Evangelo Di S. Luca 8
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
1ED avvenne poi appresso, ch'egli andava attorno di città in città, e di castello in castello, predicando, ed evangelizzando il regno di Dio, avendo seco i dodici.
1KADEKADEO murin mepukat a kotin kakan jili nan kanim laud o me tikitik kan, padapadak o kaloki ronamau en wein Kot, o ekriamen ian i.
2Ed anche certe donne, le quali erano state guarite da spiriti maligni, e da infermità, cioè: Maria, detta Maddalena, della quale erano usciti sette demoni;
2O pil li akai, me a kotin kakelailada jan nen jued o jomau kan, iet akan: Maria, me pil adanek i men Makdala, me tewil ijimen koiei jan.
3e Giovanna, moglie di Cuza, procurator di Erode; e Susanna, e molte altre; le quali gli ministravano, sovvenendolo delle lor facoltà.
3O Ioana iei likond en Kujaj en Erodej a jaunkoa men, o Jujana, o me toto, me papaki I ar kapwa kan.
4ORA, raunandosi gran moltitudine, e andando la gente di tutte le città a lui, egli disse in parabola:
4A aramaj totoia lao pokon don i jan nan kanim akan, karoj, ap kotin karajeraj majani:
5Un seminatore uscì a seminar la sua semenza; e mentre egli seminava, una parte cadde lungo la via, e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono tutta.
5Jaunkamor kolan kamor a war akan. Ni a kamokamorok akai ap moredi on pon kailan al ap tiatidi o manpir en pan lan nam ir ala.
6Ed un'altra cadde sopra la pietra; e come fu nata, si seccò; perciocchè non avea umore.
6A akai moredi on pon paip. A lao wojada, a monedi, pweki a jota lamelamur.
7Ed un'altra cadde per mezzo le spine; e le spine, nate insieme, l'affogarono.
7Akai moredi nan tuka teketek, a tuka teketek wojada, kajoka ir ala.
8Ed un'altra cadde in buona terra; ed essendo nata, fece frutto, cento per uno . Dicendo queste cose, gridava: Chi ha orecchie da udire, oda.
8A akai moredi nan pwel mau, ap wojada o wada pan me epuki. Ni a kotin majanier mepukat, ap majan laudeda: Me jalon a mia, men ron, i en ron!
9E i suoi discepoli lo domandarono, che voleva dir quella parabola.
9A japwilim a tounpadak kan ap kalelapok re a: Ia wewe en karajeraj wet?
10Ed egli disse: A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri quelli son proposti in parabole, acciocchè veggendo non veggano, e udendo non intendano.
10I ari kotin majani: A muei on komail er, en aja me rir en wein Kot, a met akan en aja ni karajeraj akan pwe ren kilan, ap jota kilan, o ron, ap jota weweki.
11Or questo è il senso del la parabola: La semenza è la parola di Dio.
11A iet wewe en karajeraj o: Majan en Kot iei war akan.
12E coloro che son seminati lungo la via son coloro che odono la parola ; ma poi viene il diavolo, e toglie via la parola dal cuor loro; acciocchè non credano, e non sieno salvati.
12A me mi pon kailan al o, iei ir, me ronadar, a muri tewil pwarada katia jan majan en Kot nan monion arail, pwe ren der pojon, rap maurela.
13E coloro che son seminati sopra la pietra son coloro i quali, quando hanno udita la parola, la ricevono con allegrezza; ma costoro non hanno radice, non credendo se non a tempo; ed al tempo della tentazione si ritraggono indietro.
13A me mi pon paip, iei ir, me kin ron majan o ap pereperen ale, a jota kalau re ’rail. Anjau kij re kin pojon, a ni anjaun jonejon, irail kin pupe jan.
14E la parte ch'è caduta fra le spine son coloro che hanno udita la parola ; ma, quando se ne sono andati, sono affogati dalle sollecitudini, e dalle ricchezze, e da' piaceri di questa vita, e non fruttano.
14A me moredi nan tuka teketek, iei irail me kin ron, ap koieila tiropeki anan o pai, o inon jued en maur et, rap jokekila, ap jota wa.
15Ma la parte che è caduta nella buona terra son coloro i quali, avendo udita la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e fruttano con perseveranza.
