Evangelo Di S. Matteo 26
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Meriam Mir Gospels
1ED avvenne che, quando Gesù ebbe finiti tutti questi ragionamenti, disse a' suoi discepoli:
1Iesu eseamulu abara mer uridili, E uiabi detager tabara kaimeg giz,
2Voi sapete che fra due giorni è la pasqua; e il Figliuol dell'uomo sarà dato in mano del magistrato , per essere crocifisso.
2Uaba umele, eseamud neis gereger abele paseka ikeli, a Le la Uerem namarid ko satauroem.
3Allora si raunarono i principali sacerdoti, e gli Scribi, e gli anziani del popolo, nella corte del sommo sacerdote, detto Caiafa;
3Abele kerker etami gaire zogozogo le giz, pako aotale giz, pako aule giz abgedlam abele zogo le ra meta ge, abara nei Kaiafa;
4e presero insieme consiglio di pigliar Gesù con inganno, e di farlo morire.
4A uiaba mer atager nalu lu umele mirem erpei, pako ipitare eumilu Iesu.
5Ma dicevano: Non convien farlo nella festa; acciocchè non si faccia tumulto fra il popolo.
5A uiaba kega, Nole ikeli abele uetpur, iaueakai abele ged ataperetlam.
6ORA, essendo Gesù in Betania, in casa di Simone lebbroso,
6Iesu emri Bethania, Simona lepera ra meta,
7era venuta a lui una donna, avendo un alberello d'olio odorifero di gran prezzo; ed ella l'avea sparso sopra il capo di Cristo, mentre era a tavola.
7Nerute kosker abim tabakeam nagri abele alabasa tarpor, muige abele ide debe lagelag au bodomalam, E epaitered abara kerem, a E eidi leuer aroem.
8E i suoi discepoli, avendo ciò veduto, furono indegnati, dicendo: A che far questa perdita?
8Abara kaimeg giz uiaba erdali, uiaba nerkepu au asiasi, a uiaba kega, Nalugelam abele lu dedkoli?
9Poichè quest'olio si sarebbe potuto vendere un gran prezzo , e quello darsi a' poveri.
9Abelelam, ese terapei abele ide debe lagelag, mena gaire lu bodomalam a ko nakuarare gaire lu kak le.
10Ma Gesù, conosciuto ciò , disse loro: Perchè date voi noia a questa donna? poichè ella ha fatta una buona opera inverso me.
10Iesu umele, E uiabi kega, Nalugem uaba bamsili abele kosker? abelelam E debe lu karim ikeli.
11Perciocchè sempre avete i poveri con voi; ma me non mi avete sempre.
11Abelelam uaba mena emri okakis gaire lu kak le, epe kakanali uabim nole niai emri.
12Poichè costei, versando quest'olio sopra il mio corpo, l'ha fatto per imbalsamarmi.
12Abelelam E epaitered abele ide debe lagelag kara gem kekiam, keubu kara etkobei.
13Io vi dico in verità, che dovunque sarà predicato quest'evangelo, in tutto il mondo, si racconterà eziandio ciò che costei ha fatto, in memoria di lei.
13Ageakar, kaka uabi detager, Gaire ged uridili abele geseb ge etomertare abele euangelia, a ko etomeret abele lu abele kosker ikele mena ko dikiapor abim.
14ALLORA uno de' dodici, detto Giuda Iscariot, andò a' principali sacerdoti, e disse loro:
14Nerute le abele tuelf lelam, abara nei Iuda Isakariota, E bakeam gaire au zogozog le giz,
15Che mi volete dare, ed io ve lo darò nelle mani? Ed essi gli pesarono trenta sicli d'argento.
15A uiabi kega, Nalu lu uaba kari ikuar, a kaka abi ikuar uabim? Ege uiaba abi ikuar mani thirti.
16E da quell'ora egli cercava opportunità di tradirlo.
16Abele gerger ge E ditimed mirem abim, na kaua umele ko abi erpei.
17OR nel primo giorno degli azzimi, i discepoli vennero a Gesù, dicendogli: Ove vuoi che noi ti apparecchiamo da mangiar la pasqua?
