Geremia 17
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Septuagint (Greek Old Testament), second edition
1Il peccato di Giuda è scritto con uno stile di ferro, con una punta di diamante; egli è scolpito in su la tavola del lor cuore, e nelle corna de' vostri altari.
1ΕΠΙΚΑΤΑΡΑΤΟΣ ὁ ἄνθρωπος, ὃς τὴν ἐλπίδα ἔχει ἐπ' ἄνθρωπον καὶ στηρίζει σάρκα βραχίονος αὐτοῦ ἐπ' αὐτόν, καὶ ἀπὸ Κυρίου ἀποστῇ ἡ καρδία αὐτοῦ·
2Il ricordarsi de 'loro altari, e de' lor boschi, presso agli alberi verdeggianti, sopra gli alti colli, è loro come il ricordarsi de' lor propri figliuoli.
no verse 2 in this text
3O montanaro, scendi nella campagna; io darò in preda le tue facoltà, e tutti i tuoi tesori; i tuoi alti luoghi son pieni di peccato, in tutti i tuoi confini.
no verse 3 in this text
4E tu, e quelli che sono fra te, lascerete vacar la vostra eredità, la quale io vi avea data, essendone cacciati fuori; ed io ti farò servire a' tuoi nemici, nel paese che tu non è conosci; perciocchè voi avete acceso un fuoco nella mia ira, il quale arderà in perpetuo.
no verse 4 in this text
5Così ha detto il Signore: Maledetto sia l'uomo che si confida nell'uomo, e mette la carne per suo braccio, e il cui cuore si ritrae dal Signore.
no verse 5 in this text
6Egli sarà come un tamerice in una piaggia; e quando il bene verrà, egli nol vedrà; ed abiterà nel deserto, in luoghi aridi, in terra di salsuggine, e disabitata.
6καὶ ἔσται ὡς ἡ ἀγριομυρίκη ἡ ἐν τῇ ἐρήμῳ, οὐκ ὄψεται ὅταν ἔλθῃ τὰ ἀγαθά, καὶ κατασκηνώσει ἐν ἁλίμοις καὶ ἐν ἐρήμῳ, ἐν γῇ ἁλμυρᾷ, ἥτις οὐ κατοικεῖται.
7Benedetto sia l'uomo che si confida nel Signore, e la cui confidanza è il Signore.
7καὶ εὐλογημένος ὁ ἄνθρωπος, ὃς πέποιθεν ἐπὶ τῷ Κυρίῳ καὶ ἔσται Κύριος ἐλπὶς αὐτοῦ·
8Egli sarà come un albero piantato presso alle acque, e che stende le sue radici lungo un ruscello; e quando viene l'arsura, egli non la sente; anzi le sue fronde verdeggiano; e nell'anno della secchezza non se ne affanna, e non resta di far frutto.
8καὶ ἔσται ὡς ξύλον εὐθηνοῦν παρ' ὕδατα, καὶ ἐπὶ ἰκμάδα βαλεῖ ρίζαν αὐτοῦ καὶ οὐ φοβηθήσεται ὅταν ἔλθῃ καῦμα, καὶ ἔσται ἐπ' αὐτῷ στελέχη ἀλσώδη, ἐν ἐνιαυτῷ ἀβροχίας οὐ φοβηθήσεται καὶ οὐ διαλείψει ποιῶν καρπόν.
9Il cuor dell'uomo è frodolente sopra ogni altra cosa, ed insanabile; chi lo conoscerà?
9βαθεῖα ἡ καρδία παρά πάντα, καὶ ἄνθρωπός ἐστι· καὶ τίς γνώσεται αὐτόν;
10Io, il Signore, che investigo i cuori, che provo le reni; e ciò , per rendere a ciascuno la retribuzione secondo le sue vie, secondo il frutto de' suoi fatti.
10ἐγὼ Κύριος ἐτάζων καρδίας καὶ δοκιμάζων νεφροὺς τοῦ δοῦναι ἑκάστῳ κατὰ τὰς ὁδοὺς αὐτοῦ καὶ κατὰ τοὺς καρποὺς τῶν ἐπιτηδευμάτων αὐτοῦ.
11Chi acquista delle ricchezze, e non dirittamente, è come la pernice, che cova l'uova che non ha fatte; egli le lascerà al mezzo de' suoi dì, ed alla fine sarà trovato stolto.
11ἐφώνησε πέρδιξ, συνήγαγεν ἃ οὐκ ἔτεκε· ποιῶν πλοῦτον αὐτοῦ οὐ μετὰ κρίσεως, ἐν ἡμίσει ἡμερῶν αὐτοῦ ἐγκαταλείψουσιν αὐτόν, καὶ ἐπ' ἐσχάτων αὐτοῦ ἔσται ἄφρων.