15A nan jap mau, iei irail, me kin ron majan o, ap nekinek nan monion ar inen o mau, o wada nin tiak en kanonama.
16OR niuno, accesa una lampana, la copre con un vaso, o la mette sotto il letto; anzi la mette sopra il candelliere; acciocchè coloro ch'entrano veggano la luce.
16Jota me kin ijikeda lamp, ap pwainekidi kopa eu, de ki on pan men wendi a pon deu a, pwe me pan pedelon on en kilan marain o.
17Poichè non v'è nulla di nascosto, che non abbia a farsi manifesto; nè di segreto, che non abbia a sapersi, ed a venire in palese.
17Pwe jota me rir kot, me jo pan janjaleta, pil jota me okiok kot, me jo pan kalok jili.
18Guardate adunque come voi udite; perciocchè a chiunque ha, sarà dato; ma a chi non ha, eziandio quel ch'egli pensa di avere gli sarà tolto.
18Komail ari kalaka duen omail kin roneron, pwe me a mia, ekij pan ko on; a me jota a mia, i, me a kiki on, me a, pan katia jan.
19OR sua madre e i suoi fratelli vennero a lui, e non potevano avvicinarglisi per la moltitudine.
19In a o ri a kan ap ko don i, a re jota kak kaion impa pweki pokon o.
20E ciò gli fu rapportato, dicendo alcuni: Tua madre, e i tuoi fratelli, son là fuori, volendoti vedere.
20A ap loki on i: In ar o ri ar akan poto liki. re men udial ir.
21Ma egli, rispondendo, disse loro: La madre mia, e i miei fratelli, son quelli che odono la parola di Dio, e la mettono ad effetto.
21A kotin japen majani on irail: In ai o ri ai mepukat, me kin roneron majan en Kot o apapwali.
22ED avvenne un di que' dì, ch'egli montò in una navicella, co' suoi discepoli, e disse loro: Passiamo all'altra riva del lago. Ed essi vogarono in alta acqua.
22Kadekadeo ni eu ran a kotilan pon apot jop, a japwilim a tounpadak kan ian i. A kotin majani on irail: Kitail en kotela le en: Irail ari tanetan koieila.
23E mentre navigavano, egli si addormentò; ed un turbo di vento calò nel lago, talchè la lor navicella si empieva; e pericolavano.
23O ni ar tanetan kokowei, a kotin jaimokela; melimel ap koda nan jed. A jop o pwilipwil, a pan mauidi.
24Ed essi, accostatisi, lo svegliarono, dicendo: Maestro, Maestro, noi periamo. Ed egli, destatosi, sgridò il vento, e il fiotto dell'acqua, e quelli si acquetarono, e si fece bonaccia.
24Irail ap kai don i, kaopada i, potoan on: Main, Main, kit pan mela! I ari kipada majani on an o iluk en jed akan, rap tikitikala o molelar.
25E Gesù disse a' suoi discepoli: Ov'è la vostra fede? Ed essi, impauriti, si maravigliarono, dicendo l'uno all'altro: Chi è pur costui, ch'egli comanda eziandio al vento ed all'acqua, ed essi gli ubbidiscono?
25I ap kotin majani on irail: Ia omail pojon? A irail majakada inda nan pun ar: Daduen, ij men et, pwe a kin majani on an o jed, ir ari duki on.
26E NAVIGARONO alla contrada de' Gadareni, ch'è di rincontro alla Galilea.
26Irail ap lele don jap en Kadara, me jal on Kalilaa.
27E quando egli fu smontato in terra, gli venne incontro un uomo di quella città, il quale, già da lungo tempo, avea i demoni, e non era vestito d'alcun vestimento; e non dimorava in casa alcuna, ma dentro i monumenti.
27I lao kotidi jan, ol amen tu on i, me kodo jan kanim o, me tan war en tewil jan maj kokodo, o me kilijo, o a jota kin kaujon nan im, pwe a kin mimi nan joujou kan.
28E, quando ebbe veduto Gesù, diede un gran grido, e gli si gettò a' piedi, e disse con gran voce: Gesù, Figliuol dell'Iddio altissimo, che vi è egli fra te e me? io ti prego, non tormentarmi.
28I lao kilan Iejuj, ap werida, poridi jan mo a indaki nil laud: Menda re omui nai, Iejuj Japwilim en Kot lapalap? I men poeki re omui, kom der kalok ia la!