17Abele kekiam gerger abele areto nole isi kak, abara kaimeg giz Iesuim tabakeuare, a abim kega, Nade uteb ma lagelag keriba derser ko paseka eroare?
18Ed egli disse: Andate nella città ad un tale, e ditegli: Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; io farò la pasqua in casa tua, coi miei discepoli.
18Ege E uiabi detager, kega, Uaba bakeuare abele uteb, a nerute le uaba abi daratagerare, Abele Ereuer le mari detager, Kara mop maike; kaka ikeli abele paseka mara meta, kaka pako kara kaimeg giz.
19E i discepoli fecero come Gesù avea loro ordinato, ed apparecchiarono la pasqua.
19Ege abara kaimeg giz ikerare mokakalam Iesu mer tigri, a ko derser abele paseka.
20E quando fu sera, egli si mise a tavola co' dodici.
20Kikem tabarki, E eidi leuer ero kemem tuelf le.
21E mentre mangiavano, disse: Io vi dico in verità, che un di voi mi tradirà.
21Uiaba eroare, E uiabi detager, Ageakar, kaka uabi detager, uabielam nerute le kari mirem.
22Ed essendone eglino grandemente attristati, ciascun di loro prese a dirgli: Son io desso, Signore?
22A uiaba au asiasi, a uiaba ditimeda abim detagerare, Opole ae, nako kaka?
23Ed egli, rispondendo, disse: Colui che intinge con la mano meco nel piatto mi tradirà.
23E uiabi etkalu, kega, Abele le kemem akameida abara tag, pako kara tag abele tanelu ge, E dali abele le kari mirem.
24Il Figliuol dell'uomo certo se ne va, secondo ch'è scritto di lui; ma, guai a quell'uomo per lo quale il Figliuol dell'uomo è tradito! meglio sarebbe stato per lui di non esser mai nato.
24Le la Uerem bakeamulu, mokakalam detarer abim; epe abele le Le la Uerem abi mirem uaiai abele le! debele abele le nole aosmer kak.
25E Giuda che lo tradiva prese a dire: Maestro, son io desso? Egli gli disse: Tu l'hai detto.
25Ege Iuda, le abi mirem, abi etkalu, kega, Rabi ae, nako kaka? E abi detager, Eko mama detager.
26Ora, mentre mangiavano, Gesù, preso il pane, e fatta la benedizione, lo ruppe, e lo diede a' discepoli, e disse: Prendete, mangiate; quest'è il mio corpo.
26Uiaba eroare, Iesu ekao abele areto, a esoao, a itur; a uiabim nakuarare tabara kaimeg giz, kega, Tekao, aroem; kara gem ike.
27Poi, preso il calice, e rendute le grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti.
27E tanelu ekao, a esoao, a uiabim nakuarare, kega, A ui uridili areem;
28Perciocchè quest'è il mio sangue, ch'è il sangue del nuovo patto, il quale è sparso per molti, in remission de' peccati.
28Abelelam kara mam ike, abele mam kerkar gelar ko epaitered gaire le giz adem dikri le ra uite giz.
29Or io vi dico, che da ora io non berrò più di questo frutto della vigna, fino a quel giorno che io lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio.
29Kaka uabi detager, kega, Kaka nole aree kak abele uina turumlam, mena bakedida abele gerger kaka ko aree abele kerkar uaina uabi kemem kara Aba ra baselaia.
30E DOPO ch'ebbero cantato l'inno, se ne uscirono al monte degli Ulivi.
30Uiaba emetu uedakiriare nerute ued, a uiaba Oliua paserem bakeamuda.
31Allora Gesù disse loro: Voi tutti sarete scandalezzati in me questa notte; perciocchè egli è scritto: Io percoterò il Pastore, e le pecore della greggia saranno disperse.
31Ege Iesu uiabi detager, Uaba uridili ezigmada karielam abele ki ge; emetu detali, kega, Kai le mamoe asesered ipiti, epe mamoe giz kepu bamarid.
32Ma, dopo che io sarò risuscitato, andrò dinanzi a voi in Galilea.
32Ese kaka ko eded akaida, kaka kekiam bakeam Galilaiaem, a uaba keubu.