12Il luogo del nostro santuario è un trono di gloria, un luogo eccelso fin dal principio.
12θρόνος δόξης ὑψωμένος, ἁγίασμα ἡμῶν,
13O Signore, speranza d'Israele, tutti quelli che ti lasciano saran confusi; e quelli che si rivoltano indietro da me saranno scritti nella terra; perciocchè hanno abbandonata la fonte delle acque vive, il Signore.
13ὑπομονὴ Ἰσραήλ, Κύριε, πάντες οἱ καταλιπόντες σε καταισχυνθήτωσαν, ἀφεστηκότες ἐπὶ τῆς γῆς γραφήτωσαν, ὅτι ἐγκατέλιπον πηγὴν ζωῆς, τὸν Κύριον.
14Sanami, Signore, ed io sarò sanato; salvami, ed io sarò salvato; perciocchè tu sei la mia lode.
14ἴασαί με, Κύριε, καὶ ἰαθήσομαι· σῶσόν με, καὶ σωθήσομαι· ὅτι καύχημά μου σὺ εἶ.
15Ecco, costoro mi dicono: Dove è la parola del Signore? venga pur ora.
15ἰδοὺ αὐτοὶ λέγουσι πρός με· ποῦ ἐστιν ὁ λόγος Κυρίου; ἐλθέτω.
16Ora, quant'è a me, io non ho fatta maggiore istanza dietro a te, che si convenga ad un pastore; e non ho desiderato il giorno del male insanabile; tu il sai, ciò che è uscito delle mie labbra è stato nel tuo cospetto.
16ἐγὼ δὲ οὐκ ἐκοπίασα κατακολουθῶν ὀπίσω σου καὶ ἡμέραν ἀνθρώπου οὐκ ἐπεθύμησα, σὺ ἐπίστῃ· τὰ ἐκπορευόμενα διὰ τῶν χειλέων μου πρὸ προσώπου σού ἐστι.
17Non essermi in ispavento; tu sei la mia speranza, e rifugio, nel giorno dell'avversità.
17μὴ γενηθῇς μοι εἰς ἀλλοτρίωσιν φειδόμενός μου ἐν ἡμέρᾳ πονηρᾷ.
18Sieno confusi i miei persecutori, e non io; sieno spaventati, e non io; fa' venire sopra loro il giorno del male, e rompili di doppia rottura.
18καταισχυνθήτωσαν οἱ διώκοντές με, καὶ μὴ καταισχυνθείην ἐγώ· πτοηθείησαν αὐτοί, καὶ μὴ πτοηθείην ἐγώ· ἐπάγαγε ἐπ' αὐτοὺς ἡμέραν πονηράν, δισσὸν σύντριμμα σύντριψον αὐτούς.
19COSÌ mi ha detto il Signore: Va', e fermati alla porta de' figliuoli del popolo, per la quale entrano ed escono i re di Giuda; ed a tutte le porte di Gerusalemme, e di' loro:
19Τάδε λέγει Κύριος· βάδισον καὶ στῆθι ἐν ταῖς πύλαις υἱῶν λαοῦ σου, ἐν αἷς εἰσπορεύονται ἐν αὐταῖς βασιλεῖς Ἰούδα καὶ ἐν αἷς ἐκπορεύονται ἐν αὐταῖς, καὶ ἐν πάσαις ταῖς πύλαις Ἱερουσαλὴμ
20Ascoltate la parola del Signore, re di Giuda, e tutto Giuda, e voi , tutti gli abitanti di Gerusalemme, ch'entrate per queste porte.
20καὶ ἐρεῖς αὐτοῖς· ἀκούσατε τὸν λόγον Κυρίου, βασιλεῖς Ἰούδα, καὶ πᾶσα Ἰουδαία καὶ πᾶσα Ἱερουσαλήμ, οἱ εἰσπορευόμενοι ἐν ταῖς πύλαις ταύταις·
21Così ha detto il Signore: Guardatevi, sopra le anime vostre, di portare alcun carico, nè di far lo passare per le porte di Gerusalemme, nel giorno del sabato;
21τάδε λέγει Κύριος· φυλάσσεσθε τὰς ψυχὰς ὑμῶν καὶ μὴ αἴρετε βαστάγματα ἐν τῇ ἡμέρᾳ τῶν σαββάτων καὶ μὴ ἐκπορεύεσθε ταῖς πύλαις Ἱερουσαλὴμ
22e non traete fuor delle vostre case alcun carico, nè fate opera alcuna nei giorno del sabato; ma santificate il giorno del sabato, come io comandai a' padri vostri.