29Perciocchè egli comandava allo spirito immondo di uscir di quell'uomo; perchè già da lungo tempo se n'era impodestato; e benchè fosse guardato, legato con catene, e con ceppi, rompeva i legami, ed era trasportato dal demonio ne' deserti.
29Pwe a kotin majani on nen jaut o, en koiei jan ren aramaj o, pwe pan pak toto a jaikidi i; i ari kin jali kidi jal mata o jal en na kai. A i kamueit ir pajan, o tewil paki i lan jap tan.
30E Gesù lo domandò, dicendo: Qual'è il tuo nome? Ed esso disse: Legione; perciocchè molti demoni erano entrati in lui.
30Iejuj kotin kainoma re a majani: Ia ad om? A potoan on: Lekion; pwe tewil toto mi re a.
31Ed essi lo pregavano che non comandasse loro di andar nell'abisso.
31Ir ari poeki re a, ender majani on irail, me ren kodilan pweleko.
32Or quivi presso era una greggia di gran numero di porci, che pasturavan sul monte; e que' demoni lo pregavano che permettesse loro d'entrare in essi. Ed egli lo permise loro.
32Ari, pwin pwik kalaimun mi waja o manamana jili nin nana o. Irail ari poeki i, en kotin mueid on irail re en til on irail. I ari kotin mueid on irail.
33E que' demoni, usciti di quell'uomo, entrarono ne' porci; e quella greggia si gettò per lo precipizio nel lago, ed affogò.
33Tewil oko ap kodi jan ren aramaj o, ap tilon nan pwin pwik o. Pwin pwik o ap tanedi wei ni aul on nan jed ap mopila.
34E quando coloro che li pasturavano videro ciò ch'era avvenuto, se ne fuggirono, e andarono, e lo rapportarono nella città, e per lo contado.
34Jilepa ko lao kilaner me wiauier, rap tandaui, kolan kanim laud o tikitik kan, kaireki jili.
35E la gente uscì fuori, per veder ciò ch'era avvenuto; e venne a Gesù, e trovò l'uomo, del quale i demoni erano usciti, che sedeva a' piedi di Gesù, vestito, e in buon senno; e temette.
35Irail ap koieila, kilan me wiauier, re ap kola ren Iejuj, diarada aramaj o, me tewil oko keredi jan lole, momod ni aluwilu en Iejuj, likauda o lolekonlar; irail karoj majakadar.
36Coloro ancora che l 'aveano veduto, raccontaron loro come l'indemoniato era stato liberato.
36Me ian udialer, ap kaire kin irail duen tanwar en tewil a kakeladar.
37E tutta la moltitudine del paese circonvicino dei Gadareni richiese Gesù che si dipartisse da loro; perciocchè erano occupati di grande spavento. Ed egli, montato nella navicella, se ne ritornò.
37Men Kadara karoj ap poe kipoeki i, en koti wei jan re ’rail, pwe re majakadar kaualap. I ari kotida pon jop o, ap kotin purelar.
38Or quell'uomo, del quale erano usciti i demoni, lo pregava di poter stare con lui. Ma Gesù lo licenziò, dicendo:
38A ol o, me tewil oko kodi janer, poeki re a, en ian i; a Iejuj jota kotin mueid on i majani:
39Ritorna a casa tua, e racconta quanto gran cose Iddio ti ha fatte. Ed egli se ne andò per tutta la città, predicando quanto gran cose Gesù gli avea fatte.
39Purelan deu om, kalok jili duen manaman lapalap, me Kot wiai on uk er! I ari kola, kalok jili nan kanim o duen manaman lapalap, me Iejuj kotin wiai on i.
40OR avvenne, quando Gesù fu ritornato, che la moltitudine l'accolse; perciocchè tutti l'aspettavano.
40Kadekadeo Iejuj lao kotin puredo, aramaj akan ap kajamo i, pwe irail karoj auiaui i.
41Ed ecco un uomo, il cui nome era Iairo, il quale era capo della sinagoga, venne, e gettatosi a' piedi di Gesù, lo pregava che venisse in casa sua.
41A kilan, ol amen, ad a Iairuj, jaumaj en jinakoke, kotido poridi ni aluwilu en Iejuj o poeki i, en kotilon on nan im a.