33Ma Pietro, rispondendo, gli disse: Avvegnachè tutti sieno scandalezzati in te, io non sarò giammai scandalezzato.
33Epe Peteru abi detager, kega, Ese ui uridili marim ezigmada, kai nolea.
34Gesù gli disse: Io ti dico in verità, che questa stessa notte, innanzi che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte.
34Iesu abi detager, kega, Ageakar kaka mari detager, kega, Abele ki ge, kimiar faul nole ereretikri kak, a neis netat ma kari nasared.
35Pietro gli disse: Benchè mi convenisse morir teco, non però ti rinnegherò. Il simigliante dissero eziandio tutti i discepoli.
35Peteru iako elele detager, kega, Ese kaka mari kemem naumilu, kaka nole mari asared kak. Uiaba uridili daratagered abkoreb.
36ALLORA Gesù venne con loro in una villa, detta Ghetsemane, e disse a' discepoli: Sedete qui, finchè io sia andato là, ed abbia orato.
36Uiaba baosi kemem Iesu abele ged nei Gethesemane, E uiabi detager, tabara kaimeg giz, Uaba bamer ike, a kaka bakeam peike ko esorerapare.
37E preso seco Pietro, e i due figliuoli di Zebedeo, cominciò ad esser contristato, e gravemente angosciato.
37E bakeuare kemem Peteru pako Zebedaio ra neis uerem, E au asiasi a ko okasosok.
38Allora egli disse loro: L'anima mia è occupata di tristizia infino alla morte; dimorate qui, e vegliate meco.
38E uiabi detager, Kara nerkepu au asiasi, bakedida abele eud; uaba ko bamer ike, pako kari kemem uti kak.
39E andato un poco innanzi, si gettò sopra la sua faccia, orando, e dicendo: Padre mio, se egli è possibile, trapassi da me questo calice; ma pure, non come io voglio, ma come tu vuoi.
39E kebikebi bakeam, a E etkobeilu, a esorerapare, kega, Kara Aba ae, ese umele, adem abele tanelu karielam; epe nole kara lag ikeli, mabara lag ikeli.
40Poi venne a' discepoli, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Così non avete potuto vegliar pure un'ora meco?
40E ko akomed a erdali abara kaimeg giz uiaba uteid, E detager Peteruim, Nako, uaba nole saserim kari kemem uti kak abele netat haua ge?
41Vegliate, ed orate, che non entriate in tentazione; perciocchè lo spirito è pronto, ma la carne è debole.
41Uaba uti kak a esorerapare, iaueakai uaba nole mirem barota; merkepu au lagelag, a gem gebegeb.
42Di nuovo, la seconda volta, egli andò, ed orò, dicendo: Padre mio, se egli non è possibile che questo calice trapassi da me, che io nol beva, la tua volontà sia fatta.
42E iako bakeam, a esorerapare, kega, Kara Aba ae, ese nole umele adem abele tanelu karielam, mena kaka aree, mabara lag ikeli.
43Poi, essendo di nuovo venuto, li trovò che dormivano; perciocchè i loro occhi erano aggravati.
43E iako akomeda a uiaba erdali ko uteid, abelelam uiaba pone au perper.
44E, lasciatili, andò di nuovo, ed orò la terza volta, dicendo le medesime parole.
44E uiabi dikaer, a ko bakeam esorerapare abele neis netat bakeam, E no netat mer detager.
45Allora egli venne a' suoi discepoli, e disse loro: Dormite pure da ora innanzi, e riposatevi; ecco, l'ora è giunta, e il Figliuol dell'uomo è dato nelle mani dei peccatori.
45E iako akomeda a erdali abara kaimeg giz, E uiabi kega, Uaba uteid, a nerbazi: dasmer, maike abele haua Le la Uerem ko abi mirem gaire uit le giz ra tag.
46Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino.
46Bako, meriba bakeuare: dasmer, E maike abele le kari mirem.
47E MENTRE egli parlava ancora, ecco, Giuda, uno de' dodici, venne, e con lui un grande stuolo, con ispade, ed aste, mandato da' principali sacerdoti, e dagli anziani del popolo.
47Dasmer, E mer detaut, Iuda tabarki, nerute le tuelf lelam, E kemem gaire le lakub, pako zogozogo le giz, a aule giz abgedlam, uiaba nagri teibur aososo tulik pako gabgab.
