Evangelo Di S. Marco 11
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
1E QUANDO furon giunti vicino a Gerusalemme, in Betfage, e Betania, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due de' suoi discepoli.
1NI arail koren ion Ierujalem, kokolan Petpake o Petanien impan dol Oliwe, a ap kotin poronela japwilim a tounpadak riamen.
2E disse loro: Andate nel castello ch' è dirimpetto a voi; e subito, come entrerete là, troverete un puledro d'asino attaccato, sopra il quale non montò mai alcuno; scioglietelo, e menatemelo.
2Majani on ira: Koma ko on nan kijin kanim en, me palilan komail. Ari, ni oma pedelon on lole, koma pan madan diar ejel pul amen a janjal, me aramaj amen kaikenta dake. Lapwada i o kaluado met!
3E se alcuno vi dice: Perchè fate questo? dite: Il Signore ne ha bisogno. E subito lo manderà qua.
3A ma meamen indai on koma: Da me koma wiaki met? A koma japen: Kaun o men en upa. Ari, a pan madanada kadarado.
4Essi adunque andarono, e trovarono il puledro attaccato di fuori ad una porta, presso ad un capo di strada, e lo sciolsero.
4Ira ari kola, diar ejel pul o, a janjal likin im o nan au en al riau; ira ap lapwada.
5Ed alcuni di coloro ch'eran quivi presenti dissero loro: Che fate voi in isciogliere il puledro?
5Akai ir u waja o indai on ira: Da me koma lapwakida ejel pul en?
6Ed essi dissero loro come Gesù avea ordinato. Ed essi li lasciarono andare.
6Ira ari japen kin irail, me lejuj majani on ira. Irail ari kadar on ira.
7Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono sopra quello le lor vesti; ed egli montò sopra esso.
7Ira ari potoan don ejel pul o ren Iejuj, pwilidi on ar likau ko poa. I ari kaipokedi on poa,
8E molti distendevano le lor vesti nella via, ed altri tagliavan de' rami dagli alberi, e li distendevano nella via.
8Me toto perokida jan ar likau nani al, akai paledi ran tuka, irepakidi nani al o.
9E coloro che andavan davanti, e coloro che venivan dietro, gridavano, dicendo: Osanna! Benedetto sia colui che viene nel nome del Signore!
9Irail me tion o me idauen ap nijinij, inda: Ojiana! Meid iajunai me kotikido ni mar en Kaun!
10Benedetto sia il regno di Davide, nostro padre, il quale viene nel nome del Signore. Osanna ne' luoghi altissimi!
10Meid pai wei kokodo, en jam atail Dawid! Ojiana nanlan!
11E Gesù, entrato in Gersualemme, venne nel tempio; ed avendo riguardata ogni cosa attorno attorno, essendo già l'ora tarda, uscì verso Betania, co' dodici.
11A ap kotilon on Ierujalem o im en kaudok. A lao kotin mamajani jili meakan, a ap kotilan Petanien pwe a waja ponier, ianaki eikriamen.
12ED il giorno seguente, quando furono usciti di Betania, egli ebbe fame.
12Pweidi jonada, irail ap kotin puredo jan Petanien. A ap kotin men konotada.
13E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se vi troverebbe cosa alcuna; ma, venuto a quello, non vi trovò nulla, se non delle foglie; perciocchè non era la stagion de' fichi.
13A lao kotin majani tuka pik apot jan waja doo, ta mia. A ap koti don, ma a jo pan diar meakot ia. Ni a lel don, a ap kotin diarada ta eta, pwe jaiken ta anjau en pik.
14E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te. E i suoi discepoli l'udirono.
14I ap kotin japen majani on i: Jota meamen pan kan jan uk wan tuka kokolata. A japwilim a tounpadak kan ron.
15E vennero in Gerusalemme. E Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciar fuori coloro che vendevano, e che comperavano nel tempio; e riversò le tavole dei cambiatori, e le sedie di coloro che vendevano i colombi.
15Irail ap koti don Ierujalem. Iejuj lao kotilon on nan im en kaudok, a ap kotin tapiada kaje jan irail, me netinet nan im en kaudok, ap wukidedi en jaun kawil moni ko ar tepel o en men netin muroi ko ar men momod.
16E non permetteva che alcuno portasse alcun vaso attraverso al tempio.
16Ap jola mueid on meamen, en wala dal eu nan im en kaudok.
17Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata: Casa d'orazione, per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni.