22καὶ μὴ ἐκφέρετε βαστάγματα ἐξ οἰκιῶν ὑμῶν ἐν τῇ ἡμέρᾳ τῶν σαββάτων καὶ πᾶν ἔργον οὐ ποιήσετε· ἁγιάσατε τὴν ἡμέραν τῶν σαββάτων, καθὼς ἐνετειλάμην τοῖς πατράσιν ὑμῶν, καὶ οὐκ ἤκουσαν καὶ οὐκ ἔκλιναν τὸ οὖς αὐτῶν
23Ma essi non ascoltarono, e non porsero il loro orecchio; anzi indurarono il lor collo per non ascoltare, e per non ricever correzione.
23καὶ ἐσκλήρυναν τὸν τράχηλον αὐτῶν ὑπὲρ τοὺς πατέρας αὐτῶν τοῦ μὴ ἀκοῦσαί μου καὶ τοῦ μὴ δέξασθαι παιδείαν.
24Ed avverrà, se pur mi ascoltate, dice il Signore, per non fare entrare alcun carico per le porte di questa città nel giorno del sabato, e per santificare il giorno del sabato, per non fare in esso alcun lavoro;
24καὶ ἔσται ἐὰν ἀκοῇ ἀκούσητέ μου, λέγει Κύριος, τοῦ μὴ εἰσφέρειν βαστάγματα διὰ τῶν πυλῶν τῆς πόλεως ταύτης ἐν τῇ ἡμέρᾳ τῶν σαββάτων καὶ ἁγιάζειν τὴν ἡμέραν τῶν σαββάτων τοῦ μὴ ποιεῖν πᾶν ἔργον,
25che i re ed i principi che seggono sopra il trono di Davide, montati sopra carri e cavalli; i re, dico, e i lor principi, gli uomini di Giuda, e gli abitanti di Gerusalemme, entreranno per le porte di questa città; e questa città sarà abitata in perpetuo.
25καὶ εἰσελεύσονται διὰ τῶν πυλῶν τῆς πόλεως ταύτης βασιλεῖς καὶ ἄρχοντες καθήμενοι ἐπὶ θρόνου Δαυὶδ καὶ ἐπιβεβηκότες ἐφ' ἅρμασι καὶ ἵπποις αὐτῶν, αὐτοὶ καὶ οἱ ἄρχοντες αὐτῶν, ἄνδρες Ἰούδα καὶ οἱ κατοικοῦντες ἐν Ἱερουσαλήμ, καὶ κατοικισθήσεται ἡ πόλις αὕτη εἰς τὸν αἰῶνα.
26E si verrà dalle città di Giuda, e da' luoghi circonvicini di Gerusalemme, e dal paese di Beniamino, e dal piano, e dal monte, e dalla parte meridionale, portando olocausti e sacrificii, ed offerte, ed incenso; portando ancora offerte da render grazie, alla Casa del Signore.
26καὶ ἥξουσιν ἐκ τῶν πόλεων Ἰούδα καὶ κυκλόθεν Ἱερουσαλὴμ καὶ ἐκ γῆς Βενιαμὶν καὶ ἐκ γῆς πεδινῆς καὶ ἐκ τοῦ ὄρους καὶ ἐκ τῆς πρὸς νότον φέροντες ὁλοκαυτώματα καὶ θυσίας καὶ θυμιάματα καὶ μαναὰ καὶ λίβανον, φέροντες αἴνεσιν εἰς οἶκον Κυρίου.
27Ma, se non mi ascoltate, per santificare il giorno del sabato, e per non portare alcun carico, e per non entrar con esso per le porte di Gerusalemme, nel giorno del sabato, io accenderò un fuoco nelle sue porte, il quale consumerà i palazzi di Gerusalemme, e non si spegnerà.
27καὶ ἔσται ἐὰν μὴ ἀκούσητέ μου τοῦ ἁγιάζειν τὴν ἡμέραν τῶν σαββάτων, τοῦ μὴ αἴρειν βαστάγματα καὶ μὴ εἰσπορεύεσθαι ταῖς πύλαις Ἱερουσαλὴμ ἐν τῇ ἡμέρᾳ τῶν σαββάτων, καὶ ἀνάψω πῦρ ἐν ταῖς πύλαις αὐτῆς, καὶ καταφάγεται ἄμφοδα Ἱερουσαλὴμ καὶ οὐ σβεσθήσεται.
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