48Or colui che lo tradiva avea loro dato un segnale, dicendo: Colui il quale io avrò baciato è desso; pigliatelo.
48Abele le abi mirem E uiabi etomeret nerute atamelam, kega, Abele le kaka abi eskos, E dali: uaba abi erpeirare.
49E in quello stante, accostatosi a Gesù, gli disse: Bene stii, Maestro; e baciollo.
49E sobkak tabarki Iesuim, a abi kega, Rabi ae; a abi eskos.
50E Gesù gli disse: Amico, a che far sei tu qui? Allora coloro , accostatisi a Gesù, gli posero le mani addosso, e lo presero.
50Iesu abi detager, kega, Makanali, nalugem ma tabakeam? A uiaba tabakeuare a tag giz Iesui dog emarirare, a ko erpeirare.
51Ed ecco, un di coloro ch' erano con Gesù, distesa la mano, trasse fuori la spada, e percosse il servitore del sommo sacerdote, e gli spiccò l'orecchio.
51Dasmer, nerute le Iesui dog E ekao tabara teibur aososo tulik iseda, E ipiti nerute zogozogo le giz ra memeg le abara laip ismilu.
52Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada nel suo luogo; perciocchè tutti coloro che avranno presa la spada, periranno per la spada.
52Iesu abim detager, Mara teibur aososo tulik ko ikedi taba gedge; abelelam uiaba uridili ekao abele teibur aososo tulik, a ko eumilu abele teibur aososo tuliklam.
53Pensi tu forse che io non potessi ora pregare il Padre mio, il qual mi manderebbe subito più di dodici legioni d'angeli?
53Nako ma dikiapor kaka nole umele damosi kara Aba ko namarkare karim gaire angela giz tumem gaire legiona tuelf?
54Come dunque sarebbero adempiute le Scritture, le quali dicono che conviene che così avvenga?
54Nako nole bakedida gaire iauali zogo, abkoreb bakedida abele gaire lu?
55In quella stessa ora Gesù disse alle turbe: Voi siete usciti con ispade e con aste, come contro a un ladrone, per prendermi; io tuttodì sedeva appresso di voi, insegnando nel tempio; e voi non mi avete preso.
55Peirdi abele haua kige, Iesu detager gaire le lakub, Nako uaba karim tabakeuare, gaire teibur aososo tulik, pako gabgab ko erpei mokakalam idikeda le ise? Meriba bamer abele zogo meta, kaka uabi ereuerem gaire gerger, a uaba nole kari erpei.
56Ma tutto ciò è avvenuto, acciocchè le Scritture de' profeti fossero adempiute. Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono.
56Gaire lu uridili ikerare, iaueakai bakedilu gaire perofeta giz uiaba iauali. Abara kaimeg giz abi dikaerti, a uiaba derar.
57OR coloro che aveano preso Gesù lo menarono a Caiafa, sommo sacerdote, ove gli Scribi e gli anziani erano raunati.
57Uiaba Iesu erpeirare, a abi datkimuardare Kaiafaim zogo le, a gaire aotale giz le pako aule giz netate gedim.
58E Pietro lo seguitava da lungi infino alla corte del sommo sacerdote; ed entrato dentro, si pose a seder co' sergenti, per veder la fine.
58Epe Peteru muriz ge abi irmili, zogo le ra meta tabarki, a balu a emri kemem gaire memeg le, E lagelag erdali abele mop.
59Or i principali sacerdoti, e gli anziani, e tutto il concistoro, cercavano qualche falsa testimonianza contro a Gesù, per farlo morire;
59Ege gaire zogo le giz pako aule giz pako gaire tarim le uridili uiaba deraimerare uader le bes ageakarem Iesuim, iaueakai uiaba abi ipitare eumilu:
60ma non ne trovarono alcuna; eziandio dopo che molti falsi testimoni si furono fatti avanti, non ne trovavano però, alcuna; ma, alla fine, vennero due falsi testimoni;
60Epe nole erdali; a ko tabakeuare gaire bes ageakarem, a nole ardar kak. Keubu neis le bes ageakarem tabakeamlei, a kega,
61i quali dissero: Costui ha detto: Io posso disfare il tempio di Dio, e infra tre giorni riedificarlo.
