole le mari etomeret, epe kara Aba dali kotor ge.
18Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa, e le porte dell'inferno non la portranno vincere.
18Kaka mari detager, Mamanali Peteru, ka ko emoare kara ekalesia tumem abele neide ge; umer kak ur aseamur kak ra te abi tum ge
19Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato in terra sarà legato ne' cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne' cieli.
19Kaka keubu mari nakuar kotor baselaia ra ki; ese nerute lu ma didibari abele geseb ge, a ko didibari abele kotor ge; ese nerute lu ma detue abele geseb ge, a ko detue abele kotor ge.
20Allora egli divietò a' suoi discepoli, che non dicessero ad alcuno ch'egli fosse Gesù, il Cristo.
20E uiabi daraisumdarare abara kaimeg giz nole ko atomeret kak nerute le E Iesu Keriso dali.
21Da quell'ora Gesù cominciò a dichiarare a' suoi discepoli, che gli conveniva andare in Gerusalemme, e sofferir molte cose dagli anziani, e da' principali sacerdoti, e dagli Scribi, ed essere ucciso, e risuscitare nel terzo giorno.
21Abele kerker Iesu ditimedlu ko natomertare abara kaimeg giz abkoreb E Ierusalemaem bakeamulu, ko gaire lu aiasi ikeli abim gaire aule giz pako zogozogo le giz pako aotale giz, uiaba abim ipitare eumida, E ko eded akaida thri gerger.
22E Pietro, trattolo da parte, cominciò a riprenderlo, dicendo: Signore, tolga ciò Iddio; questo non ti avverrà punto.
22Ege Peteru abi datkimalu, a abi daisumdalu, kega, Opole ae, muriz ge marielam abele lu, umer kak bakedida marim abele lu.
23Ma egli, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene indietro da me, Satana; tu mi sei in iscandalo, perciocchè tu non hai il senso alle cose di Dio, ma alle cose degli uomini.
23Ege E egeremalu Peteruim, a abim, kega, Satana ae, ma bakeam kara sor ge: ma mokakalam lu kari bamsili; abelelam ma nole lakak Ade ra lu, epe mamor le la lu.
24ALLORA Gesù disse a' suoi discepoli: Se alcuno vuol venir dietro a me, rinunzi a sè stesso, e tolga la sua croce, e mi segua.
24Iesu uiabi detager abara kaimeg giz, Ese le lagelag kari narmili, nole abkoreb ko irmili tabara lag, debele E ko ais tabara satauro, a kari narmili.
25Perciocchè, chi avrà voluto salvar la vita sua la perderà; ma chi avrà perduta la vita sua, per amor di me, la troverà.
25Abelelam ese le omare tabara eded, E abi: epe abele le dedkoli tabara eded karielam, E ko nagri.
26Perciocchè, che giova egli all'uomo, se guadagna tutto il mondo, e fa perdita dell'anima sua? ovvero, che darà l'uomo in iscambio dell'anima sua?
26Abelelam nalu lu abkoreb, ese abele le nagri geseb ge uridili, a ko dedkoli abara eded? a nalu lu ikuar abele le ko bodomalam abara eded?
27Perciocchè il Figliuol dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, co' suoi angeli; ed allora egli renderà la retribuzione a ciascuno secondo i suoi fatti.
27Abelelam Le la Uerem tabarki kemem pako abara angela taba Aba ra zorom ge; epe E bodomalam le giz abkoreb uiaba dorge.
28Io vi dico in verità, che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, che non abbiano veduto il Figliuol dell'uomo venir nel suo regno.
28Ageakar kaka uabi detagereda, Uader le ike nole eud kak, mena dasmerare Le la Uerem ko tabarki abara baselaia ge.
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