17I ari kotin kawewe majani on irail: A jo intinidi, me im ai adaneki, im en kapakap on toun jappa karoj? A komail wia kila deun men pirap!
18Or gli Scribi, e i principali sacerdoti udirono queste cose , e cercavano il modo di farlo morire; perchè lo temevano; perciocchè tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina.
18Jamero laplap akan o jaun kawewe kan ronada, ap lamelame duen ar pan kamela i, pwe re majak i, pwe aramaj karoj puriamuiki a padak.
19E quando fu sera, Gesù se ne uscì fuori della città.
19Ni a jautik pena, a ap kotiieila jan kanim o.
20E la mattina seguente , come essi passavano presso del fico, lo videro seccato fin dalle radici.
20Ni manjan, ni arail kotikot kowei, re ap majaniada tuka pik o a monedar jan nin tapi.
21E Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, ecco, il fico che tu maledicesti è seccato.
21Petruj ap katamaneki potoan on i: Rapi, re kotin majani tuka, me re kotin kariala o a monelar.
22E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio.
22Iejuj ap kotin japen majani on irail: Komail pojon Kot!
23Perciocchè io vi dico in verità, che chi avrà detto a questo monte: Togliti di là , e gettati nel mare; e non avrà dubitato nel cuor suo, anzi avrà creduto che ciò ch'egli dice avverrà; ciò ch'egli avrà detto gli sarà fatto.
23Pwe melel, I indai on komail, ma meamen pan indai on nana wet: Mokidewei lokidokila nan madau! Ap jota peikajal nan monion i, a pojon me meako, me a inda, pan pwaida, a pan wiaui on, me a inda.
24Perciò io vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le riceverete, e voi le otterrete.
24lei me I indaki on komail: Meakaroj, me komail inon ion ni omail kapakap, kamelele, me komail pan ale, a ap pan pwai don komail.
25E quando vi presenterete per fare orazione, se avete qualche cosa contro ad alcuno, rimettetegliela; acciocchè il Padre vostro ch' è ne' cieli vi rimetta anch'egli i vostri falli.
25Ari, ni omail kapakap maki on, ma kajuede kai mi re omail on amen, pwe Jam omail, me kotikot nanlan, en pil makeki omail japun kan.
26Ma, se voi non perdonate, il Padre vostro ch' è ne' cieli non vi perdonerà i vostri falli.
26A ma komail jota mak, Jam omail, me kotikot nanlan, jota pil pan makeki on komail omail japun kan.
27POI vennero di nuovo in Gerusalemme; e mentre egli passeggiava per lo tempio, i principali sacerdoti, e gli Scribi, e gli anziani vennero a lui, e gli dissero:
27Re ap pil pure don Ierujalem. Ni a kotikot jili nan im en kaudok o, jamero lapalap akan, o jaunkawewe kan, o jaumaj akan ko don re a.
28Di quale autorità fai queste cose? e chi ti ha data cotesta autorità da far queste cose?
28Ap potoan on: Manaman en ij, me komui wiawiaki mepukat? O ij me kiwei manaman om, en wiawia mepukat?
29E Gesù, rispondendo, disse loro: Anch'io vi domanderò una cosa; rispondetemi adunque, ed io vi dirò di quale autorità io fo queste cose.
29Iejuj ap kotin japen majani on irail: I pan pil idok peidok eu re omail. Komail japen ia, I ap pan id indai on komail, manaman en ij, me I wiaki mepukat.
30Il battesimo di Giovanni era egli dal cielo, o dagli uomini? rispondetemi.
30En Ioanej a paptaij, men nanlan de me ren aramaj? Japen ia!
31Ed essi ragionavan tra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli dirà: Perchè dunque non gli credeste?
31Irail ap lamelame nan pun arail inda: Ma kitail inda, men nanlan, a pan majani: Da me komail jo kameleleki?
32Ma se diciamo: Dagli uomini, noi temiamo il popolo (perciocchè tutti tenevano che Giovanni era veramente profeta);
32A ma kitail inda, me ren aramaj irail majak pokon o, pwe irail karoj lamelame, me Ioanej jaukop melel amen.
33perciò, rispondendo, dissero a Gesù: Noi non sappiamo. E Gesù, rispondendo, disse loro: Io ancora non vi dirò di quale autorità fo queste cose.
33Re ap japen potoan on Iejuj: Je jaja. Iejuj ap kotin majani on irail: I jota pil pan indai on komail, man en ij me I wiaki mepukat.
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