61Abele le keribi detager, Kaka umele Ade ra zogo meta ezageri, kaka umele ko ikeli neis netate gerger.
62Allora il sommo sacerdote, levatosi, gli disse: Non rispondi tu nulla? che testimoniano costoro contro a te?
62Abele zogo le ekue, a abim kega, Nako ma nole mer etkalu? nako neis le ra mer marim?
63Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote replicò, e gli disse: Io ti scongiuro per l'Iddio vivente, che tu ci dica se tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio.
63Epe Iesu nole mer kak. Ege zogo le abim detager, kega, Kaka mari detager, Ma iskosi keribim edede Ad ra nei, nako mama Keriso Ade ra Uerem?
64Gesù gli disse: Tu l'hai detto. Anzi io vi dico, che da ora innanzi voi vedrete il Figliuol dell'uomo sedere alla destra della Potenza, e venir sopra le nuvole del cielo.
64Ege Iesu abi detager, Eko, mama detager; kaka uabi detager, Keubu uaba erdali Le la Uerem E emri tuter tag abele adigir kemer le, E ko tabakeam gaire kotor baz giz ge.
65Allora il sommo sacerdote stracciò i suoi vestimenti, dicendo: Egli ha bestemmiato; che abbiamo noi più bisogno di testimoni? ecco, ora voi avete udita la sua bestemmia.
65Abele zogo le tabara am uali etoat, a uiabi kega, E adud mer egali Adim: nako, nole ko abkoreb nerute ageakarem meribim? dasmer, uaba aserare peirdi abara adud mer egali Adim.
66Che vi par egli? Ed essi, rispondendo, dissero: Egli è reo di morte.
66Nako uaba dikiaporare? Ege uiaba daratagerare, kega, Abkoreb E eumilu.
67Allora gli sputarono nel viso, e gli diedero delle guanciate; ed altri gli diedero delle bacchettate,
67Ege uiaba mos iduari abara opem; a uader le tag giz ipitare abim,
68dicendo: O Cristo, indovinaci chi ti ha percosso.
68A uiaba mer kega, Keriso ae, mase keribi etomertare, nete le mari ipiti?
69OR Pietro sedeva di fuori nella corte; ed una fanticella si accostò a lui, dicendo: Anche tu eri con Gesù il Galileo.
69Epe Peteru E adige emri abele meta ge; nerute memeg neur abim tabakeamulu kega, Mama nerute le kemem Iesu Galilaia le.
70Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: Io non so ciò che tu ti dici.
70E abi asared uiaba opem uridili, kega, Kaka umer kak abele lu ma kari detager.
71E, come egli fu uscito fuori all'antiporto, un'altra lo vide, e disse a coloro ch' erano quivi: Anche costui era con Gesù il Nazareo.
71E teosomeda abele maisu ge, a nerute memeg neur ko abi erdali, E detager uader le, Abele le E kemem Iesu Nazareta le.
72Ma egli di nuovo lo negò con giuramento, dicendo: Io non conosco quell'uomo.
72E ko abi asared, a ditimeda adud mer egali, kega, Kaka umer kak abele le.
73E poco appresso, quelli ch'erano presenti, accostatisi, dissero a Pietro: Di vero anche tu sei di quelli; perciocchè la tua favella ti fa manifesto.
73Kebikebi, uader le tekueilu, a uiaba kega, Peteruim, Ageakar ma nerute le uiabielam; abelelam keriba umele mara kodomer.
74Allora egli cominciò a maledirsi, ed a giurare, dicendo: Io non conosco quell'uomo. E in quello stante il gallo cantò.
74E ko adud mer egali, a iskosi, kega, Kaka umer kak abele le. Ege kimiar faul sobkak ereretikri.
75Allora Pietro si ricordò della parola di Gesù, il quale gli avea detto: Innanzi che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. Ed egli uscì, e pianse amaramente.
75Epe Peteru ko dikiapor abele mer Iesu abi detager, Nole kimiar faul ereretikri kak, ma neis netat kari asared. Ege osomed E au ezoli.
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