42Perciocchè egli avea una figliuola unica, d'età d'intorno a dodici anni, la qual si moriva. Or mentre egli vi andava, la moltitudine l'affollava.
42Pwe na ieroj jeripein amen, me a par naulriau, me koren ion mela. A ni a kotikot kokodo, pokon o koi don i.
43Ed una donna, la quale avea un flusso di sangue già da dodici anni, ed avea spesa ne' medici tutta la sua sostanza, e non era potuta esser guarita da alcuno;
43A li amen, me nta pwilipwil par naulriau, me pwaineki on jaunwini kan a dipijou karoj. A jota me kak kakelailada i.
44accostatasi di dietro, toccò il lembo della vesta di esso; e in quello stante il flusso del suo sangue si stagnò.
44I me apedo mur i, doke ni kailan japwilim a likau. A pwilipwil en nta madan madada.
45E Gesù disse: Chi mi ha toccato? E negandolo tutti, Pietro, e coloro ch' eran con lui, dissero: Maestro, le turbe ti stringono, e ti affollano, e tu dici: Chi mi ha toccato?
45Iejuj ap kotin majani: Ij I me jair ia? A karoj lao inda me jota, Petruj o me ian i ap potoan on: Main, pokon o kin kapil pena o koi don ir, a iaduen, re kotin majani: ij i me jair ia?
46Ma Gesù disse: Alcuno mi ha toccato, perciocchè io ho conosciuto che virtù è uscita di me.
46A Iejuj kotin majani: Nan meamen jair ia, pwe I pam, me kel eu ko jan er.
47E la donna, veggendo ch'era scoperta, tutta tremante venne; e, gettataglisi a' piedi, gli dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual cagione l'avea toccato, e come in quello stante era guarita.
47A li o lao ajaer, me a jo kak rirala, ap majapwekada, apedi poridi jan mo a, ap katitiki mon aramaj karoj, karepan a jair i, o duen a kelailada madan.
48Ed egli le disse: Sta' di buon cuore, figliuola; la tua fede ti ha salvata; vattene in pace.
48A ap kotin majani on i: Jeripein popoleta, om pojon me kakel uk ada, kowei popol.
49Ora, mentre egli parlava ancora, venne uno di casa del capo della sinagoga, dicendogli: La tua figliuola è morta; non dar molestia al Maestro.
49A ni a kotin majaniata, amen potodo jan ren jaumaj en jinakoke o katitiki on i: Japwilim omui jeripein melar. Men da kom kanirieki jaunpadak o.
50Ma Gesù, udito ciò , gli fece motto, e disse: Non temere; credi solamente, ed ella sarà salva.
50A Iejuj lao mani mepukat, ap kotin japen i majani: Koe der majak, koe pojon ta, a ap pan maureda.
51Ed entrato nella casa, non permise che alcuno vi entrasse, se non Pietro, e Giovanni, e Giacomo, e il padre, e la madre della fanciulla.
51A lao kotilon on nan im o, a jota kotin mueid on amen en ian pedelon on nan pera, Petruj, o loanej, o Iakupuj eta, o jam en jeripein o in a.
52Or tutti piangevano, e facevan cordoglio di lei. Ma egli disse: Non piangete; ella non è morta, ma dorme.
52A irail karoj janejan o mamaukeki i. A i kotin majani: Komail der janejan! Pwe a jota melar, a mamair eta.
53Ed essi si ridevano di lui, sapendo ch'ella era morta.
53Rap kaururki, pwe re aja, me a melar.
54Ma egli, avendo messi fuori tutti, e presala per la mano, gridò, dicendo: Fanciulla, levati.
54I ari kotikiiei jan ir nan pera O, a ap kotin ale pa a waron on I majani: Jeripein, paurida!
55E il suo spirito ritornò in lei , ed ella si levò prontamente; ed egli comandò che le si desse da mangiare.
55Nen en jeripein ap pure don i, i ari madan uda. I ap kotin majani, kijin mana en ko on.
56E il padre, e la madre di essa, sbigottirono. E Gesù comandò loro, che non dicessero ad alcuno ciò ch'era stato fatto.
56A jam a in a puriamui kila. I ari kotin inapwiedi irail ren der indan meamen me wiauier.
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